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Ieri 13 settembre 2011 abbiamo presentato alla stampa il nostro progetto elettorale per le amministrative del 2012 per il Comune di Verona.
Abbiamo scelto la Sveglia come simbolo iniziale di questo percorso.
Abbiamo programmato 8 incontri pubblici nelle 8 circoscrizioni di Verona, per coinvolgere i cittadini nel progetto e soprattutto nella stesura del programma.

Il 15 settembre ci sarà la prima assemblea pubblica a Montorio presso la Sala "Papa G. Paolo II" Piazza Penne Nere 2 alle ore 21.00.
Per qualsiasi informazione:
info@movimento5stelle-verona.it
Hanno scritto di noi:
TG di Telearena (guarda il video)
Da nogaraonline.net
Sono tutti bravi i nostri politici a dire che si devono tagliare i privilegi della casta. Quello più bravo di tutti è sicuramente Fini, il quale non vuole eliminare i vitalizi di molti personaggi che si sono, per così dire, “prestati” alla politica.
La settimana scorsa l’Espresso ha pubblicato la lista dei 2.308 ex Deputati ed ex Senatori che percepiscono il vitalizio. Questi ex portano a casa ogni mese da 1.700 a 7.000 € netti. Tanti nomi, alcuni molto noti ed altri meno, ma tutti con un vitalizio mensile assicurato. Vitalizio che il Presidente della Camera Gianfranco Fini non vuole tagliare mentre Berlusconi e Tremonti, con la manovra anticrisi, mettono mano alle pensioni degli italiani.
Nell’elenco compaiono nomi davvero interessanti come Oliviero Diliberto, Vittorio Sgarbi e Fausto Bertinotti i quali percepiscono 5.305 €uro mensili. Alfonso Pecoraro Scanio percepisce 5.802 €uro mensili. Gino Paoli e Carlo Taormina percepiscono 2.238 €uro mensili. Luciano Benetton percepisce 2.345 €uro mensili. Enrico Testa, Chicco per gli amici nuclearisti, percepisce un assegno vitalizio mensile di 3.190 €uro. Paolo Cirino Pomicino e Gianni De Michelis, soci in “affari” di Bettino Craxi dei tempi d’oro, percepiscono rispettivamente 5.934 e 5.802 €uro mensili.
Chi crede che la casta dia un taglio ai propri privilegi crede anche che gli asini possano volare. La casta non intende tagliare nessun privilegio acquisito. La casta non può tagliare se stessa, è come chiedere all’oste se il vino che vende è buono.
Nessuno dei politici che occupano gli scranni di Roma vogliono veramente riformare la politica. Nessuno, neanche il puritano Fini. Men che meno l’ex secessionista Bossi. Tutti, da destra a sinistra, vogliono rimanere dove sono e con i privilegi che hanno acquisito in anni di ruberie a danno degli italiani. Se volete farvi il sangue amaro questo è il link de l’Espresso con l’elenco completo di chi percepisce il vitalizio.
Mirco Moreschi (consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle di Nogara)
http://www.nogaraonline.net/
A Verona oltre ai 4 Referendum, 2 sull'acqua 1 sul nucleare e 1 sul Legittimo Impedimento, si vota anche per un quinto referendum.
Si voterà nella giornata di domenica 12 giugno in Piazza Brà dalle 11 alle 19, dove il Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle allestirà un vero e proprio seggio per permettere ai cittadini di Verona di votare per il referendum locale già approvato e pronto, che il sindaco Tosi si ostina a tenere nel cassetto.
L'amministrazione comunale continua a non voler indire tale referendum cittadino nonstante le 6 sentenze del tribunale che danno ragione al Comitato e dichiarano inequivocabilmente che l'Amministrazione Comunale sta facendo ostruzionismo.
Anche l'ex-sindaco di Milano, Mortizia, ha permesso l'accorpamento dei referendum cittadini con quelli nazionali, con un risparmio per le tasche comunali non indifferenti.
Quindi il Comitato ha deciso, in modo simbolico, di fare comunque il referendum cittadino per ribadire l'importanza della democrazia partecipativa soprattutto su decisioni che hanno un impatto su diverse generazioni.
Il MoVimento 5 Stelle di Verona aderisce in pieno all'iniziativa credendo fermamente che la democrazia si esercita facendo partecipare i cittadini alle decisioni.
Abbiamo intervistato Alberto Sperotto Presidente del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle.
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle Verona
http://www.movimento5stelle-verona.it
Le Donne della Lega Nord del Trentino stanno facendo dimostrazioni in piazza per dire un secco no all'inceneritore di rifiuti di Trento.
Sul loro sito si legge a chiare lettere che "da tempo ormai la Lega Nord Trentino combatte la battaglia contro l’inceneritore e i rischi che l’inquinamento da diossina comporta e chiede che la Provincia rivolga l’attenzione verso altre tecnologie innovative e alternative". E ancora: "Le Donne della Lega propongono prevenzione e salute contro l’inceneritore, perché la salute e la sicurezza delle persone devono avere sempre la priorità su tutto."
Questa battaglia è portata avanti in prima linea proprio dalle donne della Lega Nord, mamme sensibili alle tematiche sulla salute pubblica.
Come mai a Verona la Lega ha una posizione totalmente opposta? La Lega veronese si è costruita una solida compagine governativa per portare avanti la riaccensione di Cà del Bue.
Ha inserito in AGSM, la municipalizzata proprietaria di Cà del Bue, il presidente Paternoster necessario per portare a termine il loro progetto. In provincia, l'assessore all'ambiente Vemturi, in comune il nostro sindaco Tosi hanno più volte detto che l'inceneritore si farà sicuramente.
Ma allora la domanda nasce spontanea?
I leghisti veronesi sono tutti uomini? Possibile che non ci siano donne che ascoltino il monito delle loro compagne trentine?
Donne leghiste veronesi, alzatevi e fate sentire la vostra voce di mamme preoccupate per la salute dei vostri figli!
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona

Da anni se non da decenni a Verona si discute di mobilità. Le strade cittadine sono intasate dal traffico che è in costante aumento.
Le scelte fatte fin'ora sia dalle giunte di destra che da quelle di sinistra portano solo in una direzione: incentivare l'uso dell'auto propria a sfavore del mezzo pubblico. Questo porta guadagni alle solite imprese del cemento e del catrame che realizzano parcheggi, viadotti, sottopassi, rotonde.
Si sono costruiti, e se ne stanno costruendo altri, diversi parcheggi sotterranei in città, all'interno del centro storico, depauperando piazze storiche come Piazza Corrubbio vicino alla chiesa di San Zeno, patrono di Verona.
Ma le scelte più scellerate le stanno compiendo i componenti della Giunta Tosi.
Dal Traforo delle Torricelle ora si giunge al Filobus che di Filo ne ha ben poco.
Oggi è stato reso noto il vincitore della gara per la realizzazione in 1000 giorni del sistema Filobus a Verona che vedrà 37 mezzi della Phileas (http://www.apts-phileas.com/ ) da 18 metri da 145 passeggeri l'uno che percorreranno due tragitti a X, per totali 23,7 chilometri, da San Michele allo Stadio e dal policlinico di Borgo Roma a Ca' di Cozzi.
Non sono previste particolari agevolazioni per i percorsi di questi mezzi come corsie preferenziali o semafori intelligenti. E' previsto solo l'ennesimo sottopasso in circonvallazione (cemento, spostamento terra, asfalto), dedicato al passaggio del filobus, che per realizzarlo creerà non pochi disagi.
L'assurdità è che per motivi estetici a me sconosciuti, in centro storico non saranno installati cavi elettrici sospesi e le vetture saranno spinte da un motore diesel. Questa è una scelta ottusa, anacronistica e a dir poco senza senso.
Nella cordata di imprese che si è aggiudicata l'appalto, guarda caso, compare l'impresa Mazzi che ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati. Lascio al lettore ogni considerazione in merito.
La stessa Mazzi insieme a Technital compare nella cordata promotrice del Traforo delle Torricelle. Era anche la promotrice del famoso parcheggio di Porta Trento proposto dall'allora Giunta Zanotto di centro sinistra, di cui non si sente più parlare, pur essendoci ancora pubblicato sul portale del comune l'aggiudicazione del bando di gara (http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=7352). Non vorrei che, per la mancata realizzazione dell'ennesimo parcheggio in centro, si dovesse pagare una mora sostanziosa al promotore.
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona
Di Traforo delle Torricelle o Passante Nord, a Verona, se ne parla oramai da 30 anni. Verona ha la fortuna e sfortuna di avere delle splendide e ridenti colline a nord, ai piedi delle quali sorgono i quartieri più vivibili e più verdi della città scaligera.
Il traffico automobilistico che deve percorrere da est a ovest la parte nord della città è costretto ad affrontare lunghe code in prossimità della strettoia del Teatro Romano, dove la strada si stringe tra l'Adige e il Teatro all'aperto, sede di una rassegna teatrale e musicale tra le più importanti d'Italia.
Sono state fatte mille ipotesi diverse per risolvere questo problema di congestione. Galleria corta, galleria lunga, galleria lunghissima, ztl allargata, a pagamento o gratis, insomma ogni giunta che si è insediata a Palazzo Barbieri (sede del Comune di Verona) ha fatto la sua proposta.
Ora la giunta capeggiata dal Sindaco più amato dagli italiani a pari merito con Renzi, ha iniziato l'iter per la costruzione di un opera faraonica sotto l'insegna: “se femo el buso lo femo fato ben” (se facciamo la galleria la facciamo fatta bene, leggi grande).
Il progetto dal costo iniziale di 360 milioni di euro ora è arrivato alla cifra di ben 436 milioni per la costruzione di una doppia canna di gallerie di 2 km con due corsie per senso di marcia e relativa corsia di emergenza, altri 2 km in galleria artificiale tagliando in due i quartieri più belli di Verona, un ponte sull'Adige che sovrasta una zona incontaminata in cui proprio in questi giorni sono arrivati i cigni per nidificare, e altri 6 km su un terrapieno artificiale alto più di 6 metri sul piano campagna. In realtà si tratta di una autostrada a pagamento in città , un po' come il tratto cittadino della A4 a Milano.
Il Comune logicamente non dispone di quella cifra e quindi ricorre al famigerato project finansing che comporta un ritorno economico da parte delle ditte o della cordata di ditte appaltatrici dato dalle opere di compensazione e dai pedaggi.
Sono previsti 20 milioni di auto e camion a 2 km da piazza Bra, con 150 mila metri quadrati di opere di compensazione (autogrill, fastfood, alberghi, parcheggi per auto e camion
) per un totale di territorio consumato pari 500mila metri quadrati, equivalenti alla città di Verona dentro all'ansa dell'Adige (il centro storico).
L'opera è in project financing per cui una cordata di aziende veronesi, capeggiata dalla Techinital che è stata scelta, nel 2009, come soggetto promotore, vedrà riconosciuti 5,06 milioni di euro per la progettazione (ne avevano inizialmente richiesti 4,3) di soldi pubblici per un'opera che la magior parte dei cittadini non vuole.
Il contratto col concessionario prevede che l'amministrazione si impegni a non realizzare opere che riducano i flussi di traffico nella nuova autostrada per i prossimi 50 anni (pena la consegna di nuovi territorio per ... fastfood, autogrill ...). Quindi, per i prossimi 50 anni, nessun intervento a favore del trasporto pubblico potrà essere pensato.
In gennaio è iniziata la discussione in Consiglio Comunale sulla variante urbanistica. Sono stati presentati circa 2000 emendamenti dall'opposizione e la discussione poteva protrarsi per mesi senza alcuna possibilità di intervento della maggioranza. Invece, per accelerare i tempi la maggioranza ha chiesto un accorpamento degli emendamenti arrivando ad una proposta di 16 punti generalisti e non vincolanti approvati sia dalla maggioranza che dall'opposizione. E così la variante urbanistica è stata approvata con un bell'inciucio "bipartisan".
Un comitato di cittadini si sta opponendo all'opera da anni proponendo, oltre a mille iniziative di sensibilizzazione e di informazione, anche un referendum consultivo. Il MoVimento 5 Stelle di Verona ha contribuito alla raccolta di 8500 firme autenticate in un mese.
Per il referendum hanno dovuto ricorrere per ben 4 volte di fronte al giudice per farsi dare sempre ragione (per farsi approvare il quesito, consegnare i moduli per la raccolta delle firme, far contare le firme e contro l'ordinanza del sindaco che ancora si ostina a non indirlo).
Siccome il quesito referendario chiede al cittadino se vuole l'istituzione di una commissione super partes che valuti l'impatto sulla salute dell'opera, il Sindaco, per scongiurare il referendum oltre che commissionare un sondaggio a mio avviso assolutamente antidemocratico (vedi video), ha nominato una commissione all'Istituto Superiore di Sanità (quella che ci ha fatto comprare i milioni di vaccini influenzali lo scorso inverno...).
Risultati? Eccoli:
- la nuova autostrada porterà a un miglioramento della qualità dell'aria di "ben" -21,6g di pm nell'ora di punta. Se confrontiamo il dato con la quantità totale risulta che equivale allo 0,016%! risultato ridicolo
- il risultato dice che il 70% dei veronesi respirerà meglio, ma è servita un'operazione di alchimia per spostare 96mila abitanti tra i beneficiari (che in realtà non lo sono). La lettura esatta è che il 32% ne avrà lievissimi benefici e il resto (69%) starà come oggi o peggio.
In un articolo apparso su Carta Estnord Gianni Belloni, scrive ( http://www.estnord.it/content/view/941/1/ ):
Interessante da questo punto di vista il ruolo della Mazzi Impresa Generale Costruzioni s.p.a - coinvolta nella cordata Technital e collegata con la società Serenissima - uno dei tre soggetti della cordata di imprese il cui progetto è stato dichiarato di «pubblico interesse» dall'amministrazione scaligera nel 2009. L'impresa Mazzi non solo ha finanziato, legalmente, la campagna elettorale di Flavio Tosi con 10mila euro regolarmente comunicati, ma ha avuto affidati senza gara i lavori della Valdastico sud [costo 800 milioni] perché parte, con il 30 per cento, della Serenissima costruzioni, società controllata dall'Autostrada Serenissima. Procedura che ha provocato un ricorso, bocciato dal Tar, dell'associazione nazionale costruttori [Ance]. I lavori della Valdastico sud sono stati funestati dal sequestro da parte dei magistrati antimafia di Caltanissetta, di due lotti dell'autostrada nell'ambito dell'inchiesta sul cemento depotenziato utilizzato dalla Calcestruzzi Spa.
La Mazzi la ritroviamo nell'affare del Ponte sullo Stretto insieme alla Technital la quale è presente nei più contestati lavori pubblici: dal ponte sullo stretto di Messina allo scavo del tunnel per la Tav Milano - Bologna, dal Mose all'autostrada Palermo - Messina. Quest'ultima nasce nel 1967 e si rivelerà «l'opera con l'esecuzione più lenta della storia d'Italia, quaranta anni di lavori a singhiozzi - come denuncia il giornalista Antonio Mazzeo nella sua inchiesta pubblicata su www.terrelibere.it -, sprechi di risorse finanziarie, decine d'inaugurazioni e fittizi tagli di nastri, infiltrazioni mafiose e mazzette multimilionarie per politici e amministratori, indicibili disagi e mortali incidenti per utenti e abitanti».
Ogni nuova opera viabilistica oltre che a spostare traffico da un punto ad un altro diventa un vero e proprio attrattore di traffico aumentando l'inquinamento dell'aria in senso assoluto.
500 mila metri quadrati di territorio consumati non verranno mai più restituiti al mondo, alla natura, al pianeta Terra che ci ospita. Siamo degli ospiti irriverenti e profondamente maleducati!
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona
A Oppeano, un paese della Bassa Veronese, da un po’ di tempo è nata una via che ha per nome un posto che non esiste, se non nella mente convinta e a volte malata dei leghisti duri e puri. Il sindaco di Oppeano, Alessandro Montagnoli, pur preso dai suoi vari impegni (Deputato, Vicepresidente della Camera e , Sindaco), ha trovato il tempo di dare il nome Padania ad una via del Comune.
Poniamo, per esempio, che un candidato delle cinque stelle venisse eletto sindaco in un Comune della Bassa Veronese, per esempio Nogara, Isola della Scala o Bovolone (solo per citarne alcuni fra i più grandi) metterebbe il nome ad una via a suo piacimento come ad esempio via acqua, via sviluppo, piazza energia.
I confini non esistono, sono solo segni colorati su una cartina topografica. Restare in un “luogo” per un tempo secondo noi lungo, ossia la nostra vita, ci fa credere che quel posto sia nostro. Il nome non fa il luogo. Sono le persone che ci abitano che fanno si che quel luogo sia bello o brutto, pulito o sporco, inquinato o sano. Tutto qui, svegliamoci!
Mirko e Gianni - Movimento 5 Stelle Bassa Veronese
In questi giorni, in queste settimane oramai, in Consiglio Comunale di Verona si perpetua un comportamento poco edificante.
Sono in discussione, in particolare, gli emendamenti alla variante urbanistica per il Passante Nord cosidetto Traforo delle Torricelle.
Non c'è dibattito in aula. La maggioranza non esiste. Chi presiede, quei pochi della maggiornaza, votano anche per gli altri. La minoranza strenuamente presenta i propri emendamenti pur sapendo che verranno categoricamente bocciati.
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C'è chi legge il giornale, chi mangia un gelato, chi beve un caffè seduto al suo posto o di fianco ad un altro consigliere con cui ridacchia e commenta sprezzante a voce alta. La foto ritrae l'assessore alle Attività economiche (industria, commercio, artigianato e agricoltura) - Mobilità - Viabilità e relative infrastrutture che mangia un gelato durante la discussione degli emendamenti.
Fuori da Palazzo Barbieri (la sede del Comune di Verona) si ergono fieri i cartelli di divieto di consumazione di cibi e bevande. Fuori è "forbidden", rischiando multe salate, mentre dentro al palazzo tutto è concesso a chi comanda.
Questo atteggiamento di disprezzo verso una istituzione in cui lavorano nostri dipendenti è quantomeno imbarazzante.
Le decisioni vengono prese solo nelle commissioni o addirittura nei corridoi di palazzo e in Consiglio Comunale vengono solo fatte le votazioni che qui a Verona hanno sempre un esito scontato, vista la larga maggioranza.
Ma questo, a nostro giudizio, è gravissimo perchè la democrazia viene garantita solo se vengono rispettati tutti i ruoli compreso quello della minoranza che presenta i suoi emendamenti ed ha il sacrosanto diritto di dibatterli in aula e soprattutto di essere ascoltata con rispetto e dignità .
Tramite un accordo tra maggioranza e minoranza, in questi ultimissimi giorni, sono state presentate 16 proposte di variazione che verranno accolte dalla maggiornaza solo ed esclusivamente per accelerare i tempi di approvazione della variante urbanistica, tramite il ricatto del ritiro degli emendamenti non ancora discussi.
Tenendo nella dovuta considerazione il fatto che questi 16 punti del "patto di non belligeranza" sono veramente importanti e a favore di un minor impatto socliale ed ambientale del Passante Nord, si resta sconcertati come la presentazione di 344 emendamenti della minoranza venga costantemente considerata come ostruzionismo. A noi sembra che 344 emendamenti su una proposta di delibera che, se attuata, vedrà sconvolto per sempre il territorio a nord di Verona, siano il minimo sindacale. Per cui riteniamo che, nonostante ci siano delle cose estremamente migliorative rispetto alla proposta iniziale, l'accordo dei 16 punti sia un compromesso storico che si sarebbe potuto largamente evitare.
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle - Verona
Il primo punto del nostro programma alla Stella Trasporti recita così: “Disincentivo dell'uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane” ( http://www.beppegrillo.it/movimento/2010/07/trasporti.html ).
Normalmente mi muovo a piedi, abitando a ridosso del centro storico, o in bicicletta o al massimo in moto. Ieri, per uno spostamento interquarteriale, ho utilizzato l'autobus. Tralasciando la scarsissima puntualità (più di 10 minuti di ritardo su una frequenza ogni 15 minuti delle corse), mi sono ritrovato ad analizzare le tipologie di fruitori del mezzo pubblico. Solo extracomunitari, anziani e studenti. Nessuno della fascia di età lavorativa, pur essendo le ore 18, orario di rientro. O tutti i lavoratori sono impiegati fino a tardi oppure utilizzano altri mezzi per rientrare a casa.
Oggi sul giornale L'Arena (http://www.larena.it/stories/Home/212194_atv_finanziamenti_ridotti_dovremo_tagliare_i_servizi/) si legge un intervista al presidente di ATV (Azienda Trasporti Verona) il quale preannuncia i possibili tagli alla spesa per il trasporto pubblico della Regione Veneto che si dovrebbero attestare intorno al 25%.
Leggiamo sul portale della Regione Veneto le parole dell'assessore al Bilancio, Roberto Ciambetti, e del Presidente Zaia (http://www.regione.veneto.it/Notizie/Primo+Piano/Bilancio+Regione.htm):
“Dal miliardo e 586 milioni di entrate a libera destinazione del 2010 passiamo a una previsione per il prossimo anno di 1 miliardo e 241 milioni - ha spiegato l’assessore -. Di questi, 726 milioni sono costi insopprimibili per il personale, le utenze, i mutui, ecc., compresa la somma di 40 milioni per il bollo auto introitata dalla Regione per conto dello Stato e che allo stesso deve essere rigirata; 72 milioni andranno agli Enti dipendenti, con un taglio del 15%; la parte rimanente, 442 milioni, è stata ripartita tra i diversi assessorati, avendo un occhi di riguardo, come ha spiegato il presidente Zaia, per il trasporto pubblico locale, il sociale, la formazione professionale.
Ma stiamo parlando ugualmente di grandi sacrifici: per questi settori il taglio va dal 25 al 50 per cento, per tutti gli altri, la diminuzione oscilla addirittura tra il 60 e l’80 per cento”
Significa che i fondi destinati al trasporto pubblico vengono tagliati almeno di un quarto. Questo, a detta del Presidente di ATV comporterà il taglio di 5 dei 22 milioni di chilometri percorsi in un anno dai mezzi pubblici e l'aumento delle tariffe.
Quale sarà la conseguenza principale? La totale disaffezione del cittadino all'utilizzo del mezzo pubblico con conseguente aumento di traffico privato che comporterà la legittimazione delle grandi opere viabilistiche. Ed è questo a cui mirano i nostri amministratori.
A Verona è in progetto una tangenziale a nord della città per completare l'anello circonvallatorio. Questa tangenziale, a quattro corsie, passerà in parte sotto le colline, con costi altissimi per costruire le gallerie (oltre 460 milioni di euro), e in parte nel bel mezzo dei quartieri più belli della città . E' un'autostrada in città a tutti gli effetti. Si sposta il problema di concentrazione di inquinamento da una parte all'altra della città creando comunque un attrattore di traffico, soprattutto di traffico pesante che ora non esiste in questa zona della città .
Sono state raccolte più di 8000 firme dal Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle (http://www.traforo.it/), per indire un referendum cittadino e proprio ieri il Tribunale di Verona ha sentenziato contro un cavillo di inammissibilità per mancata certificazione delle firme evocato dall'Amministrazione Comunale quando è il Comune stesso, attraverso l'ufficio elettorale a dover vidimare le firme. Per cui ora il Comune di Verona è obbligato a verificare le firme raccolte entro 3 giorni e ad analizzare nel contesto l'ammissibilità del referendum entro e non oltre i successivi 15 giorni.
Tutte queste politiche, portate avanti con evidenti osteggiamenti verso chi le combatte, volte a far prevalere l'uso del mezzo privato sono da condannare. In primis per un conseguente aumento dell'inquinamento atmosferico ed in secondo luogo per un consumo sfrenato del territorio che non ci verrà mai più restituito. Ultimo, ma non meno importante, questa politica di favoritismi verso i grandi industriali del cemento ci porterà ad un conseguente ed inarrestabile sperpero di denari pubblici.
Queste società , o consorzi di società , coinvolte negli appalti delle grandi opere si contano sulle dita di una mano. In prima linea troviamo spesso la veronese Technital S.p.A.
Coinvolta nel Passante Nord di Verona, nel Mose di Venezia, nella Pedemontana Veneta (http://difesasaluteterritorio.blogspot.com/), nella Pedemontana Lombarda, nell'autostrada Messina-Palermo, il più grande pozzo di San Patrizio d'Italia, l'opera con l’esecuzione più lenta della storia della Repubblica realizzata in quaranta anni di lavori a singhiozzi, sprechi di risorse finanziarie, decine d’inaugurazioni e fittizi tagli di nastri, infiltrazioni mafiose e mazzette multimilionarie per politici e amministratori, indicibili disagi e mortali incidenti per utenti e abitanti. Technital, per conto di ANAS e del Consorzio concessionario, ha eseguito a partire del 1967 tutti i disegni del tortuoso tragitto ed ha progettato i viadotti e i lunghi tunnel che tormentano guidatori e la vista dei turisti che visitano Peloritani, Nebrodi e Madonie o cercano il sollievo delle acque del Tirreno.
Io continuerò a muovermi in autobus, bicicletta o a piedi, e voi?
Gianni Benciolini
MoVimento 5 Stelle Verona
14.09.11 13:11




