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MoVimento 5 Stelle

Venezia - 

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Lunedì scorso si è tenuto il Tavolo Permanente per Porto Marghera, al quale per la prima volta sono stati invitati i parlamentari di tutti gli schieramenti. L'assessore Marcato ha richiesto condivisione e unanimità nel chiedere al Governo: il finanziamento per completare i marginamenti, il riconoscimento di area di crisi industriale complessa per Porto Marghera e il rifinanziamento della Legge Speciale.

Come parlamentari veneziani del M5S siamo disponibili a supportare la Regione Veneto in queste richieste, ma respingiamo qualsiasi potpourri di proposte contraddittorie tra loro che possa provenire da Regione o amministrazione locale. Siamo quindi favorevoli a completare i marginamenti, ma rifiutiamo qualsiasi proposta che preveda da una parte i marginamenti e dall'altra lo scavo di canali in laguna, che presenterebbe le stesse criticità ambientali e lo stesso rischio di inquinamento dei mancati marginamenti. Riteniamo urgente riconoscere Porto Marghera come area di crisi industriale complessa, ma non ammettiamo che da una parte si dica prioritaria la riqualificazione di Porto Marghera e dall'altra gli sforzi dell'amministrazione comunale siano tutti concentrati nell'operazione del "Quadrante Tessera".

Infine, non possiamo ignorare come siano stati sperperati in passato i soldi pubblici, dalla maxi tangente di 1 miliardo del Mose, alle modalità di gestione dei marginamenti, per i quali sono stati pagati inutilmente numerosi collaudi, alcuni dei quali per porzioni di marginamento nemmeno realizzate! Riteniamo quindi che, come si chiede condivisione nella posizione politica nei confronti del Governo, si dovrà ottenere condivisione nelle modalità di controllo sulle future spese. Non dimentichiamoci infatti che chi chiede oggi condivisione e unità di intenti, governava già la Regione quando queste opere furono realizzate.

Marco Da Villa

Arianna Spessotto

Emanuele Cozzolino



Venezia - 

L'11 dicembre 2016 la Commissione europea dovrà decidere se concedere o meno alla Cina lo status di "economia di mercato". Tale riconoscimento avrebbe ricadute negative per le economie a vocazione industriale in quanto non consentirebbe più di avviare indagini anti dumping e, se opportuno, applicare dazi a tutela delle merci danneggiate dalla concorrenza sleale.

Se n'è parlato venerdì 21 ottobre 2016, nel corso dell'evento tenutosi nella sala congressi dell'Hotel dei Pini a Mestre, organizzato dal meet-up locale di 'Grillivenezia'.

Hanno partecipato l'eurodeputato, portavoce del M5S, David Borrelli, copresidente del Gruppo "Europa della Libertà e della Democrazia Diretta" al Parlamento europeo e membro delle commissioni ITRE (Industria, Ricerca e Energia) e INTA (Commercio Internazionale), e la consigliera portavoce del Consiglio comunale di Venezia Elena La Rocca.

L'incontro, condotto dall'attivista M5S Beatrice Ippolito, ha visto una buona partecipazione di pubblico e la presenza di numerosi imprenditori interessati al tema.

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L'eurodeputato Borrelli ha illustrato gli impatti, le conseguenze economiche e i possibili scenari che conseguirebbero all'eventuale concessione dello status di economia di mercato alla Cina. "Tale riconoscimento", ha detto, accompagnando la sua relazione con slide contenenti grafici, statistiche e procedure anti-dumping, "avrebbe conseguenze drammatiche per i paesi con economie prevalentemente industriali e di trasformazione, specialmente nei settori della metallurgia, del tessile e della ceramica già vulnerabili.

Questi settori non avrebbero più la tutela dei dazi anti dumping e, non potendo reggere la concorrenza di produzioni cinesi, sussidiate dallo stato che interviene anche nella formazione dei prezzi e favorite da pratiche commerciali non sempre corrette, crollerebbero".

L'Italia sarebbe uno dei paesi più esposti. E il Veneto non sarebbe da meno, con tutte quelle sue eccellenze produttive di piccole e medie dimensioni, spesso dotate di tecnologie e know-how invidiabili, molto appetibili per i cinesi.

L'istituto di ricerca europeo, Economic Policy Institute, paventa la perdita di 3,8 milioni di posti di lavoro in tutta Europa con una riduzione di PIL del 2%.

Per evitare quello che si prospetta essere un disastro sul piano economico e far pervenire alla Commissione europea l'opinione dei cittadini, il M5S ha promosso una consultazione online in varie lingue, con domande semplici e risposte aperte, cui partecipano ben 19 stati membri.

Tutti possono partecipare registrandosi, fino al 30 novembre, all'indirizzo:

http://www.meschinawhynot.eu/index.php?&l=it

L'intento è di raccogliere le opinioni e i suggerimenti dei cittadini europei.

I primi dati sui rispondenti - 6092 risposte in due mesi - hanno evidenziato una netta prevalenza di pareri contrari: il 91, 13%  dei rispondenti si dice contrario al riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina. La Commissione europea è avvertita e non potrà non tenerne conto al momento di decidere.

Gruppo Consiliare M5S

 


Venezia - 

Brugnaro e centrodestra ci hanno abituato, in questi primi quindici mesi di governo, a molte lentezze, indecisioni, rinvii, sospensioni di gare in corso, proroghe di concessioni in scadenza e poche, pochissime delibere.
Queste ultime, peraltro, risultano spesso in contrasto con quei quattro slogan pronunciati in campagna elettorale (di un programma vero e proprio, per decenza, è difficile parlare).

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Il concetto di "area degradata" è stato tirato come una Big Babol per giustificare un nuovo edificio commerciale su un'area verde (con vincolo di inedificabilità a cui il Comune rinuncia): e per tutte le altre aree degradate di Mestre e Marghera che succederà? Ancora supermercati, secondo la logica "fucsia"?

La decisione, fresca fresca, di rilasciare un permesso di costruire in deroga al PRG per un nuovo supermercato al Lido, il settimo dell'isola, ne è un esempio lampante e fa il paio con la delibera che ha trasformato altri 5 appartamenti a Venezia in "alberghiero".
Il Sindaco aveva dichiarato, di fronte alle categorie, che si sarebbe impegnato per sostenere i piccoli negozi di vicinato e contrastare l'espansione della Grande Distribuzione, visti i notevoli danni già causati (congestioni stradali e relativo inquinamento da polveri sottili, desertificazione dei centri storici, perdita di posti di lavoro e aumento della microcriminalità).

Non va peraltro taciuta la responsabilità del centrosinistra e degli uffici comunali per l'inerzia protrattasi, per 46 anni, rispetto al vincolo di inedificabilità e di destinazione a "verde pubblico, attrezzature sportive e parcheggi" dell'area che non è stato fatto rispettare nei confronti del proprietario, la Congregazione dei Padri Mechitaristi di Padova. Il privato ha infatti compiuto abusi edilizi (fortunatamente, non condonati) ed ha tenuto in grave stato d'incuria l'area, di fatto inutilizzata dagli abitanti del Lido.
In forza di ciò, fucsia & leghisti hanno deciso di "premiare" il privato con 6.600 metri cubi di nuove edificazioni, non previste nel PRG!

Qui il video con cui i nostri tre consiglieri comunali illustrano le ragioni del NO a questa vergognosa delibera:


VIDEO "Brugnaro "regala" al Lido il settimo supermercato"


La maggioranza del #gheapodemofar se n'è sbattuta di questi argomenti ed ha votato a favore. Ecco i nomi dei 23 "favorevoli":

  • Luca BATTISTELLA, Barbara CASARIN, Ciro COTENA, Maurizio CROVATO, Ermelinda DAMIANO, Gianpaolo FORMENTI, Enrico GAVAGNIN, Giancarlo GIACOMIN, Marta LOCATELLI, Giorgia PEA, Paolo PELLEGRINI, Francesca ROGLIANI, Renzo SCARPA, Matteo SENNO, Chiara VISENTIN (lista Brugnaro Sindaco)
  • Maika CANTON (lista civica Boraso)
  • Saverio CENTENARO, Lorenza LAVINI, Deborah ONISTO (Forza Italia)
  • Paolino D'ANNA (lista F. Zaccariotto)
  • Giovanni GIUSTO, Silvana TOSI (Lega Nord)
  • Alessandro SCARPA (NCD-UDC-AP)

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia


L M5S VUOLE UN FUTURO ...


Venezia - 

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Giovedì 29 settembre, dalle ore 9 alle 12, i consiglieri M5S Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano saranno presenti al presidio "Inceneritor Day" a Mestre in Via Porto di Cavergnago 99 (davanti alla sede di Veritas, dove c'è anche l'Ecocentro). Il presidio è stato indetto per far sentire la pressione dell'opinione pubblica al "Consiglio di Bacino", organismo costituito dai 44 sindaci del territorio veneziano insieme a Mogliano Veneto, che si riunirà proprio giovedì 29 settembre mattina nella sede Veritas.

Come spiega Anthony Candiello, del GdL Ambiente Grillivenezia, "Il progetto in discussione al Consiglio di Bacino è stato fatto passare surrettiziamente come un mero piano finanziario e senza informare adeguatamente la cittadinanza". In realtà, "il progetto prevede da parte della società di controllata da Veritas, Ecoprogetto, l'attivazione di un nuovo inceneritore a Marghera, denominato "termovalorizzatore" poiché dovrebbe anche fornire energia nel processo, ma si tratta sempre di combustione dei rifiuti". Le ipotesi apparentemente allo studio, secondo indiscrezioni della stampa locale, sono quelle di un impianto ex novo o del riutilizzo di una struttura già esistente come quella dell'inceneritore SG31chiuso dopo anni di sollevazioni cittadine nei confronti della Regione, o quello di Fusinachiuso nel 2014 per scelta esplicita dell'amministrazione comunale quale importante misura anti-inquinamento e per l'aumentato livello di raccolta differenziata.

photo_2016-09-24_21-10-38Dichiarano i consiglieri M5S: "Nel momento in cui si consente la costruzione di un impianto di combustione dei rifiuti (inceneritore o termovalorizzatore, come lo si voglia denominare) - per i vincoli economici che comporta (ritorno degli investimenti su scala decennale, necessità di alimentarlo con regolarità con non meno di certe quantità di rifiuti) - si ricade nelle vecchie logicheche ci impediranno di perseguire la riduzione dei rifiuti".

Per quanto riguarda il recupero energetico, poi, sottolineano "è ben noto che non è paragonabile al recupero dell'energia insita nella produzione dei materiali stessi (recuperabile con il riciclo)". Non solo. "ilteleriscaldamento, non lo si è fatto cento anni di storia di Marghera pur avendo centrali elettriche fino in centro città (il riferimento è alla centrale Volpi, ora dismessa), vogliamo adesso usarlo ora come scusa?" In tutto ciò vi è poi un aspetto che i consiglieri indicano come "inquietante", ovvero l'assoluta latitanza dell'amministrazione comunale: "dov'è l'assessore De Martin? E' ancora chiuso in ufficio a 'leggere le carte'?" e si chiedono: "E' all'altezza delle sue importanti deleghe?". Infine: "Brugnaro, sempre così loquace su ogni argomento, anche dei più frivoli, non ha niente da dire in proposito? E' consapevole che il suo compito richiede anche ditutelare la salute dei cittadini di un territorio già carico di impianti altamente inquinanti?"

Gruppi consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

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Giovedì 29 settembre, dalle ore 9 alle 12, i consiglieri M5S Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano saranno presenti al presidio "Inceneritor Day" a Mestre in Via Porto di Cavergnago 99 (davanti alla sede di Veritas, dove c'è anche l'Ecocentro). Il presidio è stato indetto per far sentire la pressione dell'opinione pubblica al "Consiglio di Bacino", organismo costituito dai 44 sindaci del territorio veneziano insieme a Mogliano Veneto, che si riunirà proprio giovedì 29 settembre mattina nella sede Veritas.

Come spiega Anthony Candiello, del GdL Ambiente Grillivenezia, "Il progetto in discussione al Consiglio di Bacino è stato fatto passare surrettiziamente come un mero piano finanziario e senza informare adeguatamente la cittadinanza". In realtà, "il progetto prevede da parte della società di controllata da Veritas, Ecoprogetto, l'attivazione di un nuovo inceneritore a Marghera, denominato "termovalorizzatore" poiché dovrebbe anche fornire energia nel processo, ma si tratta sempre di combustione dei rifiuti". Le ipotesi apparentemente allo studio, secondo indiscrezioni della stampa locale, sono quelle di un impianto ex novo o del riutilizzo di una struttura già esistente come quella dell'inceneritore SG31chiuso dopo anni di sollevazioni cittadine nei confronti della Regione, o quello di Fusinachiuso nel 2014 per scelta esplicita dell'amministrazione comunale quale importante misura anti-inquinamento e per l'aumentato livello di raccolta differenziata.

photo_2016-09-24_21-10-38Dichiarano i consiglieri M5S: "Nel momento in cui si consente la costruzione di un impianto di combustione dei rifiuti (inceneritore o termovalorizzatore, come lo si voglia denominare) - per i vincoli economici che comporta (ritorno degli investimenti su scala decennale, necessità di alimentarlo con regolarità con non meno di certe quantità di rifiuti) - si ricade nelle vecchie logicheche ci impediranno di perseguire la riduzione dei rifiuti".

Per quanto riguarda il recupero energetico, poi, sottolineano "è ben noto che non è paragonabile al recupero dell'energia insita nella produzione dei materiali stessi (recuperabile con il riciclo)". Non solo. "ilteleriscaldamento, non lo si è fatto cento anni di storia di Marghera pur avendo centrali elettriche fino in centro città (il riferimento è alla centrale Volpi, ora dismessa), vogliamo adesso usarlo ora come scusa?" In tutto ciò vi è poi un aspetto che i consiglieri indicano come "inquietante", ovvero l'assoluta latitanza dell'amministrazione comunale: "dov'è l'assessore De Martin? E' ancora chiuso in ufficio a 'leggere le carte'?" e si chiedono: "E' all'altezza delle sue importanti deleghe?". Infine: "Brugnaro, sempre così loquace su ogni argomento, anche dei più frivoli, non ha niente da dire in proposito? E' consapevole che il suo compito richiede anche ditutelare la salute dei cittadini di un territorio già carico di impianti altamente inquinanti?"

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Giovedì 29 settembre, dalle ore 9 alle 12, i consiglieri M5S Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano saranno presenti al presidio "Inceneritor Day" a Mestre in Via Porto di Cavergnago 99 (davanti alla sede di Veritas, dove c'è anche l'Ecocentro). Il presidio è stato indetto per far sentire la pressione dell'opinione pubblica al "Consiglio di Bacino", organismo costituito dai 44 sindaci del territorio veneziano insieme a Mogliano Veneto, che si riunirà proprio giovedì 29 settembre mattina nella sede Veritas.

Come spiega Anthony Candiello, del GdL Ambiente Grillivenezia, "Il progetto in discussione al Consiglio di Bacino è stato fatto passare surrettiziamente come un mero piano finanziario e senza informare adeguatamente la cittadinanza". In realtà, "il progetto prevede da parte della società di controllata da Veritas, Ecoprogetto, l'attivazione di un nuovo inceneritore a Marghera, denominato "termovalorizzatore" poiché dovrebbe anche fornire energia nel processo, ma si tratta sempre di combustione dei rifiuti". Le ipotesi apparentemente allo studio, secondo indiscrezioni della stampa locale, sono quelle di un impianto ex novo o del riutilizzo di una struttura già esistente come quella dell'inceneritore SG31chiuso dopo anni di sollevazioni cittadine nei confronti della Regione, o quello di Fusinachiuso nel 2014 per scelta esplicita dell'amministrazione comunale quale importante misura anti-inquinamento e per l'aumentato livello di raccolta differenziata.

photo_2016-09-24_21-10-38Dichiarano i consiglieri M5S: "Nel momento in cui si consente la costruzione di un impianto di combustione dei rifiuti (inceneritore o termovalorizzatore, come lo si voglia denominare) - per i vincoli economici che comporta (ritorno degli investimenti su scala decennale, necessità di alimentarlo con regolarità con non meno di certe quantità di rifiuti) - si ricade nelle vecchie logicheche ci impediranno di perseguire la riduzione dei rifiuti".

Per quanto riguarda il recupero energetico, poi, sottolineano "è ben noto che non è paragonabile al recupero dell'energia insita nella produzione dei materiali stessi (recuperabile con il riciclo)". Non solo. "ilteleriscaldamento, non lo si è fatto cento anni di storia di Marghera pur avendo centrali elettriche fino in centro città (il riferimento è alla centrale Volpi, ora dismessa), vogliamo adesso usarlo ora come scusa?" In tutto ciò vi è poi un aspetto che i consiglieri indicano come "inquietante", ovvero l'assoluta latitanza dell'amministrazione comunale: "dov'è l'assessore De Martin? E' ancora chiuso in ufficio a 'leggere le carte'?" e si chiedono: "E' all'altezza delle sue importanti deleghe?". Infine: "Brugnaro, sempre così loquace su ogni argomento, anche dei più frivoli, non ha niente da dire in proposito? E' consapevole che il suo compito richiede anche ditutelare la salute dei cittadini di un territorio già carico di impianti altamente inquinanti?"

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Giovedì 29 settembre, dalle ore 9 alle 12, i consiglieri M5S Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano saranno presenti al presidio "Inceneritor Day" a Mestre in Via Porto di Cavergnago 99 (davanti alla sede di Veritas, dove c'è anche l'Ecocentro). Il presidio è stato indetto per far sentire la pressione dell'opinione pubblica al "Consiglio di Bacino", organismo costituito dai 44 sindaci del territorio veneziano insieme a Mogliano Veneto, che si riunirà proprio giovedì 29 settembre mattina nella sede Veritas.

Come spiega Anthony Candiello, del GdL Ambiente Grillivenezia, "Il progetto in discussione al Consiglio di Bacino è stato fatto passare surrettiziamente come un mero piano finanziario e senza informare adeguatamente la cittadinanza". In realtà, "il progetto prevede da parte della società di controllata da Veritas, Ecoprogetto, l'attivazione di un nuovo inceneritore a Marghera, denominato "termovalorizzatore" poiché dovrebbe anche fornire energia nel processo, ma si tratta sempre di combustione dei rifiuti". Le ipotesi apparentemente allo studio, secondo indiscrezioni della stampa locale, sono quelle di un impianto ex novo o del riutilizzo di una struttura già esistente come quella dell'inceneritore SG31chiuso dopo anni di sollevazioni cittadine nei confronti della Regione, o quello di Fusinachiuso nel 2014 per scelta esplicita dell'amministrazione comunale quale importante misura anti-inquinamento e per l'aumentato livello di raccolta differenziata.

photo_2016-09-24_21-10-38Dichiarano i consiglieri M5S: "Nel momento in cui si consente la costruzione di un impianto di combustione dei rifiuti (inceneritore o termovalorizzatore, come lo si voglia denominare) - per i vincoli economici che comporta (ritorno degli investimenti su scala decennale, necessità di alimentarlo con regolarità con non meno di certe quantità di rifiuti) - si ricade nelle vecchie logicheche ci impediranno di perseguire la riduzione dei rifiuti".

Per quanto riguarda il recupero energetico, poi, sottolineano "è ben noto che non è paragonabile al recupero dell'energia insita nella produzione dei materiali stessi (recuperabile con il riciclo)". Non solo. "ilteleriscaldamento, non lo si è fatto cento anni di storia di Marghera pur avendo centrali elettriche fino in centro città (il riferimento è alla centrale Volpi, ora dismessa), vogliamo adesso usarlo ora come scusa?" In tutto ciò vi è poi un aspetto che i consiglieri indicano come "inquietante", ovvero l'assoluta latitanza dell'amministrazione comunale: "dov'è l'assessore De Martin? E' ancora chiuso in ufficio a 'leggere le carte'?" e si chiedono: "E' all'altezza delle sue importanti deleghe?". Infine: "Brugnaro, sempre così loquace su ogni argomento, anche dei più frivoli, non ha niente da dire in proposito? E' consapevole che il suo compito richiede anche ditutelare la salute dei cittadini di un territorio già carico di impianti altamente inquinanti?"

Gruppi consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia


Venezia - 

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A seguito della presentazione della Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori di bonifica del SIN - Porto Marghera da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse a ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati del 10.12.2015, il gruppo di lavoro Ambiente del meetup GrilliVenezia ha pensato di verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Un gruppo di attivisti si è recato più volte via terra e via mare, lungo i canali che delimitano le macro isole, fotografando e registrando una situazione in parte molto dissimile da ciò che raccontano le carte.

Gli esiti di tali rilevamenti hanno permesso la redazione di un dossier che esplica, in termini alla portata di tutti, anche dei non addetti ai lavori, le discrepanze, la situazione ed i problemi emersi anche dopo la presentazione della stessa relazione avvenuta il 21.06.2016 presso la città metropolitana di Venezia: certificazione e collaudo di tratti inesistenti, palancole già ampiamente corrose che rilasciano ulteriore inquinamento e non funzionali, cedimenti, garanzie e 4697 metri di sponde non marginate, contro i 3,5 Km di marginamenti ancora non eseguiti rilevati nei documenti prodotti e nella relazione della Commissione parlamentare.

Questo nostro primo lavoro di analisi non vuole certo essere esaustivo di tutte problematiche che ruotano attorno alle "bonifiche" di Porto Marghera, bensì essere testimonianza dello stato di fatto e veicolo informativo per i non addetti ai lavori. Per questo abbiamo deciso di girare un piccolo video di presentazione del dossier, per raccontarvi cosa abbiamo visto e cosa sta accadendo alla nostra laguna.

Buona visione e buona lettura.

Passate parola!

Dossier Bonifiche a Porto Marghera: situazione e problemi emersi

Servizio TG Rete Veneta del 16/09/2015: BONIFICHE PORTO MARGHERA: UN DOSSIER CON LE CRITICITA' 

Gruppo di Lavoro Ambiente Energia e Rifiuti

Gruppo Consiliare M5S Municipalità Favaro Veneto



Venezia - 

perimetro_sin_macroisoleIl passo indietro del Presidente della Regione Veneto dalla societàMarghera Eco Industries S.r.l. può essere letto soltanto come una fuga dalle sue responsabilità politiche rispetto al tema "bonifiche e rilancio" del più grande sito post-industriale italiano, quello di Porto Marghera.
Zaia, lasciatosi alle spalle la campagna elettorale, ha forse dimenticato che i circa 5.730 ettari, tra terra e acqua, dell'area SIN di Porto Marghera fanno parte integrante del territorio regionale.

In modo schizofrenico, Zaia e la Lega Nord disconoscono tutto quanto fatto in passato da loro stessi, certo insieme all'ex assessore Chisso, compresa la firma dell'Accordo di Programma per le Bonifiche del 2012 e quella apposta al contratto preliminare con ENI, per l'acquisizione dei 107 ettari più 38 milioni di euro per le relative bonifiche.
Basti pensare che, nella delibera di GR n. 166 del 20.02.2014 di approvazione di quel contratto, si dice: "la Regione del Veneto e il Comune di Venezia hanno manifestato l'interesse a poter disporre delle aree Syndial, per poterle porre a servizio di iniziative di interesse pubblico e privato per lo sviluppo, la reindustrializzazione e la riqualificazione ambientale di Porto Marghera...".

Tutte balle!

zaia-e-brugnaro-su-porto-margheraZaia infatti ha rinviato di continuo la data per la firma del contratto definitivo, fino al punto di non chiedere più nemmeno un formale rinvio alla controparte che ora non sa che fare.
Idem Brugnaro, quello del #gheapodemofar, che su tale vicenda è rimasto più fermo del tram!
Il Sindaco fucsia non vuole nemmeno parlarne, infatti la sua maggioranza ha rinviato da aprile la discussione diun'interpellanza M5Ssul tema, a firma del nostro consigliere Davide Scano.

Insomma, 30 mesi di totale inerzia amministrativa da parte dei cosiddetti "uomini del fare" che, in realtà, perdono un sacco di tempo prezioso a parlare di falò per i panevin, di "daspo" per i turisti cafonidi tiramisùdi libretti "gender", ecc.
Solo chiacchiere da bar, nient'altro.
Chiacchiere che, naturalmente, dopo qualche giorno cedono il posto ad altre chiacchiere.

Va ricordato poi, per non lasciare alcun alibi ai nostri due perditempo, che SYNDIAL è già titolare dei vari decreti del Ministero dell'Ambiente con cui sono stati approvati i progetti definitivi di bonifica delle aree oggetto di cessione.
Inoltre, ENI si era impegnata (nel contratto scaduto!) a rifondere gli eventuali costi aggiuntivi per le bonifiche, nell'ipotesi in cui i 38 milioni di euro non fossero stati sufficienti.
La scusa, infine, accampata dalla Regione circa l'obbligo di dismissione della partecipazione societaria è una sciocchezza, anche la normativa più recente (il decreto Madia) ammette infatti tra le varie finalità perseguibili dalle società, a controllo pubblico, la "progettazione e realizzazione di un'opera pubblica sulla base di un accordo di programma fra amministrazioni pubbliche". Qui le opere pubbliche da fare sono le bonifiche, per poi assegnare con bando le aree alle imprese partecipanti.

In conclusione, Zaia ha preso in giro gli abitanti di Marghera, di Venezia e del Veneto: faccia un piacere a tutti, se non ha voglia di occuparsi dei problemi reali si tolga di mezzo definitivamente.

Brugnaro invece, anziché rallegrarsi del fatto che la Regione si defila, al punto da apparire ridicolo, dovrebbe preoccuparsi molto di quanto il Comune risulti sempre più isolato da Stato e Regione.
Spieghi poi, una volta per tutte, se vuol firmare quel benedetto contratto o se ha altro per la testa! E lo dica chiaramente, perché il suo programma non dice niente su questo.
I cittadini esigono l'insediamento di nuove imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro, come da lui promesso, prima delle elezioni, in tutti i cartelloni 6×3 affissi in città. Nessuno sconto!
Finora ha creato ben poco: i sei posti di lavoro per il suo staff ed una scatola vuota, la Fondazione "Agenzia per lo Sviluppo".

 

Gruppi consiliari Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia
e Municipalità di Marghera


Venezia - 

L'edizione di quest'anno della Regata Storica, forse anche per l'episodio di vandalismo sui gondolini, ha risvegliato molto l'attenzione dei cittadini, lagunari e non. Pur tuttavia, alcune circostanze attinenti la manifestazione hanno lasciato l'amaro in bocca e sollevato dubbi e domande a cui l'amministrazione comunale non ha ancora fornito alcuna risposta precisa.
Il M5S ha presentato allora un'interrogazione urgente al Sindaco per ottenere piena trasparenza, a beneficio di tutti. Partiamo con ordine.

  1. Il tracciato della Regata è stato modificato nemmeno due settimane prima della data prevista per la competizione. Il delegato alle Tradizioni"assalito" dagli sportivi, ha fatto però una retromarcia, almeno parziale. Ha mantenuto infattiil taglio di una parte del percorso che va dal palazzo del Casinò, Ca Vendramin-Calergi, fino ai Giardini Papadopoli e, ad oggi, non se n compreso bene il motivo. Si è voluto forse tagliare il percorso per allinearsi ai più brevi "tempi televisivi" della RAI?
    In ogni caso, l'amministrazione, così facendo, ha recato un grave danno economico ad albergatori e commerciantidella zona che, ovviamente, avevano organizzato l'accoglienza turistica di questi giorni considerando anche la visione della Regata, inspiegabilmente sfumata. Che figura hanno fatto gli operatori turistici e la Città tutta?
  2. Eremita Lega Nord

    Nicola Eremita, aderente storico della Lega Nord e "fedelissimo" di Giovanni Giusto

    Presso la "Machina", dedicata ai rappresentanti istituzionali, è stata esposta un'opera del pittore Mario Eremita, la "Coltrina della Storica", realizzata appositamente per l'occasione. Come è stato scelto l'artista? E, oltre all'incredibile pubblicità, è prevista una qualche forma di compenso?
    L'artista prescelto non sarà mica infine, per caso, parente del dott. Nicola Eremita, segretario della Circoscrizione Liga Veneta - Lega Nord di Venezia e "fedelissimo" di Giovanni Giusto?

  3. Titoli di giornale su gondolini

    I titoli, apparentemente schizofrenici, fatti dal Gazzettino in merito alla vicenda delle spese di riparazione dei "gondolini

    Tornando, da ultimo, alla triste faccenda del danneggiamento, ad opera di ignoti, delle imbarcazioni tradizionali, vogliamo capire se i tre maestri d'ascia hanno lavorato, come affermato più volte, a titolo gratuito oppure se sia stata realmente emessa fattura per 80.000 euro nei confronti del Comune, proprietario dei gondolini.
    Vogliamo piena trasparenza su questo, affinché non sia lesa la credibilità degli artigiani coinvolti. Anche perché altrimenti si sarebbe dovuto procedere con un affidamento secondo le norme del Codice degli Appalti.
    In ogni caso, anche trattandosi di una donazione, vi dovrebbe essere una determina dirigenziale che però sul sito del Comune, ad oggi, non c'è. Il danno poi era assicurato?
    Che farà il Comune di tale somma, se c'è stata effettivamente una donazione?

 

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Comune di Venezia

I candidati a Venezia

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    Alberto Skarpa
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    Cristina Costantini
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    Daniele Ghezzo
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    David Buttignol
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    Davide Scano
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    Diana CIA
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    elena armellini
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    Elena La Rocca
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    emanuele tosatto
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    Fabiano Russo
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    Fabio Bortoluzzi
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    Federica Giovannacci
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    Giaggio Sara
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    Gian Maria Micheletti
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    Giovanni Pagnin
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    marco gasparini
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    Maria Cristina Benzoni
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    Michela Da Rold
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    Mime Ruffato
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    MONICA LOZER
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    omar lozer
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    Paola Pernice
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    piero cabianca
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    Piero Tonolo
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    riccardo giuseppe di martiis
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    roberta longhin
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    Roberto Naccari
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