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Venezia - 

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Leggendo gli articoli che la stampa locale ha dedicato nel corso di questi ultimi anni alla situazione del casinò di Venezia, un lettore si sarebbe potuto formare la convinzione che la casa da gioco costituisca un inaccettabile fardello per le casse dell'Amministrazione Comunale e di riflesso per i residenti / contribuenti.

Doversi accollare quelle che sono state ripetutamente indicate come perdite dell'organizzazione dedicata al gioco d'azzardo risulta decisamente ingiustificato ed insopportabile, specialmente in questa prolungata fase di recessione.

Articoli - per citarne solo alcuni - che titolano:

"Buco da 18 milioni" (Il Gazzettino del 17 giugno 2006),

"Casinò, il 2008 chiuderà con i conti in rosso" (Il Gazzettino del 19 novembre 2008),

"Casinò, crisi da 20 milioni" (La Nuova Venezia del 25 novembre 2009),

"Casinò: rischio liquidazione" (Corriere del Veneto del 25 maggio 2011),

"Il Casinò 'chiede' 20 milioni al Comune" (Corriere del Veneto del 23 aprile 2011),

"Persi altri 5 milioni nei primi 2 mesi dell'anno" (Il Gazzettino del 20 marzo 2012),

hanno diffuso la percezione che il casinò invece di generare risorse per il Comune, ne abbia consumate. Eppure in tutta Italia le case da gioco sono solo quattro (a Campione d'Italia, a Saint- Vincent, ed a Sanremo, oltre che a Venezia), e sono tanti i Comuni che vorrebbero poterne gestire una, probabilmente perché reputano che gestire una casa da gioco in un regime di oligopolio nazionale sia una attività redditizia. E' davvero possibile che a Venezia gestire il gioco d'azzardo generi perdite invece che guadagni?

Informandosi meglio, sembra di no. Al di là di ogni considerazione circa l'eticità di un Comune che gestisce il gioco d'azzardo, è un dato di fatto che anche il casinò di Venezia - nonostante le informazioni riportate dalla stampa locale possano avere indotto a pensare diversamente - ha generato anche negli ultimi esercizi risorse per alcune decine di milioni di euro ogni anno. E' quello che viene spiegato in questo video realizzato dal Movimento 5 Stelle di Venezia, grazie all'apporto di due dipendenti del casinò di Venezia.

Non vogliamo esprimere valutazioni circa le ragioni per le quali è stata fatta circolare una informazione vaga e fuorviante circa i veri risultati di bilancio del casinò. Certo è che senza chiarezza non è possibile formarsi una opinione bene informata circa la cosa pubblica (tra cui rientra anche il casinò) gestita da chi amministra il Comune di Venezia. Da tempo è emersa la volontà della giunta del Comune di Venezia di affidare ad un soggetto privato la gestione del casinò. Ovviamente, per capire se il prezzo al quale verrà assegnata la gestione sarà quello giusto, occorre per prima cosa conoscere quanto rende ogni anno la casa da gioco... Tutto questo - ovviamente - "Non nobis", come recita la scritta in latino incisa nel marmo della facciata di Ca' Vendramin Calergi, che noi speriamo resti tra i gioielli della cosa pubblica di questo Comune.

Buona visione!

Autore: Alessandro L. con la collaborazione dello staff del Movimento 5 Stelle di Venezia - GrilliVenezia.org


Venezia - 

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Beppe Grillo a Mira per presentare la Lista e la Giunta del Movimento 5 Stelle

Tam-tam per tutti

E' confermato.
Beppe Grillo ritorna a MIRA! Nel suo inarrestabile camper da battaglia elettorale!

In vista del ballottaggio del 20 e 21 Maggio, presenterà la Lista e la Giunta del MoVimento.


Luogo: Piazzetta San Nicolò, Mira

17 maggio 2012, ore 21:00


L'evento è ovviamente aperto a tutti e completamente gratuito, sono gradite le offerte per sostenere le spese (impianto audio, palco, occupazione suolo, siae, ecc).

Il MoVimento 5 Stelle Non riceve alcun Finanziamento pubblico.


Passaparola!


Venezia - 

La situazione di dissesto economico-finanziario che interessa oggi le casse comunali sarebbe stata sicuramente meno grave se gli amministratori degli ultimi 15 anni si fossero comportati come il "buon padre di famiglia", cioè quello che non fa spese pazze e che anzi, nei periodi di "vacche grasse", mette pure da parte qualcosa "perché non si sa mai"...
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Le amministrazioni succedutesi nel tempo (Cacciari-Costa-Cacciari-Orsoni) hanno fatto esattamente l'opposto: il Comune e le sue società partecipate sono state utilizzate impunemente come un "postificio" per creare posti di lavoro (talvolta superflui), consulenze (quasi sempre superflue) e consigli di amministrazione ben remunerati dove spesso siedono, e sedevano, non i migliori nella piazza ma gli amici di partito che non ce l'hanno fatta alle elezioni. Il Sole 24 Ore ha certificato che, tra ente locale e municipalizzate, a Venezia si supera abbondantemente il miliardo di euro di debito pubblico.

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Se la situazione non fosse serissima, con imprese che attendono i pagamenti di lavori/forniture e i dipendenti che rischiano lo stipendio, ci sarebbe perfino da ridere visto che il vicesindaco, e assessore al Bilancio, Simionato (PD) è arrivato a dare la colpa della situazione al brutto tempo. La pioggia e il freddo avrebbero causato infatti un minor numero di arrivi a Venezia, e perciò minori incassi per la tassa di soggiorno. La dichiarazione, oltre ad essere ingenuamente ridicola, è grave perché l'amministrazione ammette ormai di essere legata finanziariamente "mani e piedi" al turismo: ne consegue che il Comune (o, meglio, questi amministratori) non potrà mai fare una seria politica per il ritorno della residenza in centro storico perché questo cozza contro gli interessi della monocultura turistica.

Il Movimento 5 Stelle ha sollevato peraltro in più occasioni, attraverso le interrogazioni del consigliere Marco Gavagnin, la questione delle spese assurde fatte da Comune e relative società controllate. Si pensi, ad esempio, alle tre consulenze attribuite al medesimo studio d'architettura per la preparazione dei contratti di quartiere di Altobello e Vaschette per una spesa complessiva di 220 mila euro. Tale compito avrebbe potuto essere affidato internamente a dipendenti comunali ma, evidentemente, li si ritiene sprovvisti della necessaria professionalità. Ma allora perché pagare così tanto certi quadri e dirigenti comunali impegnati nei settori toccati dai contratti di quartiere?

Altro caso emblematico, e recentissimo, è quello dell'ennesimo dirigente, assunto con consulenza esterna fino alla fine del mandato elettorale per la bellezza di 100 mila euro l'anno e che dovrà occuparsi niente meno che del coordinamento delle attività di costruzione delle infrastrutture per la tramvia. Ma per fare questo il Comune non paga già i dirigenti della Mobilità, quelli dei Lavori Pubblici, la società PMV?

Si pensi ancora alla svendita incredibile dell'ex Pielsen, in bacino Orseolo, a Coin per 26 milioni di euro quando l'imprenditore alberghiero Cazzavillan si era impegnato già per 42 milioni, di cui 25 subito e la restante parte diluita fino al 2030

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E i tanto inutili quattro parcheggi scambiatori a Trivignano, costati ad ASM poco più di 2 milioni e mezzo, non potevamo risparmiarceli? E che dire del terreno in via Porto di Cavergnago, acquisito dal Comune per dieci milioni, anche se ne valeva forse tre, al fine di trasferirvi il mercato ortofrutticolo anche se lì non ci potrà mai stare visto che manca l'affaccio acqueo?

Si segnala infine che il M5S, nell'ottica di un utilizzo oculato del denaro pubblico, ha rinunciato alle somme finora stanziate dall'amministrazione per le spese del gruppo consiliare. Per la precisione, si tratta di 5.234,00 euro per l'anno 2010 e 4.679,83 euro per l'anno scorso. Ciò, naturalmente, non ci ha impedito - auto-tassandoci - di organizzare varie iniziative, tra cui 2 festival dell'Informazione, convegni a tema, banchetti, volantinaggi... Ebbene, vista la situazione di grave crisi, non potrebbero farlo anche le altre forze politiche in segno di responsabilità verso i cittadini? Si pensi che un gruppo numeroso come il PD potrebbe restituire in un anno al Comune quasi 15 mila euro.

La mala gestione è stata confermata di recente dalla Corte dei Conti

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Con l'analisi del bilancio 2009 la Corte ha sottolineato come la svendita del patrimonio immobiliare sia servita, insensatamente, a coprire le spese di ordinaria amministrazione (spese "importanti" come quelle sopra descritte). Ora, soltanto ora, il Comune ha deciso di bloccare tutte le spese e di rinviare i pagamenti al 2013 ma questo, ovviamente, non vale sempre: il Sindaco ha appena confermato l'incarico annuale al suo Capo di Gabinetto per 73 mila euro!

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E per raggranellare un po' di soldi, la Giunta ha deciso di portare i ticket turistici per la navigazione a 7 euro (più di quello che si paga, ad esempio, a Berlino per viaggiare tutto il giorno con qualsiasi mezzo: bus, tram, metropolitana e battelli sui laghi).

Pretendere che la cosa pubblica sia gestita bene nell'interesse superiore della collettività (e non di amici e sostenitori) e candidarsi per sostituire chi ha amministrato come descritto sopra non è "antipolitica". "Antipolitica" è quella che ci ha motivati ad impegnarci per provare a salvare noi cittadini (e con noi, il Paese) dal futuro di miseria che i veri antipolitici ci hanno apparecchiato.

Autore: Davide Scano
Ha collaborato: Alessandro L.


Venezia - 

Il MoVimento 5 Stelle di Venezia aderisce a "Quorum Zero Più Democrazia", iniziativa di legge popolare per promuovere la democrazia diretta, cioè la partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali politici. Questa proposta di legge ha l'obiettivo di modificare alcuni articoli della Costituzione italiana per migliorare l'utilizzo degli strumenti di democrazia diretta già esistenti e introdurne di nuovi in Italia, ma utilizzati da più di un secolo in altri paesi del mondo come la Svizzera e la California.

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L'obiettivo è migliorare il funzionamento della democrazia italiana affiancando alla democrazia rappresentativa attuale, strumenti che diano la possibilità ai cittadini di far sentire la loro voce e di prendere decisioni che riguardano la cosa pubblica.
I punti qualificanti della proposta di legge sono: abolizione del quorum costitutivo in tutti i referendum; introduzione del referendum propositivo; revoca degli eletti previa raccolta di un numero elevato di firme; indennità dei parlamentari stabilita dai cittadini al momento del voto; iniziativa di legge popolare che, dopo il passaggio in parlamento, viene sancita dal voto popolare; iniziativa di legge popolare a voto parlamentare con obbligo di trattazione in parlamento in 12 mesi; referendum confermativo delle leggi create dal parlamento (come in Svizzera); referendum obbligatori in alcune tipologie di leggi in cui i rappresentanti hanno un conflitto di interessi (es. finanziamento partiti, leggi elettorali).

Maggiori informazioni e il testo completo della proposta di legge su www.quorumzeropiudemocrazia.it.

È possibile aderire all'iniziativa recandosi con un documento d'identità valido presso gli uffici della Segreteria Generale a Ca' Loredan a Venezia (da lunedì a venerdì dalle 8.45 alle 13.00) e presso tutti gli uffici delle Municipalità (da lunedì 2 aprile in poi) e ogni sabato presso i gazebo del Movimento 5 Stelle.


Venezia - 

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Chi segue le iniziative del Movimento 5 Stelle sa che quella di collocare pannelli fotovoltaici sui tetti di quegli edifici di proprietà del Comune che sono adatti ad ospitarli è una idea che risale già ad alcuni anni fa. Sul forum dei "Grilli Venezia" se ne iniziava a discutere già nel 2006.

Più recentemente il Movimento 5 Stelle è passato dalla discussione alla pratica raccogliendo presso i cittadini manifestazione di interesse circa una iniziativa ad azionariato popolare finalizzata alla posa di pannelli fotovoltaici sui tetti di scuole, biblioteche ed altri uffici di proprietà del Comune di Venezia. La settimana scorsa il consigliere Gavagnin ed alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle hanno iniziato a raccogliere firme per il "progetto EREC" che sta per Energia Rinnovabile su Edifici Comunali (curiosamente l'acronimo richiama anche il progetto European Renewable Energy Council). Non si tratta ovviamente di una raccolta di pubblico risparmio, che è attività riservata agli operatori appositamente autorizzati a svolgerla. Si tratta invece di una preventiva raccolta di firme finalizzata a misurare l'interesse della cittadinanza circa una iniziativa che vuole coniugare la produzione di energia elettrica pulita da una fonti VERAMENTE rinnovabile (l'energia che si irradia dal nostro sole) con la realizzazione di una rendita. La rendita deriverebbe sia dalla vendita dell'energia elettrica prodotta, che dal contributo statale previsto per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L'idea prevede che ciascun cittadino possa diventare azionista di questa iniziativa investendo anche solo una cifra modesta (a partire da 100 euro), e quindi ricevere, in misura proporzionale all'investimento, una parte della rendita generata dagli impianti installati.

Partendo dai dati relativi agli edifici scolastici di proprietà del Comune di Venezia in terraferma si possono fare alcune considerazioni circa la potenzialità di questa iniziativa.

Edifici scolastici di proprietà del comune in terraferma:

Asili nido: 17
Scuole dell'infanzia: 26
Scuole primarie: 34
Scuole di primo grado: 17
Totale edifici: 94

Alcune considerazioni:

* Prudenzialmente si ipotizza che, per motivi tecnici, solo 47 (metà del totale) degli edifici scolastici comunali abbia la possibilità di ospitare impianti fotovoltaici

* € 44.000 costo di un impianto da 20KW
* Costo totale di 47 impianti da 20 KW = € 44.000 X 47 = € 2.068.000
* Popolazione censita del comune 270.884
* Mettendo in relazione il costo totale degli impianti con la popolazione residente, ogni abitante potrebbe finanziare il progetto con € 7,6
* Si stima che i 47 impianti potrebbero generare un risparmio di € 188.000 ogni anno.

Ovviamente per poter realizzare il progetto sarà necessario che l'Amministrazione Comunale approvi l'iniziativa e conceda l'utilizzo dei tetti degli edifici adatti ad ospitare i pannelli. Occorre cioè che altri consiglieri comunali di altre formazioni politiche (non basteranno solo i consiglieri dell'opposizione) si convincano della bontà di questa idea. A tal fine potrà giovare la manifestazione di un forte interesse della cittadinanza, che potrà dimostrare il proprio sostegno a questa iniziativa sottoscrivendola presso i banchetti organizzati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle di Venezia. A tale proposito invitiamo a consultare il calendario delle nostre iniziative, disponibile a questo indirizzo:

http://www.meetup.com/GrilliVenezia/events/calendar/

Anche la stampa locale ha iniziato a seguire lo sviluppo questa iniziativa, e noi auspichiamo che continui a farlo per darle visibilità e richiamare ulteriori manifestazioni di interesse da parte della cittadinanza. Il Gazzettino ne ha parlato in un articolo del 20 febbraio 2012 :

Il Gazzettino, 2012-02-20, "Un azionariato popolare per il fotovoltaico"

Per chi fosse interessato ad altre informazioni su questo tema si segnalano questi siti, fra i tanti disponibili sull'internet:

Impianto fotovoltaico

L'abc dell'impianto fotovoltaico

Conto energia


Una triste nota a margine: purtroppo la normativa vigente (il famigerato "CIP6") premia, tramite l'erogazione di contributi statali, anche la produzione di energia da fonti non veramente pulite. Infatti c'è chi riceve contributi statali per avere prodotto energia elettrica bruciando immondizia, o altro "carburante" la cui combustione è fonte di inquinamento. Ma quella è un'altra (vergognosa) faccenda di cui si deve chiedere conto ai nostri parlamentari...

Ufficio Stampa - MoVimento 5 Stelle Venezia


Venezia - 

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Dal 1° settembre 2011 il Mercato del contadino e del biologico che da mesi, per due volte alla settimana, ravvivava il Campazzo Tre Ponti a Piazzale Roma, è stato spostato in calle Longhi a Santa Marta di fronte al pontile ACTV. La comunicazione dell'assessorato definiva lo spostamento sperimentale e provvisorio e dovuto ai lavori di riordino del Piazzale.

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/48343

Con proroghe successive lo spostamento è stato confermato fino al 30 giugno 2012.

Questa risoluzione, se ha incontrato giustamente il favore degli abitanti di Santa Marta che nel loro quartiere hanno carenza di punti di vendita dei generi di prima necessità, ha creato grande insoddisfazione tra gli utenti abituali che trovavano comodissima la collocazione primitiva che in effetti era strategica sia perché meglio servita dai collegamenti di terra e di acqua sia perché collocata sulle direttrici di transito dei pendolari.

La scelta ha scontentato peraltro, anche i rivenditori che hanno da subito lamentato una diminuzione delle vendite, il che, oltre a ricadute economiche, rischia di causare una revoca della concessione comunale prevista nei casi di insufficiente affluenza e di caduta della domanda. Per di più il loro disagio è accresciuto dal regime di proroga che rende difficile una programmazione dell'impresa commerciale.

In sostanza, quella che poteva essere l'avvio di un progetto di diffusione in vari punti della città del mercato dei prodotti tipici di vicinanza e del prodotto da coltivazione biologica la cui domanda è in aumento, si sta risolvendo in singoli provvedimenti di corta prospettiva che vanno solo incontro all'interesse di pochi.

Tutte queste considerazioni, preoccupazioni e lamentele, sono confluite in una iniziativa coordinata dal Gruppo di Acquisto Solidale VENEZIANO-GAS che, con una sottoscrizione firmata da 166 famiglie di utenti veneziani e con il supporto della municipalità, ha cercato ripetutamente un incontro con l'assessore Carla Rey per esporre le ragioni della richiesta della riapertura del mercatino del Campazzo. (A tutt'oggi l'incontro non è ancora avvenuto).

Per la debolezza e contraddittorietà delle motivazioni addotte dall'assessorato, il Movimento 5 Stelle ha allora preso l'iniziativa di supportare l'azione del VENEZIANO-GAS anche per cercare di far emergere le vere ragioni della scelta.

Di conseguenza, una volta approfonditi gli aspetti normativi ed i passaggi decisionali, il 7 febbraio il consigliere Marco Gavagnin ha presentato un' "Interrogazione urgente con risposta scritta"

Interrograzione_M5S_Spostamento mercato Piazzale Roma.pdf

indirizzata al Sindaco e all'assessore al Commercio chiedendo ragione dello spostamento del Mercato del contadino e del biologico dal Campazzo Tre Ponti presso Piazzale Roma alla calle Longhi.

Restiamo in attesa di risposte esaurienti alle nostre domande ed ai nostri dubbi.


Venezia - 

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Un bel reportage del quotidiano La Stampa titolava a tutta pagina, il 28 novembre 2008, "Il centrosinistra si scopre amico del mattone" e dava appunto notizia delle numerose grandi e piccole colate di cemento sparse in giro per l'Italia con il benestare del centrosinistra.

Il giornalista, l'ottimo Ferruccio Sansa, che ne sa molto di piani regolatori, cubatura, grattacieli e darsene non si sarebbe però, credo, mai immaginato quanto accaduto a Venezia.

Nel lontano 1999 viene votata dal consiglio comunale, su proposta dell'allora assessore all'Urbanistica Roberto d'Agostino (sindaco Massimo Cacciari), una variante al PRG per la Terraferma (leggi Mestre e frazioni) che andava a modificare il precedente strumento urbanistico; tale delibera veniva poi approvata definitivamente dalla Regione (DGR. n. 3905/2004 e 2141/2008).

Una delle novità introdotte, e taciuta ovviamente ai cittadini, riguarda la distinzione, all'interno delle norme tecniche del PRG, tra "verde urbano" e "verde urbano attrezzato".

La prima categoria riguarda parchi e giardini pubblici e permette di realizzare soltanto strutture attinenti le funzioni tipiche del parco (campo da bocce, ricovero per gli attrezzi, ecc.) e con un indice di edificabilità bassissimo: 0,01 mc/mq.

La seconda categoria, curiosamente, riguarda il solo Parco di San Giuliano dove si possono costruire invece edifici di qualsiasi tipo (alberghi, musei, parcheggi, darsene, esercizi commerciali, parco divertimenti, serre, maneggi, ecc.), esclusa la residenza, e con un indice edificatorio da brivido: 0,5 mq/mq (ovvero 1,5 mc/mq).

In pratica, su metà dei circa 70 ettari del Parco di San Giuliano si può costruire!

E' probabile, certo, che non vogliano edificare dove vi sono già degli alberi ma nelle aree limitrofe, quelle che dovevano servire ad espandere il Parco verso Campalto.


Il Movimento 5 stelle ha scoperto tutto questo alcuni mesi fa, e con l'aiuto di alcuni urbanisti, ha preparato un emendamento al PAT (Piano di Assetto del Territorio) per eliminare le incredibili previsioni edilizie ed equiparare in toto il Parco di San Giuliano agli altri parchi.

gava-225x300.jpgPer spiegare poi il tema ai cittadini, il consigliere comunale Marco Gavagnin e una dozzina di attivisti hanno allestito, un sabato mattina, un vero e proprio cantiere edile nell'area del Parco: muniti di casco antinfortunistica, badili, cazzuole, picconi, mattoni, hanno eretto un finto muro di cartone recante una targa dedicata al (fu) Parco e un paio di cartelli stradali indicanti "via G. Caprioglio" a cui un writer, di passaggio, ha aggiunto ironicamente "dall'Ente Parchi".


Il 30 gennaio, con la votazione del PAT, il centrosinistra ha bocciato l'emendamento, con il quale si sarebbe inciso in modo netto sulle norme assurde di cui sopra richiamate nel PAT.

Dato che la notizia sul Parco era ormai pubblica, la maggioranza non poteva restare con le mani in mano ed ha presentato una striminzita e debole mozione, a firma del consigliere PD, Emanuele Rosteghin, la quale è stata votata dal consiglio comunale ma lascia molta libertà d'azione all'assessore Micelli nella preparazione del P.I. (Piano degli Interventi). Si afferma infatti timidamente che "l'indice di edificabilità riconosciuto di mq 0,5 mq/mq si configura eccessivo come parrebbe per l'ambito ricadente nel Parco San Giuliano".

Si configura eccessivo? No, caro Rosteghin. Non è soltanto eccessivo ma, a dire poco, fantascientifico visto che sfiora di poco l'indice edificatorio previsto per le aree dell'Expo di Milano (pari a 0,52 mq/mq).

Il documento della maggioranza ignora inoltre, la presenza su quelle aree del vincolo posto dall'art. 21/a del PALAV "Piano di Area Laguna e Area Veneziana (strumento urbanistico regionale sovraordinato e prevalente rispetto a PAT e vecchio PRG) il quale dispone espressamente che "Qualora i Comuni debbano prevedere nuove zone di espansione la localizzazione di esse non deve interessare aree di interesse paesistico-ambientale, salvo che, per limitate espansioni ad uso residenziale, turistico e per servizi, purché tale espansione sia individuabile esclusivamente all'interno di tali aree...": insomma vige un vincolo di inedificabilità salvo che non esistano altre aree disponibili nel Comune. Si tratta dello stesso vincolo già ignorato e/o aggirato da Comune e Regione per il PIC di Campalto, per le villette da VIP attigue al Bosco di Carpenedo, per le villette nelle dune degli Alberoni.


L'assessore all'Ambiente, Gianfranco BETTIN, ha commentato pubblicamente la nostra iniziativa "artistica" al parco di San Giuliano in questo modo: "Gavagnin ha ragione a porre il problema. Quella zona per una svista nel vecchio PRG era indicata come edificabile e bisogna correggere l'errore". Il Movimento 5 Stelle apprezza, certo, le parole dell'assessore ma è piuttosto difficile credere che un tale grossolano errore sia realmente potuto accadere, e protrarsi per ben 13 anni. Del resto, sarebbe ancor più scomodo, per l'assessore, ammettere che nel 1999 il centrosinistra, guidato dal grande filosofo, fosse consapevole di queste previsioni allucinanti.

Ebbene, se si è trattato di una svista viene da chiedersi se c'è un errore da correggere anche negli altri ambiti in cui c'è la stessa destinazione a "verde urbano attrezzato". E cioè: Forte Marghera, l'isola delle Statue, i Pili e tutto il waterfront all'interno del petrolchimico dell'ENI.

Questa svista l'avrà commessa qualcuno, giusto? E allora, non sarebbe il caso di valutare seriamente un bel turn over dei dirigenti comunali del settore urbanistico, dato che di "sviste" ed "errori" pare ve ne siano numerosi?

Infine, non è che per un'altra infelice svista si è giunti a nominare a Presidente dell'Ente Bosco e Parchi dell'arch. Giovanni Caprioglio? Quest'ultimo, infatti, è talmente impegnato in città, con numerosi progetti pubblici e privati, al punto forse da trascurare il parco. E' così bravo infatti da aggiudicarsi numerose progettazioni ma non si è accorto di queste previsioni del PRG che mettono in serio pericolo il Parco? Non è forse Presidente dell'Ente già da 6 anni? E le due attività svolte non sono un po' in contraddizione l'una con l'altra?

In conclusione, abbiamo in mano una mozione, debole certo ma è un primo passo nella direzione giusta. Tale documento, con ogni probabilità, non sarebbe mai stato presentato se il Movimento 5 Stelle non avesse acceso i riflettori sulla vicenda.

I consiglieri e gli attivisti del M5* continueranno a "marcare stretto" Sindaco, Giunta e tutti i consiglieri di maggioranza fino a quando la situazione non sarà definitivamente risolta a tutela del Parco di San Giuliano e della gronda lagunare.

L'aiuto, naturalmente, di ogni libero cittadino è gradito.


Ufficio stampa
Movimento 5 stelle di Venezia



2012.01.29 Grillini, pronto un emendamento per difendere San Giuliano.pdf

2012.02.09 San Giuliano edificabile, cubatura eccessiva e maggioranza in ritardo.pdf

2012.01.30 La maggioranza alla prova del Pat.pdf

Mozione n. 879 del 24.01.2012 di ROSTEGHIN su riduzione significativa cubature sul Parco di San Giuliano.pdf

2012.01.12 Emendamento 007 alla p.d. della GC. n. 965 del 23.12.2010 sul PAT - PARCO SAN GIULIANO.pdf


Venezia - 

Come già osservato in precedenza su queste pagine, alcune ordinanze di chi ci amministra appaiono manifestamente illegittime. E se si indaga un po' sorgono anche dubbi circa la capacità di chi ci amministra di gestire la cosa pubblica nel migliore interesse della collettività.

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La vicenda dell'ordinanza n. 811 del 22 dicembre 2012 ("regolamentazione della sosta di autocaravan e caravan nel territorio del comune di Venezia") forse è esemplare a tale riguardo. Con quella ordinanza la giunta che amministra il Comune di Venezia intendeva (tra le altre cose) istituire il divieto di sosta permanente con rimozione coatta per auto - caravan e caravan su tutto il territorio comunale ad eccezione degli stalli di sosta liberi segnalati all'interno di due sole aree di parcheggio: il parcheggio scambiatore di via Miranese, ed il parcheggio scambiatore di via Castellana.


Secondo il primo comma, lettera m), dell'articolo 54 del D.Lgs n. 285 del 1992 (c.d. "Nuovo Codice della Strada"), i caravan sono "veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all'alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente".


L'ordinanza n. 811 / 2011 fatta ad-hoc per i caravan, a parte la debolezza delle motivazioni, appariva in conflitto con il primo comma dell'art. 185 ("Circolazione e sosta delle auto-caravan") del Nuovo Codice della strada che stabilisce che gli autocaravan "ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti negli articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli." In altre parole, i caravan, che piaccia o meno, non possono essere discriminati rispetto agli altri veicoli dalle ordinanze delle giunte comunali, neppure se a capo della giunta c'è il sindaco prof. avv. Orsoni, e neppure se le ordinanze vengono firmate dal creativo architetto Loris Sartori. E' opportuno ricordare che proprio per porre un freno alla spesso illegittima inventiva che caratterizza diverse ordinanze adottate da parecchie amministrazioni locali, il Ministero dei Trasporti nel 2007 aveva emesso una apposita nota ripresa poi dal Ministero degli Interni, per richiamare le amministrazioni pubbliche proprietarie delle strade ad una corretta ed uniforme applicazione delle norme del Codice della Strada. Quella nota (spesso purtroppo disattesa) fa espresso riferimento "ad ordinanze di divieto di circolazione e sosta di autocaravan e caravan, le cui finalità hanno scarsa o del tutto carente attinenza con la circolazione, e invece celano non espressi motivi di interessi locali, non perseguibili con lo strumento dell'ordinanza sindacale." Si direbbe che chi ci amministra, nonostante il folto staff di collaboratori, non fosse a conoscenza di quella nota quando è stata redatta l'ordinanza n. 811 / 2011.

Colpiscono particolarmente alcune parole usate nella nota del Ministero dei Trasporti: "...e invece celano non espressi motivi di interessi locali... "

A quanto descritto fino a qui è il caso di aggiungere la descrizione di un'altra pertinente vicenda sviluppatasi contestualmente e che non sarà sfuggita ai cittadini più attenti ed informati. Chi vive in terraferma e frequenta l'area di San Giuliano sa che in quell'area, prospiciente la laguna e dalla quale si può godere la spettacolare vista di Venezia all'orizzonte, c'è un parcheggio utilizzato anche da parecchi turisti che giungono qui con il loro caravan. Secondo quanto si legge sul sito camperweb.it vi possono sostare almeno 280 caravan. Quel parcheggio negli ultimi anni è stato gestito da ASM (ora AVM, e credo che molti vorrebbero sapere il perché dell'apparentemente inutile cambio di denominazione sociale), una società municipalizzata del Comune di Venezia. Sul sito di AVM si legge che il corrispettivo richiesto per la sosta di un caravan è di 10 euro al giorno, inclusivo del servizio per lo scarico delle acque grigie.


Per una fortuita ed interessante coincidenza, mentre con la citata ordinanza n. 811 chi ci amministra limitava ai caravan la possibilità di parcheggiare su suolo pubblico all'interno del territorio comunale, la stessa giunta sembrava intenzionata a concedere ad un soggetto privato la gestione di quell'area di sosta che da tempo è meta di parecchi camperisti. Sul Gazzettino dell'31 ottobre 2011 si leggeva un illuminante articolo che descrive un fantastico progetto da svilupparsi proprio in quella zona di San Giuliano, portato avanti da un ex-consigliere comunale (UDC, già del PD, ma anche già del PSDI) tale Fabio Toffanin. Sull'articolo si legge: "L'ex consigliere comunale ha appena preso in affitto un lotto di 14 mila metri quadrati di terreno in punta San Giuliano, dove fino a poco tempo fa c'era l'autolavaggio. In quel lotto di terreno a fianco di via San Giuliano, Toffanin ha messo in piedi un posto per la sosta di caravan e roulottes. Affitto di gestione da Asm per 6 anni più 6. «E potrei star tranquillo così, ma siccome mi dispiace che questa zona a sud del parco di San Giuliano sia abbandonata a se stessa, lancio la proposta di fare un maneggio e una piscina. Ma non una piscina olimpionica, una piscina che ricordi uno stagno, una polla d'acqua, ma con tanta sabbia intorno».


Insomma, siccome a Toffanin dispiaceva che quella zona a sud del parco fosse abbandonata, ha pensato di prenderla in affitto dalla municipalizzata che la gestiva. A quale prezzo? Secondo quanto riscontrato dal consigliere comunale Gavagnin (si veda l'
articolo del Gazzettino del 15 gennaio 2012 ) quel terreno sarebbe stato dato in affitto da AVM (ex ASM) per soli 4.000 euro l'anno: meno di 350 euro al mese. La nostra amministrazione comunale che esige il pagamento di un euro l'ora (anche in zone semi-periferiche della terraferma) per poter occupare gli 8 metri quadrati scarsi di uno stallo sul quale parcheggiare una automobile, sembrava voler concedere volentieri in affitto, tramite la sua controllata AVM, per 11 euro al giorno un intero parcheggio che può ospitare decine di caravan, in una zona che almeno durante la bella stagione è certamente molto appetibile.

Il 29 dicembre 2011 il consigliere Gavagnin, dopo avere ricevuto segnalazioni e proteste da parte di diverse associazioni e cittadini, ha presentato all'assessore competente (Ugo Bergamo) l'interrogazione n. 960, con la quale, in ultima analisi, invitava l'Amministrazione Comunale a considerare di ritirare l'ordinanza n. 811 "allo scopo di ristabilire una condizione di conformità alle disposizioni impartite dal Ministero dei Trasporti."

Epilogo: prima ancora che l'interrogazione del consigliere Gavagnin ricevesse la richiesta risposta scritta si sono verificati eventi imponderabili. AVM (la municipalizzata che gestisce l'area di San Giuliano che all'ex consigliere Toffanin dispiaceva che fosse abbandonata a sé stessa) ha disposto lo smantellamento delle strutture che erano già state allestite per l'area di sosta dei caravan. Il consigliere Gavagnin si è riproposto di ottenere la rendicontazione di tale smantellamento per verificare chi ha sostenuto le relative spese. Inoltre, come si legge sul
Gazzettino del 3 febbraio 2012, l'assessore Bergamo ha annunciato che l'ordinanza n. 811 del 2011 non entrerà in vigore. I caravan potranno continuare a circolare e sostare anche nel territorio del Comune di Venezia, con le sole stesse limitazioni previste per gli altri veicoli, senza discriminazioni illegittime.

L'area di San Giuliano è un bene pubblico, e speriamo che possa rimanere fruibile al meglio da parte di tutti. Ci piacerebbe che vi fosse approntato uno scivolo pubblico per permettere a chi ha una piccola imbarcazione da diporto di accedere alla laguna, senza dover necessariamente ricorrere a servizi privati (a pagamento) di alaggio.


Venezia - 

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Cari cittadini,

Vi scriviamo per rendere conto di una parte dell'attività che nell'ultimo anno ha impegnato il MoVimento 5 Stelle di Venezia.

In questi giorni infatti il Consiglio comunale andrà a votare il PAT, lo strumento urbanistico di pianificazione del territorio, così come proposto dalla Giunta Orsoni.

COSA E' IL PAT

Il Piano di Assetto del Territorio è un documento che stabilisce la destinazione delle porzioni di territorio (residenziale, industriale, agricolo, verde, etc). Esso non entra nel dettaglio dei singoli interventi, ma già lascia presagire, a nostro avviso, il peggio. Ecco alcuni esempi:

- l'Amministrazione non ha coinvolto in nessun modo la cittadinanza nei processi di formazione di tale documento, né ha coinvolto i comuni limitrofi (poteva farlo con un PAT Intercomunale, previsto dalla legge);

- l'Amministrazione non ha presentato le "ragionevoli alternative" di PAT, in considerazione del suo impatto ambientale, come previsto dall'art. 13 del D. Lgs. n. 152/2006;

- il PAT recepisce in toto il vecchio PRG, confermando - al fine di poter costruire - le già disattese previsioni di crescita demografica, con un aumento della popolazione previsto di 60.000 abitanti in dieci anni (il trend degli ultimi 20 anni, invece, ha fatto registrare un saldo negativo: meno 30.000 abitanti);

- con la scusa dello stadio e del nuovo casinò, il PAT apre la strada alla realizzazione del Quadrante di Tessera, decine di ettari di cemento su suolo agricolo, con l'aggravante del rischio idraulico (fino a 1,70mt sotto il livello del mare).

LE RISPOSTE DEL SINDACO ORSONI, DELLA SUA GIUNTA E MAGGIORANZA

Molti cittadini possono testimoniare che nelle poche riunioni aperte alla cittadinanza, di fronte ai DATI sopra citati, più volte posti all'attenzione degli amministratori, le risposte sono state le più fantasiose, ma nessuno è entrato nel MERITO dei dati contestati: non l'assessore Micelli, non i consiglieri di maggioranza, non il Sindaco. Nella migliore delle ipotesi si sono limitati a ignorare i rilievi e a magnificare i lati positivi del PAT (ad es. la cosiddetta green-belt, la cintura di verde attorno alla città, foglia di fico troppo piccola per coprire la vergogna della potenziale cementificazione); nella peggiore, è stato risposto che il voto dei cittadini autorizza l'amministrazione a fare ciò che vuole, ignorando disposizioni, anche di livello europeo, di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

COSA HA FATTO IL MOVIMENTO 5 STELLE?

E' noto che il MoVimento 5 Stelle sostiene lo "zero consumo di suolo", che significa l'interruzione immediata della costruzione su terreni agricoli o comunque non già cementificati e la riqualificazione del suolo già "consumato" (Beppe Grillo lo riassume con lo slogan: "Tracciare un cerchio attorno ai limiti della città e costruire solo dentro il cerchio").

Di fronte al desolante panorama che si svela col PAT, il MoVimento 5 Stelle di Venezia ha perseguito ogni azione per impedire l'approvazione del PAT, così come concepito dalla Giunta Orsoni:

- fin da marzo 2010 ha contribuito a sensibilizzare la cittadinanza con incontri e riunioni, collaborando anche con forze politiche molto distanti (come la Lega e Federazione della Sinistra) pur di attirare l'attenzione sul tema;

- ha appoggiato il Comitato di associazioni e cittadini costituitosi lo scorso autunno, per dare più forza nei media alle ragioni del "no" e tra i cittadini, per aumentare la loro consapevolezza;

- ha organizzato e partecipato - attraverso i suoi attivisti - a diverse manifestazioni per sensibilizzare la cittadinanza e gli amministratori sul tema;

- ha presentato alla Provincia una petizione che riammetta, nella delibera di approvazione del PAT, le relazione che prevedeva che "a Est della bretella di collegamento con l'autostrada venga interdetta ogni nuova urbanizzazione o edificazione" per pericolo di dissesto idrogeologico, relazione stralciata bellamente dalla Provincia, su segnalazione dell'Amministrazione comunale, e liquidata come "errore materiale" (come se si trattasse di un errore di battitura);

- ha messo in campo una campagna di informazione, sul web, sui giornali e sul territorio, attraverso i banchetti, per far conoscere i rischi collegati al PAT.

LE SCELTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI VENEZIA

Mentre la linea di "zero consumo di suolo" è totalmente condivisa, in questi ultimi giorni si è acceso un intenso dibattito tra i cittadini del MoVimento sulla strategia e sugli strumenti giuridici più idonei da utilizzare in Consiglio comunale per osteggiare questo PAT. Nodo del dibattito è la presentazione in Consiglio comunale di alcuni emendamenti che, facendo leva sulle norme vigenti e con motivazioni forti, cercano di limitare i danni provocati dal PAT, pur non chiedendo il consumo di suolo zero, richiesta che non troverebbe alcuna possibilità di accoglimento in Consiglio comunale. Il timore di alcuni attivisti è che tali emendamenti vengano percepiti come un tradimento del mandato elettorale, rispetto alla linea dello "zero consumo di suolo".

La conclusione maturata in seno al MoVimento 5 Stelle è stata che con ogni probabilità se il nostro unico consigliere comunale si limitasse a votare contro questo PAT, esso verrebbe approvato così come è. Di conseguenza, per ostacolare coloro che vogliono imporre questo PAT si è pensato di presentare attraverso il consigliere Gavagnin quegli emendamenti - redatti con l'aiuto e la consulenza di associazioni e esperti in materia - con l'auspicio che, facendo appello al senso civico ed al buon senso del più ampio numero di consiglieri di maggioranza e opposizione, essi incontrino il favore di una maggioranza trasversale. In tal modo, pur potendo apparire un amaro compromesso rispetto ai principi ispiratori del MoVimento 5 Stelle, tali emendamenti limiterebbero il più possibile i danni del PAT.


LE PROSSIME MOSSE

La battaglia continua: dopo l'adozione del PAT, seguirà un periodo di trenta giorni in cui ogni cittadino potrà presentare delle osservazioni, da sottoporre prima al Consiglio comunale, poi alla Provincia.

Il MoVimento 5 Stelle nelle prossime settimane sarà in Campo Santa Margherita a Venezia, in Piazza Ferretto a Mestre e in Piazza Mercato a Marghera, per far sottoscrivere le osservazioni dei cittadini (a breve il calendario, su www.meetup.com/grillivenezia, su www.facebook.com/grilli.venezia e sul blog www.grllivenezia.org).

Facciamo sentire la voce dei cittadini!

Chi sbaglia paga?


Venezia - 

Anche quando non sono contrarie a qualche norma superiore (si pensi per esempio all'iniziativa poi dichiarata incostituzionale con la quale Ca' Farsetti sanzionava chi rivolgeva la parola ad una presunta prostituta), spesso le scelte di chi ci amministra sono politicamente censurabili.


Sul Gazzettino del 31 dicembre 2011 trova spazio, tra le altre, questa dichiarazione del Sindaco Orsoni: "A Mestre i parcheggi scambiatori si sono rivelati una scelta sbagliata".
Park via Ca' Lin, Trivignano, 2011-07-04, 3.jpg
Noi del Movimento 5 Stelle non siamo sicuri al 100% che in astratto l'idea dei parcheggi scambiatori a Mestre sia necessariamente sbagliata. Quello che però noi avevamo affermato già circa un anno fa in due apposite interpellanze presentate dal consigliere comunale Marco Gavagnin è che il modo in cui la giunta del Sindaco Orsoni stava realizzando il piano dei parcheggi scambiatori appariva insensato. Infatti avevamo documentato fotograficamente che il primo parcheggio scambiatore realizzato a Trivignano in via Ca' Lin era pressoché inutilizzato, e servito da 5 sole corse di autobus nell'arco della giornata. Conseguentemente avevamo richiesto che il Comune si astenesse dal realizzare quegli altri parcheggi scambiatori la cui costruzione era già stata dissennatamente approvata. Purtroppo l'assessore Bergamo, pur complimentandosi per il modo in cui le nostre interpellanze erano state argomentate e redatte, ha ritenuto di non accogliere la nostra richiesta. Così altri soldi sono stati spesi per realizzare opere pubbliche che hanno arrecato un beneficio probabilmente solo ai ricavi delle imprese che le hanno costruite.


Poi, tre giorni fa, a soli pochi mesi di distanza, il sindaco Orsoni ha rilasciato quella dichiarazione che esprime un mutamento di orientamento che se fosse stato maturato all'epoca delle nostre due interpellanze avrebbe potuto fare risparmiare un po' di denaro pubblico. In un contesto in cui alla maggior parte degli amministrati le scelte sbagliate comportano conseguenze severe, vorremmo sapere in che modo il Sindaco Orsoni e l'Assessore Bergamo ritengono di rimediare per la scelta sbagliata che hanno preso contro ogni evidenza che a tempo debito era stata portata alla loro attenzione...


Non intendiamo mettere in dubbio la buona fede del Sindaco Orsoni e dell'Assessore Bergamo. Noi dubitiamo della capacità di chi ci amministra di operare sempre e solo nell'interesse superiore degli amministrati.


Continueremo a presentare le nostre proposte ed a informare i nostri concittadini circa le scelte di chi ci amministra. In questo modo gli elettori, la prossima volta che saranno chiamati a votare, avranno più elementi per scegliere da chi farsi rappresentare in quella sede dove si decide come spendere i soldi che la Pubblica Amministrazione ha il potere di esigere dagli amministrati.


Saluti cordiali,

Lo staff del Movimento 5 Stelle del Comune di Venezia, per conto dei consiglieri
Marco Gavagnin - Consiglio Comunale di Venezia
Lorenzo Buiatti - Municipalità di Mestre - Carpenedo

I candidati a Venezia

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    Alberto Scarpa
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    Andrea Palatini
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    davide
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    MARCO DA VILLA
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    marco gavagnin
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    Massimo Rado
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    mestre ve
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    omar
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    orietta vanin
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    Umberto Pirredda

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