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Venezia - 

Come già osservato in precedenza su queste pagine, alcune ordinanze di chi ci amministra appaiono manifestamente illegittime. E se si indaga un po' sorgono anche dubbi circa la capacità di chi ci amministra di gestire la cosa pubblica nel migliore interesse della collettività.

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La vicenda dell'ordinanza n. 811 del 22 dicembre 2012 ("regolamentazione della sosta di autocaravan e caravan nel territorio del comune di Venezia") forse è esemplare a tale riguardo. Con quella ordinanza la giunta che amministra il Comune di Venezia intendeva (tra le altre cose) istituire il divieto di sosta permanente con rimozione coatta per auto - caravan e caravan su tutto il territorio comunale ad eccezione degli stalli di sosta liberi segnalati all'interno di due sole aree di parcheggio: il parcheggio scambiatore di via Miranese, ed il parcheggio scambiatore di via Castellana.


Secondo il primo comma, lettera m), dell'articolo 54 del D.Lgs n. 285 del 1992 (c.d. "Nuovo Codice della Strada"), i caravan sono "veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all'alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente".


L'ordinanza n. 811 / 2011 fatta ad-hoc per i caravan, a parte la debolezza delle motivazioni, appariva in conflitto con il primo comma dell'art. 185 ("Circolazione e sosta delle auto-caravan") del Nuovo Codice della strada che stabilisce che gli autocaravan "ai fini della circolazione stradale in genere ed agli effetti dei divieti e limitazioni previsti negli articoli 6 e 7, sono soggetti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli." In altre parole, i caravan, che piaccia o meno, non possono essere discriminati rispetto agli altri veicoli dalle ordinanze delle giunte comunali, neppure se a capo della giunta c'è il sindaco prof. avv. Orsoni, e neppure se le ordinanze vengono firmate dal creativo architetto Loris Sartori. E' opportuno ricordare che proprio per porre un freno alla spesso illegittima inventiva che caratterizza diverse ordinanze adottate da parecchie amministrazioni locali, il Ministero dei Trasporti nel 2007 aveva emesso una apposita nota ripresa poi dal Ministero degli Interni, per richiamare le amministrazioni pubbliche proprietarie delle strade ad una corretta ed uniforme applicazione delle norme del Codice della Strada. Quella nota (spesso purtroppo disattesa) fa espresso riferimento "ad ordinanze di divieto di circolazione e sosta di autocaravan e caravan, le cui finalità hanno scarsa o del tutto carente attinenza con la circolazione, e invece celano non espressi motivi di interessi locali, non perseguibili con lo strumento dell'ordinanza sindacale." Si direbbe che chi ci amministra, nonostante il folto staff di collaboratori, non fosse a conoscenza di quella nota quando è stata redatta l'ordinanza n. 811 / 2011.

Colpiscono particolarmente alcune parole usate nella nota del Ministero dei Trasporti: "...e invece celano non espressi motivi di interessi locali... "

A quanto descritto fino a qui è il caso di aggiungere la descrizione di un'altra pertinente vicenda sviluppatasi contestualmente e che non sarà sfuggita ai cittadini più attenti ed informati. Chi vive in terraferma e frequenta l'area di San Giuliano sa che in quell'area, prospiciente la laguna e dalla quale si può godere la spettacolare vista di Venezia all'orizzonte, c'è un parcheggio utilizzato anche da parecchi turisti che giungono qui con il loro caravan. Secondo quanto si legge sul sito camperweb.it vi possono sostare almeno 280 caravan. Quel parcheggio negli ultimi anni è stato gestito da ASM (ora AVM, e credo che molti vorrebbero sapere il perché dell'apparentemente inutile cambio di denominazione sociale), una società municipalizzata del Comune di Venezia. Sul sito di AVM si legge che il corrispettivo richiesto per la sosta di un caravan è di 10 euro al giorno, inclusivo del servizio per lo scarico delle acque grigie.


Per una fortuita ed interessante coincidenza, mentre con la citata ordinanza n. 811 chi ci amministra limitava ai caravan la possibilità di parcheggiare su suolo pubblico all'interno del territorio comunale, la stessa giunta sembrava intenzionata a concedere ad un soggetto privato la gestione di quell'area di sosta che da tempo è meta di parecchi camperisti. Sul Gazzettino dell'31 ottobre 2011 si leggeva un illuminante articolo che descrive un fantastico progetto da svilupparsi proprio in quella zona di San Giuliano, portato avanti da un ex-consigliere comunale (UDC, già del PD, ma anche già del PSDI) tale Fabio Toffanin. Sull'articolo si legge: "L'ex consigliere comunale ha appena preso in affitto un lotto di 14 mila metri quadrati di terreno in punta San Giuliano, dove fino a poco tempo fa c'era l'autolavaggio. In quel lotto di terreno a fianco di via San Giuliano, Toffanin ha messo in piedi un posto per la sosta di caravan e roulottes. Affitto di gestione da Asm per 6 anni più 6. «E potrei star tranquillo così, ma siccome mi dispiace che questa zona a sud del parco di San Giuliano sia abbandonata a se stessa, lancio la proposta di fare un maneggio e una piscina. Ma non una piscina olimpionica, una piscina che ricordi uno stagno, una polla d'acqua, ma con tanta sabbia intorno».


Insomma, siccome a Toffanin dispiaceva che quella zona a sud del parco fosse abbandonata, ha pensato di prenderla in affitto dalla municipalizzata che la gestiva. A quale prezzo? Secondo quanto riscontrato dal consigliere comunale Gavagnin (si veda l'
articolo del Gazzettino del 15 gennaio 2012 ) quel terreno sarebbe stato dato in affitto da AVM (ex ASM) per soli 4.000 euro l'anno: meno di 350 euro al mese. La nostra amministrazione comunale che esige il pagamento di un euro l'ora (anche in zone semi-periferiche della terraferma) per poter occupare gli 8 metri quadrati scarsi di uno stallo sul quale parcheggiare una automobile, sembrava voler concedere volentieri in affitto, tramite la sua controllata AVM, per 11 euro al giorno un intero parcheggio che può ospitare decine di caravan, in una zona che almeno durante la bella stagione è certamente molto appetibile.

Il 29 dicembre 2011 il consigliere Gavagnin, dopo avere ricevuto segnalazioni e proteste da parte di diverse associazioni e cittadini, ha presentato all'assessore competente (Ugo Bergamo) l'interrogazione n. 960, con la quale, in ultima analisi, invitava l'Amministrazione Comunale a considerare di ritirare l'ordinanza n. 811 "allo scopo di ristabilire una condizione di conformità alle disposizioni impartite dal Ministero dei Trasporti."

Epilogo: prima ancora che l'interrogazione del consigliere Gavagnin ricevesse la richiesta risposta scritta si sono verificati eventi imponderabili. AVM (la municipalizzata che gestisce l'area di San Giuliano che all'ex consigliere Toffanin dispiaceva che fosse abbandonata a sé stessa) ha disposto lo smantellamento delle strutture che erano già state allestite per l'area di sosta dei caravan. Il consigliere Gavagnin si è riproposto di ottenere la rendicontazione di tale smantellamento per verificare chi ha sostenuto le relative spese. Inoltre, come si legge sul
Gazzettino del 3 febbraio 2012, l'assessore Bergamo ha annunciato che l'ordinanza n. 811 del 2011 non entrerà in vigore. I caravan potranno continuare a circolare e sostare anche nel territorio del Comune di Venezia, con le sole stesse limitazioni previste per gli altri veicoli, senza discriminazioni illegittime.

L'area di San Giuliano è un bene pubblico, e speriamo che possa rimanere fruibile al meglio da parte di tutti. Ci piacerebbe che vi fosse approntato uno scivolo pubblico per permettere a chi ha una piccola imbarcazione da diporto di accedere alla laguna, senza dover necessariamente ricorrere a servizi privati (a pagamento) di alaggio.


Venezia - 

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Cari cittadini,

Vi scriviamo per rendere conto di una parte dell'attività che nell'ultimo anno ha impegnato il MoVimento 5 Stelle di Venezia.

In questi giorni infatti il Consiglio comunale andrà a votare il PAT, lo strumento urbanistico di pianificazione del territorio, così come proposto dalla Giunta Orsoni.

COSA E' IL PAT

Il Piano di Assetto del Territorio è un documento che stabilisce la destinazione delle porzioni di territorio (residenziale, industriale, agricolo, verde, etc). Esso non entra nel dettaglio dei singoli interventi, ma già lascia presagire, a nostro avviso, il peggio. Ecco alcuni esempi:

- l'Amministrazione non ha coinvolto in nessun modo la cittadinanza nei processi di formazione di tale documento, né ha coinvolto i comuni limitrofi (poteva farlo con un PAT Intercomunale, previsto dalla legge);

- l'Amministrazione non ha presentato le "ragionevoli alternative" di PAT, in considerazione del suo impatto ambientale, come previsto dall'art. 13 del D. Lgs. n. 152/2006;

- il PAT recepisce in toto il vecchio PRG, confermando - al fine di poter costruire - le già disattese previsioni di crescita demografica, con un aumento della popolazione previsto di 60.000 abitanti in dieci anni (il trend degli ultimi 20 anni, invece, ha fatto registrare un saldo negativo: meno 30.000 abitanti);

- con la scusa dello stadio e del nuovo casinò, il PAT apre la strada alla realizzazione del Quadrante di Tessera, decine di ettari di cemento su suolo agricolo, con l'aggravante del rischio idraulico (fino a 1,70mt sotto il livello del mare).

LE RISPOSTE DEL SINDACO ORSONI, DELLA SUA GIUNTA E MAGGIORANZA

Molti cittadini possono testimoniare che nelle poche riunioni aperte alla cittadinanza, di fronte ai DATI sopra citati, più volte posti all'attenzione degli amministratori, le risposte sono state le più fantasiose, ma nessuno è entrato nel MERITO dei dati contestati: non l'assessore Micelli, non i consiglieri di maggioranza, non il Sindaco. Nella migliore delle ipotesi si sono limitati a ignorare i rilievi e a magnificare i lati positivi del PAT (ad es. la cosiddetta green-belt, la cintura di verde attorno alla città, foglia di fico troppo piccola per coprire la vergogna della potenziale cementificazione); nella peggiore, è stato risposto che il voto dei cittadini autorizza l'amministrazione a fare ciò che vuole, ignorando disposizioni, anche di livello europeo, di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

COSA HA FATTO IL MOVIMENTO 5 STELLE?

E' noto che il MoVimento 5 Stelle sostiene lo "zero consumo di suolo", che significa l'interruzione immediata della costruzione su terreni agricoli o comunque non già cementificati e la riqualificazione del suolo già "consumato" (Beppe Grillo lo riassume con lo slogan: "Tracciare un cerchio attorno ai limiti della città e costruire solo dentro il cerchio").

Di fronte al desolante panorama che si svela col PAT, il MoVimento 5 Stelle di Venezia ha perseguito ogni azione per impedire l'approvazione del PAT, così come concepito dalla Giunta Orsoni:

- fin da marzo 2010 ha contribuito a sensibilizzare la cittadinanza con incontri e riunioni, collaborando anche con forze politiche molto distanti (come la Lega e Federazione della Sinistra) pur di attirare l'attenzione sul tema;

- ha appoggiato il Comitato di associazioni e cittadini costituitosi lo scorso autunno, per dare più forza nei media alle ragioni del "no" e tra i cittadini, per aumentare la loro consapevolezza;

- ha organizzato e partecipato - attraverso i suoi attivisti - a diverse manifestazioni per sensibilizzare la cittadinanza e gli amministratori sul tema;

- ha presentato alla Provincia una petizione che riammetta, nella delibera di approvazione del PAT, le relazione che prevedeva che "a Est della bretella di collegamento con l'autostrada venga interdetta ogni nuova urbanizzazione o edificazione" per pericolo di dissesto idrogeologico, relazione stralciata bellamente dalla Provincia, su segnalazione dell'Amministrazione comunale, e liquidata come "errore materiale" (come se si trattasse di un errore di battitura);

- ha messo in campo una campagna di informazione, sul web, sui giornali e sul territorio, attraverso i banchetti, per far conoscere i rischi collegati al PAT.

LE SCELTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI VENEZIA

Mentre la linea di "zero consumo di suolo" è totalmente condivisa, in questi ultimi giorni si è acceso un intenso dibattito tra i cittadini del MoVimento sulla strategia e sugli strumenti giuridici più idonei da utilizzare in Consiglio comunale per osteggiare questo PAT. Nodo del dibattito è la presentazione in Consiglio comunale di alcuni emendamenti che, facendo leva sulle norme vigenti e con motivazioni forti, cercano di limitare i danni provocati dal PAT, pur non chiedendo il consumo di suolo zero, richiesta che non troverebbe alcuna possibilità di accoglimento in Consiglio comunale. Il timore di alcuni attivisti è che tali emendamenti vengano percepiti come un tradimento del mandato elettorale, rispetto alla linea dello "zero consumo di suolo".

La conclusione maturata in seno al MoVimento 5 Stelle è stata che con ogni probabilità se il nostro unico consigliere comunale si limitasse a votare contro questo PAT, esso verrebbe approvato così come è. Di conseguenza, per ostacolare coloro che vogliono imporre questo PAT si è pensato di presentare attraverso il consigliere Gavagnin quegli emendamenti - redatti con l'aiuto e la consulenza di associazioni e esperti in materia - con l'auspicio che, facendo appello al senso civico ed al buon senso del più ampio numero di consiglieri di maggioranza e opposizione, essi incontrino il favore di una maggioranza trasversale. In tal modo, pur potendo apparire un amaro compromesso rispetto ai principi ispiratori del MoVimento 5 Stelle, tali emendamenti limiterebbero il più possibile i danni del PAT.


LE PROSSIME MOSSE

La battaglia continua: dopo l'adozione del PAT, seguirà un periodo di trenta giorni in cui ogni cittadino potrà presentare delle osservazioni, da sottoporre prima al Consiglio comunale, poi alla Provincia.

Il MoVimento 5 Stelle nelle prossime settimane sarà in Campo Santa Margherita a Venezia, in Piazza Ferretto a Mestre e in Piazza Mercato a Marghera, per far sottoscrivere le osservazioni dei cittadini (a breve il calendario, su www.meetup.com/grillivenezia, su www.facebook.com/grilli.venezia e sul blog www.grllivenezia.org).

Facciamo sentire la voce dei cittadini!

Chi sbaglia paga?


Venezia - 

Anche quando non sono contrarie a qualche norma superiore (si pensi per esempio all'iniziativa poi dichiarata incostituzionale con la quale Ca' Farsetti sanzionava chi rivolgeva la parola ad una presunta prostituta), spesso le scelte di chi ci amministra sono politicamente censurabili.


Sul Gazzettino del 31 dicembre 2011 trova spazio, tra le altre, questa dichiarazione del Sindaco Orsoni: "A Mestre i parcheggi scambiatori si sono rivelati una scelta sbagliata".
Park via Ca' Lin, Trivignano, 2011-07-04, 3.jpg
Noi del Movimento 5 Stelle non siamo sicuri al 100% che in astratto l'idea dei parcheggi scambiatori a Mestre sia necessariamente sbagliata. Quello che però noi avevamo affermato già circa un anno fa in due apposite interpellanze presentate dal consigliere comunale Marco Gavagnin è che il modo in cui la giunta del Sindaco Orsoni stava realizzando il piano dei parcheggi scambiatori appariva insensato. Infatti avevamo documentato fotograficamente che il primo parcheggio scambiatore realizzato a Trivignano in via Ca' Lin era pressoché inutilizzato, e servito da 5 sole corse di autobus nell'arco della giornata. Conseguentemente avevamo richiesto che il Comune si astenesse dal realizzare quegli altri parcheggi scambiatori la cui costruzione era già stata dissennatamente approvata. Purtroppo l'assessore Bergamo, pur complimentandosi per il modo in cui le nostre interpellanze erano state argomentate e redatte, ha ritenuto di non accogliere la nostra richiesta. Così altri soldi sono stati spesi per realizzare opere pubbliche che hanno arrecato un beneficio probabilmente solo ai ricavi delle imprese che le hanno costruite.


Poi, tre giorni fa, a soli pochi mesi di distanza, il sindaco Orsoni ha rilasciato quella dichiarazione che esprime un mutamento di orientamento che se fosse stato maturato all'epoca delle nostre due interpellanze avrebbe potuto fare risparmiare un po' di denaro pubblico. In un contesto in cui alla maggior parte degli amministrati le scelte sbagliate comportano conseguenze severe, vorremmo sapere in che modo il Sindaco Orsoni e l'Assessore Bergamo ritengono di rimediare per la scelta sbagliata che hanno preso contro ogni evidenza che a tempo debito era stata portata alla loro attenzione...


Non intendiamo mettere in dubbio la buona fede del Sindaco Orsoni e dell'Assessore Bergamo. Noi dubitiamo della capacità di chi ci amministra di operare sempre e solo nell'interesse superiore degli amministrati.


Continueremo a presentare le nostre proposte ed a informare i nostri concittadini circa le scelte di chi ci amministra. In questo modo gli elettori, la prossima volta che saranno chiamati a votare, avranno più elementi per scegliere da chi farsi rappresentare in quella sede dove si decide come spendere i soldi che la Pubblica Amministrazione ha il potere di esigere dagli amministrati.


Saluti cordiali,

Lo staff del Movimento 5 Stelle del Comune di Venezia, per conto dei consiglieri
Marco Gavagnin - Consiglio Comunale di Venezia
Lorenzo Buiatti - Municipalità di Mestre - Carpenedo


Venezia - 

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Il MoVimento 5 Stelle tramite il suo Consigliere Comunale Marco Gavagnin, esprime viva soddisfazione per l'esito della votazione degli emendamenti a modifica dello statuto comunale approvati nella serata di mercoledì 30 novembre.
Frutto di un lungo lavoro di collaborazione tra alcune forze politiche e i coordinamenti di cittadini - "Io Decido" in primis - siamo riusciti a compiere un significativo passo avanti nei processi di democrazia partecipata.
L'introduzione del voto ai sedicenni consentirà a quest'ultimi la possibilità di esprimere la propria opinione sui referendum che riguardano la propria città, raggiungendo così una nuova fetta di popolazione, fino ad oggi inascoltata.
La possibilità di consultare, sempre in materia referendaria, i cittadini non residenti, ma che hanno stabile attività ed interessi nel nostro Comune, non potranno che qualificare la discussione.
L'abbattimento del quorum per i referendum consultivi e la riduzione per quelli abrogativi creeranno un maggior interesse per questi democratici mezzi, con un conseguente aumento dei partecipanti alle votazioni.
Il coinvolgimento di nuovi elettori quindi porterà un arricchimento utile anche agli amministratori, che potranno tastare il polso e considerare l'opinione di chi contribuisce al loro reddito ogni volta che questi lo riterranno utile.
Sarà più semplice servirsi dello strumento referendario ed i cittadini saranno finalmente parte attiva nel processo amministrativo; l'interesse crescente da parte della popolazione e la voglia sempre maggiore di decidere in prima persona per il proprio futuro trovano un alleato in più da oggi nella popolazione veneziana. I tempi delle deleghe in bianco agli amministratori sono finiti.
Siamo felici di aver contribuito in maniera fondamentale a questo successo, risultato di un complesso lavoro di coordinamento tra comitati e forze politiche, siamo da sempre sostenitori della democrazia dal basso e questo risultato inserisce il Comune di Venezia tra le amministrazioni più all'avanguardia.

Le sterili polemiche che hanno accompagnato la discussione non hanno trovato sponda. La chiusura del PDL, che riteneva i sedicenni incapaci di esprimersi, è stata scongiurata da un emendamento che valorizza le capacità intellettuali dei nostri giovani, considerandoli al pari dei maggiorenni. La cieca visione leghista intendeva impedire a chi vive la città tutti i giorni, ma che è costretto a risiedere fuori dal Comune per ragioni economiche, di esprimere la propria opinione, relegando a mera manovalanza tutte le donne e uomini che ogni giorno accudiscono i nostri anziani, costruiscono le nostre case, lavano i piatti nei nostri ristoranti o che semplicemente studiano presso un nostro istituto. Il gruppo dei "padani" asseriva persino che per aver diritto al voto bisognasse conoscere il funzionamento delle regole del Consiglio Comunale e comprenderne a pieno i meccanismi che lo regolano. Sfido quindi la maggior parte dei residenti a spiegare al sottoscritto le norme che vigono e regolano le attività di ca' Farsetti. La possibilità di decidere del proprio futuro spetta a chiunque faccia parte della collettività. Così come si accettano stipendi statali e contributi economici nazionali o internazionali, allo stesso modo si devono a maggior ragione accettare opinioni di chi vive la città.

Marco Gavagnin
MoVimento 5 Stelle Venezia

emend. statuto 17.11 mestre.pdf


Venezia - 

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Per scongiurare il pericolo della scomparsa del Bicipark presso la stazione ferroviaria di Mestre e la sua trasformazione, previa demolizione, nell'ennesimo palazzo con uffici ed alberghi, il Movimento 5 Stelle di Venezia da più di un anno ha messo in atto diverse iniziative per informare e coinvolgere i numerosi utenti. Il 24 settembre 2010 è iniziato un volantinaggio a tappeto davanti all'ex palazzo delle Poste, proseguito poi in città per alcune settimane.

Il 23 ottobre 2010, gli attivisti del Movimento hanno organizzato una Critical Mass (una biciclettata di massa) cui hanno partecipato quasi un centinaio di ciclisti lungo le principali strade della città per riportare l'attenzione di tutti sul destino del Bicipark, sul completamento delle piste ciclabili interrotte e la costruzione di quelle promesse lungo il percorso del tram.

Infine, l'azione più incisiva è stata avviata nel febbraio di quest'anno: nei banchetti del M5S è iniziata la raccolta firme di cittadini in calce ad un'interrogazione popolare al Sindaco per chiedere formalmente l'annullamento parziale della delibera del consiglio comunale n. 6 del 17.01.2011 perché illegittima. Essa infatti viola l'art. 50 comma 4 lettera L della Legge regionale n. 61/1985, nel senso che elude il divieto di modifica delle destinazioni urbanistiche che potrebbero essere fatte soltanto con il futuro PAT. La delibera infatti, modificando alcune norme tecniche del vigente PRG, consente un'incredibile cambio di destinazione d'uso delle zone, prima produttive, B.1, B.2, B.2.1 e B3 (e tra queste il Bicipark) in alberghi, motel, ostelli che non servono a nessuno se non a chi li costruisce.

Inoltre, la decisione del consiglio comunale ha modificato l'articolo delle norme di PRG, dedicato alla zona "Impianti Ferroviari", consentendo di insediare lungo tutta l'asta della stazione (binari e sala d'attesa compresi) "servizi pubblici e privati, luoghi d'arte e di cultura, strutture di accoglienza, alberghi, attività commerciali, edifici congressuali e direzionali destinati a funzioni pubbliche e private e parcheggi".
L'interrogazione popolare è stata firmata da più di mille cittadini, residenti o meno nel Comune di Venezia, e indirizzata al Sindaco con tanto di numeri di protocollo.

Il primo cittadino tuttavia, che di mestiere fa l'avvocato amministrativista, non ha ritenuto di fornire alcuna risposta pur essendo trascorsi sette mesi dal primo protocollo (secondo lo Statuto va fornita una risposta entro il termine di 30 giorni).

Soltanto recentemente e solo a seguito di tutte queste iniziative di protesta, l'assessore alla Mobilità secondo i giornali locali, avrebbe concordato con RFI la nuova collocazione.

La nuova area, individuata in via Trento, avrebbe tuttavia una capienza di soli 600 posti e cioè un numero del tutto insufficiente a soddisfare le reali esigenze di mobilità e di interscambio dei tantissimi ciclisti-pendolari.
L'attuale Bicipark ospita infatti già oggi 600 biciclette di persone abbonate più 150 circa di utenti giornalieri. A queste cifre si deve aggiungere il gran numero di biciclette attualmente parcheggiate fuori e che magari sono in lista d'attesa per un posto sicuro e al coperto.

Nella previsione poi di un aumento della ciclabilità in città, connesso all'estensione della rete di piste ciclabili ed all'avvio ordinario del SFMR (i treni locali possono infatti ospitare in appositi vani le bici dei passeggeri) è evidente che la nuova sistemazione è totalmente inadeguata.

E tutto questo è ancora più ingiustificabile se si pensa che le previsioni insediative inserite nel Masterplan della stazione sono talmente esorbitanti per cubatura (si parla di due grattacieli da 100 metri ai due lati d'ingresso della stazione ed un centro commerciale sopra i binari) che con i relativi standard urbanistici il nuovo Bicipark dovrebbe, come minimo, poter ospitare 2000 biciclette, una ciclofficina, un bar ed un centro ricreativo per ciclisti.

Bici-2-300x225.jpgTutte queste considerazioni sono state inserite, dal consigliere Marco Gavagnin, in un'interrogazione al Sindaco con la quale si chiede di riconsiderare, insieme a RFI (Reti Ferroviarie Italiane), lo spostamento del Bicipark per soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini e subordinare ad essi gli interessi della lobby interessata solo a banali speculazioni immobiliari.

Il consigliere del Movimento ha richiamato poi formalmente il Sindaco, noto amministrativista, a rispettare lo Statuto del Comune che prevede un termine di 30 giorni per rispondere alle interrogazioni presentate dai cittadini.
In conclusione, l'assessore Bergamo continuerà a sentire il fiato sul collo del Movimento 5 Stelle per la difesa e il miglioramento di quel servizio ormai indispensabile che è il Bicipark in stazione.


2011-10-15, Il Gazzettino, Nuovo bicipark in stazione.pdf

2011-10-27, La Nuova Venezia, Stazione, Bicipark in via Trento dal giugno 2012.pdf


Venezia - 

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Con riferimento all'oggetto, e alle notizie apparse ieri sulla stampa locale, si comunica che il Movimento 5 Stelle è particolarmente soddisfatto dell'esito ottenuto.

L'assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo, ha suonato infatti la ritirata stabilendo con la Municipalità di Mestre soltanto 500 aree di sosta a pagamento che, presumibilmente, pochi useranno, salvo forse quelle del park di via S.M. dei Battuti il quale, in realtà, doveva fungere da parcheggio scambiatore e quindi gratuito.

Un ringraziamento va dunque a tutti i cittadini ed attivisti del M5S che, pur con la calura estiva, hanno informato la popolazione di quello che stava succedendo (si veda il volantino-multa allegato) rendendo veramente "pubbliche" le riunioni della Municipalità.

Al consigliere di Municipalità Lorenzo Buiatti preme poi sottolineare che "l'idea della divisione della città in zone colorate, all'interno delle quali gli abitanti non pagano, non sarà affatto accantonata per la banale pigrizia dell'assessore e dei suoi tecnici. Il concetto peraltro, partito dal consigliere Pasqualetto della Lega Nord e condiviso con noi, è stato accolto da tutti in Municipalità, compresi i consiglieri più scettici del PD".

Si precisa infine che a nulla valgono le considerazioni dell'assessore sulla mancanza di risorse per sviluppare ancora il Biciplan: ASM può benissimo ridurre le spese previste per i numerosi ma inutili parcheggi scambiatori (vedasi il caso emblematico di Trivignano: 2000 anime, nessuna fermata SFMR o tram e quattro park per un totale di 530 posti auto) mentre l'assessore può stralciare il progetto, da 22 milioni, relativo al tram in via Torino che non serve ai cittadini ma a valorizzare le aree di Mantovani. Oppure può risparmiare i soldi del suo portaborse, assunto come consulente esterno, e accontentarsi di un dipendente comunale. Da notare che con i soldi per un anno di tale consulenza l'assessore avrebbe potuto fare ad esempio la pista centralissima e attesissima di via Fapanni (migliaia di ciclisti transitano contromano ogni giorno), annunciata per Maggio 2011, forse pronta per Marzo 2012...

I mestrini non crederanno mai al bieco ricatto "niente strisce blu, niente piste ciclabili" anche perché il M5S li terrà informati.

Mestre, 22.10.2011
Ufficio Stampa
Movimento 5 Stelle - Beppegrillo.it di Mestre-Venezia

2011.01.08 Volantino A4 bifacciale su aumento tariffe e strisce blu.pdf

Avanti con le zone colorate dove gli abitanti non pagano_20111023.pdf

Bissuola_Addio strisce Blu_20111022.pdf


Venezia - 

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Sulla Nuova Venezia del 28 settembre 2011, ho letto una lettera del Consigliere comunale Carlo Pagan (foto) che mi ricorda quel don Abbondio che per provare a "darsi un tono" e per confondere il povero Renzo iniziava a parlare con un eloquio inutilmente e pomposamente solenne, con vocaboli latini incomprensibili al suo interlocutore.

Il Consigliere Pagan per respingere l'opposizione di alcuni cittadini (che lui liquida indicandoli come Grillini che dice di considerare alla stregua dei leghisti) cerca di fare colpo sul lettore elencando con scioltezza "la legislazione urbanistica, il PRG vigente, la legge regionale 11/2004, la nuova co-pianificazione del territorio, i piani di intervento, i vincoli, etc."

Un lettore superficiale potrebbe pensare: "Perdiana! Il consigliere Pagan è persona competente che si merita ogni euro che percepisce per amministrarmi!" Invece un lettore meno superficiale probabilmente pensa: "Ma quali sono - nel merito - le ragioni per cui quelle norme citate renderebbero evidente che le critiche in materia di urbanizzazione presentate dai "Cari Grillini che dovrebbero prima studiare" all'indirizzo della giunta veneziana sono irricevibili e denotano ignoranza?" Leggendo l'interessante lettera del Consigliere Pagan, di tali ragioni non si rileva traccia.

Peccato: sarebbe stata una occasione per confrontarsi nel merito delle rispettive idee, in modo da aiutare tutti i lettori / residenti / elettori a capire perché chi critica è considerato un ignorante da parte del Consigliere Pagan.

Infine vorrei segnalare al Consigliere comunale Pagan che molti suoi amministrati sono abbastanza vecchi da ricordare che la prima versione del Risiko prevedeva per tutti i giocatori partecipanti un unico obiettivo: la conquista del mondo. A me, come a parecchi altri, preoccupa che ci siano persone che vogliono conquistare la città, mettendovi le mani sopra, come raccontava Francesco Rosi nel suo film.

E' anche con persone di ogni appartenenza politica, informate e preoccupate (e non facilmente impressionabili) che avrà a che fare il Consigliere comunale Pagan, non solo con persone ignoranti.

Alessandro L.

Cari Grillini Prima Studiate_laNuovaVE_20110928.pdf

Caro consigliere il confronto e meglio del disprezzo_laNuovaVE_20111012.pdf

PAT Risiko Monopoli_laNuovaVE_FrancescoSanvitto.pdf


Venezia - 

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In relazione alla lettera pubblicata venerdì 30 settembre, a firma della sig.ra Luisa di Marghera, esprimiamo vivo stupore e rincrescimento: non c'è infatti cittadino veneziano che si sia rivolto a noi senza essere stato almeno ascoltato. Le nostre riunioni sono aperte a tutti, tutti hanno diritto di parola e tutti possono concorrere alle scelte politiche, attraverso i due consiglieri eletti o tramite le iniziative del gruppo.

Siamo amareggiati per non essere riusciti a trasmettere meglio il messaggio "ognuno conta uno" che costituisce la prima regola del Movimento 5 Stelle. Per risolvere i problemi della città è necessario cioè impegnarsi tutti in prima persona smettendo di delegare le scelte ai politici di professione. Tra gli attivisti del Movimento vi sono peraltro diversi disoccupati e lavoratori precari, quindi possiamo ben comprendere la gravità della crisi economica e delle persone che, come la signora, rischiano il posto di lavoro. Va chiarito poi, a scanso d'equivoci, che il tema dell'occupazione non è in contrasto con l'interesse, da noi dimostrato, per il fotovoltaico. La Germania, locomotiva d'Europa, ha rilanciato la propria economia proprio grazie alle rinnovabili, tanto da rinunciare al nucleare.

Contrariamente a quanto affermato nella lettera, il Movimento ha partecipato alla manifestazione indetta dalla CGIL il 6 settembre come dimostrano le foto pubblicate nel nostro Meetup. Per quanto riguarda invece la manifestazione del 17 settembre contro il "raduno padano" a Venezia, non vi abbiamo preso parte ma la nostra posizione sul tema è stata evidenziata l'anno scorso in modo chiaro dal consigliere comunale Gavagnin che si è presentato, pacificamente, proprio durante il raduno, in Riva dei Sette Martiri, ammantato del tricolore nazionale. L'episodio è finito su giornali e tg nazionali con filmati ancora reperibili su youtube. Il compito del consigliere Marco Gavagnin è comunque innanzitutto quello di portare le istanze dei cittadini all'interno dell'amministrazione comunale e non certo quello di fare la comparsa alle manifestazioni. In merito ai presunti privilegi "di casta", egli, forse unico nell'intero consiglio comunale, ha rinunciato a tutto: il pass ZTL, il parcheggio gratuito a P.le Roma, i soldi del gruppo consiliare (5.200 euro l'anno scorso e 4.300 quest'anno), biglietti gratuiti per teatri, stadio e concerti, uso del taxi acqueo da e per Ca' Farsetti. Il suo "stipendio" mensile è mediamente di 1.000 euro, nessun contributo previdenziale o altre entrate.

La signora ci sprona poi a lavorare con le varie forze sindacali e politiche del centrosinistra, ma noi, pur non stringendo alleanze con i partiti responsabili dell'attuale situazione, non abbiamo mai rinunciato a collaborare concretamente con chiunque sui temi che condividiamo: si tratti dei referendum nazionali su acqua e nucleare, si tratti del PAT o di altro. Sul PAT, in particolare, ci dispiace che non tutti abbiano compreso quanto questo tema sia di interesse generale e quali riflessi, positivi o negativi, possa avere su economia, ambiente e lavoro. Insomma, se l'urbanistica è gestita male, come noi crediamo, i cittadini vivono peggio (allagamenti, desertificazione del centro città, aumento del traffico automobilistico, riduzione degli spazi verdi e agricoli, ecc.).

Ufficio stampa, Movimento 5 Stelle di Venezia

Una delusione a Cinque Stelle_LaNuovaVe_30092011.pdf


Venezia - 

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Sabato, 1° ottobre, si è svolta a Mestre, presso il centro polifunzionale PALAPLIP, la prima lezione del "Corso di formazione politico-amministrativa per attivisti del M5S e cittadini consapevoli" a cui hanno aderito più di novanta persone provenienti da tutto il Veneto (e qualcuno pure dal Friuli).

Il corso, a differenza delle consuete "scuole di partito", non ha visto la classica passerella di politici e/o di ospiti esterni ma soltanto la presenza di alcuni professionisti (avvocati, commercialisti, economisti e funzionari pubblici), simpatizzanti del Movimento, che hanno messo e metteranno a disposizione dei partecipanti la loro preparazione tecnica a titolo gratuito.

L'idea è partita, originariamente, da un piccolo gruppo di attiviste ed attivisti, iscritti a diversi Meetup della Provincia di Venezia, che hanno immaginato di poter spiegare al maggior numero possibile di simpatizzanti e cittadini (le iscrizioni sono sempre aperte) i complessi meccanismi di funzionamento della pubblica amministrazione nelle sue varie articolazioni, a partire naturalmente da quella più vicina ai cittadini, il Comune per giungere, in futuro, a parlare anche di Regioni e Stato.

Il percorso di formazione si svolgerà in più cicli di lezioni, il primo dei quali è appena cominciato e proseguirà con altri due incontri mensili (novembre e dicembre) sempre di sabato pomeriggio per tre ore e mezzo circa di lezione più il coffee-break, il tutto autogestito e finanziato con un modesto contributo dei partecipanti. Nel caso poi in cui la scuola riscuota un "buon successo di pubblico" si cercherà di sviluppare un secondo ciclo di convegni a partire dal mese di febbraio.

Durante il primo appuntamento sono stati illustrati, con l'ausilio della proiezione di slides, gli articoli della Costituzione dedicati agli enti locali, il principio della loro autonomia, la riforma del Titolo V del 2001 con l'introduzione del nuovo principio di sussidiarietà (verticale ed orizzontale). Di seguito si è passati all'analisi specifica dell'ente locale per eccellenza, il Comune. Quindi: cos'è il Comune, quali sono le sue competenze, i suoi organi, i suoi atti tipici (Statuto, regolamenti, delibere, ordinanze) e infine il decentramento amministrativo.
Per il secondo incontro è previsto invece un veloce ripasso di quanto fatto (anche per gli eventuali nuovi partecipanti), l'analisi degli strumenti della democrazia partecipata (referendum, petizioni, consultazioni comunali, difensore civico, diritto di accesso, ecc.) e infine lo studio dei primi rudimenti di bilancio comunale e gestione dei servizi pubblici locali.

E' stata certo un'iniziativa sperimentale che dovrà essere affinata e migliorata ma i riscontri positivi dei partecipanti al primo convegno lasciano ben sperare per il futuro. Chissà che la formazione non diventi una buona pratica da ripetere periodicamente e che si diffonda col tempo anche in altre regioni.

Non tutte gli attivisti sono destinati, naturalmente, a diventare consiglieri comunali o regionali ma sarebbe molto utile che tutti conoscessero più a fondo come operano e con quali competenze gli enti pubblici, per la gestione dei quali si chiede poi il voto, la fiducia e l'aiuto dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle si basa sul principio "ognuno conta uno": cerchiamo di concretizzarlo al meglio e di far sì che i consiglieri attuali, e tutti quelli che verranno, non siano lasciati soli ma, anzi, siano sostenuti nel modo migliore possibile da attivisti sempre più competenti e capaci.
Ciò contribuirà, di riflesso, ad accrescere la credibilità del Movimento agli occhi dei cittadini e di un'opinione pubblica piuttosto distratta.
Mestre, 04.10.2011

GRUPPO FORMAZIONE
Movimento 5 Stelle - Beppegrillo.it VENEZIA

Per informazioni scrivere a formazione5stelle@googlegroups.com
oppure chiamare i numeri: 348/0043618 (Michela), 347/0944362 (Davide), 339/7779305 (Luisa)

D.Lgs. Bassanini n. 112-1998 su conferimento funzioni dallo Stato a Regioni e enti locali.pdf

Circolare n. 2915 del 18.02.2011 del Ministero dell'Interno sulla riduzione di consiglieri e assessori.pdf

Nota illustrativa dell'Anci a commento della Legge 42-2010 su enti locali, circoscrizione e difensore civico.pdf


Venezia - 

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Stiamo organizzando un Pullman con partenza da Venezia-Mestre e dintorni per partecipare alla Manifestazione Nazionale "Parlamento Pulito" in Piazza Montecitorio a Roma il 10/09/2011.

La Quota di partecipazione per ora prevista per l'intero viaggio compreso ZTL-Roma (per scendere vicini a Montecitorio) sarà di circa 32 euro, se riusciamo a riempire il pullman (o superiore in proporzione alle presenze, ma dalle notizie giunte siamo molto ottimisti).

Chi non può venire ma vuol contribuire al successo della Manifestazione può comunque dare un piccolo contributo economico, per permettere la riuscita dell'evento ed essere di fatto presente non solo "spiritualmente".

Il viaggio sarà di andata e ritorno nello stesso giorno: si parte la mattina molto presto da Venezia-Mestre e si torna la sera stessa.
Per adesioni chiamate quanto prima (anche SMS) Luisa M. al cell. num.339-7779305, attuale punto di riferimento, x confermare presenza, lasciare nominativo e tel. per aggiornamento luogo e ora partenza e accordi per versare la quota.
Maggiori dettagli su orari e luoghi di ritrovo verranno comunicati appena possibile.

Ecco il caloroso invito alla Manifestazione che potete leggere per intero sul Blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2011/08/per_evitare_la/index.html

Per altre informazioni:
http://www.meetup.com/GrilliVenezia

P.S. ATTENZIONE!!!!
CONFERMIAMO che tutti coloro della provincia di Venezia interessati a partecipare alla Manifestazione Nazionale "Parlamento Pulito" in Piazza Montecitorio a Roma il 10/09/2011, devono contattare quanto prima Luisa M. al cell. 339-7779305, x confermare presenza, lasciare nominativo n° tel. per aggiornamenti su ora e luogo di partenza e accordi per versare la quota. Probabile chiusura iscrizioni, alle 24.00 di domenica 04.09.2011. Gli interessati da fuori provincia di Venezia possono contattare Roberto C. al cell. 333-3469800

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