Venezia -
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Il consigliere comunale di Venezia Marco Gavagnin, del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, ha presentato presso la Commissione I "Affari Istituzionali" una serie di otto emendamenti allo Statuto del Comune vista la discussione attuale su questo tema.
I primi cinque sono stati elaborati dal Coordinamento di associazioni e cittadini "IO DECIDO", al quale hanno partecipato attivamente anche alcuni simpatizzanti del Movimento, e riguardano il rafforzamento e/o l'introduzione ex novo di strumenti di partecipazione popolare alle scelte dell'amministrazione; il Movimento ha poi preparato autonomamente altri tre emendamenti (va precisato che, allo stato attuale, i cittadini non possono presentare delibere o emendamenti e, perciò, il consigliere ha fatto suoi, al fine di una loro formale discussione in Commissione e Consiglio, quelli di "Io Decido" per condivisione delle tematiche ivi toccate).
Si vuole, in sostanza, favorire lo sviluppo in città di una sana democrazia partecipativa che affianchi nelle decisioni più importanti la democrazia rappresentativa che, ultimamente, non gode di buona salute.
Qui di seguito una descrizione sintetica degli emendamenti presentati:
EMENDAMENTO 1: si vuole modificare l'art. 2 estendendo la titolarità dei diritti di partecipazione democratica ai sedicenni ed anche ai non residenti e stranieri che studiano o lavorano nel Comune di Venezia (oltre ai cittadini maggiorenni già previsti);
EMENDAMENTO 2: si propone di introdurre un vero e proprio "capo" nuovo (il sesto) da dedicare agli istituti di partecipazione e si inserisce un nuovo articolo dedicato ai principi della partecipazione popolare. Si afferma il principio del coinvolgimento della popolazione nelle decisioni amministrative attraverso forme capillari di consultazione dei cittadini che possono essere attivate su richiesta del Sindaco, di un assessore, di almeno tre consiglieri comunali o almeno cento cittadini, e facilitate dalla concessione di spazi gratuiti.
EMENDAMENTO 3: modifica degli agli artt. 28, 28, bis 28 ter che riguardano varie forme di referendum popolare cittadino (referendum consultivi, abrogativi e propositivi) e di cui si chiede l'abrogazione tout court del quorum. Va ricordato che alcuni enti locali, quali i Comuni di Milano e Ferrara, Bressanone e la Provincia di Bolzano, hanno già abbassato il quorum al 30% (Milano) o 40%, mentre la Regione Toscana ha fissato il quorum al 50% rispetto al dato dell'affluenza alle ultime elezioni regionali (attualmente si attesterebbe circa al 35%) e altre realtà comunali (Fié, Lana, Dobbiaco, Ortisei, San Candido, Villa Lagarina, Terento) hanno cancellato completamente il requisito del quorum. Si è osservato infine, nella pratica referendaria, che minore è il quorum di partecipazione, maggiore è la tendenza del cittadino a partecipare scongiurando così il pericolo di decisioni prese ad esigua minoranza.
EMENDAMENTO 4: introduzione nello Statuto delle proposte di deliberazione di iniziativa popolare (Venezia è una delle poche città medio-grandi che non ha ancora introdotto questa modalità di partecipazione dei cittadini). Finora l'iniziativa delle proposte di deliberazione spettava a Sindaco, Giunta e singoli consiglieri comunali. Ora, se sarà approvata tale proposta, anche i cittadini, in numero minimo di mille sottoscrizioni autenticate, potranno farsi promotori di proposte di loro interesse.
EMENDAMENTO 5: si propone di modificare l'art. 30 dedicato al diritto di informazione nel senso di rendere pubblici tutti gli atti dell'amministrazione comunale pubblici non soltanto ex post, come avviene adesso, ma anche anticipatamente nel caso in cui vi sia l'instaurazione di un processo di democrazia partecipativa di cui all'emendamento 2 (la consultazione cioè di tutta la documentazione riguardante grosse iniziative e progetti sul territorio deve essere preliminare).
EMENDAMENTO 6: si chiede una modifica dell'art. 26 in materia di erogazione contributi e sovvenzioni varie ad associazioni. In pratica si propone che ogni contributo erogato, deliberato alla fine dalla Giunta comunale (com'è ora), sia vagliato preventivamente dalla commissione consiliare competente, sulla base di criteri di merito (meglio delineati nell'apposito Regolamento), che esprime un parere vincolante. Da notare che già allo stato attuale è previsto che abbiano diritto ai contributi solo le associazioni iscritte all'albo comunale, obbligate alla presentazione dei bilanci e di documenti giustificativi relativamente alle iniziative proposte all'amministrazione. Lo scopo è quello di evitare che la concessione di sponsorship e contributi pubblici si risolva in una pratica poco trasparente e clientelare (basti ricordare le recenti polemiche sul tema delle sponsorizzazioni tra l'assessore Bergamo e il nuovo presidente della CASINO S.p.A. Parenzo).
EMENDAMENTO 7: si propone di aggiungere un nuovo comma all'art. 19 a proposito del tema della gestione dei servizi pubblici che, in linea con la recente proposta lanciata dal Movimento di acquistare un'azione simbolica della società VERITAS S.p.A., affermi quanto segue: "Il Comune di Venezia favorisce la partecipazione degli utenti alle scelte gestionali di aziende speciali, istituzioni e società eroganti i servizi pubblici locali anche attraverso forme di azionariato popolare diffuso".
EMENDAMENTO 8: modifica dell' art. 5 in tema di controllo, da parte del Consiglio comunale, della gestione dei servizi pubblici a mezzo di società per azioni, a prevalente capitale pubblico locale, nel senso di esame dei consueti documenti contabili (bilancio annuale d'esercizio e conto profitti e perdite) ma anche del cosiddetto bilancio sociale il quale, potremmo dire, sta a quello tradizionale come gli indicatori di qualità della vita stanno al Prodotto Interno Lordo di un Paese.
Emendamento 1 alla p.d. C.C. n. 913 del 06.12.2010 su modifiche allo Statuto ARTICOLO 2.pdf
Emendamento 2 alla p.d. C.C. n. 913 del 06.12.2010 su modifiche allo Statuto PRINCIPI E FINALITA DELLA PARTECIPAZIONE.pdf
Emendamento 6 alla p.d. C.C. n. 913 del 06.12.2010 su modifiche allo Statuto EROGAZIONE CONTRIBUTI AD ASSOCIAZIONI.pdf
Emendamento 7 alla p.d. C.C. n. 913 del 06.12.2010 su modifiche allo Statuto AZIONARIATO POPOLARE.pdf

Non si tratta di chiedere "per piacere" ma soltanto di creare i presupposti per una maggior trasparenza nell'erogazione di contributi, patrocinii, sovvenzioni di vario tipo. Il riferimento al CasinÃÆÃ² ̮̬ dovuto al fatto che il CasinÃÆÃ² di Venezia (societÃÆÃ partecipata al 100% dal Comune) ha elargito in passato milioni di euro sottoforma di sponsorship e contributi in modo per nulla trasparente. E perÃÆÃ², allo stesso tempo, i soldi trasferiti all'ente comunale si sono ridotti (questi soldi vengono considerati nel bilancio comunale come un'entrata tributaria).
Posso comprendere che in alcune realtÃÆÃ l'ottenimento di contributi sia difficile ma, ̮̬ altrettanto vero, che per "gli amici di" le cose sono piuttosto facilitate e senza presentare neppure troppi documenti a sostegno della propria richiesta di contributo.
Emendamento 6: quindi la mia piccola associazione che riceve mooolto sporadicamente qualche sudato contributo, addirittura della cifra di 500âââ¬Å¡Ã¬, e che per tali soldi deve affrontare giÃÆÃ una burocrazia infinita, e che riceve sempre i contributi ad almeno un anno di distanza dall'iniziativa, dovrebbe chiedere "per piacere" all'ennesima commissione (che ha un costo, tra l'altro)âââ¬Ã¦non sono assolutamente d'accordo, il 90% delle associazioni NON sono il CasinÃÆÃ² (che c'azzecca la questione del CasinÃÆÃ² con i contributi alle associazioni?)