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Non è nostra intenzione convincere nessuno sulla bontà della Costituzione e sulla inadeguatezza della riforma che si sta proponendo ma analizzare il valore che deve possedere una carta Costituente.

Le organizzazioni formate da persone per essere creative e pacifiche, che non si disgreghino alle prime avvisaglie di difficoltà, devono possedere un collante molto forte rappresentato da un mix di valori. Questi valori devono essere largamente condivisi. La Carta Costituzionale di un paese rappresenta in forma scritta, nero su bianco, espressa in modo semplice, questo aggregato di principi e valori condivisi da tutti i cittadini. Come si sente spesso dire, la Costituzione è riconosciuta come "la casa comune" per tutti gli Italiani, perché pur appartenendo a schieramenti politici diversi, a diverse tifoserie, nella costituzione essi ritrovano un ambiente "emozionale" nel quale si riconoscono, nel quale si ritrovano, sia sui principi e nelle regole. Ciò che invece, al contrario, non accade nell' Unione Europea, proprio perché non essendo fondata su una Carta, che sancisce valori condivisi, ma sull'imposizione economica e finanziaria delle banche e delle multinazionali, sta drammaticamente rotolando verso le separazioni e verso il "tutti contro tutti" (la Grecia abbandonata al suo destino, il Sud contro il Nord Europa, la nascita di movimenti Nazionalisti, ecc..) .

La nostra costituzione, con le sue imperfezioni ha contribuito a tenere unito un paese che ha come condizione intrinseca proprio la diversità culturali dei suoi abitanti, residenti in paesi alpini con mentalità austro ungarica e cittadini di località costiere pregne di cultura mediterranea, fautori della condivisione pubblica della proprietà privata e ferventi capitalisti, insomma tutti gli italiani.

Ora si vuole cambiare in modo sostanziale un documento che sino ad oggi ha rappresentato la Visione sociale della nostra comunità, senza che questa nuova visione proposta dal governo come apparente efficientamento della macchina burocratica sia minimamente condivisa. Questa riforma costituzionale è stata votata da una maggioranza di parlamentari che sono estrema minoranza nel paese, data proprio l'incostituzionalità della legge elettorale che ha determinato i rapporti di forza all'interno delle camere e soprattutto questa riforma ha determinato un'alzata di scudi da parte di coloro che si oppongono alla conferma referendaria. Questa riforma ha di fatto spaccato il paese sulla sua validità e proprio in questo risiede la sua fragilità e la pericolosità per l'armonia e la pace democratica della nazione. Una riforma così invasiva della carta costituzionale rischia di non rappresentare più il collante emotivo dei cittadini che la dovrebbero riconoscere ingenerando disaffezione nei confronti delle istituzioni che da essa prendono origine.

Per queste ragioni, anche senza entrare nel merito dei contenuti della legge di riforma, intendiamo dire NO allo stravolgimento della pietra Miliare della nostra Repubblica, insieme di principi e valori ai quali tutti i cittadini si sentono di dovere rispetto e deferenza.





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La modalità con cui è stata trattata la cessione delle pertinenze comunali relative alla villa, all'INPS, che ne detiene parte della proprietà la dice lunga sulla considerazione che l'amministrazione comunale di Verona ha nei confronti della cultura e delle bellezze architettoniche, storiche e paesaggistiche cittadine.
Villà Pullè pur essendo passata sotto la gestione dell'istituto nazionale di previdenza sociale rimane comunque patrimonio culturale della cittadinanza è non può essere considerato dall'INPS come patrimonio da dismettere, nell' intento di colmare il disastroso stato finanziario delle casse dell'ente.
La villa e il suo parco sono strategici per diversi motivi:

  1. l'area verde della villa può consentire il passaggio di una pista ciclabile gradevole e sicura che connetterebbe  quella esistente presente sulla riva del Camuzzoni e quella che prosegue verso Bussolengo evitando un tratto molto pericoloso su via Berardi, proprio dalla piazza del Chievo sino alla doppia curva posta dopo via del Pinedo.
  2. La zona di verde intorno alla villa rappresenterebbe un'ottima occasione per ripristinare il rapporto tra cementificato e verde di cui la città è carente, dato il debito di area verde che la città deve riscuotere come contropartita ai 5 milioni di metri cubi di cemento previsti dal piano degli interventi.
  3. La bellezza della villa è nutrimento per l'anima delle nuove generazioni che secondo i nuovi modelli comportamentali offerti dal main stream e dalle multinazionali è rappresentato dalla caccia ai Pokemon GO, con susseguente impoverimento culturale e relazionale.

Per questi tre semplici motivi invochiamo la partecipazione di tutti i cittadini Veronesi, non solo gli abitanti della 3^ circoscrizione, in supporto alla petizione promossa dal forum "salviamo il paesaggio" perché la villa e il suo parco possano rimanere pubblici e al fine di evitare che l'INPS possa privatizzare l'area a nocumento dell'interesse collettivo.

Scarica la petizione ed il modulo per la raccolta firme






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Verona per la Sussidiarietà

Soprattutto negli ultimi anni la nostra città si è arricchita grazie alle preziose iniziative che i cittadini, singoli o associati, hanno liberamente messo in atto per sopperire a qualcosa che la politica e le amministrazioni non avevano attivato. E' nato il concetto di consumo critico, di sharing economy, di condivisioni di spazi, cohousing, car sharing, orti collettivi... Sono nate associazioni che hanno recuperato Forti Austriaci abbandonati e li hanno fatti rivivere, altre che organizzano eventi culturali in tutta la città... Cittadini e associazioni sono da sempre impegnati nel sociale, per aiutare chi ha bisogno, donando alla città un servizio impagabile... E l'elenco potrebbe continuare a lungo per descrivere quanto i cittadini stanno facendo per la loro città.

Ora è tempo di riconoscere questo patrimonio e di conferire ufficialità a queste iniziative, riconoscendone il valore e sostenendole fattivamente.

La Costituzione Italiana delinea negli articoli 2 e 118 il diritto/dovere dei singoli e delle formazioni sociali di condividere l'esercizio delle pubbliche funzioni, cambiando profondamente il rapporto tra istituzioni e cittadini, ribadendo nell'articolo 3 del Testo Unico Enti Locali 267 del 2000 il principio per cui gli Enti Locali devono svolgere le loro funzioni anche attraverso la "autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali".

Oggi questo principio costituzionale è del tutto sconosciuto per l'assenza di una regolamentazione in merito. E' per questo che il Consiglio Comunale ha dato avvio ad un percorso partecipativo per la costruzione di un regolamento per la sussidiarietà che serva ai cittadini e all'amministrazione per trovare il modo più efficace per collaborare in modo sinergico per il bene della città.
Un cammino partecipativo perchè il regolamento vuole essere costruito partendo dalle esigenze e dai suggerimenti dei cittadini. La prima fase di questo cammino consiste nella compilazione di un questionario, con il quale i cittadini possono anche proporre progetti pilota per dare concretezza alla redazione di questo regolamento.

Vi invitiamo dunque a compilare il questionario raggiungibile all'indirizzo: http://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=52312 e rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni su questo progetto.






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Fondazione Arena : dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Veneto che ci ha negato l'accesso agli atti bancari di Fondazione Arena. L'obiettivo è quello di recuperare gli interessi non dovuti che La fondazione avesse indebitamente pagato per milioni di euro.
Per questo chiediamo un contributo a tutti i cittadini perchè il MoVimento 5 Stelle rifiuta ogni rimborso elettorale e il ricorso ha dei costi fissi.






Il MoVimento 5 Stelle di Verona è da sempre impegnato per il salvataggio e il rilancio della Fondazione Arena di Verona che attualmente si trova in uno stato di crisi economica conclamata gravissima.
Ci sono dei responsabili, c'è stata una mala gestio che ha portato la Fondazione Arena ad avere un buco di bilancio di circa € 40 milioni.

Oltre a proposte per il vero rilancio culturale di Fondazione Arena, il nostro impegno di controllo si è concentrato anche su pratica assolutamente illegittima che spesso ha visto coinvolte in Italia altre fondazioni lirico sinfoniche: l'applicazione di interessi anatocistici sui prestiti bancari.
Cosa sono gli interessi anatocistici? Sono sostanzialmente degli interessi illegittimi applicati non solo sul capitale da restituire ma anche sugli interessi già maturati e scaduti, quindi interessi sugli interessi.
La Fondazione Carlo Felice di Genova, per esempio, ha visto riconosciuti ben 10 milioni di interessi anatocistici indebitamente incassati dalle banche dal 1982.

Per poter verificare se tali interessi non dovuti siano stati applicati anche a Fondazione Arena, è necessario acquisire i documenti bancari . Senza tutti questi documenti non è possibile verificare se l'anatocismo c'è stato o meno.
I documenti ci sono stati negati, nonostante il Ministero abbia intimato a Fondazione Arena di consegnarceli.
Allora abbiamo fatto ricorso al Tribunale Amministrativo del Veneto che dopo diversi mesi ha emanato sentenza rigettando il nostro ricorso per due motivi: abbiamo chiesto troppi documenti ,la Fondazione Arena di Verona è un ente di diritto nazionale e quindi un consigliere comunale non ha diritto ad accedere agli atti, nonostante il comune abbia versato milioni di euro per finanziarla.

Questa sentenza pregiudica gravemente ogni forma di controllo sulle Fonazioni Lirico sinfoniche di tutta Italia.

Infatti, considerate le recenti dichiarazioni pubbliche del Ministro Franceschini per cui il Ministero non riesce a controllare le Fondazioni e la sentenza del Tar Veneto che rigetta ogni forma di controllo da parte di consiglieri comunali o regionali, risulta di palmare evidenza che i contributi milionari versati da comuni, regione e stato rimangano in balia di chi ha portato al dissesto economico la Fondazione Arena e gli altri enti lirici Italiani. Tale mala gestio inficia ineluttabilmente la diffusione della cultura artistico musicale in Italia.

Per tali ragioni intendiamo impugnare la sentenza del Tar Veneto.

Questo ulteriore ricorso ha dei costi e pertanto chiediamo a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della Fondazione Arena e della città di Verona un contributo volontario utilizzando questo conto PayPal:

Carta di credito o Paypal
Clicca sul pulsante qui sotto per iniziare la procedura.

Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che aiuteranno a salvare Fondazione Arena di Verona.




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Movimento 5 Stelle e Comitati referendari su Costituzione-Italicum- scuola insieme il 4 giugno per una intera giornata di raccolta firme.


Sono molte le organizzazioni e i/le singoli/e cittadini/e che in questo periodo si stanno attivando in una impegnativa e intensa campagna referendaria su alcuni temi che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone e il futuro della nostra democrazia.
Vi sono gli insegnanti, gli studenti e i lavoratori della scuola, che dopo aver manifestato in piazza e presentato varie proposte per cambiare la legge cosiddetta della "buona scuola" (legge 13 luglio  2015, n.  107), propongono oggi una più vasta partecipazione popolare attraverso quattro quesiti che abroghino le parti peggiori di una norma che fa indietreggiare la scuola pubblica, strumento fondamentale a garanzia dell'accesso all'istruzione universale, nonché motore di sviluppo e di crescita culturale del nostro Paese.
Vi sono i più conosciuti e apprezzati costituzionalisti (tra cui Zagrebelsky, Carlassare, Pace, Rodotà), personalità del mondo della cultura e diverse organizzazioni sociali e politiche che ritengono che la deformazione della Costituzione operata dalla riforma Renzi-Boschi, avrà un impatto negativo sulla sovranità popolare (il Senato non verrà più votato direttamente dai/dalle cittadini/e, ma scelto dai Consigli regionali con modalità ad oggi sconosciute) e sull'assetto democratico (il Governo, attraverso l'attuale legge elettorale "Italicum" e alla falsa maggioranza che con essa si produrrà, potrà controllare buona parte del Parlamento e gli organi di garanzia, Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale).
Noi tutti/e sabato 4 giugno, per un'intera giornata (dalle ore 9.00 alle ore 18.00) saremo in Piazza Bra perché vogliamo che:

SULLA SCUOLA
ogni donazione da parte dei/lle cittadini/e alla singola scuola confluisca solo all'interno del sistema d'istruzione nazionale statale, incrementando le risorse alle scuole pubbliche in modo da garantire il diritto allo studio a tutti/e;
l'assegnazione dei docenti alle scuole avvenga con criteri oggettivi e senza il ricatto, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni e di condizionamento, da parte del preside, dell'autonomia professionale dei docenti;
le singole scuole possano scegliere come pianificare le esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare ad un obbligo formale (400-200 ore in azienda);
il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto "merito" venga abrogato, al fine di evitare di incorrere nel probabile clientelismo.

SULLA COSTITUZIONE E SULLA LEGGE ELETTORALE "ITALICUM"
i/le cittadini/e possano esprimersi nel merito del testo della riforma costituzionale ed essere adeguatamente informati/e;
riconsegnare ai/alle cittadini/e il potere di scegliere i propri parlamentari, perché oggi l'attuale legge elettorale, contraddicendo la sentenza della Corte Costituzionale (sentenza 1/2014), ha reintrodotto in un'altra forma il sistema delle liste bloccate, riservando ai capi dei partiti il potere di nominare i capilista e conseguentemente i 2/3 del Parlamento;
ristabilire l'uguaglianza del voto di tutti/e i/le cittadini/e, non manipolando la rappresentanza e non permettendo alla minoranza politica più forte prodotta dal premio di maggioranza di controllare gran parte del Parlamento (il partito più votato, benché con il solo 25%, dopo il ballottaggio ottiene il 55,01% dei seggi).
Tutti/e noi sabato 4 giugno 2016 saremo quindi in Piazza Bra per chiedere ai/alle cittadini/e di firmare e di partecipare alle campagne referendarie per una società e una democrazia più giuste e più vicine ai loro diritti.


Comitato veronese Referendum sulla Scuola
Coordinamento veronese Democrazia Costituzionale
Movimento 5 Stelle Verona