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Fondazione Arena : dobbiamo ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Veneto che ci ha negato l'accesso agli atti bancari di Fondazione Arena. L'obiettivo è quello di recuperare gli interessi non dovuti che La fondazione avesse indebitamente pagato per milioni di euro.
Per questo chiediamo un contributo a tutti i cittadini perchè il MoVimento 5 Stelle rifiuta ogni rimborso elettorale e il ricorso ha dei costi fissi.






Il MoVimento 5 Stelle di Verona è da sempre impegnato per il salvataggio e il rilancio della Fondazione Arena di Verona che attualmente si trova in uno stato di crisi economica conclamata gravissima.
Ci sono dei responsabili, c'è stata una mala gestio che ha portato la Fondazione Arena ad avere un buco di bilancio di circa € 40 milioni.

Oltre a proposte per il vero rilancio culturale di Fondazione Arena, il nostro impegno di controllo si è concentrato anche su pratica assolutamente illegittima che spesso ha visto coinvolte in Italia altre fondazioni lirico sinfoniche: l'applicazione di interessi anatocistici sui prestiti bancari.
Cosa sono gli interessi anatocistici? Sono sostanzialmente degli interessi illegittimi applicati non solo sul capitale da restituire ma anche sugli interessi già maturati e scaduti, quindi interessi sugli interessi.
La Fondazione Carlo Felice di Genova, per esempio, ha visto riconosciuti ben 10 milioni di interessi anatocistici indebitamente incassati dalle banche dal 1982.

Per poter verificare se tali interessi non dovuti siano stati applicati anche a Fondazione Arena, è necessario acquisire i documenti bancari . Senza tutti questi documenti non è possibile verificare se l'anatocismo c'è stato o meno.
I documenti ci sono stati negati, nonostante il Ministero abbia intimato a Fondazione Arena di consegnarceli.
Allora abbiamo fatto ricorso al Tribunale Amministrativo del Veneto che dopo diversi mesi ha emanato sentenza rigettando il nostro ricorso per due motivi: abbiamo chiesto troppi documenti ,la Fondazione Arena di Verona è un ente di diritto nazionale e quindi un consigliere comunale non ha diritto ad accedere agli atti, nonostante il comune abbia versato milioni di euro per finanziarla.

Questa sentenza pregiudica gravemente ogni forma di controllo sulle Fonazioni Lirico sinfoniche di tutta Italia.

Infatti, considerate le recenti dichiarazioni pubbliche del Ministro Franceschini per cui il Ministero non riesce a controllare le Fondazioni e la sentenza del Tar Veneto che rigetta ogni forma di controllo da parte di consiglieri comunali o regionali, risulta di palmare evidenza che i contributi milionari versati da comuni, regione e stato rimangano in balia di chi ha portato al dissesto economico la Fondazione Arena e gli altri enti lirici Italiani. Tale mala gestio inficia ineluttabilmente la diffusione della cultura artistico musicale in Italia.

Per tali ragioni intendiamo impugnare la sentenza del Tar Veneto.

Questo ulteriore ricorso ha dei costi e pertanto chiediamo a tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della Fondazione Arena e della città di Verona un contributo volontario utilizzando questo conto PayPal:

Carta di credito o Paypal
Clicca sul pulsante qui sotto per iniziare la procedura.

Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che aiuteranno a salvare Fondazione Arena di Verona.




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Movimento 5 Stelle e Comitati referendari su Costituzione-Italicum- scuola insieme il 4 giugno per una intera giornata di raccolta firme.


Sono molte le organizzazioni e i/le singoli/e cittadini/e che in questo periodo si stanno attivando in una impegnativa e intensa campagna referendaria su alcuni temi che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone e il futuro della nostra democrazia.
Vi sono gli insegnanti, gli studenti e i lavoratori della scuola, che dopo aver manifestato in piazza e presentato varie proposte per cambiare la legge cosiddetta della "buona scuola" (legge 13 luglio  2015, n.  107), propongono oggi una più vasta partecipazione popolare attraverso quattro quesiti che abroghino le parti peggiori di una norma che fa indietreggiare la scuola pubblica, strumento fondamentale a garanzia dell'accesso all'istruzione universale, nonché motore di sviluppo e di crescita culturale del nostro Paese.
Vi sono i più conosciuti e apprezzati costituzionalisti (tra cui Zagrebelsky, Carlassare, Pace, Rodotà), personalità del mondo della cultura e diverse organizzazioni sociali e politiche che ritengono che la deformazione della Costituzione operata dalla riforma Renzi-Boschi, avrà un impatto negativo sulla sovranità popolare (il Senato non verrà più votato direttamente dai/dalle cittadini/e, ma scelto dai Consigli regionali con modalità ad oggi sconosciute) e sull'assetto democratico (il Governo, attraverso l'attuale legge elettorale "Italicum" e alla falsa maggioranza che con essa si produrrà, potrà controllare buona parte del Parlamento e gli organi di garanzia, Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale).
Noi tutti/e sabato 4 giugno, per un'intera giornata (dalle ore 9.00 alle ore 18.00) saremo in Piazza Bra perché vogliamo che:

SULLA SCUOLA
ogni donazione da parte dei/lle cittadini/e alla singola scuola confluisca solo all'interno del sistema d'istruzione nazionale statale, incrementando le risorse alle scuole pubbliche in modo da garantire il diritto allo studio a tutti/e;
l'assegnazione dei docenti alle scuole avvenga con criteri oggettivi e senza il ricatto, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni e di condizionamento, da parte del preside, dell'autonomia professionale dei docenti;
le singole scuole possano scegliere come pianificare le esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare ad un obbligo formale (400-200 ore in azienda);
il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto "merito" venga abrogato, al fine di evitare di incorrere nel probabile clientelismo.

SULLA COSTITUZIONE E SULLA LEGGE ELETTORALE "ITALICUM"
i/le cittadini/e possano esprimersi nel merito del testo della riforma costituzionale ed essere adeguatamente informati/e;
riconsegnare ai/alle cittadini/e il potere di scegliere i propri parlamentari, perché oggi l'attuale legge elettorale, contraddicendo la sentenza della Corte Costituzionale (sentenza 1/2014), ha reintrodotto in un'altra forma il sistema delle liste bloccate, riservando ai capi dei partiti il potere di nominare i capilista e conseguentemente i 2/3 del Parlamento;
ristabilire l'uguaglianza del voto di tutti/e i/le cittadini/e, non manipolando la rappresentanza e non permettendo alla minoranza politica più forte prodotta dal premio di maggioranza di controllare gran parte del Parlamento (il partito più votato, benché con il solo 25%, dopo il ballottaggio ottiene il 55,01% dei seggi).
Tutti/e noi sabato 4 giugno 2016 saremo quindi in Piazza Bra per chiedere ai/alle cittadini/e di firmare e di partecipare alle campagne referendarie per una società e una democrazia più giuste e più vicine ai loro diritti.


Comitato veronese Referendum sulla Scuola
Coordinamento veronese Democrazia Costituzionale
Movimento 5 Stelle Verona






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Avviso raccolta candidature per surrogazione di un componente dimissionario del Consiglio di Amministrazione di AGSM Verona Spa.

Oggi si aprono i termini per la presentazione delle candidature al M5S di Verona.

Tutti i cittadini in possesso dei requisiti richiesti, possono presentare la propria candidatura al Movimento 5 Stelle compilando il form al seguente link e allegando curriculum vitae, autocertificazione di assenza di precedenti/incompatibilità/conflitti di interesse, lettera di presentazione e di intendimento politico.
Il termine di presentazione delle candidature è fissato per le ore 20:00 del 18-04-2016.
Le candidature saranno pubblicate, con tutti gli allegati sul portale del M5S di Verona.

Al termine del periodo di accoglimento, i candidati saranno convocati in audizione pubblica e gli attivisti del M5S procederanno alla nomina del candidato che sarà presentato al sindaco per rappresentare il Comune di Verona nel cda di AGSM.
Tutti i dati che perverranno saranno pubblici e consultabili a questa pagina.


Requisiti:
Possono inviare la propria candidatura a ricoprire l'incarico di consigliere nel cda di AGSM, i cittadini:

  • Residenti a Verona e provincia.
  • Che non rientrino nelle cause di incompatibilità ed esclusione che seguono.
Cause di incompatibilità ed esclusione:
  1. Le persone che possono essere candidate devono possedere i requisiti necessari per essere eletti Consiglieri comunali e devono essere scelte tra persone che abbiano una qualificata e comprovata competenza per studi compiuti, per funzioni svolte presso aziende pubbliche e/o private, per funzioni svolte ed esperienze acquisite, per qualifiche professionali o per di lavoro, per impegno sociale e civile.
  2. Costituisce causa di incompatibilità la circostanza di ricoprire nel momento dell'accettazione o in fase successiva l'incarico di tesoriere nei partiti o in movimenti politici, a livello comunale, provinciale, regionale oppure nazionale.
  3. Non possono essere nominati coloro i quali siano stati revocati da precedenti incarichi di rappresentante del Comune per violazioni di norme, regolamenti o disposizioni regolamentari e statutarie interne all'ente designato.
  4. Ferme le specifiche cause d'impedimento alla nomina o designazione previste dalla legge, quali in particolare quelle di cui al D.Lgs. n. 235/2012 e al D. Lgs. n. 39/2013.
  5. e successive modifiche, e a quelle previste dagli Statuti degli enti, laddove più restrittivi, non possono essere nominati o designati coloro i quali:
a. si trovino in condizioni di conflitto d'interesse rispetto all'incarico, avendo, per le   attività esercitate, interessi direttamente o indirettamente in contrasto con quelli dell'ente, azienda o istituzione cui si riferisce la nomina o designazione;
b. si trovino a qualsiasi titolo in rapporto di dipendenza, partecipazione o collaborazione contrattuale o professionale con l'ente, azienda o istituzione cui si riferisce la nomina o designazione, con il Comune di Verona o con società od organi da questi controllati o collegati;
c. Siano componenti di organi consultivi, di vigilanza, di valutazione o di controllo chiamati ad esprimersi sui provvedimenti e sull'attività degli enti, aziende o istituzioni cui si riferisce la nomina o designazione o con enti ad essi collegati;
d. abbiano liti pendenti con il Comune ovvero con l'ente, l'azienda, l'istituzione presso cui dovrebbe essere nominato o altro ente privato in controllo pubblico;
e. siano rappresentanti dei consigli comunali, provinciali e regionali e parlamentari;
f. siano stati dichiarati falliti;
g. si trovino in una delle condizioni previste dalla Parte I, Titolo III, Capo II, D.Lgs. 267/00 e successive modifiche;
h. si siano trovati nelle condizioni previste dalla legge 25 gennaio 1982, n. 17 e successive modifiche;
i. siano dipendenti, consulenti o incaricati del Comune che operano in settori con compiti di controllo o indirizzo sulla attività dello specifico ente;
l. siano stati nominati consecutivamente 2 (due) volte nello stesso ente e di norma chi sia già nominato in un altro ente;
m. ricoprano la carica di Commissario di governo, il Prefetto e i Vice Prefetti della Provincia , il Questore ed i funzionari di pubblica sicurezza, gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle forze armate dello Stato che esercitano il comando nel territorio della provincia, gli ecclesiastici ed i ministri di culto, che esercitano il loro ufficio nel territorio della provincia, fatti salvi i casi in cui la nomina si riferisce ad enti o istituzioni a prevalente carattere culturale, i magistrati che esercitano le loro funzioni con riferimento all'ambito territoriale della provincia;
n. ricoprano la carica di consiglieri della Regione, della Provincia e del Comune, nonché i componenti della Giunta municipale e provinciale;
non abbiano reso il conto finanziario o di amministrazione al Comune o all'ente al quale si riferisce la precedente nomina;
avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali ai sensidell'art. 1, co.734 della L.296/2006 e art. 3, co.32 bis della L.244/2007;
o. si trovino nelle posizione di inconferibilità o incompatibilità di cui al D. Lgs. n. 39/2013.





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Cosa c'è di più bello che accompagnare i nostri piccoli nei parchi gioco cittadini ed osservarli mentre giocano e si divertono? Beh, oggi dobbiamo dire che dietro questo semplice comportamento e legittima aspettativa , di qualsiasi genitore, si nasconde un'insidia molto pericolosa, molto più pericolosa di quello che i media di massa ci voglio far sapere.

I giardini, come i bordi delle strade, i campi in genere da lungo tempo ormai vengono trattati con prodotti chimici, i famosi presidi fitosanitari di sintesi, estremamente pericoli per la salute degli esseri umani e quindi in particolare per i bambini (fragili ed inconsapevoli) che allegramente giocano e scorrazzano tra uno scivolo e un'altalena. Uno dei prodotti sotto la lente d'ingrandimento e oggetto di moltissimi studi realizzati da autorevoli enti , come le università di mezzo mondo, è il glifosato. Oggi questo componente chimico, utilizzato sul 70% dei terreni arabili del mondo, è accusato di essere la causa di moltissimo disturbi e malattie.

Il mondo scientifico ritiene il glifosato, responsabile del grande aumento delle intolleranze al glutine, della celiachia, dell'aumento dei casi di infertilità, di malattie endocrine e neurologiche, è riconosciuto essere responsabile di malformazioni fetali dove usato in dosi ancora più alte delle nostre (per esempio in Sud America) ma soprattutto la IARC (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) LO HA CLASSIFICATO "PROBABILE CANCEROGENO", in categoria 2A, per casi di linfoma nel marzo del 2015. In Sri Lanka è stato vietato per aver provocato epidemia di morti per insufficienza renale, l'Olanda e la Danimarca lo hanno ritirato dal commercio, lo Francia lo farà nei prossimi anni, la città di Barcellona ne interrompe l'uso nei suoli pubblici, mentre alcuni ipermercati in Germania ed in Svizzera lo hanno già tolto dai loro scaffali.

Ce né abbastanza per essere preoccupati, se si pensa che per la metà dei cittadini europei si riscontra presenza di glifosato nelle urine e che il glifosato si rileva in grande percentuali nel latte vaccino oltre al latte umano.

L' amministrazione comunale, nonostante la legge in vigore la 150/2012 non hanno ancora preso provvedimenti. Nel dicembre del 2015, come movimento 5 stelle abbiamo depositato una mozione proprio in questo senso e a tal proposito ci aspettiamo che tale mozione venga al più presto calendarizzata, discussa e approvata dal consiglio comunale di Verona.

La salute dei nostri bambini e la nostra non può più attendere!

Per tutti coloro che vogliono partecipare, in collaborazione con le associazioni, ISDE Verona (Medici per la difesa dell'ambiente), Cospe Veneto, Legambiente Verona, WWF Verona, Antica Terra Gentile, Terra Viva, Rete Gruppi Acquisto Solidale, Plants For Planet, Associazione Veneta Produttori Biologici, Pescantina Comune Virtuoso, Movimento Ambiente e Vita, Greenpeace Verona, Word BiodiersityAssociation, Verona Polis, Comitato Fumane Futura, Associazione Valpolicella 2000, si terrà una manifestazione per il ritiro del glifosate dal mercato, sabato 6 febbraio 2016, alle ore 14.00 presso la fiera di Verona, all'ingresso di FIERAGRICOLA.





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LA MANCANZA DEL NUMERO LEGALE IMPEDISCE LA PARTENZA DELLA PRESIDENZA CARCANGIU
Una presidenza di garanzia all'insegna dei cittadini.

Tre anni fa per la prima volta come Movimento 5 Stelle siamo stati eletti in circoscrizione ed ci siamo fin da subito proposti per amministrare il consiglio con una presidenza di garanzia.
Nessuno ci aveva dato credito.
Ne sono seguite elezioni anticipate e due presidenti prima che la nostra proposta venisse accettata.
La sera di Martedì 26 gennaio all'inizio del consiglio non pensavamo assolutamente di poter arrivare ad ottenere la presidenza in quanto i giochi sembravano già fatti con il Pd appoggiato dalla lista cittadini per la settima.
Noi siamo andati avanti per la nostra strada: abbiamo sempre sostenuto, nelle parole e nei fatti, la volontà di appoggiare esclusivamente il nostro candidato e questa nostra convinzione si era sempre dimostrata poco gradita alle altre forze politiche che, pur riconoscendoci la coerenza, hanno preferito dialogare in altre direzioni.
Questo nostro punto fermo non era e non è frutto di arroganza o convinzione che non vi siano all'interno delle altre forze politiche persone serie, preparate e meritevoli, ma piuttosto alla diversa visione che abbiamo nei confronti della circoscrizione ed in particolar modo della figura del presidente .
Crediamo infatti che là circoscrizione, ovvero l'istituzione più vicina ai cittadini, possa solo essere danneggiata dal concetto tanto inseguito di maggioranza necessaria al conseguimento di risultati e dalla convinzione che la presidenza né debba assolutamente ottenere una.
Tutte le forze rappresentate in consiglio dovrebbero avere come unico obiettivo la ricerca di soluzioni per il miglioramento della qualità dei servizi presenti nei quartieri e non il proprio tornaconto.
In molte occasioni questo é stato dimostrato dal voto espresso da alcuni consiglieri che, nonostante l'indirizzo proposto dal proprio gruppo politico, hanno deciso di contrastare progetti ritenuti dannosi per i cittadini ed appoggiarne altri ritenuti meritevoli.
Finalmente una parte del consiglio ha capito ed ha accettato la nostra proposta. Non abbiamo fatto nessun accordo politico ma il centro destra ha accettato di vederci come figura di garanzia.
Li ringraziamo per questa fiducia e speriamo di essere all'altezza della situazione in questo anno e poco più che manca alla fine della legislature.

Crediamo e ci impegniamo affinché la figura del presidente non possa che essere quella di chi si impegna senza riserve per portare a compimento le decisioni del consiglio al fianco dei cittadini dedicando tutto il suo tempo, bussando a tutte le porte e tirando tutte le giacchette che siano eventualmente necessarie ( assessorati, giunta, sindaco, enti..ecc.).
Attribuire al presidente una figura di potere e sovranità é a nostro parere una sciocca forzatura distante dalla realtà visto che ogni scelta, merito e risultato é e deve sempre essere di tutti i membri del consiglio.
Questo sarà lo spirito con il quale intendiamo condurre la circoscrizione.

Una delle prime proposte che faremo sarà quella di convocare tutte le associazioni in modo da spiegare una volta per tutte come si fanno le domande di contributo ( sono 2 anni che alcune richieste rimangono inevase causa errori di forma e sostanza nelle presentazione delle richieste) e chiederemo inoltre ad Amia di portare servizio porta a porta anche nella settima circoscrizione. Ci sono inoltre grossi macigni che stanno avanzando e che "invaderanno" il nostro territorio con cantieri infiniti dalla TAV al nuovo centro commerciale nella zona della Cercola, a Ca' del Bue, alla nuova farmacia di Porto San Pancrazio, che ci impegneranno su diversi fronti nei prossimi mesi.

Purtroppo alla prima occasione di presenziare cioè nel consiglio di martedi 2 febbraio 4 consiglieri su 6 che ci avevano sostenuto non sono venuti in consiglio e le altre forze politiche hanno fatto mancare il numero legale per non farci neanche iniziare il mandato.

La mancanza del numero legale senza alcuna motivazione se non quella dei giochetti della politica di basso borgo è ancora una volta la dimostrazione che gli interessi dei cittadini sono stati messi da parte. La teoria ventilata dal partito democratico e dalla lista cittadini per la settima "o governiamo noi o non governa nessuno, meglio andare al commissariamento" è lontana mille miglia dalla nostra idea di politica come servizio.

Chiediamo al riguardo il contributo e la vigilanza di tutta la cittadinanza.

Francesco Carcangiu Presidente 7a circoscrizione

Giovanni Tezza capogruppo M5S

Marta Zenoni consigliere M5S