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MoVimento 5 Stelle

Viterbo - 

Su segnalazione di alcuni cittadini abbiamo constatato che nelle recenti bollette del gas compare una voce aggiuntiva con la dicitura: "canone comunale".

Tale voce si riferirebbe ad una richiesta del comune di Viterbo di fruire della possibilità, prevista dal Decreto Legge 159/07, di incrementare il canone di concessione di distribuzione del 10% del vincolo sui ricavi di distribuzione.

Destinazione prioritaria delle risorse percepite, secondo il DL, dovrebbe essere l'attivazione di meccanismi di tutela relative ai costi dei consumi da parte delle fasce deboli di utenti.

Le delibere comunali di richiesta si riferiscono agli anni dal 2011 al 2015 ma, a quanto pare, è stato solo negli ultimi mesi che la società erogatrice del servizio ha iniziato ad addebitare il costo aggiuntivo.

Abbiamo in tale contesto presentato una interrogazione per conoscere gli importi percepiti dal comune di Viterbo in detti anni e i dettagli relativi all'impiego in bilancio di tali risorse per verificarne la destinazione effettiva.

Informeremo i cittadini interessati circa le risposte che ci saranno date appena le riceveremo.


Viterbo - 

I cittadini laziali (viterbesi compresi) si sono già espressi circa la volontà di una gestione del servizio idrico pubblica e non privata. Lo hanno fatto sia con il referendum nazionale il 12 e 13 giugno del 2011 sia con una legge di iniziativa popolare regionale (la nr. 5 del 2014) votata all'unanimità da tutto il consiglio regionale, che sembrava finalmente mettere fine alla possibilità della cessione dei servizi di gestione idrica a privati1.

Malgrado tutto ciò il consiglio dei sindaci soci della società Talete, che gestisce 28 comuni della provincia di Viterbo, ha dato recentemente mandato al CDA della stessa di cercare un socio privato che possa garantire il futuro della società.

Per evitare tale possibilità il Movimento 5 Stelle aveva partecipato, insieme al comitato "non ce la beviamo", alla presentazione di un referendum propositivo che consentisse ai viterbesi di ribadire la loro volontà come espressamente consentito dallo Statuto Comunale di Viterbo.

Sembra però che tale referendum non potrà avere luogo poiché l'iter previsto per la sua approvazione si è bloccato a causa della crisi politica che il comune sta affrontando.

La prima commissione, infatti, non ha potuto discutere l'ammissibilità del quesito per il mancato raggiungimento del numero legale sufficiente a discutere i punti previsti determinando l'impossibilità a procedere ai lavori.

Esprimiamo tutta la nostra indignazione circa un episodio che dimostra come le beghe politiche di questa maggioranza siano deleterie per la città e per i cittadini che in questo caso saranno probabilmente privati di un loro diritto di partecipazione diretta alle scelte della propria amministrazione per mere cause politiche.

Da mesi abbiamo chiesto di discutere ed approvare i regolamenti attuativi delle procedure di partecipazione e sollecitato la trattazione della pratica. Probabile conseguenza, anche in virtù della decisione dei soci di Talete e del decreto "salva Italia" sarà l'ingresso di ACEA, società che detiene già una alta percentuale di gestione del servizio idrico nella regione Lazio ove ha evidenziato molteplici criticità, tanto che numerosi comuni del basso Lazio stanno cercando di uscirne.

Sembra quindi che il volere dei cittadini non venga assolutamente preso in considerazione da chi amministra la nostra città, compresi gli esponenti del PD, in prima fila a festeggiare in piazza l'esito

referendario qualche anno fa.

Chiediamo a tutti i viterbesi di non demordere e di sostenere chi sta lottando per ottenere la gestione pubblica dell'acqua.

Uniamo le forze per ottenere un diritto fondamentale, l'acqua come bene comune, cercando di essere presenti sia agli eventi organizzati sia ai consigli in programma per esercitare pressione sui politici che, ricoprendo peculiari cariche istituzionali, possono decidere l'esito di questa battaglia civile

MoVimento 5 Stelle Viterbo

1Per chi volesse approfondire con altri riferimenti normativi ricordiamo che a livello nazionale è stata presentata da Federica Daga (M5S) anche una proposta di legge a marzo del 2014 (C.2212), in corso di esame in Commissione alla camera, i cui principi sono per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l'adozione di tributi destinati al suo finanziamento. Esiste anche la PdL (C.2367), presentato a maggio del 2014, sempre da F. Daga, non ancora però assegnata per iniziare l'esame alla Camera, che va a modificare il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n.31, recante attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.

La verità è là fuori


Viterbo - 

Chi si fosse trovato a passeggiare per Piazza del comune intorno alle 19:45 la sera del 20 febbraio, avrebbe assistito ad una insolita e divertente scena.

Alcuni "pinocchi" reggevano uno striscione del MoVimento 5 Stelle di Viterbo facendo da sfondo al consigliere De Dominicis che spiegava il motivo di questo piccolo flash mob.

L'iniziativa era nata con l'idea di dare il nostro addio all'ultima speranza di poter andare al voto in tempi brevi prima di un possibile commissariamento, sfumata due giorni prima quando praticamente nessuno dei consiglieri si era presentato all'appuntamento con il portavoce 5 Stelle per prenotare un salutare appuntamento di massa dal notaio.

Nell'arco di poche ore, però, si veniva a sapere che la crisi (forse anche a seguito di questo nostro invito) si era magicamente risolta e che una improbabile maggioranza (lo era anche all'inizio del mandato del nostro sindaco) si era improvvisamente ricomposta.

Nulla di particolarmente sconvolgente, per noi: era il più probabile degli scenari che avevamo previsto e paventato.

Due mesi di tentennamenti, di dimissioni da cariche, di consigli semideserti, di dichiarazioni altisonanti, di sedie bruciate nei "focaroni" e, sopratutto, di un Comune ibernato in una eterna vacanza natalizia ed impossibilitato a fare ciò che ci aspetteremmo dalle istituzioni: governare e risolvere problemi.

In questi due mesi si sono svolte battaglie, bracci di ferro e trattative dietro le quinte.

Equilibri di potere anche di primo piano sono stati posti sulla scacchiera, costringendo alcuni a perdere la propria credibilità ed altri a ritrattare ciò che avevano dichiarato con tanta veemenza.

A breve sapremo chi avrà guadagnato e cosa da questa farsa, ma di una cosa siamo certi: a perdere è stato il cittadino, sulla cui pelle si è, come sempre, giocato.

D'altronde si sa, "l'uomo ha la memoria corta. Una giornata di sole basta per far dimenticare tutto..." diceva saggiamente Josè Saramago.

Noi vorremmo provare a smentire questo ultimo assunto con il nostro lavoro, fungendo anche da promemoria per i viterbesi.

In questi due mesi abbiamo fatto ciò che da sempre ci contraddistingue: da un lato continuare a fare proposte utili per il bene dei cittadini (ad esempio baratto amministrativo, microcredito alle imprese e assegno civico) dall'altra abbiamo "aperto la scatola di tonno viterbese", portando alla luce la verità dietro le tante ipocrisie.

In questa ottica la nostra mozione di sfiducia del 24 gennaio (firmata solo da Chiara Frontini), il recente invito alle "dimissioni" rivolto a minoranza ed ai 7 apparenti "dissidenti" (non ce ne vogliano se usiamo il soprannome con il quale sono stati sinora indicati) di maggioranza e, appunto, la nostra iniziativa di ieri a voler significare come Palazzo dei Priori sia frequentato da troppi "Pinocchi".

Perché... "la purezza non è solo dire la verità, ma è anche non ascoltare le bugie."
(Markku Envall, aforista)

Il silenzio dei dissidenti


Viterbo - 

"C'è nessuno?"

Implorava, sconsolata, la "particella di sodio" in un famoso e divertente spot pubblicitario qualche anno fa...

Ieri, davanti agli uffici comunali in Via Ascenzi, la gag sembrava ripetersi e, purtroppo, non si trattava di uno spot, di finzione scenica, ma di "realpolitik" in salsa viterbese.

Un disilluso De Dominicis guardandosi intorno constatava come l'ultima possibilità di trovare una via d'uscita al tunnel politico in cui è finita Viterbo fosse caduta ancora una volta nel vuoto in un "silenzio assordante", che, per rimanere in tema di ironiche citazioni cinematografiche, ci piace chiamare "il silenzio dei dissidenti".

Quella di ieri è stata infatti solo l'ultima di una serie di iniziative intraprese dal Movimento 5 Stelle di Viterbo per salvaguardare i cittadini, ostaggi più o meno inconsapevoli di calcoli di partito ed opportunismi di poltrona.

Il sindaco da tempo non ha più una maggioranza, 7 dei suoi consiglieri lo hanno di fatto sfiduciato, il Comune non riesce a lavorare proficuamente da ormai prima delle vacanze natalizie e sembra trovarsi in un coma irreversibile per il quale nessuno trova il coraggio (o la dignità) d "staccare la spina".

"I fatti non cessano di esistere solo perché noi li ignoriamo" diceva Aldous Huxley, nel 1927.

Noi, da sempre, vorremmo anteporre i fatti alle parole, poiché crediamo che solo con i primi si possano cambiare davvero le cose.

La nostra mozione di sfiducia, presentata (per la seconda volta) il 25 gennaio scorso era una mano tesa verso chi dichiarava, a parole, di non averla più, quella fiducia, nel nostro sindaco, ma che nei fatti disattendeva tali dichiarazioni.

Oggi la storia si è ripetuta: avevamo invitato i famosi "7 dissidenti" ad un appuntamento per accordarsi insieme al fine di presentare dimissioni di massa (la minoranza ha dichiarato più volte la propria adesione) presso un notaio, unica speranza rimasta per far cadere questa inutile giunta in tempo utile a far davvero qualcosa di propositivo.

E' bene infatti che questo punto sia chiaro: da domani sarà probabilmente troppo tardi.

Sia che il sindaco si dimetta, sia che la maggioranza crolli, non si potrà votare prima del 2017 e si consegnerebbe eventualmente la città nelle mani di un "commissario".

A meno che, ovviamente, la "crisi" non fosse solo una farsa volta a richiamare i riflettori su di sé (in cambio di qualcosa?) destinata a sciogliersi magicamente come neve ai primi segni della primavera.

Per questo motivo domani, 20 Febbraio, alle ore 19:30, ci recheremo in Piazza del Comune, davanti al Palazzo dei Priori in forma di protesta, per rendere il nostro ultimo omaggio alla possibilità, negataci da chi antepone il proprio interesse a quello della Città, di esercitare il diritto costituzionale al voto nella prossima tornata di Maggio.

Il Movimento 5 stelle proseguirà intanto, nonostante tutto e tutti, a rispettare il mandato ricevuto dai propri elettori, tentando di "lavorare" per quello che ci sarà possibile.

Saremo infatti presenti, lo stesso giorno, in Piazza del Sacrario con un gazebo per raccogliere dalle ore 15.00 in poi generi alimentari, cancelleria e saponi da portare alle "case Famiglia" viterbesi, cogliendo l'occasione per essere cittadini fra i cittadini, ascoltando e rispondendo alle loro domande.

Una delle tante iniziative di solidarietà che ci hanno contraddistinto e alla quale invitiamo a partecipare, donando qualcosa a chi è più sfortunato, ritrovando quello spirito di "comunità" che chi ci dovrebbe amministrare sembra aver ancora una volta dimenticato.

Invitiamo tutti a partecipare ad entrambe le iniziative, portando qualcosa per aiutare minori in difficoltà, ritrovare insieme la voglia di sentirci, appunto, Comunità e ricordarlo a chi sembra dimenticare il mandato elettorale all'indomani della propria elezione.

"Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme." (proverbio Kenyota).

Vogliamo credere che, a differenza di quanto accaduto con i "politici", non ci ritroveremo a dover gridare ancora una volta...

"C'è nessuno?"

MoVimento 5 Stelle Viterbo

carpe diem - cogli l'attimo


Viterbo - 

"Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento.

Perché il poeta usa questi versi? [...] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà.

Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati.

Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli... pieni di ormoni come voi... e invincibili, come vi sentite voi...

Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri.

Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito.

Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite?

Carpe, Carpe diem, Cogliete l'attimo, ragazzi. Rendete straordinaria la vostra vita..."

Prendiamo in prestito queste frasi dal capolavoro cinematografico "l'attimo fuggente" per lanciare un accorato appello ai consiglieri di maggioranza che da due mesi hanno di fatto sfiduciato il Sindaco Michelini, non partecipando ai consigli comunali, alcuni dimettendosi dalle cariche che ricoprivano e più e più volte dichiarando alla stampa di voler andare dal notaio in blocco per ratificare la decisione presa.

Noi del M5S Viterbo abbiamo cercato già nel recente passato di aiutarli a compiere il grande passo, proponendo una mozione di sfiducia, ma la nostra offerta è caduta nel vuoto.

Non demordiamo e, certi della seria e irrevocabile volontà di far cadere il comune da parte dei "7", invitiamo loro e i 12 consiglieri di minoranza domani, 18 febbraio, alle ore 18,30, davanti all'ingresso principale del Comune di Viterbo per andare tutti insieme dal notaio e scrivere una volta per tutte la parola "fine" a questa fallimentare esperienza e ridare voce ai cittadini, evitando così un commissariamento che durerebbe 13 mesi.

Questa è l'ultima occasione, non ce ne saranno altre, far cadere il comune anche un solo giorno dopo significherebbe non avere la possibilità di recarsi alle urne prima della metà del 2017 e questo non deve accadere, non possiamo assolutamente permetterci che ciò accada: chiunque abbia un minimo di responsabilità sa bene che un commissario metterà forse a posto i conti, ma a quale dazio?

Aumenterà i prezzi dei buoni mensa?

Abbandonerà i malati in RSA al loro destino?

Lascierà le strade di Viterbo con le voragini che tutti purtroppo conosciamo?

Viterbo non si merita tutto questo... i viterbesi non lo meritano!

Per tutto ciò aspetteremo domani, fiduciosi che il senso di responsabilità dei "dissidenti" prevalga sulle questioni meramente politiche, per dare un nuovo futuro a questa città.

Mai come ora ci sentiamo di dir loro ...

"Carpe diem!"

La Storia Infinita


Viterbo - 

storia-infinita-locandina michelini.jpg

Ringraziamo il presidente del consiglio per aver convocato la riunione dei capigruppo il 15 febbraio, passo preliminare necessario alla riconvocazione del consiglio comunale, anche perché diversi sono i punti urgenti da votare e molte le nostre proposte che vorremmo poter finalmente discutere vista la loro valenza sociale.
Ci riferiamo ad esempio a progetti quali l'assegno civico, che potrebbe aiutare i cittadini in difficoltà con contributi elargiti in cambio di lavori socialmente utili, o il microcredito per le piccole e medie imprese che non riescono ad accedere a prestiti, proposte importanti per le quali abbiamo anche reperito possibili fondi di bilancio.
Non possiamo, però, non manifestare la nostra perplessità circa una crisi di maggioranza che, tutt'altro che risolta, potrebbe inficiare i buoni propositi che si dovessero palesare nella "capi gruppo". Sarebbe praticamente inutile infatti convocare un consiglio comunale qualora la maggioranza non fosse poi presente con un numero sufficiente di consiglieri per risultare, appunto, maggioranza, a meno che l'intenzione non sia procedere ad una seconda convocazione per l'aula, quando basterebbero solo 11 consiglieri, riproponendo il triste spettacolo dell'ultimo consiglio.
A ciò si aggiunga che non riteniamo plausibile che il sindaco riesca ormai a ricucire uno strappo con i famosi 7 "dissidenti" che non ha fatto che peggiorare nel tempo e quindi temiamo che si stia solo perdendo tempo prezioso per la città, con l'unico possibile risultato che il termine di questa consiliatura si verifichi ormai dopo il termine utile ad evitare un lungo e dannoso commissariamento.
Per conto nostro persevereremo nel mandato affidatoci, portando avanti proposte e partecipando, per quanto possibile, cioè purtroppo molto poco, ai lavori; ribadiamo però che riteniamo ormai terminata l'amministrazione Michelini e che quindi l'unico possibile atto di responsabilità nei confronti della città rimangano le dimissioni di massa dei consiglieri comunali, che permetterebbero di andare a votare in tempi brevissimi.
Si consentirebbe così alle forze politiche che avessero intenzione di proporsi alla guida della città di presentare i propri progetti ai cittadini ed a questi ultimi di scegliere la prossima amministrazione. Costringere invece Viterbo a subire un lungo commissariamento sarebbe, a nostro avviso, solo il risultato di considerazioni politiche che non devono assolutamente essere anteposte agli interessi dei cittadini.
Il nostro portavoce, a questo proposito, è ovviamente disponibile in qualsiasi momento a confrontarsi per concordare un appuntamento con il notaio.


MoVimento 5 Stelle Viter


Viterbo - 

La crisi prosegue inesorabile, ormai destinata a suscitare sempre più rabbia e frustrazione nei consiglieri (di minoranza) e nei cittadini, impotenti di fronte alla situazione.

La maggioranza non c'era nemmeno ieri.

Nemmeno ieri si è potuto portare avanti il mandato che i viterbesi ci hanno dato e ci si continua a chiedere cosa impedisca al sindaco di compiere l'unico gesto ormai rimasto che possa definirsi responsabile: dare le sue dimissioni; cosi come ci si chiede cosa impedisca ai 7 consiglieri del PD, che di fatto tengono in stallo il comune, di porre fine a questa lunga ed inutile, anzi dannosa, agonia.

Secondo noi i motivi sono purtroppo solamente politici: nessuno vuole compiere "il" gesto che farebbe cadere questa amministrazione per paura degli effetti politici e mediatici che ciò comporterebbe e in molti probabilmente auspicano un ritardo dell'inevitabile per non doversi confrontare con i cittadini in tempi brevi, fin troppo preoccupati del risultato che otterrebbero. Inutile dire che non approviamo un atteggiamento del genere perché secondo noi il bene della città deve venire prima di qualsiasi considerazione politica.

Ieri infatti abbiamo deciso che il nostro portavoce rimanesse in aula per senso di responsabilità nei confronti di una tematica che riteniamo importante per la città, ma il sindaco non ha avuto i numeri per discutere e votare la pratica dei revisori dei conti perché diversi consiglieri di maggioranza, e non solo i 7 "dissidenti" PD, non erano presenti a garantire il numero legale. Malgrado ciò il primo cittadino non ritiene ancora opportuno dare le proprie dimissioni.

Sembra invece che si paventi la possibilità che riesca ad ottenere il numero legale con soli 11 consiglieri nella seconda convocazione del 5 Febbraio se anche il consiglio del giorno prima andasse deserto.

Come a voler dire: "non ho più la maggioranza ma vado avanti lo stesso". Verrebbe quasi da chiedersi perché non ci abbia pensato prima... sempre che, ovviamente, si possa reputare giusto procedere a forza di escamotage del genere.

Siamo sconcertati dalla situazione a cui assistiamo e sempre più convinti che questo modo di intendere la politica sia assolutamente sbagliato e da combattere.

Da due anni e mezzo portiamo avanti le nostre idee e le nostre proposte, quali l'assegno civico per gli indigenti, il market solidale, la riduzione delle spese delle commissioni, il microcredito per le piccole e medie imprese, etc., convinti che amministrare significhi trovare soluzioni ai problemi dei cittadini e non riempire poltrone o rispondere a logiche di partito.

Purtroppo chi al momento guida Viterbo, sindaco e consiglieri di maggioranza, non sembrano pensarla allo stesso modo. Da due anni e mezzo assistiamo a crisi politiche causate solo da malumori interni alla coalizione di Michelini e i risultati, disastrosi quanto a sevizi e gestione amministrativa, sono sotto gli occhi di tutti i cittadini. Quegli stessi cittadini che ci chiedono insistentemente sempre e solo una cosa: "ma quando vanno a casa?"

Ce lo chiediamo anche noi


Viterbo - 

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Tediati dal richiedere ogni giorno ai nostri amministratori quello che tutti i cittadini viterbesi si aspettano da mesi, ossia che si prenda atto del coma irreversibile della maggioranza e si smetta con questo inutile e dispendioso accanimento terapeutico, cercheremo di diversificare le nostre lamentele concentrandoci sulle opportunità che questa amministrazione sta facendosi sfuggire sotto il naso arrecando secondo noi un danno ai viterbesi.
Oggi ad esempio volgiamo con piacere il nostro sguardo alla Consulta della Cultura, un progetto fortemente voluto dal M5S di Viterbo che sin dagli albori di questa peculiare esperienza politica, si è fatto promotore di questa iniziativa ed è riuscito anche a far approvare la mozione che porta in calce la propria firma. Questa iniziativa, neanche a dirlo, è finita su un binario morto, in attesa di un miracolo divino o di un' estrema unzione. Volevamo quindi riportare l'attenzione dei cittadini viterbesi su questa proposta, poichè sin dall'inizio eravamo certi che fosse la strada giusta da intraprendere, non solo perché ci vedeva promotori ma anche perché erano le stesse associazioni di settore a richiederlo.
Noi abbiamo sempre creduto che fosse importante per Viterbo che tutti gli operatori del comparto cultura, si confrontassero e mettessero a disposizione le loro competenze per sviluppare progetti validi ed innovativi atti a valorizzare al meglio il nostro territorio ed il nostro patrimonio architettonico, un patrimonio che noi tutti riteniamo essere alquanto sottostimato e poco valorizzato. Ovviamente tutto questo sarebbe stato inutile senza una fattiva sinergia con l'amministrazione comunale, un'amministrazione che sicuramente ne avrebbe tratto solo benefici e di conseguenza ne avrebbe giovato la cittadinanza tutta.
In quali termini? Ma ovviamente in termini di immagine e di ritorno economico. Ci teniamo a riportare i riflettori sulla Consulta della Cultura perché noi del M5S non siamo dei demagoghi visionari, e a riprova di questo, ne è esempio lampante la recente proposta avanzata dall'associazione Egidio 17.
L'idea di questa associazione è frutto di una collaborazione proficua tra varie associazioni culturali ed ha come scopo primario il rilancio del Museo civico di Viterbo; il progetto consiste nell'utilizzo del chiostro di quest'ultimo per eventi letterari, artistici e musicali, eventi che potrebbero innescare un circolo virtuoso di visitatori e turisti e che magari, visto che si trovano in zona, gradirebbero visitare il museo stesso. Questa idea ci sembra di facile realizzazione, ma la sfortuna ha voluto che arrivasse in un momento di totale stallo politico-amministrativo, visto che le riunioni dei capigruppo non raggiungono il numero legale, quindi non possono essere fissate le date dei consigli comunali e le commissioni vanno deserte.
A noi era chiaro da tempo che l'encefalogramma della maggioranza fosse piatto e che tale sarebbe rimasto anche con l'utilizzo di un defibrillatore regolato sopra i 300 Joules, ma, si sa, a volte staccare la spina ed abbandonare la propria amata poltrona è assai più difficile di quanto si creda e nel gesto egoista di prolungare un inutile agonia non ci si rende conto del male che si fa agli altri. Vogliamo però ringraziare tutte quelle associazioni di cittadini che continuano a lavorare incessantemente per il bene comune e senza secondi fini, continuando a credere in ciò che fanno e portando avanti le loro idee con passione e dedizione. Vogliamo anche scusarci, anticipatamente, con tutti loro se a causa della malagestione di questa amministrazione i loro progetti finiranno nel dimenticaio come la Consulta della Cultura.
Noi, comunque, nel nostro piccolo faremo tesoro dei loro consigli e custodiremo gelosamente tutte le proposte in attesa di tempi in cui, a dirla alla maniera di T.S. Eliot, "questa terra venga assegnata al vero proprietario, all'ostinato, al gabbiano" (Landscapes-V. Cape Ann).

Sfiducia pronta alla firma!


Viterbo - 

Viterbo, 21 gennaio 2016

Il Movimento 5 stelle di Viterbo annuncia che il nostro portavoce Gianluca De Dominicis ha provveduto ad inviare via mail ai colleghi consiglieri la mozione di sfiducia invitandoli a firmarla. Da questo momento il documento è quindi a disposizione di coloro che vorranno appoggiarlo; avvisiamo inoltre che saremo presenti lunedi tutto il giorno a Palazzo dei Priori per raccogliere le firme e avere l'opportunità di presentarlo prima della chiusura dell'ufficio del protocollo generale.

Presentando la mozione entro lunedi 25 sarebbe tecnicamente fattibile la convocazione del consiglio comunale entro tempi sufficienti, in caso di approvazione della sfiducia, a impedire il commissariamento del comune per un anno.

Sappiamo che la celerità non è caratteristica molto presente in questa città né tantomeno nella nostra politica, ma auspichiamo che i consiglieri rendendosi conto della situazione in cui versa il comune compiano uno sforzo e si affrettino a firmare. Viterbo aspetta!

Movimento 5 stelle Viterbo

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