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immagine: il premier ucraino Poroshenko

“In una recente intervista resa alla tv 1+1 il presidente ucraino Poroshenko ha annunciato di aver firmato contratti finalizzati all’importazione di armi – anche letali – con undici paesi, chiedendo in modo esplicito un supporto all’Ue sul territorio. Il governo chiarisca se alcuni di questi contratti è stato firmato anche col nostro Paese, ovvero se l’Italia ha iniziato a vendere o cedere armi al governo di Kiev, partecipando in questo modo, seppur indirettamente, ad inasprire un conflitto che oggi rischia di investire tutta l’Europa.
Per quanto ci riguarda, sarebbe come entrare in guerra, ci aspettiamo pertanto chiarimenti.
Lo chiedono, in un’interrogazione a prima firma Marta Grande, i deputati M5S della Commissione Esteri.

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Negli ultimi dieci anni l’Italia è stata tra i primi esportatori, seconda solo alla Francia in Ue, di armi letali in Libia, fino a favorire poi il rovesciamento del regime di Gheddafi, con le conseguenze che oggi tutti conosciamo.
Il governo ha inoltre dato il via di recente ad un supporto diretto alla coalizione anti-isis, inviando mezzi corazzati e cacciabombardieri, proprio mentre in Ucraina ci troviamo di fronte a un altro conflitto, che finora ha prodotto pesanti ricadute sul nostro tessuto economico.
A questo punto riteniamo opportuno sapere se l’Italia sia fra gli undici stati menzionati da Poroshenko per l’importazione di armi letali e, nell’ipotesi in cui fosse fra questi, la quantità e la tipologia delle armi con cui il nostro paese si appresterebbe a contribuire.” M5S Parlamento

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