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“Sotto un cumulo di macerie ho perso mio padre. Aveva 46 anni e quel giorno era al lavoro. Aveva un vestito nuovo, s’era sbarbato quella mattina. In programma aveva un appuntamento con un cliente importante. Non c’è mai andato. Sono passati vent’anni.
Oggi a Barletta è crollato un palazzo. Scricchiolava da giorni, dicono. C’è almeno un morto e chissà quante persone ancora sotto le macerie. Ogni volta che capita una tragedia del genere ripenso a mio padre, e penso che forse la sua morte non è servita a niente. Perché di parole, dal giorno della sua morte, ne ho sentite tante: la messa in sicurezza degli edifici di qua, la tenuta delle strutture di là e bla bla bla.
In Italia le situazioni a rischio sono centinaia. Palazzi costruiti con più terra e meno cemento, per risparmiare sui costi di produzione. Edifici vecchi non agibili, ma abitati perché questo passa il convento.
Quante altre Barletta dobbiamo aspettarci?”
Luca D.