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Se il capitano della Costa Concordia è in carcere per il disastro avvenuto all’isola del Giglio, perché i responsabili politici della catastrofe economica dell’Italia sono ancora in libertà?
“Un amico di 57 anni mi ha raccontato che ieri ha fatto questo discorso ai suoi due collaboratori che ha da 25 anni “Le cose vanno male e dato che voi siete più giovani di me ed io ho qualcosa da parte e l’azienda non ce la fa più a mantenerci tutti e tre vi cedo tutto collaborando con voi il tempo necessario“. Non voleva metterli in mezzo ad una strada e si è fatto da parte lui per evitare il peggio. I responsabili che hanno distrutto il Paese dovrebbero pagare al pari del comandante della nave della Costa crociere ed invece si passano la palla in un ridicolo ping pong. Sto toccando ogni giorno con mano tra i miei conoscenti ed amici la tragedia di chi sta perdendo l’attività, l’impresa, il posto di lavoro senza vedere un futuro. So che il prossimo sarò io, già sento le avvisaglie e rimarrò senza lavoro e senza possibilità di averlo perché il mercato non c’è più e la gente non ha più soldi.” ROBERTO SCANNAPIECO, ROMA