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I nomi che circolano per il prossimo presidente della Repubblica sembrano uscire dal tunnel dell’orrore di un Luna park. C’è Veltroni l’Africano che prometteva di espatriare in Africa dopo aver fatto il sindaco del comune di Roma, ma è ancora qui legato alle mammelle della politica. Dalle foto recenti sembra essersi trasformato in un pinguino del Madagascar, lo baratteremmo volentieri con un transatlantico di rifugiati. C’è Fassino, la mummia egizia di Torino, caro a De Benedetti che lo ha indicato a suo tempo come candidato ideale. Fassino e moglie sono a carico dei contribuenti da decenni, le uniche cosa che si ricordano del Palo della Sala Rossa sono la difesa a oltranza della Tav della Val di Susa, decine di miliardi a carico dei contribuenti e a beneficio delle cooperative rosse e bianche e della ‘ndrangheta che, secondo intercettazioni ha contribuito a farlo eleggere e, seconda cosa, il fatto che guida la città più indebitata d’Italia. C’è poi Grasso che si adopera da tempo come bastone del Governo contro le opposizioni ignorando in modo plateale il suo ruolo di presidente super partes del Senato facendo votare leggi senza contenuto, cambiali in bianco, alle 4 di notte. Bisogna capirlo, è una medaglia al merito per il Quirinale e lui ci conta. Grasso disse “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia”. Una frase che vale almeno i voti di tutti i parlamentari fatti eleggere da Dell’Utri. “E Forza mafia, per essere liberi/ e Forza mafia/ per fare e per crescere...” Nel Luna park ci sono anche, ma solo per par condicio, alcune figure femminili, come la Finocchiaro, siciliana del pd, che per farsi eleggere alle politiche si è dovuta candidare in Puglia, e la Pinotti. Amato, il superpensionato, 31.000 euro al mese, ex tesoriere di Bottino Craxi che mise le mani nei conti correnti degli italiani è un buon profilo, Mattarella, deputato dal 1983 è una scelta invisibile, uno yes man di Renzie sullo sfondo così come Delrio. Prodi infine, il supercandidato, che è stato impallinato dai voti dei renziani nel 2013 ma ora che l’Euro va in pezzi e ne subiamo il disastro economico, è lui che ci ha portato non sembra proprio il candidato più adatto. Oggi sarebbero più di 202 a votargli contro. E’ un Club dei Mostri Presidenziale e il gran cerimoniere non è Vincent Price come nel film, ma la massoneria internazionale. Al Luna park oltre al tunnel dell’orrore c’è però anche il tunnel dell’amore. Si entra in due su un vagoncino, innamorati, le braccia dell’uno dietro alle spalle dell’altro. I piccioncini sono Renzie e Berlusconi. Entrambi vogliono un presidente di garanzia. Uno per rimanere al Governo e avere un firmatutto sempre a disposizione (si sente già la nostalgia canaglia di Napolitano…), l’altro per ottenere l’agibilità politica, salvarsi dai processi D’Ambrosio e Lavitola e mantenere in piedi le sue traballanti aziende. Chi corrisponde al’identikit? E riusciranno i due innamorati a fare eleggere questo mostro bicefalo prima del quarto turno? Prima che si incasini tutto? Queste sono le domande per ora senza risposta.