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Lo Stato italiano odia le vecchiette. O le dichiara morte per non pagarle la pensione o dilaziona il pagamento dei debiti nei loro confronti sperando in una dipartita. Ma le vecchie signore italiane hanno la pelle dura.
“Ricordate la EX-ARZILLA VECCHIETTA di cui ho parlato qui? A mia madre, sempre in tema di ItaGlia burocratica, ne è successa un’altra: le arriva una raccomandata da una Commissione Tributaria. In pratica nel 1984 mia madre fece ricorso per una ritenuta IRPEF non dovuta sulla liquidazione per gli anni 198123. Una cifra modesta, circa 700.000 lire dell’epoca. Nel 1990 il ricorso fu vinto in prima istanza, ma gli avvoltoi non si arresero e presentarono ricorso. Ebbene, ad aprile 2012 ci sarà la sentenza di secondo grado. Fatti 4 conti si tratta di 1500 euro di oggi, ma sono passati VENTOTTO ANNI (!). Nonostante l’INPDAP ci abbia messo del suo per anticiparle la dipartita, mia madre è ancora viva, alla facciaccia del FISCO e della GIUSTIZIA ITAGLIANI, che sicuramente contavano sulla sua dipartita per non erogarle il dovuto. Quando arriverà la mazzata di MONTI sulla sua sola “ricchezza“, la sua unica casa, in cui vive, e che ha costruito dopo decenni di sacrifici (e TASSE) insieme a mio padre, rispedirà tutto al MITTENTE, con una sua personale missiva: “Rifatevi vivi tra 28 anni, io ne avrò solo 115, e badate… stavolta vi conviene non gufare!“. davide lak (davlak)