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“Sono un piccolo imprenditore (forse è meglio dire piccolissimo). Le fatture mi vengono pagate con tempi biblici, fino a 18 mesi, per riscuoterle ci vuole la pazienza di Giobbe, telefonate su telefonate. L’Iva va pagata subito e le tasse sul presunto reddito della società anche. Ma perché pagare su un reddito presunto? Presunto da chi? Il mio reddito più che presunto è virtuale, nel senso che dopo aver pagato tasse, fornitori, Iva e dipendenti, bollette e materiale il conto è sempre in rosso. Per retribuirmi con il magro reddito della società devo indebitarmi ancora di più con le banche. Chi me lo fa fare di lavorare 12 ore al giorno per ingrassare gli altri? L’anno prossimo smetto, chiudo. Mi arrangerò in qualche modo, forse andrò all’estero. Lo dico da tempo, ma questa volta non cambio idea. Questo Stato mi ha preso il sangue e non mi ha dato nulla. E’ ora di ricambiare la cortesia.” Arturo V.