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Formigoni, Moratti, Berlusconi, Bossi, Castelli, Maroni, Dell’Utri, i figli di Craxi, La Russa, Gelmini, Brambilla. Cosa hanno in comune queste persone? La loro prima caratteristica è che sono nostri dipendenti, sono a carico dei contribuenti. La seconda è che vivono in Lombardia. Come può un milanese, un varesotto o un bergamasco sano di mente e informato averli votati? E’ un mistero della Fede, esattamente come il viso di pelle da pesca dello psiconano pochi giorni dopo il lancio di Tartaglia. Cementocrazia, inceneritori, malattie e sanità privata. In Lombardia è in atto una metastasi del territorio e della salute. Una volta era la patria del design e della tecnologia, oggi delle betoniere e degli ospedali. Chi arriva in Lombardia per la prima volta in aereo crede che Milano inizi dal Ticino e finisca in Veneto, una megalopoli grigia, unica, con qualche lago in mezzo. Più grande di Los Angeles. Ora, però, un’alternativa c’è. E’ Lombardia 5 Stelle con il candidato Vito Crimi. Sono cittadini che vogliono riprendersi la loro vita e quella dei loro figli. Gente che parla semplice, diretta come chi non deve nascondere le proprie idee con le parole. E’ sufficiente eleggere uno solo di loro in consiglio Regionale per cambiare tutto. Ognuno conta uno e chi entra in Regione rappresenta gli occhi, le orecchie, l’intelligenza di tutto il MoVimento. Ascoltateli. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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