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“Mia figlia sta a Ealin e le rivolte sono arrivate anche lì, mi scrive che è andata in centro per aiutare, e che la polizia è scarsa, dati i tagli del governo, e il malessere è grande e ha raccolto gli attacchi di un settore della gioventù inglese che, anche senza motivazioni politiche e sociali, è in cronaca da tempo per acoltellamenti e atti di vandalismo, un equivalente dei nostri blac block o vandali da strada. Al di là di questi teppisti, queste sono solo le avvisaglie di ciò che accadrà quando il neoliberismo avrà distrutto anche gli ultimi resti dello stato sociale e ghettizzato i poveri come è avvenuto a Londra, come ovunque del mondo, mentre il governo taglia alla fasce più deboli, indebolisce le forze dell’ordine, chiude il futuro ai giovani. La rivolta londinese è un mix che non ha niente a che fare col multiculturalismo, ma si presenta ogni volta che, a Londra come a Parigi, nel Bronx, come a Liverpool, la rivolta degli esclusi scoppia dove la miseria e l’emarginazione hanno creato ghetti di sofferenza che si incrociano con isole di delinquenza selvaggia e devastatrice. A questa ribellione della miseria si lega sempre il vandalismo di giovinastri che non hanno né ideologia politica né protesta sociale, i casseur parigini ieri e oggi i giovani londinesi che appena ieri accoltellavano e aggredivano indipendentemente dalla razza e dalla cultura, e che sono la schiuma violenta di tutte le insurrezioni sociali.” viviana v., Bologna