Condividi

di Beppe Grillo – Il maligno gossip-check-up sul Professor Conte imperversa, futile, a partire dal minuto esatto in cui si è fatto il suo nome. E’ il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia preordinata. E’ la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza. Sarà pur vero che tutto ha uno scopo nell’equilibrio dei grandi network dell’umanità, ma quello che abbiamo di fronte è un pozzo nero intasato di coscienze da sempre asservite e mai servite a nulla. Anche quello ha uno scopo: digerire la sconfitta e non tracimare.

Ma cosa possono fare di meglio pur sconfinati eserciti di Yes Man?

Ancora lividi in volto per la stangata di marzo, cui va aggiunta la recente tornata elettorale in Val d’Aosta, che hanno schiacciato al livello della Bonino i partiti di plastica (non mi sento neppure di nominarli oramai, è una questione di igiene personale). Gente incapace di leccarsi le ferite, preferiscono lasciarsi travolgere dalla gelosa invidia: quel mostro dagli occhi verdi disgustato proprio da ciò che lo nutre (quella che Iago scaglia contro Otello).

A marzo il paese si è espresso molto chiaramente affinché le zampate di una finanza mannara fossero allontanate dall’economia, dalle loro vite. Perché l’Europa non fosse più un campo di concentramento monetario, ma potesse davvero diventare un’unione di culture ed intenti. La casta era acciaccata ma il popolo italiano ha chiesto ancora di più dalle urne, ha compreso quanto sia necessario rivedere le clausole “europee”. Ha chiesto di colmare il vuoto di politica e condivisione che definisce l’Europa: 500 milioni di esseri umani, compreso quello che hanno, a far da garanzia per una moneta fantasma che richiede vincoli e non concede nulla a chi vuole fare impresa.
Così noi e la Lega siamo cresciuti e i serventi della finanza sono stati minorizzati ed umiliati. Purtroppo essere sconfitti non basta a menti bifolche, è gente incapace di cambiare, perché non ha nulla da cambiare. Se tu devi cambiare qualcosa è necessario innanzitutto che esista quella cosa: un’idea, una visione del paese; ma se non ce l’hai mai avuta cosa cambi?

L’idea stessa che noi e la Lega siamo in procinto di generare una nuova forza di governo, in grado di rappresentare stabilmente un faro sempre fisso in Europa per tutti coloro che vi si smarriscono nell’avvilimento, ha scatenato i media in un’ultima offensiva. Si un’offensiva, nel senso che offende la mente di chiunque sia curioso di conoscere meglio questa nuova realtà, senza nasconderla con i rigurgiti dal trapassato remoto di figure patetiche e guascone.

Luigi hai tutto il mio appoggio, dobbiamo soltanto resistere a questo ulteriore rilancio di calunnie, è soltanto la paura di chi non si è mai voluto giocare qualcosa in cui credesse veramente nella vita, di gente che crede di essere coperta da un vaccino per le sconfitte; niente di più.