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Ho deciso di querelare chi ha costruito un dossier su di me. Di agire contro i vermi che hanno spiato me e gli italiani negli ultimi anni. La querela è stata depositata l’8 gennaio 2007 presso il tribunale di Milano a seguito delle rivelazioni denunciate da Repubblica sul fascicolo B.Grillo.
Di Telecom Italia, dei suoi spioni e dei suoi mandanti non se ne può più. Un servizio di Report della Gabanelli ha fatto vedere un livello di manutenzione da terzo mondo. L’Adsl arriva dove arriva, se arriva, quando ormai è un servizio indispensabile. Buora, l’ex capo di Tavaroli, l’uomo del tronchetto, è ancora lì. Nonsentenonvedenonparla.
ROSSIIIIIIIIIIIIIIIII! GUIDOOOOOOOOOROSSIIIII! Dove sei? Sei tornato a fare il consigliere dell’Inter? E del dossier B.Grillo sei venuto a sapere qualcosa?
Dai titoli della Repubblica di oggi: ‘Spionaggio, nelle carte Telecom spunta il nome di Tronchetti Provera‘. ‘Tre amici e adesso il capo‘. Dalle ordinanze dei giudici si legge che le logiche che muovono gli spioni Telecom sembrano “beneficiare non già l’azienda, come tale, ma colui che in un dato momento, ne è il proprietario di controllo”. Il tronchetto ha reagito minacciando le vie legali. Contro chi? Contro i giudici? Lo psiconano aveva più classe. Al tronchetto preferisco Riina. Lui non va nelle università e ai convegni a spiegare etica ai ragazzi. Venivano spiati i giornalisti, quei pochi che facevano informazione economica come Massimo Mucchetti del Corriere della Sera. Spiavano il Garante della concorrenza. Spiavano l’amministratore delegato di RCS/Corriere della Sera Vittorio Colao. Prontamente silurato dal tronchetto nel luglio del 2006.
Il direttore lumacone del Corriere Paolo Mieli lascia ogni tanto qualche articolo di bava. Ma si guarda bene dall’affrontare il problema. Il Comitato di redazione del Corriere della Sera esprime finalmente preoccupazione. Quel Corriere di cui Tronchetti è uno dei maggiori azionisti. E la esprime così: ”Il Cdr esprime una forte inquietudine, come ha già fatto in passato, di fronte ai particolari che evidenziano la fragilità che ha caratterizzato il sistema informatico della Rcs”. Il problema è evidentemente tecnico.
Il Governo non può più lavarsene le mani e lasciare Buora alla guida della Telecom. A meno che… A meno che… Ci siano dei dossier anche su qualche ministro. O sul presidente del Consiglio.

Ps: l’iniziativa Shareaction continua!