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“Il MoVimento 5 Stelle di Bologna ha aderito all’appello “Se non ora quando?” per la mobilitazione delle donne e della società civile. Ma non siamo scese in strada per combattere la prostituzione delle giovani ad Arcore e la mercificazione dei corpi delle “show girl” su riviste e manifesti. Lo abbiamo fatto per una ragione ben più grave: il degrado culturale che ha inghiottito il Paese rendendo questo possibile. Abbiamo manifestato perché essere belle (in politica, in tv, nel mondo del lavoro) non può essere più importante di essere brave. Ci fa ribrezzo l’indifferenza davanti al crescente numero di persone che ricoprono cariche politiche o civili non perché meritevoli, ma perché compiacenti col potere. Abbiamo manifestato contro lo sfruttamento dell’immaginario femminile, contro la semplificazione della figura della donna rappresentata come soggetto debole, non alla pari dell’uomo. E lo abbiamo fatto anche per l’orgoglio delle donne e della nazione, nella loro cornice naturale di proposta di un’alternativa culturale e sociale che ripensi le pratiche politiche e di partecipazione, i tempi e la produttività nel mondo del lavoro, valorizzando le differenze di genere e riducendo il “gender gap” che ci colloca ancora in fondo alle classifiche europee. Spetta a qualcun altro individuare la radice del maschilismo sopravvissuto alle battaglie femministe degli anni ’70 e ’80. Invece spetta a tutti noi combattere l’effetto devastante di 20 anni di berlusconismo, un sistema che ha volutamente intensificato l’avvelenamento del contesto culturale, manipolando l’informazione, smantellando l’istruzione, svilendo la nostra democrazia, imponendo il pensiero unico della mercificazione di tutti i nostri valori. Spetta a tutti noi cittadini unirci per costringere la politica a confrontarsi con le reali domande sociali di questo Paese: la precarietà, il futuro, la scuola, l’università, i beni comuni, la democrazia.” Antonia Iulia Dejeu – attivista M5S Bologna