Il Blog delle stelle

Licenziamento per profitto


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licenziamnetoprofitto.jpg

di Diego Fusaro

Forse forse qualche dubbio circa il logoro storytelling delle magnifiche sorti e progressive delle "riforme" e del tempo finalmente libero dalle dittature assassine potrebbe insorgere. Forse forse qualcuno potrebbe anche cominciare a mettere in discussione la grande narrazione neoliberista della libertà universale e degli infiniti benefici per tutti della libera concorrenza. A favorire il ritorno del dubbio socratico potrebbe essere anche, tra l'altro, la lieta novità di questo fine 2016. Da oggi il profitto diventa giustificato motivo di licenziamento.

Et voilà la nuova orrenda fattispecie di licenziamento riconosciuta per la prima volta nel nostro ordinamento da una sentenza della Corte di cassazione (sentenza n. 25201 del 7 dicembre 2016). Avete capito? Vi è chiaro il punto? Siamo davvero al di là del welfare, del diritto del lavoro e finanche della dignità minima riconosciuta ai lavoratori. È finita un'epoca.

E continua imperterrita, a ritmo travolgente, la marcia di deemancipazione ai danni dei lavoratori e delle classi più deboli. Con simmetrico rafforzamento del potere neo-padronale delle aziende multinazionali e delocalizzatrici gestite dagli apolidi signori del globalismo senza frontiere e senza diritti: che ora anche in Italia potranno lasciare a casa i lavoratori in nome del Vangelo del profitto e del sacro dogma della competitività internazionale, il valore più alto del nuovo pantheon neoliberista; il valore al confronto del quale diventa davvero poca cosa la vita dei lavoratori nonché la loro dignità.

Il profitto viene prima, e tutto il resto ne diventa una variabile dipendente. La tendenza in atto è tragicamente confermata: un'ondata di regresso, deemancipazione e miseria per tutti. La neolingua egemonica e manipolante chiama tutto questo "progresso", "cambiamento", "evoluzione". E – quel che è peggio – viene accettata e passivamente subita da coloro i quali tutto l'interesse avrebbero a respingerla al mittente e a tornare a chiamare le cose con il loro nome: sfruttamento in luogo di flessibilità, possibilità per il forte di massacrare il debole in luogo di competitività. Tornare a chiamare le cose con il loro nome, ma poi anche rovesciare la grande narrazione dominante che, come un mantra, ci ripete che dal 1989 siamo finalmente tutti liberi.



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Commenti


quello che volevano le aziende lo hanno ottenuto adesso se vogliono pagare meno tasse in un'ambito di progressività facciano pagare le tasse alle aziende che le evadono e che hanno lavoratori in nero perche queste aziende che non solo fanno aumentare la tassazione e e il costo del ma fanno una competizione sleale alle aziende che sono in regola.In merito alla burocrazia è normale che questa deve ridursi a pochissimi adempimenti e che la giustizia sia più celere sempre stando dentro i confini del diritto

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 05.01.17 13:03| 
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di universita possono esserci più di quante ce ne siano perche non conta più il prestigio dell'università ma conta molto averla vicino casa e con il corso di laurea che si preferisce pagando tasse in funzione del reddito.Il numero chiuso non ci sarà mai l'accesso deve essere garantito a tutti ad eccezione di alcuni corsi perche meglio avere cittadini che hanno un minimo di istruzione anche se non completano il corso di studi.Se si pagano le tasse all'università in cui si và i costi non aumentano perche i docenti sono pagati con le tasse degli studenti è un pò come le province possono essercne quante se ne vogliono i costi non aumentano se la tassazione inversa dal cittadino verso-->il centro.Quello che bisogna combattere all'università e la mancanza di meritocrazia applicata dai baroni

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 05.01.17 12:07| 
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Da oggi il profitto diventa giustificato motivo per il licenziamento ?
Caro filosofo professore dipendente pubblico questo vale per le aziende private ma non per le aziende pubbliche,universita comprese.vatti a vedere e spiegaci ad es quante facoltà di enologia ci sono in Italia e quante in francia ,quanto producono i ricercatori italiani e quelli francesi o spagnoli
La scuola è fatta per i cittadini o per creare posti di lavoro non profittevoli,tralasciando inamovibilità e modalità di accesso.

franco selmin, montegrotto terme Commentatore certificato 05.01.17 08:35| 
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le attività no profit o terzo settore ricevono sgravi perche riescono ad impiegare soggetti che hanno disabilità gravi e che in una economia di mercato rimarrebbero soggetti passivi di sola assistenza sociale perche non avrebbero occasioni di lavoroi oppure perche attraverso la vendità dei loro prodotti riescono a finanziare programmi contro la povertà nei paesi che non sono in fase di sviluppo per ex pensiamo alla fame nel biafra oppure perche riescono a fare proditti interamente riciclabili e biologicamente biodegradabili e compatibili con l'ambiente.Questa pronucia della cassazione rappresenta il punto più basso la fine di una fase un passaggiuo di fase dove bisogna risalire la china ericostruire in modo differente le tutele del lavoro.Per ex in passato le piccole aziende non avevano gli ammortizzatori.In procrastinabile una legge antimobbing che c'è in tutta europa perche le vessazioni non distruggono solo persone in particolare quelle capaci prese di mira ma danneggiano anche la produttivitàò oltre che la dignità.Il reddito minomo garantito come misura plurifunzionale in grado di combattere la povertà la precarietà e il lavoro nero e in grado di costruire uguali nastri di partenza per tutti concepita come misura per il reingresso nel mercato del lavoro associati a benefit come aiuti per l'affitto,utenze e bimbi che studiano

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 05.01.17 03:46| 
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a fusaro...sei un chiaccherone

sei uno che si specchia nelle proprie parole per vedersi bello dalla faccia in su
ma sotto sotto sei uno che non ha mai fatto un cavolo, che non ha mai lavorato e men che meno diretto un' azienda
la sentenza non dice quello che dici...ma dice solo che il sistema va rispettato
se parliamo di società di capitali e il capitale deve remunerare altrimenti non sei credibile per il fisco, il problema non è il licenziamento ma il sistema
possibile che tutti i tuoi studi non te lo facciano capire?

parli di cose senza capirle
forse le sai...ma non le capisci
riesci a capire la differenza?

si parla di un licenziamento per profitto e non si parla delle assunzioni per profitto ... i callcenter...dove il profitto è del "capitale" non certo della società civile, visto che le fanno in albania o romania

caro fusaro...è sbagliato poi il concetto di assunzione...ossia che se devo lavorare devo essere sempre dipendente da qualcuno..

oggi potremmo lavorare vendendo direttamente all' utente finale e invece difendiamo il concetto di fabbrica o di datore di lavoro

e quando attacchi un licenziamento per profitto...sotto sotto...,con quelle ridicole parole narcise, stai difendendo la politica della assunzione ovvero del guinzaglio che da sempre il capitale mette al collo del lavoratore

tu però scrivi libri, vedi gente, fai cose....

ma cavolo...hai pure studiato marx...
braccia strappate alla vanga...!!!

PAOLO MADONNA 04.01.17 19:38| 
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Grazie Diego Fusaro: chi difende il lavoro, difende la vita, la democrazia e tutti gli uomini onesti. "O voi ipocriti, falsamente probi che vi prendete gioco di noi, di che cosa vive la vostra politica dal momento in cui vi poneste al governo del mondo? Di guerre, coltellate e assassinii. L'amore, il lavoro e la conoscenza sono le fonti della nostra vita. Dovrebbero anche governarla." Wilhelm Reich

luciano lilli 04.01.17 17:32| 
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IL FINANZIAMENTO DEI VOSTRI PROGETTI/ MEMBRI

Ciao cari lettori
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Grazie

Verena JORDI 04.01.17 17:31| 
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Caro Fusaro,
non so come ci sei arrivato sul Blog di 5S, anzi, credo di capirlo. Comparsate sempre più numerose sui vari talk di La 7, Rai 3,, ecc., profonde discettazioni su concetti che già nel 1975 erano vecchi e superati.
Probabilmente ti invitano perché sei telegenico e, in virtù di tale merito, quello che dici, forse non ha molta importanza.
La tua discettazione ha un profondo buco culturale: non esserti mai sporcato le mani con la vita vera e con l’economia vera.
Se avessi fatto, anche per breve tempo l’ imprenditore che vive di e nel mercato, avresti capito molte cose che invece non ti sono chiare. Il profitto è l’aria che consente alle imprese di respirare.
Senza il profitto, non si fa ricerca e sviluppo, non si fanno investimenti, non si creano posti di lavoro. Le aziende vere muoiono, mentre sopravvivono quelle (no profit) che sono sostenute da finanziamenti o donazioni pubbliche e quindi dalle tasse. Le quali tasse, se sono troppo elevate per sostenere troppi no profit finiscono per ammazzare le imprese che invece il profitto cercano di farlo.
E se queste muoiono, la disoccupazione e la povertà aumentano.
“La neolingua egemonica e manipolante chiama tutto questo "progresso", "cambiamento", "evoluzione". dici tu. Io direi semplicemente che tutto questo si può sintetizzare in “sopravvivenza”.
Quando una persona o un gruppo o un popolo non può più permettersi certi confort, deve rinunciarci o fallire.
Il dilemma è tutto qui.
Io l'ho imparato negli anni 50, quando eravamo molto poveri. Ma già, tu che ne sai?

Domenico ., Roma Commentatore certificato 04.01.17 14:09| 
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A metà degli anni novanta ci fù un colpo di Stato(mani pulite)per abbattere la vecchia leadership costituita da DC-PSI-PRI-PSDI a cui bisogna riconoscere il grande senso dello Stato e grandi capacità che hanno permesso di avere una popolazione con grande sviluppo socio-economico. Dopo tale data i poteri forti hanno avuto il sopravvento con i risultati che tutti noi vediamo. Distruzione della dignità umana. Lo stesso Fusaro parlò di colpo di Stato in una trasmissione televisiva. Il peccato originale di questa situazione socio-economica è questa Europa, da cui bisogna liberarsi al più presto possibile.

paolo d., Pescara Commentatore certificato 04.01.17 10:27| 
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Per la verità tutto ciò era cominciato anche prima del 1989 con lo stratagemma di instillare un senso di colpa nei lavoratori inteso a far apparire la rinuncia progressiva a parti sempre più grandi di dignità come qualcosa di necessario a riequilibrare il mondo della produzione troppo sbilanciato verso le tutele, naturalmente immeritate e immotivate, di cui essi godevano. Ciò ha ammantato di un connotato addirittura etico un'operazione in sé sciagurata e sleale. I padroni sono dei geni del male!
Comunque, complimenti a Fusaro per aver reintrodotto la parola "padronato" nel vocabolario in uso e che era stata sornionamente espunta come un vecchio arnese fuori moda da coloro a cui risultava scomoda in quanto ne dipingeva la reale natura. Se si cominciamo a chiamare le cose con il loro nome si fa già operazione di grande chiarezza.

Cesare R., Pomezia Commentatore certificato 03.01.17 16:05| 
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molto importante é invece l?intermediazione sindacale nel quale i sindacati si attivano per cercare un reimpiego del lavoratore a seguito di una comunicazione dell azienda di cessazione del singolo posto di lavoro:Ad ex puç accadere che quella pressa richieda particolari competenze e sindacati possono trovare un?intesa con l?azienda per far fare un corso di formazione al lavoratore in modo da reinmpiegarlo

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 03.01.17 14:10| 
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non cìentra nulla la cgil ,la casaazione a preso a riferimento l'art 41 della costituzione , l'iniziativa privatà è libera,ma non può svolgerso contro la libertà la dignità la sicurezza.Ad ex c' è un'azienda che licenzia un dipendente per riorganizzazione aziendale.Il giudice và in azienda e chiede di dimostare la riorganizzazione.L'azienda dice devo mettere una pressa più veloce.Ah và bene dice il magistrato.Invece se l'azienda non sà dimostrare la ristrtturazione il giuduce dice ma allora che cosa vuoi?e fa la reintegrazione.Io penso che bisogna costruire le tutelle in modo differenta dal passato cioè proteggere il lavoratore nel mercato e non nel singolo posto di lavoro.Questa pronuncia è la fine di una fase di uno snodo adesso bisogna risalire la china regolamentando in modo differente la legislazione del lavoro

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 03.01.17 13:34| 
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Siamo diventati solo dei numeri,carne da macello ci stanno incanalando in una Matrix del mercato.
Solo qualche anno fa cose del genere non erano nemmeno pensabili adesso li fanno pure.

Fabrizio O., Palermo Commentatore certificato 03.01.17 13:21| 
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a Mattarella, se sei un manager o operaio o impiegato, con simpatia x i 5STELLE fatte conto, l'azienda te pò caccia via dicendo che potrebbe guadagnà de più senza de te . Tu continua a riposare,esendo capo della corte più alta, cosicche i tuoi sottoposti piddini foristi ecc. ecc. ce rompono il sedere

maurizio b., roma Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 03.01.17 13:16| 
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La Cassazione dice giusto riguardo una scappatoia all' articolo 18 che esiste da qualche anno.

Licenziamento può essere solo per giusta causa?
No!
Può essere anche per giustificato motivo!

Notare la similitudine di parole create con lo scopo di salvare capra e cavoli cioè dare la possibilità agli imprenditori di licenziare per giustificato motivo è salvaguardare la giusta causa da sbandierare per non umiliare i sindacati asserviti ai partiti

Giustificato motivo per esempio se io ho 10 operai e compro una macchina automatica che mi rende inutile averne 10 ma mi bastano solo 7 allora 3 li mando a causa non per giusta causa che è la bandiera CGIL e creerebbe problemi di consenso ai partiti ma per giustificato motivo che elude l'articolo 18.
Quindi non lamentatevi con la Cassazione che il demonio viene anche in questo caso dai politici.

Più che di roussous Demis..Fate studiare di più i vostri rappresentanti in Parlamento


Il libero mercato dovrebbe premiare il miglior produttore e questo sarebbe vero in condizioni di mercato uguali per tutte, qui premia chi paga meno tasse, chi inquina di più, chi sfrutta anche la manodopera infantile, chi obbliga a turni interminabili, chi delocalizza dove la manodopera è a costi irrisori. Siamo nella società dell'egoismo dove i valori di civiltà e fratellanza si spengono per lasciare il posto al solo dio che conta l'interesse, il profitto. Si è istillato nelle persone l'idea dell'abbondanza, frutto del consumismo, ognuno vorrebbe di più e una "montagna" di riserve, ci dimentichiamo che per vivere basta l'indispensabile e poco più, che accumulare da una parte genera il vuoto altrove, l'egoismo è patrimonio umano ma va combattuto da ognuno per lasciare un mondo più "giusto". Da da pensare che una corte sentenzi che l'egoismo è "cosa buona e giusta". VERGOGNA!!!!

Walter ., Asti Commentatore certificato 03.01.17 10:25| 
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O.T.:

Kissà se Patty Ghera (e pure li amiky) avrà capito la lezione!

Chi usa informazioni personali e/o nomi di famigliari di chi scrive qui

----- É SOLTANTO UN PEZZO DI MERDA. -----

buon anno!

Elena Commentatore certificato 02.01.2017 ore 20:10

Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 03.01.17 09:37| 
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SONO CONTENTO CHE QUESTA IMPORTANTE SENTENZA NON SIA PASSATA INOSSERVATA . E' L ENNESIMA DIMOSTRAZIONE COME SI STIA ANDANDO VERSO IL LIBERISMO ASSOLUTO, ANCHE QUESTO DI CULTURA EBRAICA, NON DIMENTICHIAMOLO. USARE ,SPREMERE E BUTTARE VIA LE PERSONE COME SE FOSSERO DEGLI OGGETTI, PEGGIO. DOVE E' STATA LA REAZIONE SINDACALE ?.....MI E' SFUGGITA..L HO PERSA, O NON C'E' STATA..?. HO LETTO CHE LA CGIL E' FINANZIATA DA SOROS. LA CISL E' SERVA DELLA CHIESA E DELLA TEORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE, NONCHE' RUFFIANA PER DNA, LA UIL...NON PENSA...VEGETA...BISOGNA RIFONDARE UN SINDACATO E INFORMARE E RESPONSABILIZZARE MOLTI GIOVANI...QUELLI CHE SUL LAVORO SONO DISPOSTI A TUTTO, A RINUNCIARE AI PROPRI DIRITTI, NELLA SPERANZA DI UNA CARRIERA CHE NON FARANNO...A MENO CHE NON RIENTRINO NEGLI SPONSORIZZATI DA PARTITI, PRETI O PARENTI...CIAO..

MERLO DEMETRIO 03.01.17 09:14| 
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Adesso non sò con precisione per quale motivo le aziende al di sotto del 15 non hanno l'art 18 forse perche probabilmente non reggono l'urto di ques'articolo.Però per cercare di diminuire il dualismo piccole aziende-grandi aziende si potrebbe pensare che in caso di rifiuto da parte della piccola azienda di reintegrazione intimata dal magistrato aumentare del 30% l'indennità.In merio al sindacato dovrebbe modernizzarsi non inseguire privilegi di varia natura ,perche è controproducente demonizzare il sindacato che è utile nelle democrazie industrializzate in particiolare per i più deboli.Il sindacato dovrebbe pensare a precari esclusi e non solo a chi un lavoro ce l'ha eliminare le differenze di tassazione fra lavoratori e P IVA se un P IVA guadagna quanto un lavoratore dovrebbe pagare le stesse tasse

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 02.01.17 22:16| 
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È una cosa a mio avviso assolutamente inaccettabile!

Far passare questo principio significa fare un salto all'indietro di 70 anni.

Sono disgustato!

Portiamo con tutta la intensità mediatica possibile al centro del movimento questi temi!
Forniamo soluzioni/speranze per un democratico riequilibrio delle forze in campo nel mondo del lavoro,
per l'inclusione dei giovani,
per la protezione dei deboli,
per la dignità degli onesti lavoratori
per un accesso altrettanto dignitoso ad una meritata pensione
e per una fuoriuscita dal mondo del lavoro in una età accettabile (che tra l'altro fa bene al ricambio generazionale)

Diamo risposte convincenti ed una valanga di gente (gli indecisi, i dubbiosi, i disillusi, quelli che hanno smesso di votare e di credere) ci porterà a cambiare questa volta in meglio la ns amata Italia, la ns Patria.

Forza ragazzi!
Dopo la denuncia ed il disgusto,
passiamo asap a darci un'anima su questi temi.

Via jobact!
Via controriforma del lavoro!
Riscriviamo la legge Fornero!
Estendiamo i diritti, smantelliamo i privilegi!
No a battaglie fra poveri!
Si ed ancora Si a combattere quei poteri forti amanti di quell'ordine nuovo che si muove sotto l'insegna di una involuzione della civiltà conquistata duramente da secoli di battaglie.

Forza ed ancora Forza Ragazzi!!!

Giuseppe S., Bari Commentatore certificato 02.01.17 22:02| 
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La verità è che ci sono/c'erano "classi" tutelate da leggi e da sindacati di ogni colore e sfumatura..


mentre la maggioranza dei lavoratori , alias aziende sotto i 15 dipendenti , p.iva e precari

tutele non ne hanno mai avute ,

il caso del "lavoratore" citato era un dirigente ben pagato ,forse troppo pagato ?


quanti ce ne sono ,di "dirigenti" , nelle partecipate pubbliche
che sarebbe meglio licenziare o demansionare
per rendere più produttiva e meno costosa la Pubblica Amministrazione ?


reddito di cittadinanza
diritti e doveri UGUALI PER TUTTI !!

Fine delle caste politiche
ma anche delle caste burocratiche
ma anche delle caste nelle partecipate
ma anche delle caste nella scuola,sanità,difesa,sicurezza ecc..ecc..

FINE dei privilegi acquisiti ..
con cittadini di serie A
e cittadini di serie B


my 2 cent di Euro (valgono di più perché di rame)


Nello R., Roma Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 02.01.17 17:28| 
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Gli ammortizzatori non li paga lo stato ma i lavoratori attraverso un'assicurazione detratta mensilmente.Se fossero i contribuenti a pagarli dovremmo essere preoccupati perche qualcuno potrebbe tagliarli.Con il job act che stabilisce una prova di tre anni e non di uno il costo degli ammortizzatori è alto ed essendo solo utilizzati come ammortizzatori vengono a mancare risorse come la formazione

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 02.01.17 14:49| 
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Condanno questa sentenza in quanto non riflette le reali esigenze della persona e favorisce il datore
di lavoro. Come si fa ad eliminare una persona se l'azienda fa profitti.Sicuramente avrà anche assunto, sicuramente avrà fatto anche utili, sicuramente avrà inserito anche lavoratori interinali,inesrito numerosi stagisti ed i giudici ancora vogliono fare i Protagonisti aiutando e sostenendo i datori di Lavoro? Che senso ha rovinare Famiglie? Che senso ha caricare lo stato di ammortizzatori Sociali? Cambio di rotta serve urgentemente e nel caso di aziende con utili solo reintegra senza se e senza ma.

walter lamanna, roma Commentatore certificato 02.01.17 14:37| 
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QUELLO CHE IL DOTT. FUSARO DENUNCIA IN QUESTO POST E' SCONVOLGENTE E SICURAMENTE VERO, E' MOLTO DIFFICILE CREDERCI, DOPOTUTTO QUESTO SCHIFOSO SISTEMA LO STANNO GIA' METTENDO IN PRATICA CON LA NOSTRA PREZIOSA E COMPETENTE VIRGINIA RAGGI, SE ANALIZZIAMO IL PERCORSO DI ATTACCO MEDIATICO NEI CONFRONTI DELLA SINDACA VIRGINIA RAGGI E L'INCOMPETENZA CON RISULTATI CATASTROFICI A DANNO DEI CITTADINI DA PARTE DEI POLITICI, E' CIO' CHE IL PROFESSORE FUSARO CI FA PRESENTE, PURTROPPO SEMBRA IMPOSSIBILE UNA CONDOTTA DEL GOVERNO CHE VOLUTAMENTE PORTA DRITTO ALLA FALLIMENTO DEL PAESE, MA E' QUELLO CHE STIAMO VIVENDO.

cosimo calabrese, chiaravalle Commentatore certificato 02.01.17 14:16| 
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Fusaro sicuramente è una persona intelligente e dal grande cuore per i lavoratori ,magari la sua critica non si declina bene.Il job act ha creato un'altro dualismo e chi aveva un contratto con il vecchio art 18 se l'e tenuto questo a finito per irrigidire il mercato del lavoro infatti le cessazioni libere di lavoro sono scese del 27% e questo scarica interamente la flessibilità sui giovani.In merito a straordinari e altre tutele esiste la contrattazione di secondo livello ma questa fortunatamente può svilupparsi nei limiti della costituzione.Per ex possono esistere flessibilità interne aziendali la plurisettimanalità dal lunedì al venerdi.Ad ex quando ci sono alcuni alti della produzione che poi si spengono si può decidere una flessibilità dell'orario di lavoro che oscilla fra le sei e le nove ore giornaliere che esclude il week end e naturalmente le festività natale capodanno le ferie ferragosto l'immacolata concezione,ma lavorare un'ora in più rispetto alle otto ore non è valicare i limiti della costituzione.Esistono anche altre flessibilità come uscire un'ora prima ed entrare un'ora prima oppure uscire un'ora dopo ed entrare un'ora dopo


lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 02.01.17 13:28| 
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Due discutibili concetti declinati in una maniera confusa, richiamano "dubbi socratici", che farebbero rivoltare sulla sedia anche Cacciari il più famoso mentore del "giovane filosofo" Fusaro.
Non occorre dare tanto risalto a questo ragazzo, che già imperversa in tv in ogni talk, pubblicandogli fotine accattivanti e i soliti scritti pseudomarxiani. Ma non eravamo quelli contro il culto della personalità? Allora perché non dare spazio a commenti e commentatori intelligenti e più preparati, che leggiamo pure qua sul blog? Qualcuno che, nel 1989, non avendolo studiato solo sui libri e giornalini, potrebbe dare contributi più illuminanti.

A L., roma Commentatore certificato 02.01.17 12:38| 
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In tempi non sospetti riflettevo, e scrivevo da qualche parte, su questi concetti, specie quando i potenti del capitalismo decisero, con un vero e proprio colpo di stato inter-nazionale, di adottare l’euro e immiserire le masse, appiattendole in una condizione di permanenti bisogno e difficoltà, rendendole impotenti. Ora mi sto piuttosto chiedendo se questo modello è in dirittura d’arrivo, se cioè sta per implodere, o se ci attende un secondo tempo (la ripresa) e la “crescita” di lacrime e sangue per i popoli! Mi torna in mente Marx e la teoria del plus-valore: troppi soggetti si arricchiscono senza sudare entrando nella filiera della produzione e fornitura di prodotti e servizi, mentre quasi un’elemosina viene riconosciuta ai “veri” produttori, cioè alla massa dei lavoratori! Mi torna in mente Proudhon, “La proprietà privata è un furto”, e penso a ciò di cui da molti anni la televisione, i giornali, internet, ci mettono al corrente, cioè una serie impressionante di misfatti, di ruberie ad alto livello, di evasioni fiscali colossali, di fallimenti multimiliardari pilotati, di tangenti maxi e mini e così via dicendo. La domanda è: non sarà che una quantità talmente grande da non poter essere quantificata, una vera e propria “fetta del pianeta”, di capitali, di patrimoni, di proprietà private, è stata conseguita, “messa da parte” illecitamente? La risposta è abbastanza facile: si tratta, nella maggior parte dei casi, di vera e propria “refurtiva”. Allora è pensabile che si arrivi a un nuovo 14 luglio, tutti ad assaltare il palazzo con bastoni e forconi? Non credo proprio, visto che il potere del capitalismo e del profitto è “saldamente” (e non è un caso…) associato al potere politico, militare e dei servizi di sicurezza palesi e occulti. Che Dio ce la mandi buona! Considerato che ogni 31 dicembre si augura un anno migliore ma poi il 31 dicembre successivo tutti non vedono l’ora che se ne vada, l’augurio più valido a tutti è quello di un 2017 in Buona Salute!

roberto astuni 02.01.17 11:39| 
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Bisognerebbe essere messi tutto allo stesso livello
Senza profitto una azienda non campa chiude e basta.

Attilio Disario R dam Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 02.01.17 09:45| 
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Mi spiegate perché non pubblicate i commenti?

Lucio D. Commentatore certificato 02.01.17 08:39| 
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Discussione

Forse se smettessimo di lavorare, e non pensassimo al lavoro in maniera ossessiva, cambierebbe qualcosa? Non si muore di fame si muore dell'incapacità di vedere la cosa in maniera indifferente, però a noi piace stare dove non cresce niente e lamentarci perché non ce niente, e magari proprio vicino a te c'è un bulbo di cipolla che potrebbe sfamarti e renderti felice! Riflettete!!

Lucio D. Commentatore certificato 02.01.17 08:26| 
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le cause di certe rigidità nel mercato del lavoro dipendono da certi datori di lavoro se non fosse per loro alcune rigidità non ci sarebbero è come dire la flessibilità può essere fisiologica nel mercato del lavoro ma non è anìcora completamente applicabile perche l'Italia è un paese immaturo per copa di una parte di datori di lavoro.Questi datori di lavoro immaturi si sistemano con una bella legge contro le vessazioni nel lavoro che esiste in tutta europa dalla Freancia alla Gran Bretagna all'Austria .Quella austriaca è addirittura estensiva perche include le molestie sessuali

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 02.01.17 04:58| 
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O.T.:

me ingenuo! Scusami Beppe! Cagarella docet!

Ci sono arrivato solo ora per capire che tutti son capaci di sventolare il tricolore
pur di incamerare voti e d'ingannare i giovani pivelli
come l'establishment ha fatto negli ultimi decenni!

Saludos.

P.S.: i servizi si scusano con al-Baghdadi per il contrattempo di Sesto San Giovanni!

Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 01.01.17 23:42| 
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se rimettono lo schiavismo, guadagnerebbero ancora di piu'.

carlo 01.01.17 21:49| 
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Ci danno quello che gli permettiamo di darci.......

enricoli 01.01.17 21:02| 
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Discussione

senza il lavoro non c'è la famiglia senza il lavoro non ci sono i contributi per la previdenza per questo bisogna combattere la precarietà.Ad ex per i nati dopo il 96 c'è il sistema contributivo ma il problema non è il contributo ma come saperlo regolare bene.Questo è svantaggioso per chi ha redditi bassi perche i contributi sono bassi.Bisognerebbe fare in modo che a parità di costo del lavoro i contributi dei redditi bassi siani leggermente più alti cioè non rispettare il principio proporzionale reddito contributi.Poi bisognerebbe che ci sia un trattamento previdenziale minimo al di sotto del quale non si può scendere perche nmolti avranno avuto una vita lavorativa troppo discontinua.Infine il rimodellamento del welfare con welfare familiare,asili nido bonus bebe assegni familiari,assistenza ai disabili edilizia popolare reddito minimo garantito e questo è realizzabile nell'ambito delle risorse già utilizzate

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 20:34| 
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..... e comunque ricordiamoci ben bene una cosa.
Il fatto che imprenditori decidano di licenziare, delocalizzare e chi più ne ha più ne metta è grandissima parte imputabile alle scellerate soluzioni che i governi (specie negli ultimi 5-6 anni) hanno adottato.
Sicuramente se le decisioni in campo economico-lavorativo fossero state delle decisioni che guardavano lontano nel futuro non ci saremo poi trovati in queste condizioni.
Il fatto di pensare solo ed unicamente ai propri interessi e di mantenere ben incollato il proprio deretano ad una comoda e ben remunerata poltrona (cosa che sta pure succedendo tutto ora) non poteva, non può e non potrà che continuare ad essere un grandissimo problema per gli interessi di tutti i cittadini italiani.

mario 01.01.17 20:10| 
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Al problema dei diritti del lavoro potrebbero esserci, se si volesse, più soluzioni. Il presupposto fondamentale, senza il quale tutto sarebbe inutile, dovrà essere quello di riportare il LAVORO al centro come VALORE, imprescindibile come collante di qualsiasi società civile. Purtroppo oggi il lavoro è vissuto come mezzo per fare profitto ei lavoratori il mezzo, a qualsiasi condizione, per poterlo conseguire.
Saluti
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 01.01.17 19:47| 
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il problema caro Gianluca non è la flessibilità ma bisognerebbe evitare di utilizzare certe espressioni come non più utile fannullone perche le derive sono pericolse perche a parlare male di fannulloni alla fine si finiscono per colpire quelli che lavorano utilizzare il termine non lavora abbastanza si possono spalancare le porte agli stakanovisti che lavorano anche il sabato la domenica e il natale costringendo gli altri lavoratori a rinunciare al tempo libero oppure usare termine non più utile evoca qualcosaa di disatroso avvenuto nel secolo scorso.Quelli che frodano lo stato facendo timbraree il cartellino ad altri oppure quelli che si assentano ingiustificatamente e in maniera ripetitiva sono cose completamente diverse su cui nessuno ha da ridire o difendere

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 17:58| 
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Fusaro, spesso ti seguo in TV e condivido le tue opinioni che condannano l'Unione Europea e i grandi poteri che affamano i popoli.
Però sono convinto che ogni datore di lavoro abbia il sacrosanto diritto di mandare a casa tutti quei dipendenti che non lavorano bene, che non lavorano abbastanza, che non sono più indispensabili, che gli impediscono di fare abbastanza profitto affinché sia per lui conveniente continuare a tenere in piedi la SUA impresa.
In Italia è (o forse era) troppo difficile se non impossibile licenziare un dipendente che non ti puoi più permettere, e questo comportava il lento ma inesorabile fallimento dell'impresa stessa.
Quindi se adesso ogni imprenditore può finalmente decidere chi tenere in azienda e quanti tenere in azienda al fine di mantenere aperta e funzionante l'azienda, credo che sia solo una buona notizia.
Se fosse applicata anche ai dipendenti pubblici, risolveremmo il problema del debito pubblico e degli interessi sul debito un un attimo, liberando tutte le risorse necessarie al reddito di cittadinanza e agli investimenti pubblici per il rilancio dell'economia manifatturiera in Italia.
Una parte di queste risorse dovrebbero essere ovviamente utilizzate per educazione e ricerca.
Il tutto produrrebbe maggiori posti di lavoro proprio per quei licenziati che se non licenziati avrebbero fatto fallire una marea di imprese che devono essere alleggerite perché possano sopravvivere.

Gianluca C., Rimini Commentatore certificato 01.01.17 17:43| 
 
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In un'economia aperta dove c'è concorrenza il profitto si reinveste non si può mettere sotto il tappeto.Le aziende che non reinvestono l'unica possibilità è il fallimento.Naturalmente l'intermediazione sindacale è utile perche in questo modo le rappresentanze sindacali possono attivarsi per capire se esiste un reimpiego una ricollocazione aziendale del lavoratoreIn genere gli investimenti hanno migliorato le condizioni del lavoro hanno spesso eliminato lavori pesanti pericolosi.Ad ex investire non è solo mettere una tracciatrice che nell'unjtà di tempo fà più pezzi ma anche permettere una maggiore sicurezza.Pensiamo alle opresse dotarte diu cellule fottoemissive utilizzabili anche in altre parti per la sicurezza.Quello che bisognerebbe sviluppare oggi e la strumentazione leggera per il lavoroi in modo da rendere più umano e meno aneliante il lavoro.Pensiamo all'alluminio a scale in alluminio a strumentazione leggera ergonomica e più pratica

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 17:29| 
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Caro Diego preferirei che scrivessi con termini più facili da capire sarò ignorante però tutti questi grandi termine che hai usato.... parla in italiano per favore facci capire meglio quello che cazzo dici DUBBIO SOCRATICO, PANTHEON NEOLIBERISTA, DEEMANCIPAZIONE ,SACRO DOGMA,


ma penso che c'entri poco il profitto forse è più una leggenda metropolitana .Ad ex possono accadere ristrutturazioni a prescindere dal contesto,di crisi, di crescita.Può accadere che un certo tipo di produzione non vada più è in declino oppure può accadere che è meglio eliminare una tracciatrice manuale e mettercene una automatica,non credo c'entri licenziare per mettersi in tasca più profitto

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 16:52| 
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Andatevi a vedere la puntata di Report del 31 ottobre 2016 e capirete perché NOI USATI, non possiamo soffrire la Cina.

Antonio* D., Carrara Commentatore certificato 01.01.17 16:31| 
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complimenti Diego
grande cultura e grande capacita' comunicativa

FABIO B., bologna Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 01.01.17 15:47| 
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L’interpretazione di questa sentenza e molto più semplice, nei suoi contenuti letali. Il dirigente, da sempre, poteva essere licenziato anche per la sola perdita del rapporto fiduciario con la soc. dietro indennizzo, non essendo mai stato protetto del’ex art. 18 La sentenza, di fatto, nega questo unico diritto d’indennizzo, sul quale il dirigente poteva contare in questi casi. Sconcerto a parte , emerge, con tutta la sua forza, il liberismo liberticida del quale siamo diventati ostaggi. Però, dobbiamo riconoscere, per amor di verità, a questa ventata di mundialismo, liberista e liberticida, la nova ventata di enormi libertà, che vado ad elencarvi, che ci ha regalato:
1) LIBERTA’ DI MORIRE DI FAME
2) LIBERTA’ DI MORIRE DI MALATTIA
3) LIBERTA’ TOTALE D’EMARGINAZIONE
4) LIBERTA’ DI D’IGNORANZA
5) LIBERTA’ DI VERGOGNA
6) LIBERTA’ DI NON POTER PIANIFICARE IL PROPRIO FUTURO/FAMIGLA
7) LIBERTA’ DI ESSERE BUTTATI FUORI DI CASA
8) LIBERTA’ DI DORMIRE SOTTO LE STELLE O SOTTO I PONTI (come preferite)
9) LIBERTA’ DI NON POTER CONTARE SULLE ISTITUZIONI
10) LIBERTA’ DI SUICIDARSI NEL MODO CHE PREFERIAMO
Se a voi sembra poco? A me sembra che si siano raggiunti livelli di libertà inimmaginabili, fino a qualche tempo fa. Dovremmo essere tutti grati per questa “evoluzione” liberista, che ci è stata donata, gratuitamente, da quella parte della politica, finanza/bancaria, industriale, tanto illuminata da poterci accecare. Questo è il problema, pensare che certe situazioni, come la malattia, riguardino solo gli altri. Credetemi, non è così. Bisogna provveder a, finché saremo in tempo, ad attivare un pesante ciclo di cure.
Buon 2017 a tutti
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 01.01.17 15:40| 
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altri qui hanno scritto che la sentenza sarebbe cosa buona leggersela.
Provo a fare un sunto di quello che ho capito io (non essendo un tecnico in materia).
Primo grado: licenziamento ok, giustificato da riassetto organizzativo aziendale, senza obbligo di pagamento buona uscita al licenziato.
Appello: licenziamento necessita di giustificazioni più "precise" (non basta il solo assetto organizzativo aziendale, ma servirebbero quanto meno motivazioni di difficoltà economiche), ma buona uscita è diritto del licenziato.
Cassazione: licenziamento ok per "riassetto aziendale" che comporterà minor spesa e quindi diminuzione di costi visto le difficoltà economiche della azienda, buona uscita rimane diritto del licenziato.
Quindi ...... al di la di tutto meno male che chi licenziato si è visto riconoscere le 15 mensilità di buona uscita. Che poi il licenziamento sia stato dovuto a difficoltà economiche derivanti dalla posizione di quadro del licenziato ....... beh questo mi auguro l'azienda lo abbia potuto dimostrare perchè altrimenti diventa veramente avvilente se una azienda può licenziare un proprio dipendente solo perchè calcola che alla fin fine anzichè incrementare di un 20% i propri profitti li vede calare dello stesso valore (seppur mantenendo in utile il ricavo netto a fine anno).
Queste secondo me dovrebbero essere le cose da controllare, su una azienda licenzia deve DIMOSTRARE che lo fa perchè in perdita NETTA non in perdita di utile rispetta ad anno precedente, questo perchè poi ogni persona licenziata "pesa" sulle spalle di TUTTI gli italiani.

mario 01.01.17 15:32| 
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Ahahah!!!

https://www.youtube.com/watch?v=m9HAYSqtSPg

Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 01.01.17 15:28| 
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Un assurdo ritorno al passato ottocentesco, uno sfregio a decenni di lotte sociali, una demolizione dell'identità europea finora basata sulla giustizia sociale e lo Stato sociale. Hanno vinto i cinesi? Peggio, hanno vinto gli americani perché' in Cina si sta superando la logica dello sfruttamento del lavoro.

Adolfo Treggiari, Romai Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che ha donato a Rousseau Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 01.01.17 15:25| 
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GRAZIE DIEGO

che informi ed aiuti a pensare i bimbi del Blok!

Anche a te Prospero Año Nuevo!

Ernesto✰✰✰✰✰ - La Habana 01.01.17 15:24| 
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Proprio così, liberi dal lavoro dipendente, e anche coloro che posseggono una partita IVA ne saranno colpiti, andiamo incontro a una delle rivoluzioni della società tra le peggiori mai esistite: esistono libri di fantascienza e fantasociologia che ne parlano. Un libro mlt divertente e ironico di E. Frank Russel tradotto in italiano (e facente parte dei classici Urania), dal titolo Galassia che vai, descrive la naturale possibile conseguenza: dove non esiste integrazione, sorge integralismo.
La soluzione è la fuga verso altri pianeti, o esopianeti, di gruppi omogenei di persone animate dallo stesso ideale di società: gruppi come gli integralisti islamici, gruppi come i culturisti e narcisisti della cura del corpo (fissati con fitness, diete particolari, naturismo) ecc.ecc.
NON vorrei spoilerare il sorprendente plot, anzi vi invito caldamente a leggerlo.
Ma ripeto È ASSOLUTAMENTE ILLUMINANTE come racconta una delle possibili soluzioni a questa SCIAGURA che il Dottor Fusaro ( che stimi davvero molto) molto efficacemente ci ha descritto in questo post.
Nel frattempo, fino a quando non succederà, forse, quello che viene descritto nel libro di cui ho parlato, abbiamo una sola arma a nostra disposizione.
IL RIFIUTO A PIEGARSI A QUESTO DICTAT SCHIFOSO, ad una piaga tanto feroce quanto indescrivibile.
Ecco, MI RIFIUTO CON TUTTE LE MIE FORZE di accettare supinamente, senza opporre resistenza alcuna, che questo precedente creato dalla Consulta diventi il colpo di grazia, l `arma letale legale per eccellenza di annientamento di massa delle persone che ancora vivono di lavoro legale in questo Paese.
Perché non lanciare una petizione contro questo obbrobrio, e soprattutto, perché non provare a fare controinformazione e far conoscere senza sosta, a tutti i livelli, con tutti i mezzi d informazione, quali terribili conseguenze provocherà questa sciagurata sentenza??

Marilena Pravisani 01.01.17 15:22| 
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mi piace cioè realizzare l'equilibrio fra le parti
Il premio e la retribuzione lo troviamo scritto in costituzione.Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione sufficente ad assicurare un'esistenza libera e dignitosa a se e la sua famiglia.L'articolo specifica anche in relazione alla quantità e qualità del suo lavoro e qui racchiude il premio.Altro articolo interessante è che ognuno deve fare un'attività in base alla sua scelta e la sua possibilità per concorrere al progresso materiale e spirituale del paese.In base alla sua scelta significa il lavoro più in linea con le sue aspirazioni

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 15:09| 
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Buongiorno e buon anno a tutti!
Scusate l’intromissione, ma il problema non può essere ricondotto in semplici opinioni di posizione contrastanti tra loro.
Partiamo da un presupposto: “A chi lavora spetta premio, sia esso operaio che imprenditore”!
Ora, l’operaio vivrà se l’imprenditore non fallirà e l’imprenditore riuscirà a stare sul mercato se l’operaio produrrà.
Questa è la regola fondamentale di un’azienda sana!
In altre parole non può essere salvaguardato solo il diritto del lavoratore sic et simpliciter; occorre che ci sia un giusto rapporto tra diritti e doveri, in un equilibrio che faccia vivere dignitosamente l’operario prestatore d’opera e l’imprenditore che non deve essere messo nelle condizioni di fallire da adempimenti burocratici e farraginosi; allo stesso tempo l’imprenditore non può trasformarsi in uno sfruttatore del fabbisogno del lavoratore!
Occorre, quindi, rivedere le regole sul diritto al lavoro; esse debbono essere chiare, semplici, dove diritti e doveri siano ben definiti per ogni categoria di lavoro!
Il salario o stipendio che sia deve essere suddiviso in tre quote:
1. Stipendio base che deve valere per tutti (uno vale uno) a salvaguardia della dignità;
2. Premio di produzione (a chi è in grado di produrre di più, nella medesima unità di tempo, merita un riconoscimento detto di produzione);
3. Premio di qualità (a chi è in grado di conferire qualità nella produzione merita un riconoscimento per un valore aggiunto al prodotto che può avere sul mercato).
Tutto il resto è noia e demagogia!!!

Guerino D., Spongano Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 01.01.17 14:55| 
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Toc. . . Toc. . .
Riflessione: « Costituzione? Principi fondamentali? … »

La notizia della sentenza della corte di cassazione, pur concernente una causa riferita ad un dirigente, crea un precedente pericolosissimo riguardo, appunto, ai principi fondamentali della nostra Costituzione:
_ Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Omissis
_ Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
_ Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Questa sentenza rischia, in buona sostanza, di essere la chiave di volta per legittimare ulteriori giudizi che, nel prossimo futuro, possono essere pronunciate nel nome del Dio profitto.
Il problema non è chi colpisce ma in nome di cosa.

Malgher 01.01.17 14:54| 
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Di sentenze c'è n'è una anche a Reggio Emilia nel novembre 2016.
Cambio appalto.
Licenziato senza lettera di licenziamento dalla ditta uscente.
Assunto dalla ditta subentrante demansionato, facendo le stesse mansioni che facevo con la ditta uscente, e con perdita di tutti gli scatti di anzianità.
La nuova ditta può usufruire della mia esperienza sull'impianto ma per il giudice è più importante avere il posto di lavoro anche in pejus.
I diritti e la dignita dei lavoratori sono persi.
Bisogna lavorare senza fiatare se no è peggio
Purtroppo

massimiliano livaldi 01.01.17 14:43| 
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Inseguire i paesi emergenti mai ma il problema del cuneo fiscale rimane.La precarietà è frutto di formule flessibili che aggirano il cuneo fiscale.Se il cuneo fiscale fosse più basso e a parità di reddito per l'indeterminato si avrebbe di conseguenza che le formule flessibili costano di più e le aziende le utilizzerebbero solo se necessario quindi si contrasterebbe la precarietà e il lavoro sommerso.I lavoratori flessibili come compensazione potrebbero avere una retribuzione più alta realizzata facendo confluire nel reddito le risorse anziche al cuneo fiscale e queste formule dotate di tutti i diritti del lavoro subordinato incluse le protezioni e il reddito minimo gaeantito

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 14:42| 
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per me sono matti. sono satanisti.

l'altro giorno per fare un regalo di natale sono andato a comperare un metro-laser.
nel negozio ce n'erano di due tipi: uno made in cina e uno fatto in germania, da una nota ditta seria e che sforna prodotti di qualita'. con l'aggiunta che il laser tedesco aveva una garanzia mondiale, mentre quello cinese la garanzia valeva solo nel negozio in cui lo compravo.
e i prezzi non erano neanche tanto distanti, il cinese 40, il tedesco 50.

secondo voi cosa ho comperato?

fai le cose buone, e li' veramente vale la competitivita', e te le comperano. se non le sai fare, non farle. fai qualcos'altro.

le regole del neoliberismo fanno solo il gioco del capitalismo straccione, ignorante, incapace e dilettante. permettendo ad aziende fasulle, che non dovrebbero neanche esistere perche' fanno solo danni, di poter competere con chi e' serio e lavora bene. il tutto sulle spalle dei lavoratori.

l'italia sarebbe anche fortunata, perche' ha delle eccellenze riconosciute e desiderate in tutto il mondo. in svizzera ad es fanno orologi e cioccolata, da noi abbiamo i marmi, oreficeria, abbigliamento, arredamento, cibi, vini, una marea di prodotti che non hanno nessun bisogno di certe regole bastarde per poter essere vendute in tutto il mondo. e l'export dovrebbe essere solo la ciliegina sulla torta. e la torta e' il mercato interno. ma il mercato interno sta in piedi solo se gli italiani hanno soldi in tasca da spendere.

invece, vogliono fare competizione, all'estero, sulle chincaglierie cinesi e le automobili stracotte della fiat.

sono dei fuori di testa. odiosi personaggi che odiano la gente.

carlo 01.01.17 14:23| 
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Ma se qualcuno si fosse preso la briga di leggere la notizia avrebbe capito che si tratta di un'azienda che ha licenziato un dirigente (anche ben pagato) per il quale l'art. 18 non esiste. La sentenza fa si che non gli venga riconosciuta una buonuscita di 15 mensilità. Il licenziamento sarebbe rimasto.



“Sfruttamento in luogo di flessibilità, possibilità per il forte di massacrare il debole in luogo di competitività. Tornare a chiamare le cose con il loro nome, ma poi anche rovesciare la grande narrazione dominante che, come un mantra, ci ripete che dal 1989 siamo finalmente tutti liberi.”
PURTROPPO SONO PIENAMENTE D'ACCORDO, vorrei aggiungere che si dovrebbe sapere, rendere pubbliche immagini , nomi delle persone coinvolte in questa carneficina sociale e ricordarli spesso in modo che vengano riconosciuti da tutti come delinquenti, ed intendo più informazione sulle persone responsabili che non devono apparire come entità eteree irraggiungibili sotto il nome di incarichi istituiti da una fantomatica dirigenza . Questi farabutti che prendono decisioni e posizioni contro le persone rovinando spesso decine di famiglie di poveri salariati vivono in mezzo a noi non sulla luna e sono anche quelli che sudditi tramite mezzi di informazione varia addolciscono queste azioni spregevoli parlandone senza accentuare la gravità di quelle politiche, parlandone come se ci fosse una soluzione imminente e cessando poi quando questa puntualmente non arriva riprendendo altri argomenti più coinvolgenti facendo dimenticare la precedente tragedia, se ogni tanto qualcuno di questi servi e padroni si prendesse uno sputo in faccia mentre ritorna a casa, se i loro conoscenti li additassero come criminali quali sono, che soddisfazione sarebbe!!

Marco Fabbricat, La Spezia Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 01.01.17 14:11| 
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TROPPO VECCHIO PER PENSARE ALL'ESTERO, TROPPO GIOVANE PER TROVARE UNA SOLUZIONE PREVIDENZIALE.
Siamo tanti e risorgeremo.

flavio guglielmetto mugion, Torino Commentatore certificato 01.01.17 14:11| 
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la cassazione ha preso a riferimento l'art 41 della costituzione secondo cui l'iniziativa è libera ma non può essere in contrasto con la dignità la libertà la sicurezza.In pratica prima l'esubero era possibile solo per ristrutturazioni in periodi di crisi adesso anche in periodi crescita,però se il giudice accerta che la causa del licenziamento non è legata a quanto il datore di lavoro ha specificato ne deduce che la causa non c'è e fà la reintegrazione perche l'iniziativa privata non può contrstare con la dignità la libertà la sicurezza.E sbagliato dire che lo fà per profitto perche se l'iniziativa privata secondo la costituzione è libera anche la possibilità di rendere più competitiva la propria azienda.Però se a seguito di un licenziamento cerca di far fare gli straordinari per risparmiare sul costo del lavoro danneggiando il tempo libero degli altri lavoratori la cosa cambia per questo gli straordinari devono costare di più e i sindacati vigilare intervenire e per questo c'era l'intermediazione sindacale prima del licenziamento che è rimasta nella vecchia disciplina.La cassazione con questa sentenza ha praticamente dato il colpo di grazia al dualismo creato dal job act con legislazioni differenti e che scarica interamente la flessibilità sui giovani.Dal momento che la causa del licenziamento non è per causa del lavoratore credo che non interessi molto al lavoratore se trova un'altra collocazione migliore della precedente e che più è in linea con le sue aspirazioni con ciò che vorrebbe fare.Più che altro sono i disciplinari che non vanno bene.Il licenziamento è legittimo solo dopo tre infrazioni disciplinari in un'anno e non si può licenziare un lavoratore per una semplice infrazione.Bisogna riportare la prova ad un 'anno dopodiche scatta l'art 18

lylli lylli (lylli) Commentatore certificato 01.01.17 14:01| 
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C'è ancora troppa gente che ha lo stipendio fisso o la pensione garantita e che crede che un sistema diverso dal partitismo classico possa levarglielo. Invece proprio i partiti classici stanno facendo il vantaggio delle grandi multinazionali e forse sono le multinazionali e le grandi aziende stesse che da un po' di tempo ci governano. Ma, chi più chi meno, siamo tutti consapevoli del dilagante fenomeno del liberalismo nel mondo del lavoro e dello stato con i suoi posti di lavoro pubblico sempre più smantellato. La storia è un saliscendi...quando il popolo tornerà ad essere in povertà allora sentirà di nuovo il bisogno di creare uno stato funzionale in contrapposizione al liberalismo (questo forse già sta accadendo). Francamente spero non si arrivi ad finire in povertà e che anche coloro che hanno un entrata fissa, ora, capiscano che non durerà a lungo e che bisogna cambiare e il M5S è lo strumento per farlo, e spero soprattutto che i vari intellettuali si uniscano e partecipino al Movimento per trovare un sistema intelligente in grado di creare (di nuovo) benessere e stabilità per tutti.

Diego G., Sant'Egidio del monte Albino Commentatore certificato 01.01.17 14:00| 
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« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »
(Articolo 1 della Costituzione italiana)

??????????????????????????????

Giovanni V. 01.01.17 13:58| 
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La gente non si indigna più perhe i loro cervelli sono stati resi piatti dalla macchina mediatica che manipolando le informazioni li ha resi tutti liberi servi.
Non più cittadini ma consumatori anche di se stessi. Il marketing del prodotto si esteso all'individuo.
Ormai è tardi, basta osservare la quantità di commenti.

Daniela C. Commentatore certificato 01.01.17 13:35| 
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da trentanni assistiamo al parossismo capitalistico in tutti i settori del quotidiano si ritorni a dare dignita'ai lavoratori ed al lavoro.

sergio boscariol 01.01.17 13:19| 
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Lo hoscritto piu volte qui nel blog e qualcuno , sotto scrive cose in tal senso , le sintetizzo affinche' si capisca che e' un equilibrio politico che va ricercato partendo da punti fermi .
a) le aziende si fanno con i soldi per fare i soldi
b)lo stato deve fare regole affinche le aziende facciano soldi e paghino le tasse .

La scelta differente e' l econimia statale pianificata , ma non funziona .

Licenziare deve essere una scelta legittima resa non conveniente dalle regole .

Se le regole sono stupide e demagogiche le aziende muiono , o se ne vanno .

La vita e' un gioco dove non puoi vincere, ne' pareggiare e non puoi neanche uscirne , in economia invece si puo ' pareggiare.

Aldo Masotti, Verona Commentatore certificato 01.01.17 12:54| 
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Caro Fusaro, ti seguo e ti stimo, ma il licenziamento in se non è il problema, casomai la protezione del lavoratore licenziato per una causa di economia di gestione.
Se il lavoratore licenziato, illico et immediate viene posto in condizione di fare un altro lavoro o comunque adeguatamente protetto, il problema non esiste.
Naturalmente la "causa economica" deve essere dimostrata.
Non si può condannare una impresa a mantenere posti di lavoro in assenza di adeguato fatturato, né si può permettere uno sfruttamento tipo Almaviva.
In questo caso alla faccia dell'Europa, si dovrebbero costringere gli Enti di Stato (Eni ecc ecc) a disdire i contratti con tale società, riproteggendo così i lavoratori licenziati.

Tutto ciò sempre che il lavoratore non sia stato licenziato per causa sua (furto, spionaggio distruzione di mezzi ecc ecc) fatto inerente alla magistratura penale e non alla magistratura del lavoro.
Cordiali saluti

Francisco Baston 01.01.17 12:52| 
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Mah, a me pareva che 'sta cosa esistesse da sempre e invece è iniziata ora: non mi ero mai accorto di essere più avanti di 'sto filosofo

speriamo bene Commentatore certificato 01.01.17 12:40| 
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fuori a chi spreca. ci saranno migliaia di licenziamenti dove gli stipendi e i benefici accessori costano troppo alla collettivita.

fiorenzo zavattaro, gambasca Commentatore certificato 01.01.17 12:34| 
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Grazie Fusaro, avevo già sentito la notizia insieme ai licenziamenti di Almaviva . Una tragedia annunciata e prevedibile, purtroppo .
Sei di Torino, negli anni 70/75 ,il re d'Italia Giovanni Agnelli dopo aver succhiato le mammelle dello Stato ,fino allo stremo , portato a Torino migliaia di operai sradicandoli dalle campagne sfruttandoli fino all'osso , ha iniziato il processo della delocalizzazione.
Torino in quel periodo riduce la popolazione di 300 mila abitanti!
Il profitto a tutti costi e ipercompetizione sleale , un vero flagello
Buon anno

Amalia Francesca riso 01.01.17 12:30| 
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bene ...allora via mega stipendi e privilegi ...lo stato ..noi ....ha bisogno di fare piu profitto o spendere meno ..quindi possiamo iniziare dal pdr pure quello emerito ..a cascata

FABRIZIO P., PARMA Commentatore certificato Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza 01.01.17 12:29| 
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DEMAGOGIA TIPO CGIL DEL NOVECENTO
Per me, il problema è: gl’imprenditori devono esistere in una società moderna? Si tolga la possibilità di licenziare il dipendente dell’imprenditore e facciamo fallire gl’imprenditori. Devono esistere? Allora si dia all’imprenditore ampia possibilità di gestire il suo patrimonio e la sua attività. La demagogia sinistrorsa può essere un’arma letale nella presente società super tecnologica.

Giuseppe C. Budetta 01.01.17 11:41| 
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Beppe, nel suo discorso, ha citato Watzlawick che propone il gioco nel quale con 4 linee rette fatte senza staccarsi dal foglio bisogna toccare i 9 punti disposti come sopra (questo è il problema). Provate! .... Se ci siete riusciti allora vuol dire che siete riusciti ad uscire dal sistema, dagli schemi (soluzione). Diego ti sono grato per avermi/ci avvicinato a comprendere il problema ma, forse forse, la soluzione dista ancora tanto quanto il dito puntato dista dalla luna. Forse forse gli schemi limitanti hanno origine dal diffuso quanto inconsapevole adultocetrismo. Ogni bene

manu t., verona Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee 01.01.17 11:24| 
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Lavoratori !!!!! Pubblici e privati, mi raccomando alle prossime elezioni Votate! Votate! PD, Forza Italia, Lega, NCD, Fratelli d'Italia e compagnia bella ! Facciamoci fregare per l'ennesima volta!!!!

stefano frigerio, brugherio Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 01.01.17 11:19| 
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W il jobs act! Votate pd cari operai!

Andrea Zanella, Pedavena Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee 01.01.17 11:13| 
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Zero commenti perché siamo tutti senza parole di fronte a questo illuminante post di Fusaro?
Vogliamo davvero che il dio denaro vinca su tutto? Qua ci vorrebbe un "nuovo" Mosè che prende a calci i portatori di questo "vecchio" idolo.
Grazie Diego e auguri a tutti per un 2017 di speranza!

Luca P. Commentatore certificato Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 Commentatore che ha donato a Rousseau 01.01.17 10:31| 
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