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Vignetta di: Massimo Ciotoli

Agostino Saccà direttore di Rai Fiction, quindi nostro dipendente pagato con soldi pubblici, ha vietato la messa in onda del film “Giovanni Falcone” in cui compariva anche il giudice Paolo Borsellino.
Il programma doveva andare in onda il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, prima delle elezioni siciliane, ma Saccà non vuole che sia diffuso per la par condicio, per non favorire Rita Borsellino candidata alla presidenza regionale.
Al posto di “Giovanni Falcone” Saccà manderà in onda un giallo ambientato in Marocco: “La moglie cinese”.
Saccà sta applicando la mafia condicio.
In Sicilia, fino alle elezioni, deve essere però proibita la saga del “Padrino” di Marlon Brando in televisione e ritirato dai cinema “Il fantasma di Corleone” di Amenta.
La mafia condicio deve essere portata fino in fondo, anche gli altri candidati non devono godere di alcun vantaggio.

Pubblico una lettera di Stefania che mi scrive dalla Sicilia.

“Caro Beppe,
tra pochi giorni in Sicilia, si voterà per eleggere i deputati del Parlamento Regionale.
Sai Beppe, sui muri delle città siciliane in questi giorni, campeggiano (spesso abusivamente) manifesti elettorali strappa lacrime, con frasi da bacio perugina rancido.
Ad un tratto tutti hanno idee nuove, la Sicilia nel cuore, un grande futuro ci attende, giovani orgogliosi di essere siciliani, ripartiamo dal sud, un grande progetto…
Bene, io mi chiedo una sola cosa: ma prima dove eravate?
Queste frasi e queste belle idee diverse vengono da gente che dentro i palazzi della politica regionale ci “bruca” da anni e vedere che, dopo aver passato a nostre spese in quegli uffici cinque anni, sia loro finalmente venuta in mente “un’idea diversa”, mi riempie il cuore di gioia …

Beppe, immagina di essere il presidente di una società con 90 dirigenti costosissimi che passano le giornate a farsi i fatti loro e litigare per l’ufficio più bello. Nel frattempo la tua società va in fallimento, ma loro sono sempre stati strapagati. Allo scadere del contratto ti dicono che “ti amano” che “hanno un’idea diversa”. Dimmi una cosa, li riassumi?? In Sicilia, si!
Beppe, temo che riassumeremo la gente che ci ha portati al fallimento e che lì vuole tenerci.E quando dico fallimento, non parlo solo dei debiti e dell’allegra gestione della Regione, parlo di un concetto molto più ampio e radicato, lo chiamerei … il “complesso del cardellino“.
Mi spiego: immagina un nido con un cardellino affamato che aspetta di essere nutrito dalla premurosa mamma … scena tenera, eh? Se non fosse che quel cardellino è in età pensionabile.
Siamo un popolo abituato ad aspettare l’aiuto dalla Regione o dal sedicente politicante, un popolo tenuto per le palle. Andiamo avanti non a programmi, ma a promesse. Ti stupirai, ma qui la gente crede ancora alla promesse di un politico… La gente qui ti vota per un buono benzina, per un pacco di pasta o per 50 euro.Più volte, mi sono chiesta il perchè. Ignoranza? Forse. Disperazione? Forse. Cretinaggine? Mah, non credo.
E’ piuttosto un mix di povertà e di insano opportunismo.
E’ la povertà dei furbi, di quelli col sussidio di disoccupazione e il lavoro in nero, di quelli che non trovano lavoro perchè non vogliono lavorare, di quelli per cui “lo Stato è assente e non mi dà la casa, il lavoro e l’assistenza”, di quelli che, pur di non far nulla, bussano alle porte dei politici per avere qualche briciola.
Non considerando il fatto che quella briciola -che sia un lavoro, un precariato, un appaltino, un raccomandazione o altro- la sta pagando carissima e la sta facendo pagare anche a noi.
Quando i nostri politici assumono 18.000 precari in un giorno (fatto recentemente avvenuto) i soldi non provengono dalle loro tasche, quei soldi vengono tolti allo sviluppo, ai servizi, alla sanità e alle infrastrutture dell’intera Sicilia.
Finché esisteranno persone che non rinunciano all’elemosina e al ricatto dei politici, questi signori avranno vita facile. E vinceranno le elezioni passeggiando e abbracciando e baciando gli elettori.
L’aspetto strano di questa faccenda della promessa è che al siciliano doc le parole “rispetto”, “dignità”, ” onore”, da sempre fanno vibrare le corde: “mancare di rispetto” qui è un peccato capitale, siamo fieri per nascita.
Almeno così credevo.
Questo mollusco con la mano tesa e lo sguardo da ruffiano pronto a vendere il futuro suo e il mio per 30 danari, non è il siciliano doc e non merita comprensione..E’ la zavorra, è il freno a mano del nostro futuro. Le persone come lui formano quel prezioso “allevamento di voti” che non ci permette di mandare a casa la gente che ama vederci sottosviluppati e ricattabili.

Caro Beppe, potrei citarti migliaia di casi di promesse non mantenute dai politici e di gente imbestialita: lo so io e lo sanno quelli che ancora ci credono. Io chiedo loro solo una cosa. Prima di dare un consenso, vi prego: cercate di capire chi avete davanti. Chi vi promette facili favori, non vi ama e non vi darà nulla. Non lo dico io, lo dice la loro storia: basta dimostrarvi chi sono.
Caro Beppe, a te e a coloro che leggono chiedo di aiutare questa gente a capire..Esiste un sito che in maniera molto semplice fa un bilancio dello scempio che coloro che oggi ci chiedono il voto hanno fatto negli ultimi cinque anni di governo regionale. Gente priva di scrupoli che si arricchisce sulle nostre sventure.

Prima di votare, bisogna assolutamente leggere le notizie di questo sito:
www.disonorevoli.it

Grazie di cuore.”
Stefania.