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Il futuro è fatto di auto che si guidano da sole, di sistemi di vehicle sharing che assicurano sostenibilità e vivibilità alla vita in città. Sentiamo parlare continuamente di auto a guida autonoma, tutti ne vorrebbero una e in molti si chiedono quando questa tecnologia sarà a disposizione di tutti.

Ma c’è qualcosa che ancora manca.

La mobilità dipenderà anche dal livello di accuratezza e precisione delle mappe messe a disposizione dei guidatori. É ormai innegabile che il futuro sarà fatto di sistemi intelligenti che ci libereranno da una serie di mansioni ripetitive. Tra queste c’è la guida.

Ma sarà solo l’inizio.

I sistemi che abbiamo di fronte sono fatti di modelli diversi, integrati l’uno con l’altro. Non più un solo mezzo di trasporto come unica opzione percorribile, ma più opportunità di scelta per coprire lo stesso tragitto. L’importante sarà “spostarsi” il più comodamente possibile, passando da un sistema di trasporto all’altro con semplicità.

Tutto questo cambierà totalmente il panorama delle città. Più spazio per la vita quotidiana e le relazioni. Il traffico potrà essere un ricordo, grazie alle informazioni sempre più dettagliate e in tempo reale sulla viabilità.

Questo è il vero tasto dolente.

Nell’era dell’informazione, sono proprio queste ancora a non essere pienamente disponibili. Informazioni veloci e al servizio degli utenti.

In questo gioca un ruolo fondamentale la mappatura.

Sarà il direttore d’orchestra della città, istruirà su flussi e dinamiche. Questo aiuterà ancor di più le grandi metropoli.

Quello che serve è un sistema aperto e a disposizione di tutti i cittadini e privati. Quest’ultimi avranno il compito di sviluppare servizi e applicazioni aggiuntive.

La creazione di un mercato aperto si basa sulla filosofia dell’importanza e dell’influenza dei servizi basati sulla comunità. Quindi è ovvio guardare ad una più profonda integrazione dei servizi dei veicoli connessi.

E sarà solo l’inizio.

Sfruttando le immagini, i dati forniti dai satelliti integrati con le informazioni derivanti dalle community offriranno possibilità infinite. Le nuove soluzioni tecnologiche consentiranno di avere un’anteprima dei percorsi stradali, permettendo di adeguare la strategia di guida e di riconoscere tempestivamente i punti pericolosi dietro una collina o in prossimità di un ingorgo stradale, e rallentare automaticamente con sufficiente anticipo la velocità del veicolo, riducendo notevolmente il rischio di tamponamenti. Inoltre, un comportamento di guida più fluida si tradurrà necessariamente in un maggiore comfort a bordo e migliori consumi del veicolo. I sistemi intelligenti e di apprendimento automatico, trasformeranno i dati in mappe con centinaia di attributi, tra cui indirizzi, segnaletica stradale, restrizioni di svolta e vie alternative, oppure segnaleranno i limiti di peso e di altezza delle strade, solo per fornire qualche esempio.

Tra pochi anni i veicoli, privati e pubblici, saranno iper-connessi non soltanto con la casa madre per avere tutte le informazioni che possono essere distribuite (utilizzo della macchina, manutenzione predittiva, danni e assicurazione), ma dovranno essere connessi all’ambiente circostante. I sensori e le mappe digitali troveranno il parcheggio (e parcheggeranno), l’auto rallenterà in presenza di lavori pubblici, i semafori reagiranno in base ai flussi del traffico. I veicoli smart saranno anche auto più sostenibili non solo nei consumi.

Un tempo si doveva essere tutti sul posto di lavoro a un’ora stabilta o andare in vacanza in una determinata settimana. Oggi le tecnologie potrebbero consigliarci quando recarci al lavoro per evitare il traffico o dove andare la domenica con i mezzi pubblici meno affollati.

Le auto del futuro, non solo saranno a guida autonoma, ma forse svolgeranno anche il compito che oggi è occupato dai vigili urbani, dalla municipale e perché no, dalla segnaletica stradale, che probabilmente domani sarà solo digitale. Le strade devono essere una rete su cui circolano nuovi modelli di veicoli per la sicurezza pubblica, dei veri e propri hub digitali, connessi in rete, dotati di dispositivi smart in grado di intervenire sul posto e da lì coordinare tutti gli altri interventi grazie proprio alla condivisione in tempo reale di video e informazioni con gli altri centri operativi.

Ora serve uno sforzo per la mappatura del sistema stradale, sforzo che solo lo Stato può fare; questo creerà un servizio per tutta la comunità e cambierà totalmente il modello di città del futuro.

Proprio dai servizi pubblici, dai trasporti alla sicurezza, passando per le utilities, le amministrazioni cittadine possono partire per realizzare la trasformazione digitale del tessuto urbano, focalizzandosi da subito sui big data e la condivisione in tempo reale delle informazioni.

In gioco c’è non solo la qualità della vita dei cittadini in un contesto metropolitano, ma la sicurezza fisica e virtuale delle infrastrutture, la salute dell’ambiente, la crescita e la competitività delle imprese e di un’intera città.