Il reddito di cittadinanza

Uno degli obiettivi del M5S è “Nessuno deve rimanere indietro”. E’ inaccettabile che una persona venga abbandonata a sé stessa dallo Stato perché perde il la-voro, magari dopo aver pagato tasse e contributi di ogni genere per anni o per-ché il lavoro non si trova.
E’ necessario anche in Italia un provvedimento per tutelare le persone in diffi-coltà: questo provvedimento si chiama Reddito di Cittadinanza.
Questa misura esiste già in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea tranne che in Italia e in Grecia. Non è pensabile che una misura di tutela e di riattiva-zione del sistema economico manchi nell’Italia del 2017!
Il M5S è riuscito dopo un anno e mezzo di battaglie parlamentari a portarlo in discussione in Commissione Lavoro, al Senato. Il passo successivo sarà la di-scussione in aula parlamentare. I soldi per la copertura dell’iniziativa ci sono. Nessuno deve rimanere indietro.
Ecco alcune delle domande e risposte!

espandi/chiudi tutti

Il reddito per un nucleo familiare composto da una persona, che non percepisce alcun reddito è di 780 euro netti al mese (9.360 euro all’anno).
Nel caso in cui il beneficiario percepisca già un reddito, gli spetta la differenza tra 780 euro al mese e il reddito mensile già percepito. Ad esempio, se il beneficiario ha già un reddito di 400 euro al mese, avrà diritto ad una integrazione di altri 380 euro al mese.
Quando il nucleo familiare è composto da più di una persona, il reddito di cittadinanza viene calcolato in funzione del numero di persone che compongono la famiglia e del numero di minori presenti nel nucleo (Il reddito di cittadinanza è calcolato come differenza tra il valore della soglia di povertà e il reddito familiare complessivo).
Esempi: Un nucleo familiare composto da 1 persona ha diritto a percepire un reddito di 780 euro; Un nucleo familiare composto da 2 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.014 euro ed un massimo di 1.170 euro; Un nucleo familiare composto da 3 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.248 ed un massimo di 1.560 euro; Un nucleo familiare composto da 4 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 ed un massimo di 1.950 euro, ecc.
Il reddito viene dato alla singola persona ma è calcolato in base ai componenti del nucleo familiare.
Il reddito di cittadinanza non è pignorabile. Facciamo un esempio: nel caso in cui una famiglia sia in difficoltà a causa della crisi economica, il reddito di cittadinanza verrà garantito anche in presenza di debiti arretrati.
Il reddito di cittadinanza, inoltre, non è soggetto a tasse.
Il beneficiario dovrà essere cittadino italiano, cittadino comunitario o proveniente da un Paese che ha firmato un trattato con l’Italia per garantire diritti sulla sicurezza so-ciale, avere più di 18 anni, essere inoccupato o disoccupato, percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.
È l’indicatore ufficiale di povertà dell’Unione europea, di valore pari ai 6/10 del reddito mediano equivalente familiare, quantificato per la persona singola nell’anno 2014 in 9.360 euro annui e 780 euro mensili. La misura è quindi riferita al valore mediano del reddito che in Italia è stato fissato nel 2013 da Eurostat in 15.514 euro
Il reddito mediano rappresenta la linea di reddito raggiunta dalla metà delle famiglie italiane. L’indicatore ufficiale di povertà considera a rischio di povertà la persona che non raggiunge 9.360 euro all’anno (780 euro al mese), ovvero, che non percepisce almeno sei decimi di 15.514 euro (Eurostat).
Per calcolare questa soglia anche per il nucleo familiare con più componenti si fa riferimento alla cosiddetta “scala di equivalenza modificato OCSE” ossia ad una serie di coefficienti riconosciuti a livello internazionale utili a commisurare la soglia di povertà per ogni nucleo familiare secondo la propria composizione (Consultare Allegato 1).
Anche i lavoratori autonomi, i precari e coloro i quali percepiscono un reddito complessivo al di sotto della soglia di povertà possono ricevere il reddito di cittadinanza.
Il reddito di cittadinanza non è una forma di assistenza sociale passiva, è invece esattamente l’opposto: si tratta di una forma di protezione sociale collegata direttamente al lavoro che impone obblighi precisi per il beneficiario.
Chi riceve il reddito deve:
  • Rendersi disponibile a lavorare e iscriversi presso i Centri per l’Impiego pubblici ovvero gli uffici della pubblica amministrazione che gestiscono il mercato del lavoro livello locale.
    Le madri o, in alternativa, i padri con figli minori di 3 anni, i disabili ed i pensionati sono esonerati da tale obbligo;
  • Iniziare, quando sia necessario, un percorso di formazione o di riqualificazione nonché iniziare un percorso di ricerca attiva di lavoro, accompagnato dagli operatori dei Servizi per l’impiego. Gli operatori si occuperanno di effettuare uno o più colloqui finalizzati alla certificazione delle competenze acquisite in ambito formale, non formale e informale, oltre che a rilevare gli interessi, le propensioni e le attitudini del beneficiario. Ciò al fine di consentire all’operatore un aiuto alla ricerca del lavoro quanto più possibile affine alle competenze del lavoratore;
  • Dimostrare di essersi attivato nella ricerca di lavoro(visite periodiche presso i Centri per l’impiego, frequentare corsi di formazione e di riqualificazione coerenti con le attitudini, gli interessi del lavoratore e orientati verso i settori in cui è maggiore la richiesta di lavoro qualificato, anche in base al territorio di appartenenza); *(A tal proposito nel disegno di legge vi è l’istituzione dell’Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche sociali, che avrà il compito di analizzare l'evoluzione del mercato dell'occupazione e delle politiche sociali, con particolare riferimento ai settori d'attività interessati al completamento della domanda di lavoro);
  • Offrire un piccolo contributo a favore della collettività, in funzione delle proprie competenze, in progetti sociali organizzati dal suo Comune non superiore a 8 ore settimanali. I pensionati ed i disabili sono esonerati da questo obbligo;
  • Comunicaretempestivamente qualsiasi modifica di variazione del reddito al Centro per l’Impiego. * La proposta di legge prevede un sistema misto pubblico/privato in cui i servizi pubblici per l’impiego hanno funzione centrale e di coordinamento. Le agenzie per il lavoro private dovranno obbligatoriamente comunicare ai servizi pubblici per l’impiego i dati in loro possesso e i posti vacanti in modo che l’incrocio della do-manda e dell’offerta di lavoro possa avvenire anche online utilizzando un sistema informativo unico. Ciò consentirà al chi cerca lavoro di poter selezionare e rispondere alle offerte anche con l’uso di un telefono cellulare.
Il reddito di cittadinanza si perde quando il beneficiario:
  • Riesce a percepire un reddito superiore alla soglia di povertà;
  • Non adempie agli obblighi previsti;
  • Rifiuta più di tre proposte di lavoro;
  • Si licenzia senza giusta causa dal lavoro per due volte in un anno.
Il nostro reddito di cittadinanza è destinato a quelle persone che ne hanno più bisogno. In questo modo, non solo si va a ridurre il rischio di povertà ma si alimentano, in misura ben maggiore, i consumi e con essi, i profitti delle aziende. Aziende che, grazie alla ripresa delle proprie vendite, potranno assumere lavoratori. E’ proprio per questo che sosteniamo che il nostro reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra finanziaria che dà il via ad un circolo virtuoso per imprese e lavoratori.
Inoltre, il reddito di cittadinanza prevede anche incentivi e benefici per le aziende, i lavoratori e per creare impresa. Tra questi:
  • Incentivi per le aziende che assumono beneficiari del reddito di cit-tadinanza;
  • Istituzioni presso i centri impiego di laboratori per la creazione di nuove imprese;
  • Concessione di beni demaniali per le start up innovative
  • Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recu-pero agricolo;
  • Maggiori opportunità lavorative grazie alla crescita della domanda conseguente al maggior reddito disponibile;
  • Pagina web personale e dedicata al cittadino per l'assistenza nella ricerca di lavoro.
Il reddito di cittadinanza rappresenta un’ancora di salvezza per chi non ha a dispo-sizione un reddito familiare per salvaguardare la propria esistenza e la propria di-gnità ed offre la possibilità di rifiutare lavori non regolari e sottopagati e cadere in mano alle organizzazioni criminali in particolare al Sud.
Il reddito di cittadinanza prevede anche l’innalzamento della retribuzione media. Nel disegno di legge sul reddito di cittadinanza è contenuto il cosiddetto SMO (Salario Minimo Orario) fissato in nove euro lordi l’ora. Con l’istituzione del Salario Minimo Orario nessuno potrà più sottopagare i lavoratori.
Inoltre, il beneficiario del reddito di cittadinanza deve rispettare obblighi precisi, tra cui accettare di essere accompagnato dallo Stato nella ricerca e nel reinserimento nel mondo del lavoro non potendo rifiutare più di 3 proposte. Nel caso in cui il beneficiario rifiutasse la 3° proposta di lavoro, perderebbe il diritto al sostegno economico.
Per determinare il costo del reddito, intesso come sostegno economico, abbiamo fatto riferimento alle indicazioni del rapporto ISTAT 2014 sulla situazione del Paese che, prendendo come riferimento la linea di povertà, ha individuato il numero di beneficiari in circa 9 milioni, ovvero, 2.759 famiglie. Tra queste ultime, 389 mila famiglie, avrebbero un reddito pari a 0 euro o quasi, mentre la restante parte avrebbe diritto a una integrazione del proprio reddito (Consulta TABELLA 1).

Esempi pratici

Famiglia con 1 figlio maggiorenne a carico: Immaginiamo che entrambi i genitori hanno perso il lavoro e non ricevono alcun aiuto economico e che hanno un figlio maggiorenne a carico, anche esso privo di occupazione, con il reddito di cittadinanza questa famiglia avrebbe diritto ad un aiuto economico di 1.560 euro al mese per un totale annuo di 18.720 euro (pagamento integrale del reddito).

Coppia di pensionati: Immaginiamo che una coppia di pensionati percepisca 400 euro al mese ciascuno. Con il reddito di cittadinanza anziché percepire 800 euro al mese, percepirebbero 1.170 euro, per un totale annuo di 4.440 euro (Pagamento parziale del reddito mediante integrazione).
La nostra proposta prevede un costo, per il primo anno, di quasi 17 miliardi di euro (16.961 milioni di euro) di cui 14,9 miliardi da destinare al sostegno economico e 2,1 miliardi per incrementare il fondo per l’abitazione, per rafforzare i Centri per l’Impiego e per la creazione di nuova impresa e di start up innovative. Il costo del reddito tende a diminuire di anno in anno.
Il costo del reddito di cittadinanza rappresenta solo l'1% del PIL nazionale. Inoltre, il reddito di cittadinanza essendo anche una manovra finanziaria aiuterebbe ad aumentare i consumi delle famiglie, ad aumentare la domanda interna (dal 4% al 22%), ad aumentare i ricavi delle piccole e medie imprese, nonché ad aumentare la domanda di lavoro di personale qualificato diretto a salvaguardare le eccellenze produttive del nostro Paese. Lo Stato, dunque, a fronte di un costo pari al 1% del PIL e del 2% della spesa pubblica, beneficerebbe di maggiori entrate sia indirette (come l'IVA) che dirette (come i contributi sociali e trattenute in busta paga), oltre che all'aumento del PIL stesso che porterebbe anche ad una diminuzione del debito interno. Insomma, si genererebbe un vero e proprio circolo virtuoso anche a favore dello Stato.
Le coperture ci sono e sono consultabili nel dettaglio nell’apposita sezione “coperture” del sito. Il reddito di cittadinanza può diventare realtà, dipende solo dalla volontà che ha la politica a farlo.
Partiamo dal fatto che la nostra proposta sul reddito di cittadinanza prevede il raf-forzamento dei Centri per l'impiego e che saranno proprio questi a ricevere le do-mande di richiesta. I cittadini, quindi, che faranno domanda per il reddito, dovranno portare diversa documentazione che attesti i propri redditi percepiti nell'ultimo anno (un'autodichiarazione che attesti i redditi percepiti negli ultimi 12 mesi nonché copia della dichiarazione ISEE legata soltanto al reddito). Inoltre, abbiamo previsto che i Centri per l'impiego vengano collegati, attraverso una struttura informatica centralizzata, non solo con i Ministeri ma anche con l’Agenzia dell’Entrate, in modo tale di poter fare tutti i controlli necessari per accertare che il beneficiario del reddito abbia tutti i requisiti previsti dalla legge, evitando quindi qualsiasi tipo di abuso o vantaggio personale.
Il reddito di cittadinanza verrà rivalutato di anno in anno, secondo l’indice generale di variazione delle retribuzioni orarie contrattuali.
Certo, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ad eccezione di Grecia ed Italia, sono presenti forme di tutela assimilabili al reddito di cittadinanza, la Grecia sta già provvedendo ad inserire nel proprio ordinamento una misura di sostegno al reddito, l’Italia è l’unico Paese europeo a non essersi ancora attivato per far entrare nel sistema welfare interno il reddito di cittadinanza.

Esempi:

Belgio: con il MINIMAX, una forma di integrazione reddituale legata alla disponibili-tà del soggetto a lavorare, corrispondente a 644 euro al mese per individuo solo senza reddito, con assegni familiari forniti in aggiunta.

Austria: con il SOZIALHILFE vengono garantiti aiuti per affitto elettricità e cibo oltre all’assegno monetario che varia da 420 a 542 euro al mese per individuo solo.

Germania: con SOZIALHILFE previsto per i cittadini dai 16 ai 65 anni (dopo entra in campo il sistema di pensioni minime), viene garantita un'integrazione al reddito pari a 345 euro per individuo con in più una indennità integrativa per la copertura totale dei costi per l’affitto ed il riscaldamento, senza limiti temporali.

Olanda: con il BIJSTAND oltre all’integrazione reddituale pari a 588 euro per individuo solo senza reddito con ulteriore integrazione di 235 euro da parte delle municipalità per singoli e genitori soli. Sono previsti aiuti per il materiale scolastico il cibo ed i trasporti.

Francia: con REVENUE MINIMUM D’INSERTION è previsto un sussidio pari a 441 euro per individuo solo senza reddito. I beneficiari hanno diritto a indennità per la casa e a servizi di copertura sanitaria per malattia e maternità.

Danimarca: con il STARTHJAELP vi è un sussidio pari a 1.201 euro per individuo solo senza reddito, in più è prevista l’indennità per la casa e la partecipazione in spese di salute fuori dai servizi sanitari gratuiti, farmaci e dentista.

Regno Unito: vi sono varie forme di reddito di cittadinanza, ad esempio con l’INCOME SUPPORT vi è un sussidio attivo per i maggiori di 18 anni, che varia dai 330 euro ai 420 euro per individuo solo, in aggiunta l’indennità perla casa, il dentista gratuito, medicinali gratuiti e voucher per acquisto di beni.

Seguici