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Alitalia non è messa molto bene, e non da oggi, come sappiamo, ma ora che il nostro dipendente Maroni ne ha messo a fuoco le cause possiamo avere più fiducia per il futuro della compagnia di bandiera.

Dice il dipendente Maroni: “A distruggerne il patrimonio hanno contribuito le regole sulla concorrenza che hanno favorito l’ingresso delle low cost. Con il risultato che, mentre Air France e Lufthansa hanno dal 75% all’80% del loro mercato interno, Alitalia arriva a fatica al 50%, nonostante il maggiore azionista sia lo Stato”.

Maroni, è proprio questo il problema: che l’azionista è lo Stato, lo stesso Stato che paga cifre da capogiro ai dirigenti Alitalia e che ne ha frenato sviluppo e alleanze in questi anni.

Anche una Lega statalista e romana ci doveva capitare, che non parla deii veri problemi di Alitalia, protegge Fazio e Fiorani, si allea con AN (ma Bossi non voleva andarli a prendere casa per casa?), avalla il Ponte sullo stretto e vota contro i giudici.
Ma a Pontida cosa gli racconterete la prossima volta?

Per tornare ad Alitalia: viva le low cost! Che ci consentono di viaggiare a prezzi bassi e onesti.
Tutti sanno che Alitalia impone dei prezzi sulla tratta Milano/Roma senza senso, con cui si può andare a New York o a Mosca.

Riporto una classifica europea di Ryanair, anche per Maroni, dei ricavi e costi per posto(pax) e il margine netto riferiti al 2005 delle compagnie aeree.
Alitalia è in perdita, le altre low cost e non, sono in utile.

Ps. Anche grazie a voi mi sono convinto della validità delle low cost.