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“Io sono vittima del “reddittometro” che è un po’ come gli studi di settore ma sul tuo reddito personale: praticamente se hai un’auto, paghi un mutuo e vivi in una certa casa devi per forza avere un certo reddito che stabiliscono loro. Se il reddito dichiarato è inferiore perché magari (come nel mio caso) tiri la cinghia da qualche anno e non arrivi neppure alla fine del mese, a loro non frega niente e scatta l’accertamento. Io sono senza lavoro, dovevo andare in pensione a gennaio 2013 (sono classe 1952) e la Fornero ha deciso che ci andrò forse nel 2016. Ho solo la mia casa per la quale sto ancora pagando un mutuo e l’agenzia delle entrate mi chiede 40mila euro. Sapete cosa mi hanno detto quando ho cercato di spiegare che, al momento, senza lavoro e senza pensione, non so neppure come fare a campare? Alla faccia dello sportello amico mi hanno detto che loro devono riscuotere tasse e non certo fare assistenza psicologica. Ho anche creato un gruppo su Facebook: “Massacrati dal redditometro“. Sono disperata: anche la casa, l’unica cosa che mi resta, in questo momento è invendibile. Se qualcuno ha qualche idea o esperienza in merito Vi sarei molto grata. Non è possibile dover subire queste ingiustizie. Ho lavorato tutta la vita, ho sempre pagato le tasse fino all’ultima lira e questo è ciò che mi riserva questo nostro “bel paese” per la mia vecchiaia! Dedico un pensiero speciale a tutti quei poveretti che in questi ultimi tempi si sono ammazzati perchè capisco benissimo quanto abbiano sofferto.” patrizia chiesa

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