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Il valore degli immobili negli Stati Uniti, così come altrove, ad esempio in Gran Bretagna, è crollato e la casa, da investimento speculativo, sta ritornando a quello che era un tempo: un luogo dove abitare. Secondo le stime ci vorranno almeno vent’anni per recuperare il valore pre crisi, questo nel caso non scenda ancora. L’Italia è, come spesso le accade, in leggera contro tendenza. Case e uffici vuoti, vendite in picchiata e cartelli “Affitasi” che si moltiplicano nei portoni dei palazzi. Nei paesi di villeggiatura persiane chiuse di alberghi, villette, seconde e terze case. L’offerta del mattone ha ormai surclassato la domanda. Non si spiegano quindi le nuove costruzioni che sorgono ovunque insieme alle gru. Chi le abiterà? Chi le trasformerà in uffici quando a fianco ci sono interi palazzi completamente vuoti? Insomma, dov’è il business? E chi paga per la distruzione inutile del territorio? L’edificio italiano è polifunzionale, a partire dal riciclaggio del denaro sporco (o ripulito dallo Scudo Fiscale), alla patrimonializzazione del terreno reso edificabile, allo stoccaggio dei rifiuti tossici. Usarlo per abitazione è l’ultimo dei problemi. Il problema lo avranno le banche e gli investitori, prossimamente anche sul nostro schermo.