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foto di Anthemic Tangle

La migliore definizione di Wal Mart, la più grande catena di distribuzione del mondo, è: “Wal Mart conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla”. Negli Stati Uniti l’apertura di nuovi supermercati è sempre più contestata. Nei piccoli centri gli effetti economici che producono sono disastrosi, con la scomparsa delle produzioni locali e l’impoverimento del territorio. Uno studio dimostra il raddoppio della richiesta di assistenza pubblica dove si insedia la Wal Mart. I superipermegagigamercati fanno parte del passato, di una concezione preistorica dello sviluppo.

Un anno fa sul blog avevo scritto un post su Mediapolis, un’area commerciale finanziata in parte dalla Regione Piemonte, dall’ottima presidente diessina Bresso (quella della Tav). Che i soldi pubblici (nostre tasse) debbano finanziare un supermercato è una cosa superiore alla mia comprensione. Dovrò farmi aiutare da un esperto e provare a discuterne nel prossimo convegno della Provincia di Torino, a cui forse parteciperò, che si terrà a porte aperte il 30 giugno. Una domanda semplice semplice vorrei però farla alla dipendente Bresso. I soldi per Mediapolis, soldi nostri non suoi, non dovrebbero essere invece impiegati per attività produttive, innovative, per sviluppare le realtà locali, il turismo e preservare le bellezze del Canavese? Tra queste vi è il castello di Masino che in futuro dalla sua balconata permetterà di ammirare l’area commerciale di Mediapolis e lo splendido flusso di tir che la rifornirà.
Pubblico una lettera aperta di Giulia Maria Mozzoni Crespi, Presidente del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, a Mercedes Bresso e aspetto una risposta del mitico Porcellini amministratore delegato di mediapolisnonsisachecosasia.

Gentile Presidente,
mi è stato riferito che in un recente incontro in un Circolo eporediese, Lei avrebbe affermato che “Mediapolis si farà”. Questa sua ferma posizione, come Lei può immaginare, mi preoccupa e mi rattrista per le tante ragioni che già ebbi modo di esporre.
E’ vero che la Sua Giunta ha approvato il protocollo d’intesa che apre la strada agli impegni dell’“Accordo di Programma”, ma è anche vero che è ancora pendente il ricorso al Consiglio di Stato che potrebbe riportare all’inizio l’intero processo decisionale che, come Lei certamente ricorda, è iniziato disattendendo un motivato parere contrario della Commissione Urbanistica Regionale. Mi hanno anche detto che sul tema Mediapolis, così come su quello TAV, Lei ritiene sia opportuno prendere decisioni definitive ma, se posso permettermi, non mi sembra del tutto corretto mettere sullo stesso piano una decisione che ha per oggetto una grande opera pubblica di rilievo europeo, la TAV, con una iniziativa, Mediapolis, di utilità e vantaggi assolutamente privati, pur se – così come per qualsiasi impresa privata – con qualche ricaduta in termini di occupazione.
I presunti benefici pubblici, in particolare i tanto vantati 1500 nuovi occupati, diventati ad un certo momento addirittura 10.000, sono a tutt’oggi, per quanto pubblicamente noto, del tutto indimostrati, così come, per ciò che mi risulta, è indimostrato il vantaggio collettivo dei cospicui investimenti pubblici.
Abbiamo più volte richiesto che la decisione su Mediapolis avvenisse solo in seguito a valutazioni di convenienza e opportunità generali, documentate da numeri e riscontri oggettivi e con riferimento all’intero bacino d’utenza, ma dalla Regione non abbiamo mai avuto alcuna risposta. Siamo invece in attesa di essere ascoltati in un Consiglio Provinciale aperto, e ci farebbe piacere poter pensare che non sarà solo un momento rituale, a decisioni ormai prese, ma che le nostre ragioni possano essere ascoltate e discusse in virtù della profonda e convinta preoccupazione che esprimono.
Come Lei sa, non è la sola compromissione di un suolo fertile, di un delicato equilibrio idrogeologico e di un paesaggio irripetibile che determinano la nostra contrarietà, ma anche la convinzione che Mediapolis rappresenti un modello di sviluppo inadatto al Canavese, alla sua storia ed alle sue potenzialità.
Modelli così sono per la verità ormai inadatti ovunque, sia per lo spreco energetico (ce lo possiamo ancora permettere?) che comportano i trasporti privati congestionati, sia per la totale assenza di identità e di integrazione rispetto ai territori che occupano.
Noi infatti siamo sempre più convinti che le vere chiavi di ogni sviluppo non effimero e strategicamente corrette si trovino nelle iniziative locali che stanno spontaneamente nascendo nelle comunità locali e alle quali cerchiamo di affiancarci, qui in Canavese, con le nostre risorse, per quanto modeste, e con la nostra esperienza. Molto tempo è passato dall’inizio di questa vicenda e molte cose sono cambiate: tra queste la sensibilità e la consapevolezza che la trasformazione e l’alterazione dei suoli e del paesaggio hanno un tale grado di irreversibilità da penalizzare senza scampo le generazioni future.
Mi rendo ben conto, gentile Presidente, che per Mediapolis è già stato compiuto molto cammino istituzionale e che non è in genere buona prassi ridiscutere troppe volte una scelta, ma desidero comunque rivolgerLe ancora il mio personale appello perché questo caso così delicato e rischioso si analizzi ancora, serenamente e a fondo, anche con il contributo nostro, delle altre Associazioni interessate e dell’intera comunità locale, il cui fronte mi pare meno compatto di qualche anno fa.”
Giulia Maria Mozzoni Crespi.