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Andrea Orlando iniziò la sua carriera nel 1990 nel consiglio comunale di La Spezia con il PCI. Da allora, forte del suo diploma, si è occupato di tutto, ma mai di ambiente. Per compensare alla carenza Capitan Findus Letta l’ha nominato ministro dell’Ambiente (d’altronde è uomo fidato parte del network di Vedrò, la fondazione di Letta). Ieri ha dato prova della sua competenza e ha dichiarato che “la svolta” per la gestione dei rifiuti in Campania è costruire due nuovi inceneritori per “evitare le sanzioni europee“. Dichiarazioni assurde come fanno notare i senatori M5S Andrea Cioffi e Paola Nugnes:
Con il voto del Parlamento Europeo del 20 aprile 2012 si prevede il divieto d’incenerimento entro il 2020 di qualsiasi materiale riciclabile e compostabile. Le gare d’appalto per la realizzazione degli inceneritori di Napoli e Salerno sono andate deserte più volte perché gli impianti costano troppo. Creano danni immani alla salute. Anziché sostenere la lobby dell’incenerimento Orlando promuova la riduzione dei rifiuti, la raccolta porta a porta (abolendo la Tares come chiesto dal M5S con proposte parlamentari), costruzioni di centri riciclo e compostaggio, sistemi alternativi all’incenerimento e alla discarica, in linea con l’Europa! Chiederemo conto di quanto affermato dal ministro in Parlamento.

Ministri allo sbaraglio/1 – De Girolamo