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foto da L’espresso

I ministri sono persone non informate sui fatti. Nessuno gli dice mai niente. E quando vengono informati su fatti di loro competenza. Su cose che sono di dominio pubblico. Su ciò che dovrebbero amministrare per noi. Allora, spernacchiati, reagiscono. Si indignano. Stupiscono. Dichiarano. Ispezionano.

Un giornalista de L’espresso ha denunciato l’inferno del Policlinico di Roma:
“Si va dal portantino che timbra il cartellino per il collega assente, ai medicinali scaduti, fino alla violazione delle norme di sicurezza e di igiene. Incustoditi i laboratori contagiosi e radioattivi, sporcizia e sigarette ovunque”.
Il ministro Livia Turco dopo l’uscita dell’inchiesta ha mandato i Carabinieri dei Nas in 321 ospedali pubblici per ispezionarne le condizioni igieniche. “Non era un atto dovuto” ha spiegato. 181 non erano in regola.

Un giornalista della Repubblica ha bivaccato nel Tribunale civile di Roma dalle 9 alle 13 per una settimana:
“Avrei potuto portarmi via fascicoli avvolti nella carta di giornale. Avrei potuto trafugare processi interi nascondendoli in due cartelle da avvocato. Avrei potuto penetrare nelle pieghe intime dell’esistenza di centinaia di uomini e donne che per i più svariati motivi sono stati trascinati in giudizio da soci, dipendenti, mariti, mogli, concorrenti, pazienti, assicuratori, condomini, medici legali e perfino da figli. È tutto o quasi a vista, tutto a un passo. Basta allungare il collo e aprire la borsa.”
Il ministro d’Indulto e Giustizia Clemente Mastella ha dichiarato:
“Stupefacente e raccapricciante, ma al tempo stesso mi vado rendendo conto che e’ una situazione con la quale si convive. Anche se non collima con le esigenze della privacy ne’ della giustizia. Io credo che dal 2010 potremo rendere queste azioni telematiche, in modo da evitare brutte sorprese.”

La cosa straordinaria è che i fatti denunciati sono avvenuti a Roma, non a Cuneo o a Crotone. A due passi dai ministeri della Sanità e della Giustizia. Roma cazzut mundi.