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Le persone vanno oggi per cimiteri con mazzi di fiori per i loro morti. I miei vengono spesso a trovarmi. Entrano nei miei sogni, mi tengono compagnia per poi andarsene al mattino. L’Italia ha avuto migliaia di morti ammazzati dalle mafie, non di rado con la collusione di parte dello Stato. Le loro morti hanno un merito. Quello di aver mantenuto un brandello di dignità, di autostima negli italiani. Sapere che qualcuno non ha ceduto alla criminalità, alle collusioni politiche. Che non ha piegato la testa. E si è fatto sparare, saltare in aria, calunniare. Queste testimonianze ci fanno sentire meno vigliacchi. Lo Stato, forse, non morirà grazie a loro. Impastato, Ambrosoli, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino… L’elenco è lunghissimo. Una strage che prosegue da decenni. Quasi sempre dei migliori.
A Washington, su una grande lapide nera, ci sono tutti i caduti in Vietnam. A Roma si dovrebbe fare lo stesso per i morti di mafia. Un monumento con decine di migliaia di nomi davanti al Parlamento. Rimarrebbe, è vero, il problema della gestione. Ogni giorno andrebbero aggiunti nuovi nomi. E’ una guerra senza data di scadenza. In Libano i nostri soldati giocano a carte con gli hezbollah e il nostro Sud è senza legge. E’ tempo di calendari 2007. Ne sto preparando uno scaricabile dal sito. Al posto dei santi della Chiesa ci saranno, nel giorno della loro scomparsa, i santi d’Italia. 23 maggio san Falcone Martire, 29 luglio san Rocco Chinnici esploso

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