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Non se ne può più di decisioni, accordi, trattati firmati dalle caste globali di tecnocrati alle spalle e sulla pelle dei cittadini. Stavolta non parliamo di Mes o Fiscal compact, ma del meno conosciuto Ttip (Transatlantic trade and investment partnership), in pratica una zona euro-americana di libero scambio priva di frontiere interne, un mercato unico per merci, investimenti e servizi tra le due sponde dell'Atlantico. 
Il negoziato per il Ttip è stato avviato ufficialmente nel luglio scorso.

Qualcuno ha chiesto un parere agli italiani? Figurarsi: troppo difficile per le nostre testoline. L'unica opinione che ci hanno ammannito è quella dei soliti professoroni, al soldo del sistema, che hanno subito certificato un beneficio economico di oltre 100 miliardi di euro l'anno per entrambi i continenti semplicemente e magicamente attraverso la rimozione dei dazi e delle barriere tariffarie di prodotti e servizi. Ancora il solito pensiero magico a cui dobbiamo credere alla cieca.


Chi si gioverà invece secondo voi di questa pioggia di danaro? Provate a immaginare le aziende italiane, alle prese con un sistema appesantito da troppe regole e incrostato da lobby e clientele, che competono con i concorrenti americani abituati alla deregulation a stelle e strisce. Immaginate le importazioni massicce di Ogm, dato che gli Usa cercano sbocchi per grano e soia, che uccidono la nostra biodiversità agro-alimentare. Immaginate la piccola proprietà agricola europea come soccomberà nella lotta contro le grandi fattorie industriali statunitensi.


Il M5S ha chiesto conto al governo, in diverse interrogazioni e con un'interpellanza parlamentare, delle scelte deleterie che si stanno facendo sulla testa dei cittadini. E' stata prodotta un'attenta riflessione su questo trattato? E che dire dell'inesistente coinvolgimento del Parlamento? Sono già quattro gli incontri internazionali sul Ttip che si sono svolti finora, e il prossimo è previsto dal 19 al 23 maggio a Washington, ma nulla ci è dato sapere.

Questa zona euroamericana di libero scambio rischia di legare in maniera definitiva le sorti dell'Europa e dell'euro a quelle degli Usa e del dollaro, limitando la residua autonomia di un'Ue sempre meno integrata al suo interno e sempre più a rischio frammentazione. La paura della Cina fa 90, per gli americani: ma l'Europa deve fare da cuscinetto?


Il M5S ha la certezza che un'ulteriore liberalizzazione ci danneggerebbe più di altri Paesi, per questo ci aspettiamo dal governo chiarezza e pieno coinvolgimento delle Camere. Renzi sta dalla parte di Obama come accade sugli F35? Noi stiamo dalla parte dei cittadini e dei produttori italiani.


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