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Da qualunque parte la tiri, la coperta è sempre corta. Spulciando tra le righe di un piano multimiliardario che fa già acqua da tutte le parti (stiamo parlando del piano d'investimenti Juncker), i nostri portavoce al Parlamento Europeo scoprono che la realtà è ben diversa da come ci è stata presentata.

BILANCIO GONFIATO? - Infatti, nonostante il bilancio sia stato approvato circa un mese fa, la costituzione del famoso European Fund for Strategic Investments (EFSI) sta già drenando risorse da progetti precedentemente approvati. Per il periodo 2015-2018, nello specifico, si attingerà per 3,3 miliardi dal CEF, per 2,7 miliardi dall'Horizon 2020, per 2 miliardi dal MMF. Per quel che riguarda il settore dei trasporti verranno dunque sottratti, in termini di impegni di spesa per il 2015, 700 milioni di euro. Il settore ferroviario subirà dunque una riduzione dei fondi precedentemente stanziati per la rimozione dei colli di bottiglia, il miglioramento dell'interoperabilità, il completamento dei tratti mancanti, il miglioramento dei tratti di confine (560 milioni), i sistemi di trasporto sostenibile ed efficiente (34,9 milioni di euro), l'ottimizzazione dell'integrazione e l'interconnessione delle modalità di trasporto (104,8 milioni di euro). La direzione che l'Europa sta seguendo sembra quindi l'esatto opposto di quanto decantato dal commissario europeo Violeta Bulc, che nel corso delle audizioni aveva promesso un impegno finanziario cospicuo.

UNA CURIOSA COINCIDENZA - Particolarissimo il caso della tristemente celebre TAV, per cui l'Italia ha chiesto ulteriori 700 milioni di Euro per giungere al suo completamento. Soldi che alla Francia non servono, evidentemente convinta che i fondi europei debbano essere sfruttati per opere decisamente più utili. Sarà una "task force" tra Commissione, BEI e Stati membri a decidere cosa verrà finanziato, come e in quale misura. Il Bel Paese, solo qui, ha vinto un primato presentando, assieme alla TAV, altri 83 miliardi di Euro per opere che per il momento sono solo sulla carta, nemmeno discusse con i cittadini. Il rischio d'infiltrazione mafiosa è altissimo e per questo sono stati presentati degli emendamenti da parte del M5S per innalzare i controlli della Commissione non solo prima, ma anche durante e dopo la realizzazione delle infrastrutture.

LE STORTURE - Oltre al fatto che i tagli al settore trasporti e ad altri settori sensibili (come la ricerca e l'industria) sono attualmente oggetto di un'interrogazione scritta da parte dei portavoce del Movimento 5 Stelle, appare chiaro come in questa Europa la coerenza sia sconosciuta. Si preferisce costituire un fondo oscuro piuttosto che mantenere gli impegni firmati , si finanziano con milioni e milioni di Euro progetti di dubbia utilità senza poi monitorare lo stato di avanzamento dei lavori. Infine, ma a questo gli italiani sono abituati, si millantano risorse finanziarie che in realtà sono del tutto assenti. Il M5S continuerà a vigilare, le prime crepe sono già ben visibili: è bastato leggere le carte e non ascoltare le parole.

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