Gli impresentabili al Parlamento europeo. Parte 1/6

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La politica è affar loro. Inizia oggi con questo post un approfondimento legato alla trasparenza e agli enormi conflitti d'interesse dentro il Parlamento europeo. Ci sono deputati che, per loro stessa ammissione, sono a libro paga delle multinazionali o sono loro stessi il volto dell'industria. Chi sono? Quanto percepiscono? Che cosa fanno per accontentare le lobby? Come si difendono dall'accusa di conflitto di interesse?

Le risposte sono contenute in un rapporto pubblicato nel mese di giugno dal titolo "Whose representatives?". Questo dossier - commissionato da tre ONG europee Friends of the earth Europe, Corporate Europe Observatory e LobbyControl - ha fatto scandalo nelle stanze del potere a Bruxelles e merita di essere diffuso. Il Movimento 5 Stelle Europa ne pubblica un estratto a puntate. Tutti devono sapere quale bussola muove l'attuale classe politica europea.


Primo della lista è l'europarlamentare dell'S&D Renato Soru.

"Eletto in Italia nelle liste dell'S&D, Renato Soru è entrato in carica nel luglio del 2014. Nella sua dichiarazione finanziaria presentata al Parlamento europeo, Soru ha dichiarato di ricoprire la carica di "presidente e amministratore delegato di Tiscali spa", con uno stipendio che supera i 10 mila euro al mese.
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Da presidente di Tiscali, Soru viene inserito all'inizio degli anni 2000 da Forbes nella lista dei 100 uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio di oltre 4 miliardi di dollari.
Al Parlamento europeo è membro della Commissione per i problemi economici e monetari e membro sostituto della Commissione Industria, ricerca ed energia (Itre). Una delle priorità di Itre è costruire un vero mercato digitale europeo. Soru è stato, dunque, attivo al Parlamento europeo sui temi che riguardano il mercato digitale unico e la governance di internet - temi di diretto interesse commerciale della compagnia che egli presiede. Lo dimostra l'intervento in plenaria durante il dibattito sul mercato digitale unico così come l'iniziativa, promossa con successo, di una mozione per risoluzione sul rinnovo del mandato del Forum sulla governance di internet.
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Sebbene non ci sia una prova evidente di una recente attività di lobbying di Tiscali a livello europeo, il fatto che Soru sia presidente di una compagnia che ha chiari interessi commerciali nei settori di regolamentazione di cui egli stesso è attivo come deputato rappresenta un problema. Questa è una situazione che potrebbe condurre a una percezione - anche se non realizzazione - di un potenziale conflitto di interessi.
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I deputati sono tenuti a dichiarare al Parlamento europeo i redditi mensili percepiti al di fuori della loro attività al Parlamento europeo. Nel modulo che devono compilare la più alta fascia di reddito richiesta è indefinita, o meglio, non ha un limite verso l'alto: c'è scritto "più di 10 mila euro lordi al mese". Questo significa (...) che più il deputato guadagna, meno i cittadini hanno diritto di sapere. Per questa ragione abbiamo chiesto a Renato Soru quale sia il suo attuale reddito mensile percepito come amministratore delegato di Tiscali (sebbene Bloomberg lo abbia già rivelato a una cifra pari a 350 mila euro l'anno); lui ha replicato di trovare la domanda "alquanto strana". Ecco la sua risposta: "La mia remunerazione è in linea o sotto la media dei compensi degli amministratori delegati di compagnie di medio livello. Mi auguro che i requisiti di trasparenza del Parlamento europeo siano sufficienti per offrire certezze sul mio reddito, pur mantenendo la mia privacy".

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