Assieme alla Grecia muore l'Europa. #ThisIsACoup

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Durante i negoziati Tsipras si è tolto la giacca e l'ha consegnata come trofeo di guerra alla Merkel. Questo salvataggio sarà un disastro umanitario per il popolo greco: più tasse per tutti e riforma pensioni alla Fornero. I beni della Grecia, inoltre, andranno in un fondo fiduciario come garanzia per gli aiuti. Quest'ultimo sarà gestito da fantomatici esperti nominati dalla Troika. Cosa è questo se non un colpo di stato? E' come se il Colosseo o il David di Michelangelo venissero usati come pegno per i debiti che i politici hanno creato. Questa Europa è forte con i deboli e debole con i forti. Ha perdonato alla Germania i debiti di guerra e le continue violazioni per export eccessivo. Parla 24 lingue ma ascolta solo il tedesco.
La Germania persevera nei suoi errori: è la terza volta nell'ultimo secolo che prova a dividere l'Europa.
In Grecia, invece, la mortalità dei bambini è a livelli spaventosi, la disoccupazione giovanile supera il 57% e i suicidi continuano ad aumentare.
Altro che salvataggio, con l'austerity questa Europa sta uccidendo il popolo greco e non sta risanando le finanze del Paese: il rapporto debito/PIL è, infatti, aumentato di oltre un terzo negli ultimi cinque anni. Il Movimento 5 Stelle vuole che nessuno in questa Europa debba essere costretto a togliersi la giacca, ma c'è solo un modo per poterla indossare con dignità: uscire immediatamente dalla gabbia dell'Euro.

Ascolta la denuncia dei portavoce M5S Europa:


Scritto da Paul Krugman, editoriale su The New York Times

"Immaginate per un istante che Tsipras sia un idiota incompetente, che Syriza venga improvvisamente scalzato dal potere in Grecia e che questi fastidiosi greci vengano spinti fuori dall'Euro una volta per tutte.

Anche se tutto questo fosse vero, la lista di richieste presentata dell'Eurogruppo dovrebbe essere considerata una follia totale. "ThisIsACoup", l'hashtag divenuto di tendenza in queste ultime ore, risulta più che mai azzeccato.

Quest'epilogo annunciato va persino aldilà del desiderio di vendetta, della totale distruzione di sovranità nazionale greca e della speranza di ripresa per l'economia di Atene. E' chiaro che tutte le condizioni dell'Eurogruppo rappresentano un'offerta che la Grecia non è in grado di accettare e anche se fosse, costituirebbe un grottesco tradimento del significato stesso del progetto europeo.

Allora chi mai potrebbe risollevare l'Europa dal baratro? Mario Draghi, nei giorni scorsi, ha provato a reintrodurre un po' di buon senso nei negoziati e Hollande ha finalmente mostrato un po' di avversione nei confronti di un'economia tedesca tutta lacrime e sangue che più volte ha dimostrato di fallire nella prova dei fatti. Tuttavia, molti danni ormai sono già stati fatti. Chi riuscirà più a credere ai buoni intenti della Germania d'ora in avanti?

In questo senso la discussione sul piano economico è quasi diventata secondaria. Ancora una volta, lasciatemi spiegare: ciò che abbiamo imparato in queste ultime settimane è che essere membro dell'Eurozona significa solamente dare ai creditori il potere di distruggere ogni singola economia la prima volta che si sgarra.

A questo proposto non c'entrano le politiche di austerità: imporre un duro rigore dei conti senza la riduzione del debito è in partenza una politica condannata a fallire, a prescindere dalla disponibilità di ogni Paese. In altre parole, significa che anche un fallimento greco non porterebbe da nessuna parte.

Può la Grecia giovarsi di un'uscita dall'Euro? Sarà la Germania a cercare di bloccare la ripresa greca nel suo complesso? (Scusate, ma è questo il genere di cose che dobbiamo chiederci in questo momento).

Al progetto europeo - che io da sempre ho lodato e supportato - è stato inferto un colpo terribile, probabilmente fatale. E qualunque cosa si pensi di Syriza (o della Grecia), non sono stati i greci a farlo".

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