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Chi sono i proprietari dell'Europa? Semplice, coloro i quali detengono le chiavi della politica monetaria e fiscale. Leggasi: Banca Centrale Europea. Un istituto di cui i 500 milioni di cittadini europei non sa nulla. Il suo presidente (come il resto del board) non viene eletto, ma nominato. Non passa - né è mai passato - sotto una benché minima legittimazione popolare. Fino a qui, tutto (a)normale.

Il valore su cui si basa la maggior parte delle scelte di questi signori si chiama HICP, l'indice dei prezzi al consumo. È un dato che fornisce uno strumento di misurazione dell'inflazione e costituisce quindi la base delle decisioni in materia di politica economica e monetaria. È un semplice numero con cui si può valutare l'operato di una banca centrale in relazione all'andamento dell'economia che rappresenta. Attraverso l'HICP si può avere una valida cartina di tornasole per capire se una direzione politica intrapresa debba essere perseguita o abbandonata. Un esempio a caso? Le decisioni macroeconomiche in seno all'austerità.

I MENTITORI SERIALI IN EUROPA
E qui la questione si fa interessante. Perché in seguito alle follie di Mario Draghi e della cricca dei potenti, l'Eurozona nel suo complesso è in ginocchio e incapace di fronteggiare le sfide che si presenteranno. Come uscire dal pantano? Modificando il calcolo dell'indice HICP. Adesso, il nuovo numero gonfierà a dismisura il dato sull'inflazione, mettendo una pezza "nominale" al disastro. Le domande sorgono quindi spontanee:

- come mai l'attesa revisione del regolamento giunge proprio oggi?
- è una coincidenza che ci si ricordi di rispolverare un regolamento del 1995 quando siamo vicinissimi alla deflazione?
- è una coincidenza che un cambio del calcolo dell'inflazione arrivi proprio quando la BCE non ha più alcun bazooka da tirare fuori, visti gli esiti non proprio eccelsi del QE?

Alla fine di questa truffa giocata sui numeri non saremo più in deflazione e ci avvicineremo all'agognato obbiettivo del 2%. Viene in mente una citazione dal Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". E noi già ci immaginiamo i soliti soloni della comunicazione elogiare le straordinarie politiche monetarie, proprio mentre il cuore del nostro continente sta lentamente morendo.

I MENTITORI SERIALI IN ITALIA
Ai numeri creativi di Mario Draghi si aggiungono le favole di Matteo Renzi. La Commissione Europea ha infatti pubblicato una tabella che smaschera in toto le bugie per premier italiano. Ve la mostriamo:
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Il punto 1 riassume le entrate del Governo centrale nel 2015 e in proiezione nel 2016, rapportandole al PIL. Subito sotto, alla voce "Total revenues at unchanged policies", vengono riportate le entrate fiscali. Osservando la "Total Tax Burden" - che rappresenta la pressione fiscale totale su cittadini e imprese - si nota un incremento, dal 43,7% al 44,2%.
Ricapitolando, secondo il DEF, le tasse aumenteranno dello 0,5% del PIL nel 2016.

In questo video Marco Valli vi spiega cosa è successo:

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