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La Commissione Europea rifila un altro schiaffo al volere di 500 milioni di cittadini europei. Lo fa, chiaramente, per tutelare le potentissime lobby che a Bruxelles, come a Strasburgo, dettano le leggi. La Monsanto - il leviatano di biotecnologie agrarie che vanta più di 18mila dipendenti e un fatturato di oltre 8,5 miliardi di dollari - è riuscita a creare un corto circuito tra le istituzioni comunitarie. Ha costruito un mais geneticamente modificato resistente al celebre glifosato (il potente erbicida ritenuto cancerogeno dallo IARC) ed è riuscita a farlo autorizzare dall'esecutivo europeo, in barba al volere del Parlamento, che si è espresso con parere negativo per ben due volte.

1 DICEMBRE: LA COMMISSIONE AMBIENTE DICE NO
Uno squallido balletto iniziato con i dubbi sulla cancerogenicità del diserbante, proseguito poi con il divieto - in Commissione ENVI - alla commercializzazione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603×T25 (MON-ØØ6Ø3-6 × ACS-ZMØØ3-2). I due, glifosato e mais OGM, costituiscono evidentemente un pacchetto commerciale unico, che la Monsanto sta cercando di piazzare sulle nostre tavole a discapito della salute dei cittadini europei.

4 DICEMBRE: LA COMMISSIONE EUROPEA AUTORIZZA IL MAIS
Nonostante il parere negativo, prima che il Parlamento Europeo si potesse riunire a Strasburgo per ribadire la decisione con il voto dell'intera plenaria, la Commissione Europea ne ha autorizzato l'immissione sul mercato. L'opposizione degli eurodeputati - fortemente caldeggiata dal M5S - si fondava su considerazioni tecniche e politiche. Sotto il profilo scientifico si metteva in dubbio l'efficacia dei processi di valutazione scientifica, ricordando come si sia recentemente accertato che un mais transgenico autorizzato già nel 2008 non fosse stato valutato per alcune caratteristiche comunicate dall'azienda solo nel luglio dello scorso anno.

16 DICEMBRE: LA PLENARIA DI STRASBURGO DICE ANCORA NO
Il Parlamento Europeo ha così deciso di rispondere alla Commissione Europea esprimendo parere negativo, una seconda volta. Ma, come nel più assurdo dei cortocircuiti, è troppo tardi. E' l'esecutivo europeo guidato da Jean-Claude Juncker a decidere. Sotto il profilo politico, questa è solo l'ultima autorizzazione concessa agli OGM per atto, appunto, della Commissione. Nonostante il comitato tecnico non abbia mai espresso una maggioranza qualificata a sostegno delle proposte.

UN ALTRO ANTEFATTO
Nella speranza di poter ricevere maggior consenso all'interno del Consiglio, la Commissione Europea aveva proposto una modifica del Regolamento 1829/2003 che consentiva agli Stati membri di introdurre divieti di commercializzazione di prodotti alimentari e mangimi a base di OGM. Il Parlamento, però, rigettò la proposta in quanto sostanzialmente inapplicabile senza reintrodurre controlli alle frontiere ed incorrere in infrazioni sul libero commercio.

I CAVILLI DELLA COMMISSIONE PER FAVORIRE LA MONSANTO
La Commissione Europea ha autorizzato il mais transgenico seguendo la procedura di regolamentazione con scrutinio in vigore precedentemente al Trattato di Lisbona. Nel nuovo trattato, i poteri delegati alla Commissione possono essere di due tipi diversi: esecutivi (sui quali il Parlamento non può intervenire) e di esecuzione (per i quali invece esiste il diritto di veto). Quest'ultimo è però possibile solo nei casi in cui l'esecutivo abbia modificato parti sostanziali dell'atto legislativo di base, abbia ecceduto nelle competenze o abbia introdotto elementi contrari allo spirito dell'atto di base. La possibilità di veto è quindi puramente formale dato che la Commissione, anche in presenza di un parere negativo, può ripresentare la medesima proposta.

IL RISULTATO
A conti fatti, ancora una volta, la Commissione Europea rimane dentro i margini che lei stessa ha tracciato. Non agendo oltre il mandato riesce di fatto ad annullare la possibilità di veto del Parlamento Europeo riconducendo il tutto ad una questione meramente politica. L'esecutivo, pubblicando in gazzetta in data 4 dicembre l'autorizzazione, ha voluto ribadire la sua indipendenza dal resto dell'Europa, in un tripudio di pura arroganza. Questa però non è una battaglia a chi tira il colpo più forte.

TRA PARLAMENTO E COMMISSIONE E' SCONTRO
Il Movimento 5 Stelle in Europa è contrario a prodotti OGM a prescindere. Dopo un anno e mezzo di legislatura la Commissione Europea è stata smascherata anche dal resto del Parlamento Europeo. D'ora in avanti gli eurodeputati (appartenenti a tutti i gruppi politici) rifiuteranno qualsiasi decisione della Commissione Europea che autorizzi l'immissione sul mercato di prodotti a base di OGM. Tutte le proposte devono essere sospese fino a che non sarà adottato un nuovo regolamento che garantisca maggiormente i cittadini e consegni poteri reali di veto al Parlamento Europeo, unica istituzione democraticamente eletta.

Eccolo il prezzo del glifosato. Questo è ciò che ci aspetta se non ci svegliamo:

La portavoce Eleonora Evi vi spiega cosa è successo:

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