Caso #Volkswagen: perché il Governo ha taciuto?

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Il Parlamento Europeo istituisce una Commissione per indagare le responsabilità nello scandalo Volkswagen. Nonostante la strenua opposizione del Partito Popolare (con i voti di Forza Italia), che avrebbe preferito far calare il velo dell'oblio sullo scandalo che ha investito la casa automobilistica tedesca, 314 parlamentari hanno sostenuto la richiesta. La Commissione è stata fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e avrà poteri ispettivi, sarà composta da 45 deputati (tra cui la portavoce Eleonora Evi) che avranno possibilità di accedere a tutta la documentazione necessaria per capire quanto la Commissione Europea e gli Stati membri fossero a conoscenza dei trucchi messi in atto dalla case automobilistiche per aggirare le norme.

LO SCANDALO DEGLI STATI MEMBRI
La decisione di istituire la Commissione d'inchiesta arriva all'indomani del rigetto votato in Commissione Ambiente il 14 dicembre delle nuove procedure di misurazione delle emissioni delle vetture presentato dalla Commissione Europea. La normativa prevedeva infatti che la Commissione dovesse rivedere la procedura per verificare che le vetture richiedenti autorizzazione all'immissione sul mercato rispettassero i limiti in condizioni reali di guida e non solo durante i test di laboratorio. Dopo 7 anni di tira e molla, la Commissione ha finalmente introdotto un nuovo metodo di calcolo e l'obbligo di effettuare verifiche di conformità con misuratori di emissioni portatili. Ma lo scandalo è che gli Stati membri, d'accordo con la Commissione e con l'eccezione dell'Olanda e della Repubblica Ceca, si sono accordati per introdurre dei fattori di correzione da applicare alle misurazioni dirette che rendono legali emissioni doppie fino al 2018 e di 1,5 volte i limiti per gli anni successivi.

LO SCANDALO DEL GOVERNO ITALIANO
Da questo documento che vi proponiamo in esclusiva dal Parlamento Europeo (scarica qui), emerge come l'Italia, dove più alto è il numero di vittime per inquinamento dell'aria, avesse proposto di legalizzare emissioni superiori di almeno il 300% rispetto ai limiti. Ecco perché improvvisamente Matteo Renzi e Sergio Marchionne sono diventati migliori amici. Come si può vedere, il Bel Paese - per il periodo 2017/2019 - chiede di applicare almeno un fattore 3, ovvero giudicare in regola emissioni superiori del 300% rispetto ai limiti per i veicoli Euro6. Per l'Italia l'omologazione è affidata al controllo dalla Direzione Generale per la Motorizzazione del Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi informativi e Statistici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si può facilmente dedurre che la vergognosa posizione italiana in seno al comitato tecnico si possa far risalire all'ex sottosegretario Graziano Delrio. E' inoltre trapelata la voce che la il Governo italiano stia non celatamente rappresentando, di fatto, la posizione della FIAT, non quella dei cittadini.

I DATI INCONTROVERTIBILI
Chi pensava che una truffa ai danni della qualità dell'aria, della salute umana e dei soldi dei contribuenti si potesse liquidare con un colpo di spugna, ha fatto male i calcoli. Sin dal 2011 il centro comune di ricerca (JRC) della Commissione Europea aveva messo in guardia che le vetture diesel sul mercato europeo emettevano ossidi di azoto in quantità decine di volte superiori ai limiti di legge. Nel 2013 lo stesso istituto aveva anche messo in guardia sulla possibilità di usare accorgimenti vietati dal regolamento per far sì che durante i test il computer di bordo della vettura la mettesse in condizione di ridurre le emissioni regolamentate. E ancora, nel 2014 l'International Council for Clean Transportation, la ONG che ha fatto scoppiare il caso negli USA, aveva inviato i risultati delle proprie analisi alla Commissione Europea.

RIMBORSATE I CITTADINI
Insomma, a quanto pare sapevano in molti ma tutti hanno preferito tacere. Il Governo Renzi ha anteposto gli interessi privati della FIAT a quelli della salute umana nonostante le aziende automobilistiche fossero a conoscenza dei nuovi limiti in vigore dal 2104 con 7 anni di anticipo, proprio per dar loro modo di mettersi in regola per tempo. Ora pretendiamo di sapere quali vetture abbiano indebitamente beneficiato degli aiuti finanziari previsti per chi immetteva sul mercato veicoli Euro6 prima del 2014, soldi che dovranno essere restituiti alle casse dello Stato.

In questo video la portavoce Eleonora Evi vi illustra l'intera situazione:

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