Sì all'uscita dall'Euro, #NoAlBailin

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Vi ricordate cosa accadde in Grecia o la propaganda del Governo vi ha completamente offuscato la mente? Le lunghe code ai bancomat, la disperazione delle persone coi conti correnti congelati. Tsipras venne ricattato, la Troika intimidì le istituzioni e il popolo ellenico, in una delle più brutte pagine di storia "democratica" dell'Unione Europea. L'Euro si rivelò al mondo per quello che è: non una moneta unica, ma un vero e proprio "sistema di controllo". Ciò che è successo in Grecia sta per avvenire in Italia. Le borse crollano, alcune banche sistemiche perdono il 20% ogni giorno. La speculazione si mangia le menzogne del Governo e le sofferenze degli istituti di credito non possono più essere nascoste. Si parla di 200 miliardi di Euro di crediti deteriorati secondo le fonti di Bankitalia, ma alcuni analisti indipendenti parlano di oltre 400 miliardi. Ovvero, 1/4 del PIL italiano.

Sei banche italiane sotto controllo BCE
I battibecchi tra Renzi e Juncker sono finti. Le soluzioni del Governo italiano e dell'Europa sono le stesse. Il governo piddino ha sostenuto tutte le vergogne della Commissione Europea e viceversa. Ora, però, quest'ultima si appresta a bocciare la legge di stabilità e il disgustoso aiuto di stato costruito dopo l'attuazione del salva-banche. Gli istituti di credito sono messi talmente male che chiudere un occhio è impossibile. La BCE ha messo sotto controllo sei banche italiane considerate sistemiche: UniCredit, Monte Paschi Siena, Gruppo Carige, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna.

Se le banche saltano arriva il prelievo forzoso
A questi istituti gli ispettori della BCE revisioneranno il portafoglio crediti, e c'è da scommettere, come accaduto di recente con la vicenda Banco Espirito Santo/Novo Banco e le banche greche, che gli ispettori di Mario Draghi chiederanno ulteriori svalutazioni delle sofferenze in bilancio alle banche. Cosa significa? Molto semplice: oggi in media le banche italiane valutano a bilancio i loro crediti deteriorati al 40% del loro valore nominale, cioè su ogni Euro di credito deteriorato contano di recuperare 40 centesimi. Se la BCE decidesse di applicare le stesse valutazioni imposte al "salva-banche" di dicembre, i crediti deteriorati verrebbero svalutati magari fino al 17% del loro valore nominale. Questo farà emergere i buchi nei bilanci delle banche.

Col bail-in via libera al prelievo forzoso
Una volta che questi buchi saranno generati, non rimarrà che attuare le soluzioni drammatiche che lo stesso PD ha votato al Parlamento Europeo. O si attuerà un aumento di capitale (molto difficile), o si verrà svenduti ad una banca estera o si attuerà l'ormai tristemente famoso bail-in. I soldi dei risparmiatori saranno prosciugati per evitare il collasso definitivo del sistema. Verrà attuato di fatto un prelievo forzoso che a confronto quello del 1992 sembrerà di pochi spicci. Un crimine e una violenza inaudita che si abbatterà sui cittadini, colpevoli solo di essere stati raggirati dalle stupidaggini trasmesse dai media di regime.

I nostri risparmi sono in pericolo, anche sotto i 100.000 euro
UniCredit, Monte Paschi Siena, Gruppo Carige, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna sono istituti a rischio. Siamo tutti in pericolo! Anche i risparmiatori con meno di 100mila euro sul conto corrente lo sono. Il fondo di garanzia, quello che dovrebbe tutelare i risparmiatori da possibili collassi e "ripagare" i conti correnti, è finanziato dallo stesso sistema bancario privato e ha una dotazione di circa 4 miliardi di Euro a fronte di depositi che avrebbero diritto a garanzia pari a oltre 500 miliardi di euro: lo 0,8%. Come si può pensare che i nostri risparmi, anche i c/c sotto i 100mila euro siano al sicuro? Che succederebbe alla garanzia in caso di crisi sistemica e fallimento di una grande banca? Chi metterà i soldi nel fondo? Senza la garanzia della banca centrale, i nostri soldi non sono al sicuro.

Il PD servo della Troika
Il Governo è recidivo nell'attuare le politiche della Troika. Qualche giorno fa, nella plenaria a Strasburgo, il Parlamento Europeo ha votato il Report Balz. Il testo votato comprende due paragrafi interessanti che PD, Forza Italia e NCD, con tutta probabilità, non hanno nemmeno letto. Nella prima parte si inneggia alla bontà del bail-in, nella seconda parte si prende atto del contributo del Comitato di Basilea per ridurre l'esposizione bancaria al debito sovrano. Nel paragrafo 24 si è ancora più espliciti: l'Unione Bancaria deve affrontare le interdipendenze tra rischio sovrano e rischio bancario e ridurre i rischi attraverso un'azione congiunta. Avete capito? Vogliono che i titoli di stato non siano più considerati risk-free, cioè a rischio zero. L'impatto sulle banche italiane di un simile provvedimento sarebbe disastroso. I nostri istituti, secondo i dati Banca d'Italia di novembre, hanno in pancia più di 400 miliardi di euro di titoli di stato. Non considerarli più risk-free equivale ad aprire voragini nei bilanci, perché i titoli a rischio zero hanno un coefficiente di ponderazione zero (secondo approccio RWA, cioè Risk-Weighted-Asset) e non richiedono assorbimento di capitale. In soldoni: se detengo titoli di stato a bilancio, non devo accantonare riserve patrimoniali.

Il Governo senza soluzioni
Il Governo italiano parla, dichiara, ammonisce, ci chiama gufi, sposta l'attenzione dei media perchè non ha soluzioni. L'unico modo per liberarsi da questo sistema di governo dell'Europa è liberarsi dalla catena che lo rende possibile: la moneta unica. Essa rappresenta non solo un vincolo di cambi fissi ancorato alle economie del Nord, ma anche un metodo "strutturato alla perfezione" di oppressione dei popoli e della democrazia. I vincoli secondo cui la banca centrale non può fungere da prestatore d'ultima istanza (come è la FED per gli Stati Uniti d'America) strangolano i cittadini europei nella morsa dell'austerità. La mancanza di una netta separazione bancaria tra istituti tradizionali e speculativi (secondo un moderno Glass-Steagall Act) dona in pasto alla speculazione finanziaria interi sistemi economici nazionali.

Fuori dall'Euro per salvare l'Italia
E' arrivato il momento, per il MoVimento 5 Stelle, di fare un appello al Governo. La moneta unica ci sta portando al collasso, non abbiamo più il tempo di discutere sui massimi sistemi e sulle supercazzole del premier. Non è questo il tempo per mentire ancora ai cittadini italiani. Non c'è alcuna speranza di miglioramento all'interno di questo sistema criminale, che prima ha messo in ginocchio la nostra economia e ora si vuole appropriare dei nostri risparmi e poi commissariarci. E' tempo di agire e affrancarsi dalle catene dell'Euro, altrimenti quanto successo in Grecia potrebbe accadere a breve in Italia. Stretti nella morsa della crisi e dell'incapacità del Governo, ci costringeranno a chiedere aiuto al MES (il fondo salva-stati), arriverà la Troika e saremo definitivamente commissariati. Tagli alle pensioni, ai salari, alla sanità, ai servizi, aumento delle tasse e privatizzazioni: è la loro ricetta, ciò che ci aspetta se non agiamo. Esattamente il contrario di quanto scritto nella nostra bellissima Costituzione, che questi criminali hanno deturpato. Noi cittadini italiani dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e riprenderci la sovranità che ci è stata derubata.




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