#DiteloaRouhani che non si negozia sui diritti umani

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"Le sanzioni non servono a niente". A dirlo è il presidente iraniano Rouhani in visita in Italia. In generale ha ragione, non a caso l'abbiamo sempre sostenuto non solo nei confronti dell'Iran ma anche della Russia. Ma in quest'Europa dei due pesi e delle due misure, in cui si è severissimi con alcuni e completamente ciechi con altri (ad es. l'Arabia Saudita) ci vorrebbe una sana dose di coerenza della linea politica e di chiarezza sui principi da difendere a ogni costo. Prima di condurre qualsiasi trattativa commerciale, il Bel Paese e l'Unione Europea dovrebbero precisare meglio a che tipo di compromessi sono disposte a scendere. Sempre e con chiunque.

Voi condurreste mai una trattativa d'affari con un uomo che lapida sua moglie? Fareste mai un accordo con una persona che tortura e condanna a morte il prossimo? Specialmente se aveste recentemente vinto il premio Nobel per la Pace (correva l'anno 2012).

Lapidazione, impiccagione, decapitazione in pubblico e molto altro. Sono queste le tecniche d'uccisione legali in Iran e molti altri Paesi come Mauritania, Sudan, Arabia Saudita, Yemen, Pakistan, Afghanistan e Qatar. Tra i reati puniti con la pena di morte ci sono non solo l'omicidio, ma anche l'adulterio e l'omosessualità. Un'altra categoria vessata è quella dei lavoratori provenienti dai Paesi più poveri dell'Asia Centrale e del sud-est asiatico, ridotti in schiavitù, costretti a lavorare in condizioni inumane, senza diritti, garanzie, privati di cibo e acqua e vittime di violenze. L'emancipazione femminile nemmeno esiste, se non per appartenenza ad élite.

Sì, noi siamo favorevoli al dialogo politico e salutiamo con favore la fine delle sanzioni. Ma non bisogna mai perdere di vista la bussola dei diritti umani: le soluzioni politiche proprio a questo devono tendere, non alla ricerca del profitto a qualsiasi prezzo. L'Unione Europea e l'Italia, prima di farsi belle dinanzi alle telecamere con Rouhani (che peraltro rappresenta l'ala riformista di Teheran, che va quindi incoraggiata a intraprendere passi ancora più coraggiosi) o con qualsiasi altro leader di paesi che non rispettano i diritti fondamentali, dovrebbero seriamente valutare in che modo vengono impiegati i fondi europei. Solo nel 2013 le istituzioni europee e gli Stati membri hanno sovvenzionato l'Iran con 90 milioni di euro.

Scommettiamo che Matteo Renzi si è "casualmente dimenticato" di porre al centro di ogni incontro con i rappresentanti della Repubblica Islamica dell'Iran la questione della pena di morte e del rispetto dei diritti umani. Noi, invece, non vogliamo scordarcene nemmeno in cambio di una cascata di petrolio.

#DiteloaRouhani se pensate anche voi che la vera arma risolutiva sia la piena affermazione dei diritti fondamentali e inalienabili che sono riconosciuti ad ogni essere umano.

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