Ecco come l'ambiente crea posti di lavoro

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L'economia di oggi si basa su questo principio: ci può essere sviluppo e crescita economica soltanto inquinando. Non è così. Bisogna uscire da questa logica della morte sfruttando, invece, l'ambiente e le sue risorse per creare e dare lavoro. E' questo il compito dell'economia circolare, i cui principi verranno discussi dal Parlamento europeo e dovranno essere sviluppati dai singoli Stati membri.

Questo è il programma di governo del Movimento 5 Stelle: creare lavoro e sviluppo economico attraverso una gestione appropriata dell'ambiente e delle attività produttive. Uno studio dell'agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti stima che 10.000 tonnellate di materiali creano un posto di lavoro negli inceneritori, 6 posti di lavoro in discariche, 36 posti di lavoro in centri di riciclo e fino a 296 posti di lavoro nel settore del riuso. Ecco cosa fare secondo i dati dell'associazione Rreuse

1) Un terzo dei rifiuti municipali sono potenzialmente riutilizzabili.
2) L'1% dei rifiuti municipali sono effettivamente riutilizzati in alcune realtà (ad esempio nelle Fiandre).
3) 80 posti di lavoro possono essere creati per 1000 tonnellate di materiale riusato.

Per colpa invece di questa attuale classe dirigente l'Italia è: il problema petrolio in Basilicata, la Terra dei fuochi in Campania, le industrie nocive in Sicilia, il dramma Ilva a Taranto, le navi affondate con i rifiuti radioattivi nel mare della Calabria. Questa politica ha prodotto solo fame e disperazione. La gente scappa via da quei territori. Bisogna cambiare approccio economico e abbandonare il modello consumistico che crea i presupposti per l'inquinamento, puntando su una economia che vede il riuso, il riciclo e la riduzione delle produzioni come investimenti.

Il Sud Italia è il prodotto di questo modello di sviluppo sbagliato. Il Movimento 5 Stelle vuole voltare pagina trasformando in azione politica le parole "rivoluzionarie" dell'enciclica di Papa Francesco sull'ambiente e sul futuro del pianeta. Ecco perché il portavoce Piernicola Pedicini, membro della Commissione Ambiente e Sanità del Parlamento europeo, ha organizzato a Matera un convegno a cui hanno partecipato tre sacerdoti, simboli nazionali delle battaglie contro il traffico di rifiuti nocivi, le ecomafie, l'inquinamento e la distruzione dell'ambiente e della salute dei cittadini.

CAMPANIA
Don Maurizio Patriciello, simbolo della Terra dei Fuochi, quella fetta di territorio campano avvelenata da rifiuti tossici che hanno seminato morte nel corso degli ultimi decenni. Durante l'incontro Don Patriciello ha parlato di quella terribile realtà ripercorrendo le tappe che hanno segnato il dramma di migliaia e migliaia di famiglie colpite dai devastanti effetti di un uso criminale del territorio a opera delle industrie che sversano rifiuti illegalmente e dei clan camorristici. Da qui sono partite numerose minacce da parte dei clan, che vogliono mettere a tacere la battaglia di don Patriciello.

SICILIA
Don Palmiro Prisutto, sacerdote di Augusta (Siracusa) è impegnato nella lotta al dramma dei tumori provocati dalle industrie nocive in Sicilia. Nel suo intervento ha ricordato la celebrazione eucaristica che ogni ventotto del mese dedica nella sua chiesa ai tanti concittadini morti di tumore. Nella sua omelia fa l'elenco di tutti i tumori che hanno ucciso i suoi parrocchiani, un rituale che fa riferimento alla presenza di stabilimenti industriali, centrali elettriche e impianti di raffinazione di petrolio che avvelenano l'aria e l'acqua di quei territori. Don Prisutto ha chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di assistere a una sua messa, perché le Istituzioni devono sapere.

BASILICATA
Don Marcello Cozzi è componente della segreteria nazionale di Libera, l'Associazione per la lotta alle mafie. Nel suo intervento ha affrontato il tema dell'intreccio di ecomafie, malaffare, massoneria deviata e ha ricordato alcune vicende lucane, a partire dalle estrazioni petrolifere e dalle inchieste della magistratura sullo smaltimento dei reflui degli idrocarburi, oltre alle numerose inchieste giudiziarie sull'interramento illegale di scorie nocive in Basilicata, avviate già molti anni fa dal giudice Nicola Maria Pace.

VIDEO. Ecco l'intervista che il portavoce Piernicola Pedicini ha rilasciato al TgR della Rai su ambiente e creazione di posti di lavoro


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