Eccovi la bad-bank all'italiana, una truffa legalizzata su scala nazionale

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Ieri Pier Carlo Padoan ha trovato l'accordo sulla bad-bank con la Commissione Europea. Al tavolo c'era un grande assente, come spesso accade in UE: gli interessi del cittadino. Quella che il Governo italiano ha negoziato con la commissaria Margrethe Vestager è un'intesa di cui gioveranno solo gli istituti di credito, che potranno tentare di ripulirsi dai loro crediti deteriorati continuando a fare ciò che hanno sempre fatto, truffare risparmiatori inconsapevoli. Grazie al portavoce Marco Zanni vi spieghiamo il funzionamento della nuova "light" bad-bank all'italiana: un contenitore che darà la facoltà alle banche di prendere i loro crediti deteriorati, impacchettarli in prodotti cartolarizzati (come gli ABS, Asset-Backed Securities) e venderli sul mercato a investitori istituzionali. Che poi, come già successo in passato, potrebbero "nasconderli" in prodotti destinati ai semplici risparmiatori. Strumenti che l'investitore-risparmiatore di turno acquisterà inconsapevolmente in piccola percentuale ma in modo distribuito. Il tutto mentre la famosa garanzia dello Stato verrà concessa solo alla prima "tranche" dei crediti cartolarizzati, quella "Senior", ovvero quella meno rischiosa e con più possibilità di essere ripagata. Uno schema che non ci può non far ricordare quello che ha portato alla crisi dei mutui subprime del 2008, durante la quale le grandi banche d'affari si "accorsero", per così dire, di aver sparso in giro per il mondo mutui spazzatura per un valore di molto superiore ai 1.000 miliardi di dollari.

Ora cercheremo di illustrarvi a step il funzionamento e il metodo organizzativo della "light" bad-bank, per poi evidenziarne i problemi e la mastodontica differenza di trattamento che le istituzioni UE hanno riservato alle banche e ai cittadini. Non fatevi spaventare dalle sigle, spiegheremo ogni acronimo nel modo più chiaro possibile.
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STEP 1: LA CREAZIONE DELLI VEICOLI FUORI BILANCIO, GLI "SPV"
Le varie banche italiane che hanno in pancia crediti deteriotati per miliardi di Euro creeranno degli SPV, ovvero degli "Special Purpose Vehicle". Questi ultimi sono scatole che finiscono direttamente fuori bilancio, ma di cui l'azionista di maggioranza è la banca che le ha generate. Parliamo di un tipico "veicolo" che viene utilizzato o per i tristemente famosi progetti di "project financing" (quelli in cui i profitti sono privati e le perdite pubbliche), o per le operazioni di cartolarizzazione (leggasi impacchettamento di titoli obbligazionari).

STEP 2: LA COLLOCAZIONE DELLE SOFFERENZE
Una volta generati gli SPV, le banche vi conferiscono gli NPLs (non-performing loans): le sofferenze bancarie. Lo fa ogni singola banca, spostando all'esterno del bilancio il rischio dei crediti deteriorati, causati, come abbiamo spiegato, in parte dalle operazioni allegre dei banchieri e in parte (la maggiore) dalla crisi euro-indotta dell'economia italiana. Questi SPV saranno veicoli giuridicamente indipendenti e avranno, come ci rassicura Padoan, un management (scelto da chi?) indipendente, nonostante l'azionista rimanga la banca cessionaria. Un fallimento degli SPV potrebbe comunque intaccare l'istituto di credito che l'ha generata, specialmente per il frastuono che si genererebbe sui mercati.

STEP 3: L'IMPACCHETTAMENTO E LA VENDITA DELLE SOFFERENZE
Gli SPV hanno come unico scopo della loro esistenza il liberarsi dalle sofferenze. Visto che all'interno dei crediti deteriorati delle banche ci sono mutui di persone e imprese più o meno inesigibili, l'SPV provvederà a impacchettare il tutto (cartolarizzare) in strumenti obbligazionari da vendere sul mercato. Lo scopo è spalmare le sofferenze in modo omogeneo in questi prodotti cartolarizzati per i mercati, in modo che ci sia una ponderazione statistica del rischio.

STEP 4: LE SOFFERENZE IMPACCHETTATE IN TRE SCAGLIONI
Le sofferenze saranno impacchettate secondo vari appetiti al rischio, perché i mutui e i prestiti che vi sono all'interno hanno effettivamente probabilità più o meno maggiori di essere ripagati. Il prodotto verrà quindi suddiviso in tre tranche: la prima si chiama "Senior", dove confluiranno le sofferenze "buone" con alta probabilità di essere ripagate. Nel "Mezzanino" ci sarà un rischio medio, mentre la tranche "Junior" rappresenta la più rischiosa (qualcosa di simile a quei mutui subprime di cui siamo venuti a conoscenza nel 2008).

STEP 5: LA GARANZIA DEL GOVERNO
Le tranche "Senior" saranno quelle che potranno avvalersi della garanzia del Governo tramite la CDP (Cassa Depositi e Prestiti). Questo significa che le "Senior" - che sono già le sofferenze più sicure - verrano vendute molto velocemente con un rating ottimale, ovvero con una valutazione da parte dei mercati pari o simile a quella sui titoli di Stato italiani (BBB- o superiore). La garanzia dello Stato è offerta al prezzo di mercato per i primi 3 anni (il riferimento saranno i Credit Default Swap su strumenti di pari rischio), in modo da incentivare il recupero dei crediti sottostanti in maniera molto veloce. Rimane chiaramente da capire l'appetibilità e la fine che faranno le altre due tranches, che non saranno garantite da CDP e che quindi avranno un rischio alto.
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L'incentivo a liberarsi dalle sofferenze è quindi solo sui crediti di qualità superiore. A chi vengono rifilate le tranche "Mezzanino" e "Junior"? Quest'ultime non sono garantite, e quindi sono molto rischiose: non vorremmo che si ripeta quanto successo nel 2008, cioè che qualche speculatore le impacchetti e le venda a inconsapevoli risparmiatori. L'unico modo per "garantire" un mercato a questi crediti ulteriormente deteriorati è espandere il metodo Banca Etruria su scala nazionale: truffare i cittadini risparmiatori in modo che acquistino in maniera inconsapevole i pacchetti (tramite fondi di investimento di vario tipo). Come abbiamo quindi compreso, quest'operazione non elimina il rischio delle centinaia di miliardi di crediti deteriorati del sistema bancario, ma lo sposta solo da un operatore (la banca) ad un altro.

Inoltre, la normativa sugli aiuti di Stato viene "interpretata" perché garantita a prezzi di mercato. C'è stato evidentemente un interesse nel raggiungere l'accordo Stato-Commissione per non far saltare il banco. Nel caso del salva-banche non si è utilizzato il fondo interbancario (che, ricordiamolo, è privato) perché la normativa sugli aiuti, come specificò la Commissione, impedisce non solo di usare soldi pubblici, ma anche solo avere una regia pubblica allo schema. Due pesi e due misure: quando si tratta di cittadini truffati il Governo e la Commissione non muovono un dito e interpretano in maniera ortodossa la normativa, mentre per liberare le banche dalla spazzatura si utilizza quella "flessibilità" tanto cara a Juncker e Renzi.

I Trattati, improvvisamente, sono diventati interpretabili e l'ordine dei problemi si è improvvisamente invertito. Secondo il Movimento 5 Stelle, infatti, prima devono venire i cittadini, i cui risparmi sono tutelati dall'articolo 47 della Costituzione Italiana. Senza di essi non esisterebbe lo Stato, ovvero quella figura giuridica a cui le banche devono prestare umile servizio. L'Unione Europea, in connivenza con il Governo italiano, continua invece a fare ciò che ha sempre fatto, gettando benzina sul fuoco e aspettando la fiammata finale che brucerà di colpo l'intero sistema.

Noi ve lo abbiamo già detto e continuiamo a ripeterlo: non c'è alcuna speranza di miglioramento all'interno di questo sistema criminale, che prima ha messo in ginocchio la nostra economia e ora si vuole appropriare dei nostri risparmi per poi commissariarci. Noi, cittadini italiani, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e riprenderci la sovranità che ci è stata derubata. Prima che sia troppo tardi.

In questo video il portavoce Marco Zanni vi spiega il funzionamento della bad-bank:

Lo schema di funzionamento:
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