#TempestaBancaria: posizione e soluzione del M5S

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Chi si agita in Unione Europea affoga. Le istituzioni comunitarie sono strutturate per essere immutabili: quando una forza politica cerca di cambiare le cose, viene affondata dalla propaganda del terrore. Quando un Governo ha mentito, viene - giustamente - affossato, nonostante cerchi disperatamente di agitare le acque e gettare fumo negli occhi. L'escalation di dichiarazioni cercata da Renzi e dai suoi uomini nei confronti dell'Unione Europea fa parte della seconda categoria. Una precisa strategia comunicativa nel vano tentativo di salvare la faccia e tentare di uscire dalle sabbie mobili nelle quali l'Italia è finita. Le motivazioni principali ve le avevamo già descritte: il possibile rifiuto della legge di Stabilità; le trattative infinite per la Bad Bank.

LE COLPE DEL GOVERNO
Ai finti e pilotati attacchi del Bomba Matteo Renzi e dell'abitante di Narnia Sandro Gozi, hanno risposto in rapida successione Jeroen Dijsselbloem (presidente Eurogruppo), Pierre Moscovici (Commissario affari economici) e Jean-Claude Juncker (Presidente della Commissione). I messaggi indirizzati al Governo sono stati chiari: la flessibilità di cui potrebbe godere l'Italia è massima ed eccezionale, quindi bisogna accontentarsi e non scaricare la colpa sull'Europa. I falchi sanno bene che Pier Carlo Padoan si è tenuto (colpevolmente e volutamente) un pezzo di flessibilità per guadagnare punti sul Movimento 5 Stelle, un margine che poteva e doveva essere utilizzato non a scopi elettorali, ma con fini "umanitari".

LA NUOVA "MANOVRINA" DI MARZO
Renzi sa benissimo che le probabilità di una bocciatura da parte dell'UE della legge di Stabilità sono elevate. Si troverebbe così costretto a redigere una manovra correttiva con altri tagli della spesa pubblica (sanità o pensioni?) e aumento della tassazione. A quel punto la strategia comunicativa usata prenderebbe senso e il Primo Ministro italiano potrà iniziare a urlare e scaricare la colpa sull'UE nel tentativo di salvare la faccia. Non c'è nessuna opposizione vera nei confronti dell'Unione Europea ma solo un mero calcolo politico.

I CREDITI DETERIORATI
L'Unione Europea ha fatto quello che ha sempre predicato, senza sorprese. Ha ribadito il concetto per il quale più ci si agita, più si affonda: come nelle sabbie mobili. L'eredità storica di Tsipras insegna che "Un'altra Europa" non è possibile, bisogna essere disposti e preparati politicamente ad uscire dalla gabbia UE/Euro. Il Governo italiano, in aggiunta, non ha mai nemmeno provato a cambiare realmente le cose. Ha clamorosamente sbagliato qualsiasi stima sulla crescita del Paese, proponendo manovre ridicole e inattuabili con gli attuali vincoli di bilancio. Non si è preoccupato delle sofferenze delle banche, una voragine che gli stessi analisti di Bankitalia dicono aggirarsi attorno ai 200 miliardi di Euro (le stime degli analisti indipendenti parlano del doppio: 400 miliardi di Euro).

I PROSSIMI BAIL-IN
Stiamo parlando di buchi pari a circa 1/4 del PIL italiano. Se dovesse arrivare una crisi peggiore di quella generata da Banca Etruria, quanti bail-in dovrebbero essere attuati? I crediti deteriorati sono a livelli record, il salva-banche ha paralizzato e destabilizzato il sistema creando il panico nei risparmiatori e negli investitori (come abbiamo spiegato nei giorni scorsi). In questo quadro, considerata la difficoltà delle nostre banche e la zoppa quanto inutile e dannosa unione bancaria, non sono da escludere istituti di credito in dissesto che dovranno affrontare il fantomatico salvataggio.

LE MOSSE DELLA BCE
La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager sembra vietare il tipo di Bad Bank proposta da Padoan perché violerebbe la normativa sugli aiuti di stato. Nel caso non si riuscisse a definire una modalità efficiente per liberare i bilanci bancari dai "NPL" (crediti deteriorati) e la situazione bancaria italiana si aggravasse (cioè emergesse in toto il marcio che si nasconde tra le pieghe dei bilanci), l'UE, tramite la BCE (organo tecnico che stranamente svolge un ruolo politico) potrebbe spingere per una nuova "Asset Quality Review" (AQR) portando alla luce le vere perdite. In aggiunta, costringerebbe le banche a svalutare e quindi a far emergere grosse perdite d'esercizio che intaccheranno il patrimonio netto.

GLI ISTITUTI ITALIANI AL COLLASSO
Banca Carige, una delle più mal messe e sotto la supervisione diretta della BCE, aspetta gli ispettori di Mario Draghi. Quest'ultimi analizzeranno fino all'ultimo centesimo il portafoglio di crediti deteriorati e, c'è da scommettere, chiederanno ulteriori svalutazioni, come fatto nell'AQR delle banche greche e della portoghese Novo Banco. A quel punto o Carige trova il modo di fare un nuovo aumento di capitale (molto improbabile), o trova un compratore, o sarà bail-in. E questo vale anche per altri istituti del nostro Paese.

ALTRI SCHELETRI NELL'ARMADIO
Sorge anche il dubbio che le quattro nuove banche create col decreto "salva-banche" (Nuova Banca Marche, Nuova Etruria, Nuova Carichieti e Nuova Cariferrara), nascondano ancora qualche scheletro nel bilancio. Non dimentichiamo la vicenda Novo Banco (il doppio bail-in) e il fatto che le quattro banche non siano sistemiche, quindi sotto supervisione non della BCE ma di Bankitalia. Che, come sappiamo, spesso non si accorge (diciamo così), delle falle presenti nei bilanci delle istituti che dovrebbe controllare.

L'OUTLOOK SUL 2016, IL RITORNO DEL MES
Con la lente d'ingrandimento puntata sul 2016 possiamo fare una previsione. La crisi del sistema bancario italiano è causata principalmente dall'Euro. Lo schema di cui abbiamo già ampiamente discusso è il seguente: crisi economica euroindotta/famiglie e imprese non ripagano i debiti/crediti deteriorati a livelli altissimi. Per fronteggiare l'immutabile stato di cose l'Italia dovrà chiedere aiuto all'ESM (il celebre fondo salva Stati, o MES) con l'applicazione della ricapitalizzazione diretta (tramite il "Direct Recapitalisation Instrument", quello usato per le banche greche nel terzo piano di aiuti). Il Governo si troverebbe così costretto a richiedere una cifra che può essere stimata in 100 miliardi di Euro (ma anche maggiore). L'erogazione del prestito sarà legata a forte condizionalità di bilancio e di riforme: in parole spicce, l'Italia sarà definitivamente commissariata.

LA SOLUZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE
Per evitare che questo desolante quadro diventi realtà, l'Italia ha bisogno di cambiare rotta politica. Lo spartiacque per salvare il Bel Paese dal baratro è l'uscita dalla moneta unica, che così strutturata è un semplice vincolo di cambi fissi appannaggio delle economie del Nord Europa, soprattutto la Germania. A questo bisogna affiancare una banca centrale che funga da prestatore d'ultima istanza, derogando dagli assurdi vincoli dell'UE, incarnati dall'Euro. Successivamente è imperativo ricreare un sistema bancario sano e focalizzato esclusivamente sull'economia reale, cioè tornare al modello del Glass-Steagall Act di Roosevelt: da una parte le banche tradizionali che svolgono solo attività di supporto all'economia e dall'altra le banche di investimento che continuano a fare le loro attività speculative libere di fallire senza salvataggi fatti con i soldi dei contribuenti.

In questo video i portavoce Marco Zanni e Marco Valli vi spiegano cosa succederà:

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