Geo-blocking: dall'Europa la proposta per eliminarlo

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Immaginate di comprare un libro in Italia che vorreste leggere in vacanza, magari in Spagna. Se il geo-blocking valesse anche per i prodotti fisici, sareste impossibilitati a farlo. Sembra assurdo ma è esattamente ciò che succede ai prodotti digitali: se acquisti un servizio nel tuo paese, con la legislazione attuale, non puoi usufruirne una volta trasferito all'estero. Una stortura a cui il Parlamento Europeo, grazie anche al contributo fondamentale del Movimento 5 Stelle, sta ponendo rimedio.

Il geo-blocking deve essere cancellato una volta per tutte, solo così potrà compiersi una cittadinanza digitale europea. Ma intanto, di contro, Netflix ha dichiarato che i suoi clienti non potranno più utilizzare servizi quali Proxy o VPN per aggirare i divieti di visione di determinati contenuti. I servizi in questione permettono di nascondere l'indirizzo IP reale utilizzato dall'utente per raggiungere i server, consentendo quindi la visione anche a chi non dovrebbe esserne abilitato. Le maglie dei principali vettori si stringono ma il provvedimento europeo è stato approvato; ora tocca alla Commissione non subire le pressioni delle lobby dell'intrattenimento digitale.

Il Parlamento Europeo ha già deciso di programmare il futuro del mercato unico digitale partendo da tra concetti fondamentali, che ne costituiscono - come già detto qui - i pilastri. Anzitutto partiamo dall'eguaglianza: l'UE deve adoperarsi affinché tutti i cittadini abbiano i medesimi diritti e pari accesso alle opportunità offerte dal mercato unico, altrettanto dobbiamo garantire anche sul piano digitale, eliminando ogni tipo di discriminazione (quelle geografiche in primis). Cittadinanza vuol dire anche partecipazione. Per sviluppare appieno il potenziale del settore abbiamo bisogno che gli utenti partecipino in modo attivo e proattivo in un ambiente che favorisca e semplifichi gli scambi, sia tra privati, sia tra imprese sia a livello di amministrazione pubblica. Ma non dobbiamo trascurare una terza componente della cittadinanza: la fiducia. I cittadini europei impareranno a sfruttare il potenziale del mercato unico digitale solo se sentiranno di essere adeguatamente tutelati e se riusciremo a garantire che per i consumatori, e in particolare gli acquirenti, digitali, valgano gli stessi diritti che possono invocare nella vita quotidiana, soprattutto negli scambi commerciali.

Questi concetti dovranno essere tradotti in proposte legislative dalla Commissione Europea. Noi continueremo a vigilare affinché questo avvenga. La direzione tracciata è quella giusta.

Il portavoce Marco Zullo vi spiega tutto in questo video:

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