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L'Europa presto avrà il suo studio ufficiale e indipendente che stilerà i passi da compiere per incrementare la democrazia diretta all'interno delle istituzioni.

La proposta della portavoce Isabella Adinolfi di effettuare uno studio scientifico sulla possibilità di aumentare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa anche a livello europeo (dal titolo "Technology Options and Systems to Strengthen Participatory and Direct Democracy") è stata accolta da parte del Parlamento europeo a luglio 2015. Lo studio dovrebbe essere quindi lanciato e ultimato nel 2016.

Per maggiori dettagli si deve attendere il lancio della gara e l'assegnazione del progetto ad uno dei consulenti che vi parteciperanno. Lo studio muoverà dallo stato in cui versano le istituzioni rappresentative. In particolare, si prende atto di come tali istituzioni siano sempre più distanti dai cittadini, incapaci d'interpretare il comune sentire e fornire risposte efficaci e capaci di soddisfare l'interesse pubblico.

Questa constatazione risulta essere corroborata dalla costante e preoccupante diminuzione del tasso di partecipazione alle elezioni al quale si accompagna un sempre più elevato tasso di astensionismo. Inoltre, cresce anche la sfiducia dei cittadini nei confronti della classe politica e, più in generale, della democrazia rappresentativa nel suo complesso. Anche le istituzioni europee non sono immuni da tali mali e, per certi versi, sembrano esserne affette in modo più grave.

Ad esempio, il Consiglio e la Commissione non sono organi direttamente eletti dai cittadini e hanno una legittimazione di secondo grado. Si pensi anche alla BCE, organo che viene presentato come tecnico, ma che, anche alla luce della recente crisi economica, ha preso innumerevoli decisioni di grande peso politico. Per non parlare della Troika (BCE, FMI e Commissione Ue) e dell'Eurogruppo (riunione di tutti i ministri delle finanze della zona euro) che sono organi non previsti dai Trattati e quindi giuridicamente inesistenti.

A ciò si aggiunga che i cittadini fanno sempre più fatica ad accettare il fatto che la democrazia possa ridursi alle semplici elezioni, nel corso delle quali viene concessa una delega in bianco, senza poter poi partecipare in nessun modo alla gestione della cosa pubblica. In quest'ottica, i nuovi strumenti tecnologici, come i social media, le piattaforme e specifici sistemi operativi, offrono una possibilità concreta ai cittadini di prendere parte direttamente ai processi decisionali.

Quindi i cittadini, da un lato, possono controllare costantemente l'operato dei loro rappresentanti, facendogli sentire il fiato sul collo, e dall'altro possono farsi istituzione prendendo parte alle scelte che vengono compiute, non delegando più a qualcun'altro il compito decidere al loro posto.

Lo studio si pone quindi l'obiettivo d'indagare, a livello scientifico, le possibilità concrete che sussistono per poter adottare ed implementare a livello europeo strumenti di democrazia diretta ed elettronica, come quelli impiegati dal Movimento 5 Stelle. Il punto centrale dell'analisi sarà rappresentato da un'indagine empirica delle esperienze di democrazia diretta ed elettronica che si possono rinvenire sia in Europa che nel mondo intero.

Diverse esperienze di crowdsourcing ed e-government verranno prese in analisi, oltre a quella del Movimento 5 Stelle. Si pensi così al budget partecipato che viene attuato in Brasile, a Parigi, Reykjavík o ancora le esperienze del partito Pirata in Germania e di alcuni comuni tedeschi. L'esempio dell'Islanda per quanto riguarda la riforma costituzionale, nonché le esperienze di democrazia diretta in Svizzera, in Estonia e Finlandia (Paesi all'avanguardia quando si parla di democrazia diretta e strumenti digitali). Si cercherà quindi di indagare quelle che sono le esperienze positive di democrazia diretta adottate dalle assemblee elettive e dei governi.

Il tutto col fine di cercare di capire quali strumenti si possono immediatamente introdurre ed impiegare per mettere on-line le attività dei parlamentari europei e, se possibile, anche delle altre istituzioni UE. Il Movimento 5 Stelle cerca di portare quelli che sono i principi della democrazia diretta ed elettronica dentro il Parlamento europeo. I cittadini devono riappropriarsi delle istituzioni.

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