La lista della vergogna #PartitiLadri

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Tanto rumore per l'ennesimo furto. L'attenzione mediatica deviata sul caso Quarto è servita a far passare nel silenzio più totale un'altra grande magnata dei partiti. Si tratta di 9,6 milioni di euro frutto del 2x1000 dei cittadini, tasse (Irpef) che invece dovrebbero andare ad alimentare il bilancio dello Stato e finanziare la spesa pubblica (istruzione, sanità, infrastrutture, lotta alla povertà...) e non le casse dei partiti. In Italia i cittadini hanno deciso con un referendum di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, i partiti però lo hanno ripristinato sotto mentite spoglie. In passato lo hanno chiamato rimborso elettorale, oggi lo chiamano 2x1000 ma la sostanza non cambia. Rimangono a tutti gli effetti soldi pubblici!

Nella lista dei beneficiari ci sono i residuati della Prima Repubblica (114 mila al Partito socialista italiano, 32 mila al Partito Liberale italiano), ci sono partiti non presenti in Parlamento (342 mila euro a Rifondazione comunista), partiti inesistenti (137 mila euro a Centro Democratico o 32 mila euro al MAIE!) e non poteva mancare il partito di Monti con 90 mila euro. La fetta più grossa però se la pappano il Partito Democratico con oltre 5 milioni di euro, la Lega Nord con 1,1 milioni di euro e Sinistra e Libertà con 881 mila euro.

IN EUROPA I PARTITI FANNO IL BIS
Non bastano i contributi che percepiscono in Italia, una volta arrivati in Europa partiti e fondazioni europee chiedono e ottengono il bis. Nel 2016 il Parlamento europeo stanzierà per i primi 31,4 milioni di euro e per i secondi 18,7 milioni. La somma prevista per le delegazioni facenti parte del gruppo EFDD ammonta a circa 3 milioni di euro. La delegazione del Movimento 5 Stelle HA RINUNCIATO TOTALMENTE alla possibilità di usufruire di questi fondi.

Il Movimento 5 Stelle non c'è nella lista della vergogna del 2X1000. Il Movimento 5 Stelle non è un partito, non vuole finanziamenti pubblici né quelli del 2X1000 dei contribuenti. Il Movimento 5 Stelle ha rifiutato più di 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, tagliato gli stipendi dei suoi eletti a favore delle Pmi e dimostrato che non servono soldi pubblici per fare politica. Il Movimento 5 Stelle si finanzia con piccole donazioni volontarie dei sostenitori, attraverso le manifestazioni pubbliche come Italia5Stelle o con le iniziative "Il parlamentare che ti serve la pizza".

Con le tasse dei contribuenti lo Stato regala soldi pubblici ai giornali, ai partiti, alle banche e agli imprenditori amici (vedi il caso Ilva), però poi quando il Movimento 5 Stelle propone il reddito di cittadinanza dicono che non ci sono i soldi per aiutare i cittadini in difficoltà. Tutto questo finirà presto quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo di questo Paese.

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