renzi-austerity-5stelleeuropa-parlamentoeuropeo-eurdeputatipd.jpg


Il Partito Democratico, assieme a Forza Italia ed NCD, sono autori dell'ennesima follia al Parlamento Europeo. Hanno avuto il coraggio di votare a favore di Germania e Olanda sull'annosa vicenda dell'enorme surplus della bilancia commerciale, accumulato grazie all'export drogato dal cambio fisso e dalla compressione di domanda e salari: una delle principali ragioni degli squilibri macroeconomici della zona Euro a danno dei Paesi mediterranei. Mentre il Bomba chiede l'elemosina e prende schiaffi da Bruxelles per cercare di ottenere una briciola di flessibilità, i suoi eurodeputati votano contro le richieste di risolvere il problema dei surplus abnormi accumulati dai tedeschi, che da anni violano le regole contenute nel Six-Pack. Non solo, i piddini distruggono gli emendamenti che consentono di esentare gli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio, di sospendere il TTIP e la concessione del MES alla Cina e di riformare il sistema bancario con una separazione delle attività di trading dalla funzione creditizia. Tutto in un colpo solo. Non male per l'esecutivo che voleva cambiare l'Europa imponendo una visione nuova, quella per cui ha ottenuto il 40% delle "speranze" degli elettori alle ultime trionfanti europee.

LA FINTA BATTAGLIA DI RENZI
Una posizione che conferma i forti sospetti che la battaglia di Renzi nei confronti dell'Europa sia in realtà una penosa operazione mediatica che non trova alcun riscontro nella posizione ufficiale tenuta dal Premier nelle sedi istituzionali. Il PD, infatti, china la testa come da copione, dando pieno supporto alla scellerata idea di un'Europa sempre più tecnocratica e antidemocratica, fondata sul dogma neoliberista del rigore, della moneta e della liberalizzazione finanziaria. In plenaria non si è scelto solo di rigettare le nostre istanze, ma anche di approvare un testo che supporta una strategia per la crescita basata sulla continuazione a oltranza del consolidamento fiscale (leggasi austerità), sulle riforme strutturali e sulle privatizzazioni. Posizione effettivamente in linea con la proposta ufficiale espressa dal governo italiano per il futuro dell'Europa, che di fatto chiede la definitiva remissione della sovranità nazionale, con la conseguente distruzione delle strutture democratiche del Paese. Solo per fare alcuni esempi: si parla dell'introduzione di un "super ministro" delle finanze e di un bilancio comune dell'Eurozona attraverso cui realizzare una politica fiscale accentrata e imposta dall'alto dal volere tedesco, della massimizzazione dello spazio di bilancio nazionale entro i vincoli del Patto di Stabilità rafforzato, del completamento dell'unione bancaria e della trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilità in un Fondo Monetario Europeo.

UN TESTO CONTRO I CITTADINI
Con questo scandaloso report i partiti dell'establishment hanno avallato la strategia della Commissione Europea, basata sul perseguimento delle vecchie ricette fallimentari. Non è la prima volta che accade, già con i report Berès e Rosati avevano svelato le carte in tavola. Il tutto si sposa alla perfezione con il piano dei famosi cinque presidenti che da soli e nelle stanze segrete decidono il futuro di oltre 500 milioni di persone: Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea; Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo; Mario Draghi, presidente della BCE; Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo; Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo. Questi grandi statisti continentali ignorano le regole europee sancite dai Trattati che dovrebbero costare alla Germania una procedura correttiva che prevede pesanti sanzioni per ridurre in modo drastico i surplus record delle partite correnti accumulati a partire dall'introduzione dell'Euro, ponendo fine alla concorrenza sleale realizzata alle spese dei partner europei. Sfruttando i vantaggi di una moneta artificialmente sottovalutata rispetto alla sua economia. Invece il surplus, causa del problema, è paradossalmente esaltato al punto da farlo diventare un segnale positivo di competitività esterna che avrebbe addirittura "effetti di ricaduta positivi su tutta la catena del valore, di cui gli altri Stati Membri possono beneficiare in svariati modi", non meglio specificati.

LE SOLUZIONI
Solo la riconquista della piena sovranità potrà fornire gli strumenti ai cittadini per ricostruire il futuro. Lo ha dimostrato la Gran Bretagna, che è stata in grado di negoziare in Europa a testa alta, da protagonista. Mentre la Grecia è stata calpestata e l'Italia costantemente umiliata, nonostante la propaganda del Bomba. Senza rivedere i vincoli di bilancio, senza restituire agli stati membri il controllo della politica fiscale e monetaria, senza mettere in discussione il fallimentare progetto dell'unione monetaria, senza affrontare alla base il gravissimo problema di assenza democrazia intrinseco nei meccanismi di coordinamento fiscale e nelle strutture tecnocratiche dell'unione monetaria, è evidente che concetti come investimenti pubblici, benessere sociale e occupazione rimarranno solo parole tanto belle quanto inutili. L'unico reale risultato sarà il crollo caotico dell'Eurozona, che nessuno si auspica.

TUTTI GLI EMENDAMENTI
Il Movimento 5 Stelle, in seduta plenaria, ha proposto queste fondamentali soluzioni
(scarica qui gli emendamenti in versione originale).
- applicazione della procedura correttiva sugli squilibri macroeconomici nei confronti dei Paesi che hanno accumulato surplus eccessivi delle partite correnti alle spese degli altri stati membri, con particolare riferimento a Germania e Olanda (basterebbe fare in modo che questi Paesi aumentino la spesa pubblica, gli investimenti e permettano l'aumento dei salari per ridurre il gap tra paesi in surplus e paesi in deficit, uno "sforzo" decisamente più sostenibile molto diverso delle ricette lacrime e sangue imposte ai paesi del Sud Europa, su cui sinora si è scarito tutto il peso dell'aggiustamento);
- introduzione di un meccanismo democratico di recesso o opt-out dall'Eurozona per lasciare i Paesi membri liberi di decidere se partecipare o meno a un progetto che sta conducendo allo smantellamento dello stato sociale, alla distruzione delle economie deboli e a intollerabili divergenze tra paesi europei;
- prendere in considerazione l'opportunità di preparare un "piano B", a fronte di un'unione monetaria che si mostra più incapace di gestire le crisi e condurre a una vera ripresa, con cui organizzare una dissoluzione coordinata e ordinata dell'Eurozona;
- immediata esenzione degli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio;
- sospensione TISA, TTIP e nessuna concessione del MES alla Cina per le prevedibili pesantissime ripercussioni sulla crescita e l'occupazione;
- riforma strutturale delle banche basata su separazione delle attività di trading da funzione creditizia, unico strumento per risolvere il problema del too-big to fail e evitare che i costi delle crisi si ripercuotano su contribuenti, depositanti e risparmiatori (come accadrebbe oggi col bail-in in caso di nuova crisi finanziaria);
- riforma stringente del settore finanziario per riportarlo a svolgere una vera funzione di sostegno all'economia reale e alla società e opposizione all'unione dei mercati dei capitali che va nella direzione opposta di una ulteriore "finanziarizzazione" dell'economia, a danno della crescita e dell'economia reale.

Il Movimento 5 Stelle in Europa ha anche ripresentato per l'ennesima volta degli emendamenti che denunciano gli effetti distruttivi dell'Euro sull'economia continentale e il suo ruolo nell'esasperare gli squilibri e le disparità all'interno dell'Eurozona.

TUTTI I VOTI, NOME PER NOME
Ecco, di seguito, chi ha avuto il coraggio di votare contro queste soluzioni
(scarica qui la lista di voto originale).

- il report passa con 395 voti a favore e 203 contrari, PD e Forza Italia compatti a favore:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, Toia, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

Indipendenti: Cofferati, Schlein.

PPE, Forza Italia: Cicu, Cirio, Comi, Gardini, Martusciello, Maullu, Mussolini, Patriciello, Pogliese, Salini, Tajani.

NCD: Cesa, La Via.

Partito popolare sudtirolese: Dorfmann.
__________

- sull'emendamento che chiede di attivare la procedura sanzionatoria contro i surplus di Germania e Olanda, vota contro tutto il PD, tranne Toia:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

FI+NCD: Cicu, Cirio, Comi, Mussolini, Patriciello, Salini, Tajani, Cesa, La Via, Dorfmann.
__________

- sull'emendamento che denuncia il ruolo della moneta unica nel generare squilibri insostenibili all'interno dell'Eurozona, ricordando che l'Euro ha un impatto asimmetrico e distruttivo sulle economie del Sud mentre dà vantaggi competitivi ai Paesi del Nord), vota contro tutto il PD:
S&D, PD: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, , Toia, Viotti, Zanonato, Zoffoli.

FI+NCD: Cicu, Cirio, Comi, Mussolini, Patriciello , Salini ,Tajani, Cesa, La Via, Dorfmann.
__________

- sull'emendamento che denuncia che il peso dell'aggiustamento è caduto tutto sui paesi in deficit del Sud Europa a cui sono state imposte svalutazione interna e austerità, mentre al contrario le economie del Nord hanno potuto continuare ad accumulare surplus commerciali, votano tutti contro tranne, Cozzolino, Schlein e Toia che si astiene.
__________

- sulla richiesta d'immediata esenzione degli investimenti pubblici produttivi dalle regole di bilancio, la maggioranza del PD vota contro. A favore Benifei, Bettini, Cozzolino, Gualtieri, Toia, Zoffoli. Mentre Chinnici, Danti, De Monte, Giuffrida, Kyenge e Schlein si astengono.

Ascolta e diffondi la denuncia del portavoce Marco Valli in seduta plenaria a Bruxelles, prima del voto:

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo