#Brexit: Dio salvi la Regina, ma non l'Europa

BREXIT-cameron-m5s-farage-efdd-5stelleeuropa-parlamentoeuropeo.jpg


Eccola qua, la classica metodologia europea. Agli "sfigati" le regole si applicano in modo scrupoloso, per gli altri si interpretano. Mentre tutti aspettano il summit europeo che si terrà il 18 e 19 febbraio, sono arrivate le offerte che la Commissione Europea ha messo sul tavolo pur di trattenere la Gran Bretagna nella grande e solidale famiglia continentale. Le mosse dell'esecutivo europeo vorrebbero spingere i britannici a votare "SI" al referendum per la permanenza o meno della Grande Bretagna nell'UE. E' un po' lo stesso discorso che si adotta quando si parla di flessibilità: a lui ne concedo un po' perché è grande e grosso; il piccolo invece può distruggere il suo stato sociale. Perché, tanto, cosa vuoi che succeda se fallisce la Grecia? Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, si macchia quindi dell'ennesima figuraccia del suo mandato: concede qualcosa agli inglesi, ma rimanda a fantomatici approfondimenti negoziali, tutti da definire. La verità è che la bomba ad orologeria che ha innescato è composta da due ingranaggi ben distinti: problema immigrazione e polverizzazione della "Ever Closer Union". I due pilastri che, prima degli altri, rivelano la tradizione tedesca del continente e gli egoismi nazionali che rendono impossibile all'Unione di diventare tale.

WELFARE "SELETTIVO" IN UK
Una delle questioni più dibattute, su cui sembra prevalere la linea Cameron, è la possibilità di avvalersi di limitazioni nei confronti dei benefici nel capo assistenziale. Stiamo parlando degli immigrati comunitari, che vedrebbero cambiamenti in materia di assegni familiari, alloggi popolari e salari minimi. Qualunque cittadino europeo potrà trasferirsi in UK per cercare lavoro, ma alcune categorie (senza ancora alcuna definizione) non potranno usufruire dello stesso livello di welfare di cui beneficiano i cittadini britannici.

FINE DELLA "EVER CLOSER UNION"
Dalle parole di Donald Tusk viene meno anche il principio fondamentale della "Ever Closer Union", ovvero della stessa integrazione europea. Quest'ultima è un pilastro su cui si è legiferato negli ultimi decenni, per cercare di uniformare il più possibile (spesso senza successo) le differenze degli Stati membri. Un principio che si è praticamente materializzato solo con la moneta unica - non è mai stato applicato sull'elusione fiscale -, che sappiamo bene aver portato disastri a cascata.

IL PIANO DEI GRANDI D'EUROPA
Il referendum in Gran Bretagna sulla permanenza in Europa avrà comunque delle conseguenze deflagranti sulla futura evoluzione dell'assetto istituzionale europeo. Le proposte di maggior autonomia che il governo inglese vorrebbe garantite da Bruxelles - in modo da potersi schierare apertamente per il "SI" al referendum - saranno il Cavallo di Troia per creare una Europa a geometrie variabili. La richiesta di Cameron (alla quale la Merkel non ha detto di no) prevede una "super-Europa" chiusa nel fortino dell'Euro e delle politiche di bilancio basate sull'austerità. E una "semi-Europa", dove ciascun Stato conserva le proprie monete nazionali con al contempo i vantaggi della partecipazione al mercato unico.

E TUTTI GLI ALTRI STATI MEMBRI?
La domanda sorge spontanea: anche gli altri Stati membri avranno la possibilità di avanzare simile pretese all'UE? Comunque andrà l'esito del referendum, si conferma il gigantesco insuccesso dell'attuale governance europea, che ha fatto di tutto per fallire in una molteplicità di campi: politiche monetarie e immigrazione in testa, come detto. Rimarranno con un pugno di mosche, in particolare, quei Governi (Italia in testa) che nulla hanno fatto per evitare l'inevitabile cambiamento di un modello disastroso. La moneta unica, vero strumento di controllo dei Governi e dei popoli, diventerà ancora più stringente: Italia, Francia, Spagna e Grecia verranno strangolati nella sua morsa. Ci sarà un bilancio separato per l'Eurozona e infine un super ministro delle finanze con pieni poteri, che priverà gli Stati Membri dell'ultimo briciolo di sovranità ancora non svenduto ai tecnocrati europei.

Benvenuti nel futuro senza M5S. Nel frattempo, "Dio salvi la Regina".

Per Nigel Farage è tutta una messa in scena per convincere i britannici a votare "SI" per poi comportarsi come ci si è sempre comportati: calpestando la democrazia.
Ascoltate il suo intervento di questa mattina in plenaria a Strasburgo:

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo