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Il voto sull'olio tunisino è stato rinviato. Il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato due emendamenti (uno dei quali presentato dal Movimento 5 Stelle) al testo proposto dalla Commissione europea che, di fatto, obbligano l'apertura di un nuovo negoziato con gli Stati membri. Gli agricoltori italiani per ora sono salvi, nonostante la bocciatura da parte del Parlamento europeo della richiesta di rigetto dell'import delle olio tunisino, richiesta presentata dal Movimento 5 Stelle. L'aula lo ha respinto con 528 voti contrari contro 114 favorevoli.

La partita adesso si riapre proprio grazie all'approvazione dell'emendamento del Movimento 5 Stelle, che obbliga la Tunisia a esportare esclusivamente olio proveniente da olive tunisine. Questo emendamento era stato presentato con l'obiettivo di rassicurare i consumatori italiani sulla reale provenienza dell'olio. La Tunisia, infatti, commercializza olio anche con altri Paesi nordafricani. Chi controlla che sia davvero olio tunisino? Senza controlli questa misura favorirebbe ancora una volta le multinazionali che vogliono importare olio a prezzo stracciato, uccidendo così la produzione italiana. Alcuni esponenti del Partito Democratico che cantano vittoria sul rinvio del voto del Parlamento europeo dovrebbero spiegare agli italiani perché oggi hanno votato contro la soppressione del provvedimento (emendamento 16 presentato dal M5S). Gli italiani non dimenticano il voto a favore dei suoi esponenti (Alessia Mosca e Goffredo Bettini) in Commissione Commercio Internazionale. Se fosse per loro saremmo fritti!

OLIO TUNISINO
Ecco come sono andate le cose:

1) La Commissione europea ha presentato una proposta legislativa che prevede l'importazione a dazio zero di 70.000 tonnellate di olio tunisino in due anni.

2) Il Parlamento europeo ha modificato la proposta della Commissione con due emendamenti (uno dei quali presentato dal Movimento 5 Stelle).

3) Poiché in Europa le decisioni vengono prese con la procedura della codecisione fra Commissione, Parlamento e Consiglio europeo, il testo emendato adesso passa al Consiglio europeo dell'Agricoltura (tutti i Ministri dell'Agricoltura degli Stati membri). In questa sede il Ministro Maurizio Martina avrà il DOVERE di difendere il Made in Italy e di essere coerente con le sue dichiarazioni alla stampa. Martina pensava di fare il furbetto chiedendo alla Commissione europea un dietrofront...Il dietrofront doveva essere chiesto mesi fa quando la Commissione europea aveva elaborato, sottoscritto e inviato la proposta al Parlamento europeo per la ratifica finale. Adesso, grazie all'emendamento del Movimento 5 Stelle approvato in plenaria, Martina non potrà sfuggire alle sue responsabilità e dovrà rigettare questa proposta. Il suo voto da solo non basta? Allora si allei con i suoi colleghi spagnoli, greci e portoghesi più penalizzati dall'import di olio tunisino.

Come ben spiega in una intervista al quotidiano La Sicilia Ettore Pottino, presidente di Confagricoltura Sicilia, è falso e ipocrita dire che questo provvedimento aiuti il popolo tunisino: "in questi ultimi anni di delocalizzazione dell'agricoltura - specifica Pottino - imprenditori siciliani, italiani, tedeschi, spagnoli ed europei in generale hanno spostato i loro interessi dove il denaro viene remunerato di più. Hanno fatto incetta di seminativi in Romania per beneficiare dei contributi della Pac, di agrumeti in Marocco per importare arance facendole passare per spagnole e, manco a dirlo, hanno comprato tutti gli oliveti tunisini usufruendo dello sgravio fiscale totale per dieci anni. Qui hanno investito rendendo innovativi gli impianti e, grazie alla manodopera a costo bassissimo e alla possibilità di impiegare fitofarmaci proibiti in Europa, invadono i nostri mercati di olio a 2-3 euro al chilo. Dunque, la Mogherini e l'Ue non daranno questo aiuto al popolo tunisino, non sosterranno la democrazia di quel Paese, ma i nostri imprenditori e quelli italiani e tedeschi che, senza pagare tasse, miscelano legalmente il loro olio tunisino con quello siciliano o italiano, o lo vendono con etichetta tunisina nei supermercati a prezzi low cost. Il nostro olio non può competere e viene svenduto o non viene acquistato".

L'EUROPA SI VERGOGNI DI SPACCIARE PER AIUTO QUELLO CHE INVECE E' SFRUTTAMENTO!


NOMI E COGNOMI DEGLI EURODEPUTATI CHE HANNO VOTATO CONTRO #NoOlioTunisino, l'emendamento 16 presentato dal M5S.

S&D: Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Cofferati, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Gentile, Kyenge, Morgano, Mosca, Panzeri, Pittella, Sassoli, Schlein, Toia, Viotti, Zanonato

PPE: Dorfmann, Martusciello, Maullu

GUE: Maltese, Spinelli


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Federica Mogherini ha risposto alla richiesta del Movimento 5 Stelle di incontro per discuter di misure alternative all'importazione dell'olio tunisino e salvare così il Made in Italy. La battaglia continua.

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