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Come useranno il TTIP multinazionali del calibro di Monsanto? A questa domanda, e alle ovvie preoccupazioni per la famigerata clausola ISDS contenuta nelle negoziazioni del Trattato, ci rispondono i fatti. O meglio, l'azione legale che la stessa Monsanto ha intentato alla California, per impedire che l'erbicida glifosato sia inserito nell'elenco delle sostanze chimiche che causano il cancro. La decisione dello Stato americano è in linea con quanto previsto dalla "Proposition 65": la legge impone che le autorità compilino scrupolosamente una lista delle sostanze chimiche cancerogene. Un bollettino attraverso cui informare la popolazione riguardo ad eventuali rischi per la salute. A settembre l'OEHAA aveva comunicato che stava pianificando di inserire il glifosato nella lista delle sostanze vietate perché altamente pericolose. Una mossa che la Monsanto non ha chiaramente accettato, disconoscendo la classificazione del glifosato come sostanza cancerogena e istituendo ufficialmente la battaglia per difendere l'erbicida Roundup. Secondo la multinazionale, le indicazioni dello IARC non possono diventare la base per modificare i regolamenti e le liste esistenti.

UN RIPASSO SUL GLIFOSATO
Vi ricordate cos'è il glifosato (lo avevamo denunciato grazie ai nostri portavoce Marco Zullo ed Eleonora Evi)? Stiamo parlando di uno dei diserbanti più usati al mondo, che evidenze scientifiche hanno dimostrato essere cancerogeno. Lo dice lo IARC - Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - e l'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli effetti del Roundup, uno dei prodotti di punta della multinazionale Monsanto, non sono ancora del tutto noti. Soia, mais e cotone "Roundup Ready" (prodotti da quest'ultima) sono infatti resistenti all'erbicida Roundup e la soia "Roundup Ready" è il prodotto OGM più coltivato nel mondo. E "naturalmente" si dicono "Roundup Ready" quelle colture geneticamente modificate al fine di tollerare erbicidi a base di glifosato. Tutto si lega.

QUANTO VALE LA VOSTRA SALUTE
Il Roundup è utilizzato come erbicida a base di glifosato dagli agricoltori di tutto il mondo, con un giro d'affari pari a 4,8 miliardi di dollari. A seguito della classificazione del glifosato da parte dello IARC, Monsanto sarebbe stata nominata in numerose cause secondo cui la multinazionale sarebbe al corrente da decenni dei rischi per la salute legati al glifosato, ma continuerebbe a produrre e vendere il Roundup senza problemi. Il costo umano del glifosato è noto e ben rappresentato in uno sconvolgente documentario che potete trovare in fondo a questo articolo.

LE PAROLE DELLA MONSANTO
La Monsanto, dal canto suo, si fa forte della posizione espressa dall'EFSA. Eccovi le sue parole: "Monsanto ha avviato un'azione legale per prevenire un possibile inserimento erroneo del glifosato tra le sostanze chimiche che causano il cancro, secondo quanto previsto dalla Proposition della California 65 (Prop 65), che impone allo Stato di mantenere una lista di tali sostanze chimiche. L'inserimento del glifosato in tale lista sarebbe viziato e privo di fondamento in quanto - come è stato concluso dall'ultimo report EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare e le autorità di regolamentazione dei pesticidi in tutto il mondo, il glifosato non provoca il cancro".

LA VERITÀ SULL'EFSA
Tuttavia, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare non decise di smentire lo IARC. Ci tenne a puntualizzare (rigurgito di coscienza?) che lo IARC effettua una classificazione sulla base delle informazioni ricavabili dalla letteratura scientifica, mentre i suoi studi si basano su informazioni inedite che derivano dal mondo industriale. E qui si svela l'arcano, in quanto è piuttosto evidente che si stia cercando di tutelare alcuni interessi specifici piuttosto che i diritti dei cittadini. Le informazioni aggiuntive che avrebbero portato l'EFSA ad una conclusione discutibile nascono dunque dalle fonti analizzate, che sono state probabilmente fornite dalle stesse aziende che il glifosato lo producono. Ovvero, da chi ha interessi commerciali enormi affinché una classificazione comunitaria (che potrebbe sancire la fine della sostanza e del loro business) sia evitata.

IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
La Monsanto deve essere fermata. A tutti i cittadini europei (e del resto del mondo), che andranno a consumare i prodotti coltivati con dosi massicce di glifosato, deve essere garantito il principio di precauzione. Deve esistere la certezza scientifica che il glifosato sia totalmente innocuo per la salute, per ora è l'esatto contrario. Il M5S si batterà per chiederne il ritiro dal mercato. Inoltre, se mai ce ne fosse ancora bisogno, questo è l'ennesimo esempio di come un Trattato come il TTIP possa capovolgere gli equilibri e le relazioni tra industria e democrazia. Quest'ultima non può e non dovrà essere soggiogata al profitto.

Noi non molleremo mai, statene certi.

Il costo umano del glifosato (immagini forti):

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LA STORIA DEL GLIFOSATO IN EUROPA:
- IL PESTICIDA PIÙ USATO AL MONDO È CANCEROGENO, LA MONSANTO LO SA
- SIAMO NOI LE CAVIE DELLA MONSANTO. IL PARLAMENTO EUROPEO TACE SUL GLIFOSATO
- CASO GLIFOSATO: LA SCIENZA A SERVIZIO DEI LOBBISTI
- LA COMMISSIONE COPRE LA MONSANTO, AUTORIZZATO IL MAIS VELENOSO AL GLIFOSATO

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