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L'UE combatterà il commercio illegale di animali domestici. L'istituzione di un'anagrafe unica europea permetterà di tracciare tutti gli animali in Europa, un grandissimo risultato chiesto a gran voce dalla LAV - Lega Anti Vivisezione - già dal 2008. Tutti i Paesi dell'Unione dovranno dotarsi di sistemi d'identificazione e registrazione omogenei e ci dovrà essere una più rigida regolamentazione per la movimentazione degli animali d'affezione. La Commissione Europea dovrà dare seguito alla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo lo scorso giovedì, con i voti favorevoli dei portavoce del Movimento 5 Stelle. Successivamente la palla passerà al Consiglio, che avrà il compito di dare un supporto all'approvazione della nuova normativa.

Per i deputati, infatti, il traffico di animali, inclusi quelli selvatici ed esotici, è sempre più legato alla criminalità organizzata e rappresenta un rischio per la salute pubblica, il 70 % delle nuove malattie insorte negli esseri umani negli ultimi decenni sono di origine animale. L'obbligo d'istituire una banca dati onnicomprensiva ridurrà la possibilità di falsificazione dei documenti e aiuterà a contrastare il commercio illegale, favorendo la tracciabilità dei focolai e la lotta al maltrattamento degli animali.

A livello nazionale il Movimento 5 Stelle si è già dimostrato precursore. Sulla "promozione della cultura contro il maltrattamento degli animali" i portavoce hanno presentato in Senato due mozioni (Taverna e Fucksia) e un odg (Fattori) che sono stati approvati dall'assemblea. La battaglia per il rispetto dei diritti degli animali prosegue ora con la richiesta di calendarizzazione del Disegno di Legge 1482, a prima firma di Serenella Fucksia, già presentato sulla sistema operativo M5S LEX. Un Ddl che contiene anche gli impegni approvati con le nostre mozioni e che andrebbe a riempire un vuoto normativo, denunciato anche da numerose associazioni animaliste che hanno espresso il loro sostegno al lavoro del M5s in favore degli animali.

Nel testo della risoluzione europea, invece, si evidenzia che, sebbene molti Stati membri dispongano già di sistemi obbligatori per la registrazione degli animali domestici da compagnia, esistono differenze per quanto riguarda il tipo di informazioni registrate e gli animali soggetti a obbligo di identificazione e registrazione.

Tuttavia, molta strada resta ancora da fare. Sono tristemente indimenticabili le immagini dell'inchiesta di Report sulla "spiumatura" delle oche negli allevamenti in Ungheria, la tortura delle tigri nei circhi documentata dalla LAV, la morte prematura dei delfini costretti a vivere contronatura nei delfinari. Solo alcuni esempi che dimostrano quanto urgente sia un cambiamento. Gli animali sono esseri senzienti (un essere dotato della capacità di provare sensazioni come la gioia e il dolore) e come tali vanno considerati.

Altro aspetto controverso è il tema della sperimentazione. Medici, biologi, veterinari e scienziati lamentano una disinformazione riguardo ai metodi alternativi. L'assenza di un adeguato finanziamento, la mancanza di una formazione universitaria per gli studenti e i futuri ricercatori sullo stato attuale della ricerca scientifica non li orienta a cercare soluzioni diverse per il miglioramento del progresso della scienza. Un aspetto fondamentale che la Commissione Europea ha deliberatamente deciso d'ignorare, respingendo la richiesta di abolire i test scientifici sugli animali. La campagna Stop Vivisection era stata lanciata nel 2012 e aveva raccolto quasi 1,2 milioni di firme di cittadini provenienti da sette Stati europei. Una ICE - così viene chiamata l'Iniziativa dei Cittadini Europei - buttata nel cestino.

Per ora godiamoci questa presa di posizione del Parlamento Europeo. Monitoreremo l'operato del Governo in sede di Consiglio e rilanceremo la battaglia fino a quando anche l'ultimo tassello non sarà al suo posto.

Il PassaParola di oggi sul blog beppegrillo.it:

Video archivio del 9 marzo 2015, la portavoce Eleonora Evi parla di "Stop Vivisection":

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