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Salvare 3 milioni di posti di lavoro. E' questa la priorità politica del Movimento 5 Stelle in Europa. Entro l'11 dicembre 2016 la Commissione europea deve decidere se riconoscere alla Cina lo status di economia di mercato. I Paesi del Nord Europa (Finlandia, Svezia, Germania, Olanda) spingono per un sì perché le loro multinazionali sono affamate di prodotti a basso costo. A loro non interessa se le merci Made in China vengono realizzate sfruttando i lavoratori.

L'architrave delle economie dell'Europa del Sud (Italia, Spagna, Portogallo, Francia) è, invece, la piccola e media impresa. Per le pmi sarebbe impossibile concorrere con il Made in China. Il danno sociale ed economico sarebbe irreparabile: si regalerebbero alla concorrenza sleale cinese interi settori produttivi vitali per l'economia europea. Secondo un autorevole studio, le conseguenze di questo riconoscimento porterebbero alla perdita di circa 3 milioni di posti di lavoro, 400 mila solo in Italia patria del manifatturiero e delle pmi. I settori più colpiti dall'eliminazione dei dazi sono quelli in cui il Made in Italy eccelle: siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile, arredo, biciclette.
 
Bisogna fare presto! C'è solo un modo per fermare questo suicidio assistito: fare rete, parlare con tutti, convincere i singoli europarlamentari e i gruppi politici sulle gravi conseguenze del Mes alla Cina. A prescindere dalla decisione della Commissione europea, il Parlamento avrà l'ultima parola. L'Italia dei fannulloni e dei fanfaroni non conta nulla in Europa. Tocca, dunque, al Movimento 5 Stelle costruire un percorso politico per difendere imprese e lavoratori.
 
Non è più tempo delle chiacchiere. Ecco perché, dopo l'evento del copresidente dell'Efdd David Borrelli, Laura Agea e Tiziana Beghin hanno organizzato al Parlamento europeo di Strasburgo una tavola rotonda con gli europarlamentari Maria Arena (S&D), Marian Harkin (ALDE) e Reinhard Bütikofer (GREENS EFA). Senza il coinvolgimento di tutti i gruppi politici c'è il rischio che i Paesi del nord Europa vincano questa battaglia economica e politica. Hanno partecipato all'evento anche i rappresentanti delle industrie europee più penalizzate dal riconoscimento Mes alla Cina. Presente anche l'economista Robert E. Scott, autore dell'unico studio finora pubblicato sulle conseguenze economiche e sociali di una Europa Made in China.

#NoEuropeMadeInChina
 
Ecco il link della diretta streaming

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