M5S nelle stanze del potere americano, dove Draghi non conta nulla

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Commentare le ultime imprese di Mario Draghi è un inutile esercizio, dato che ogni sua mossa risulta completamente inutile per far ripartire l'economia reale. E inizia anche ad essere noioso il ritornello, dato che il M5S dal 2014 continua a ripetere che i vari LTRO, TLTRO e QE non avrebbero mai funzionato. Il Governatore della BCE regala centinaia di miliardi di Euro agli istituti di credito, non obbligandoli a riversare questi soldi su imprese, famiglie e cittadini. In questo modo, nonostante ciò che ci vogliono far credere, l'inflazione non potrà mai tornare a salire in quanto mancano i presupposti fondamentali: innalzamento dei salari e investimenti delle imprese. In un sistema depresso come quello dell'Eurozona e dell'UE nel suo complesso l'unica mossa vincente sarebbe monetizzare il deficit, che tradotto significa fornire l'adeguata liquidità ai vari Governi degli Stati membri che dovrebbero poi immetterla nell'economia reale, vessata da due decenni d'austerità. Ma qui arriva la contraddizione della moneta unica, che con i suoi vincoli non permette nemmeno di pensarla un'azione simile. Per rimettere in sesto questa sciagurata pseudo-unione serve da un lato uscire dall'Euro, dall'altro imporre una riforma che parta da una netta separazione bancaria sul modello del Glass-Steagall Act di Roosevelt. Affinché i problemi di finanziamento all'economia reale non si ripresenti mai più. Il viaggio dei portavoce Marco Zanni e Marco Valli negli USA è servito a discutere con i membri del Congresso statunitense proprio questi temi: la regolazione delle banche e il futuro dell'Unione Europea e dell'Eurozona.

Il Movimento 5 Stelle, ad una settimana da questi incontri, ha creato un innovativo canale di comunicazione. Numerosi senatori e deputati americani hanno infatti sostenuto, durante la loro attività, una forte regolamentazione delle celebri "too big to fail". Nancy Pelosi in particolare, leader della minoranza della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, ha convenuto che la situazione è drammatica, perché una crisi bancaria in stile 2008 è alle porte e potrebbe avvenire da un giorno all'altro. Senza alcun preavviso.

La separazione bancaria è solo uno dei primi passi da intraprendere verso un sistema incentrato sull'economia reale e non più sulla speculazione. Gli strumenti derivati e il trading dovranno essere un lontano ricordo. Da oggi non siamo più soli: l'affinità d'idee con i rappresentanti del Congresso ha confermato - se mai ce ne fosse bisogno - che c'è qualcosa di profondamente marcio nel sistema monetario internazionale. Una consapevolezza, tra l'altro, che sta crescendo nelle coscienze di molti rappresentanti delle istituzioni, a tutti i livelli.

L'innegabile verità odierna è che esistono ancora banche d'affari "too big to fail" che rappresentano un rischio sistemico per l'economia. La loro minaccia è stata ingigantita approvando in Europa regolamenti criminali come il bail-in o rafforzando l'unione bancaria a tutti i costi. Ciò che è stato fatto dal 2008 non è sufficiente. I rappresentanti che avrebbero dovuto decidere per il meglio dei cittadini erano e sono imbottiti di conflitti d'interesse, impegnati a fare le parti dei buoni o dei cattivi poliziotti a seconda delle circostanze. Restate al nostro fianco, insieme riusciremo a cambiare il mondo.

Ascolta e diffondi il video di Marco Zanni e Marco Valli al Congresso degli USA:

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