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Risolvere i problemi partendo dalle cause è l'unico modo per porre rimedio alla tragica situazione della migrazione. Però si sa, in questa Europa degli egoismi e degli egocentrismi, mettere d'accordo tutti gli Stati membri (anche sui fatti più impellenti) è un'impresa titanica, per non dire impossibile. In occasione del summit di Valletta, l'UE ha lanciato un fondo fiduciario per l'Africa: il cosiddetto "Trust Fund". Si tratta di un meccanismo di sviluppo che mette insieme risorse provenienti da diversi donatori con l'obiettivo di consentire una risposta veloce, flessibile e collettiva alla grave instabilità delle regioni africane. Inoltre, il piano deve fungere da leva per lo stanziamento di ulteriori fondi da parte degli Stati Membri e di altri soggetti, al fine di affrontare le cause profonde della migrazione.

Qui, come volevasi verificare, arriva l'intoppo. Perché gli stessi Stati membri non rispondono all'appello. Nello specifico, è previsto uno stanziamento di 1.8 miliardi di Euro, da parte dell'UE, da destinarsi alle regioni del Sahel, del Corno d'Africa e del Nord Africa. E un contributo di altrettanta portata è previsto dai singoli Paesi, naturalmente dividendo la cifra per 28 a seconda delle capacità di spesa. Il fondo si basa essenzialmente su cinque priorità: migrazione e benefici allo sviluppo; migrazioni legali e mobilità; protezione e asilo; prevenzione di e lotta contro le migrazioni irregolari; ritorno, riammissione e reinserimento.

Il Movimento 5 Stelle in Europa, tramite il suo portavoce Ignazio Corrao, ha proposto un progetto di relazione (che potete scaricare qui) che cerca in primo luogo di spingere gli Stati membri a rispettare gli impegni presi, stigmatizzando la mancanza d'impegno mostrata precedentemente in termini di aiuto pubblico allo sviluppo. Inoltre, il testo richiede chiarezza e coerenza delle politiche europee in materia di sviluppo. Dopo aver accolto i numerosi suggerimenti provenienti dalle più importanti ONG italiane e internazionali, ora tocca a voi. Perché la relazione potrà essere emendata ulteriormente con i vostri pareri e suggerimenti tramite la piattaforma LEX, così da dare libero sfogo, per l'ennesima volta, alla democrazia diretta anche in Parlamento Europeo.

Al momento il progetto di relazione sottolinea l'impellente necessità di un utilizzo appropriato delle risorse. Viene chiesto molto chiaramente che i soldi provenienti dal "Fondo europeo per lo Sviluppo" e da altri stanziamenti dedicati al finanziamento della cooperazione per lo sviluppo siano utilizzati esclusivamente per finanziare attività - appunto - di sviluppo sostenibile. Il "Trust Fund" presenta oggi delle zone d'ombra, come i capitoli dedicati al controllo delle frontiere e al contrasto all'immigrazione irregolare. Queste spese - nonostante siano molto importanti - non devono essere sostenute sottraendo risorse destinate allo sviluppo, l'unica vera via per risolvere la crisi migratoria alla radice.

Per questo la relazione sottolinea la necessità di concentrarsi in progetti volti a migliorare la qualità del settore sanitario, a creare nuovi posti di lavoro (in particolare per giovani e donne), a rafforzare l'eguaglianza di genere e a migliorare la qualità dei servizi ed il benessere delle popolazioni locali. Viene anche sottolineato come, in questi settori, il ruolo delle autorità locali, della società civile e delle ONG sia fondamentale, così come la necessità di un coinvolgimento diretto di quest'ultime.
 
Infine, si sottolinea come questi fondi non possano essere utilizzati per finanziare in alcun modo spese militari o regimi dittatoriali, come nel caso dei 3 miliardi regalati alla Turchia di Erdogan. Si invita anche ad un monitoraggio costante, da parte del Parlamento, circa l'utilizzo delle risorse economiche.

Ora, dicevamo, tocca a voi. Vi aspettiamo su LEX: ogni vostra idea sarà presa in considerazione. Non perdete questa occasione di migliorare il mondo.

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